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FUORIPAGINA
26/07/2011
  •   |  
    Domanda del giorno: che fare delle guerre in Libia e Afghanistan?

    In Libia la «strana guerra» continua e non si vede un esito. Il governo francese ha già detto che non vuole né la morte, né la prigione per Gheddafi, basta che cessi di essere il leader massimo. È sempre più difficile capire quale risultato la Nato voglia, e - a dire il vero - dopo mesi e mesi di guerra, la grande Nato sembra sconfitta. A Tripoli continua a governare Gheddafi, a Misurata continua l'assedio, a Bengasi non si sa bene che cosa voglia il cosiddetto governo provvisorio. Più che una «drole de guerre», e a spese crescenti per paesi, come l'Italia, che sono investiti da una crisi economica dalla quale non si sa come uscire. E la guerra continua anche in Afghanistan - lo aveva scritto anche Engels - è quasi un suicidio come hanno ben sperimentato i sovietici, i cui carri armati arruginiscono nei dintorni di Kabul. C'è una crisi economica che minaccia tutti, ma ai governi pare opportuno continuare a perdere uomini e soldi in un'impresa della quale non è neppure chiara la finalità. Siamo nel pieno di una crisi economica mondiale e senza un paese forte capace di governarla. In questa situazione, le guerre di Afghanistan e di Libia sono un lusso criminoso. Un altro soldato italiano ucciso in Afghanistan, eppure è pronto il rifinanziamento della guerra in Afghanistan e Libia. Che fare?


I COMMENTI:
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  • Per noi la guerra in Afganistan è solo spese e morti,ma per altri sono affari e commesse!
    Chiedete a La Russa,quanti soldini è riuscito a scansarsi per la vecchiaia?
    Soldi che già sono in Svizzera o nei paesi dove il suo nome è sostituito da un codice.
    Scommetto che ha un codice con numeri e nomi di indiani d'Amerika.
    Lui è così abitutinario...!
    Domandate quanti milioni gli frutta ogni morto.
    Camionette sempre più nuove.
    Pistole e fucili che sparano anche con la canna storta!
    Chiedete quanti soldini gli hanno già dato quelli delle armi?
    Lui vi dirà che non è vero e alzando le manine per aria,le farebbe vedere pulite.
    Io lo conosco bene da quando portava i capelli lunghi e una barbaccia da gruppettaro fascista.
    La russa ha un motto:
    FINCHE? C'E' GUERRA,C'E' SPERANZA! 26-07-2011 11:00 - maurizio mariani
  • Ritiro immediato, processare per crimini di guerra tutti i politici di primo ordine (presidenti delle repubbliche e primi ministri coinvolti a favore di questi interventi palesemente FALSI e con altri scopi).
    Processare per crimini di guerra la NATO e tutto il suo staff. 26-07-2011 10:17 - alessandro
  • Ennesima pantomima sulla guerra: ci accorgiamo che e' brutta solo quando muore un italiano? Tutte le scelte sono possibili, ma non credo che queste decisioni possano essere prese lucidamente sull'onda dell'emozione. 26-07-2011 10:05 - Simone Secchi
  • In questo momento e' facile per la sinistra italiana pronunciarsi contro la nostra presenza nei conflitti afghano e libico visto che e' sempre in carica il governo Berlusconi, magari non sottolineando troppo lo zelo guerrafondaio e ipocrita di Pd e Napolitano. Sarebbe piu' interessante ,visto che probabilmente alle prossime elezioni politiche si presentera' una coalizione di centro-sinistra, come dovrebbe comportarsi questa in situazioni analoghe e i pacifisti che appoggeranno questa coalizione (compreso il Manifesto), visti i precedenti di Kossovo, Afghanistan e BaseUsa DalMolin, potrebbero (secondo me dovrebbero) pronunciarsi sin da subito su queste eventuali scelte. 26-07-2011 09:58 - marco
  • ma è possibile che ogni volta che muore un militare italiano tocca risentire gli stessi discorsi? andiamocene, rimaniamo, non finanziamo più, rifinanziamo... tutti discorsi che si possono fare in qualsiasi momento, quello che è assurdo è farli prevalentemente in occasione della morte di qualcuno (rigorosamente italiano ovviamente): in guerra si muore, altrimenti che guerra è? 26-07-2011 09:43 - Alessandro comunista
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