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FUORIPAGINA
26/07/2011
  •   |  
    Omofobia, reato specifico o ghettizzazione?

    La Camera ha affossato la legge contro l’omofobia, accogliendo la richiesta di incostituzionalità presentata da Udc, Pdl e Lega (più gli ex Responsabili). Il disegno di legge, sostenuto con forza da Anna Paola Concia (Pd), mirava a introdurre l'aggravante di omofobia nei reati penali. Hanno votato contro gli altri partiti di opposizione (Pd, Idv, Fli e Api). È la seconda volta che la legge viene bloccata alla Camera, mentre fuori dal Parlamento si moltiplicano le aggressioni ai gay, un fenomeno in crescita da qualche anno. Le domande che si propongono sono essenzialmente due. La prima è più squisitamente politica: l’Udc ha votato con Pdl e Lega, quindi com’è possibile pensare ad alleanze (di centrosinistra) con chi non vuole tutelare l’omofobia? La seconda è più di merito: non tutti, nella variegata comunità lgbt (e anche all’esterno) sono d’accordo con l’introduzione dell’aggravante di omofobia, perché questo equivarrebbe a «ghettizzare» gay e lesbiche, trattandoli come minoranze da tutelare. Dunque, si tratta di una inutile ghettizzazione o di un reato specifico da riconoscere, anche alla luce dell’omofobia di cui sono ancora permeati larghi strati del Paese?


I COMMENTI:
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  • Nel nostro Paese siamo ancora lontani dal poterci concedere quella che, tristemente, chiamo utopia; vissuta invece in posti come il Canada.
    Posti semplicemente più evoluti culturalmente e umanamente.
    Quindi se è di ghetto che si deve parlare allora abbiamo ancora bisogno di passare da lì.

    E' vero che i violenti lo sono nei confronti di chiunque non reputino sappia difendersi da loro, ma ci sono molte sfumature di violenza "gratuita".
    Tra queste la violenza nei confronti di gay in quanto diverso, forse incompreso, forse scomodo per la propria omosessualità repressa.
    Quindi il diverso va tutelato ora, al di là dei ghetti, in quanto in un paese ancora retrogrado e politicamente arruginito. 03-08-2011 23:59 - Antonio
  • Ciao amici, questa notizia mi intristisce perchè ancora una volta l'italia dimostra la sua arretratezza, dettata in questo caso da una profonda paura del diverso. Vi lascio un libro, lo sto finen do, molto bello. http://www.ebookvanilla.it/marcolino-e-lo-scambista.html 30-07-2011 23:07 - marco
  • io vivo in Canada dove il matrimonio gay esiste da diversi anni e dove il livello di accettazione degli omosessuali da parte della societa' e' molto alto. Qui non c'e' un'aggravante specifica per l'omofobia, ma esiste l'aggravante di 'hate crime'. Quando la motivazione alla base di un crimine e' l'odio la pena e' piu' alta. Se la motivazione alla base di un attacco nei confronti di persone omosessuali e l'omofobia, allora rientra tra gli hate crimes, cosi' come la violenza contro qualunque gruppo che sia motivata dall'odio. Ebrei, zingari, donne... 27-07-2011 22:57 - Elena
  • una legge contro l'omofobia tutela l'autonomia di pensiero pure degli etero. Se non si capisce per es che, in un contesto in cui è sistematico lo "scherzoso" intercalare omofobico, ogni moto cognitivo che superi lo sforzo elementare d'inerzia vive un potenziale rischio è perchè l'Italia è un paese servile e culturalmente raccapricciante. 27-07-2011 17:40 - Acci
  • @ Barra a Sinistra
    Sei proprio sicuro che quelli che aggrediscono gli omosessuali aggrediscono solo loro in quanto malati di omofobia?
    Io no, anzi, sono convinta che siano gli stessi che aggrediscono immigrati, barboni, capelloni, quelli che si rifiutano di regalargli una sigaretta e tutti gli altri che in quel momento gli salta in mente di aggredire. Non penso proprio che ci siano violenti specializzati in aggressioni di gay. I violenti sono tali contro tutti quelli che possono aggredire impunemente, contro tutti quelli che non possono o non sanno difendersi 27-07-2011 17:24 - gloria
  • A me pare una questione di logica elementare.
    L'omofobia genera una violenza gratuita diretta esclusivamente a chi manifesta tendenze sessuali diverse da chi la compie.
    Quindi, se queste tendenze non venissero manifestate o comunque non trasparissero non ci sarebbe violenza.
    E' del tutto ovvio, a questo punto, che l'omofobia non è soltanto un'aggravante, ma è addirittura l'unica causa della violenza. 27-07-2011 16:54 - Barra a Sinistra
  • Penso si debbano trovare modi educativi e culturali per superare tutte le violenze su gruppi di persone come le donne che vengono picchiate in quanto "inferiori", gli zingari che vengono allontanati e insultati in quanto zingari, i barboni bruciati perché poveri.
    Ogni manifestazione di un pensiero "forte", sia maschile o ricco o di pelle bianca deve costituire un'aggravante. Non si può continuare a fare leggi per categorie. 27-07-2011 16:31 - gabri
  • secondo me ha ragione Ahmed. non è giusto che alcune categorie di persone siano più protette di altre. mi sembra un'idea di diritto al'americana: le lobbies più forti sono tutelate, gli altri si arrangino. Perché picchiare un gay deve essere più grave che picchiare un homeless? Mi sembra il contrario della democrazia. Fra l'altro nessuno mi convincerà mai che aumentare gli anni di galera serva a combattere fenomeni culturali. L'aggravante di "motivi abbietti", se applicata bene, mi sembra più che sufficiente. 27-07-2011 14:29 - gloria
  • Leggo commenti 'dotti' che come al solito vogliono la luna nel pozzo per lasciare tutto come prima. Le leggi si fanno una alla volta.
    Proteggere una minoranza o una categoria debole non significa ghetizzarla, significa aiutarla ad essere accettata per quello che e'.
    In un momento in cui, per ragioni piuttosto ovvie se si guarda al rigurgito fascista in Italia e altrove, omosessuali vengono colpiti o uccisi per essere quello che sono e non per altri motivi generalmente associati ad azioni criminali (es. rubare il portafogli), il crimine commesso diviene 'particolare" e specifico. Ecco perche una aggravante e' perfettamente legittima e costituzionale, chiamiamiamo adio per il diverso (da se) o come vogliamo.
    La legge deve avere un ruolo deterrete oltre che punitivo nei confronti dei crimini ed adattarsi a questi. 27-07-2011 13:48 - Murmillus
  • Perché "ghettizzazione"? Avanzare questa ipotesi (che, volenti o no, riconduce l'orientamento sessuale omo o trans a eccezioni fortemente minoritarie rispetto ad una presunta "normalità") è esattamente il reciproco della pregiudiziale di incostituzionalità opposta alla proposta di legge dalla destra. Pregiudiziale seconda la quale per uno stesso reato la vittima omo/transessuale godrebbe di un di più di tutela rispetto alla generalità della popolazione, e quindi violerebbe il principio dell'eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Se codesti orientamenti sessuali godessero di un di più di diritti, non si costituirebbero certamente in un ghetto, sinonimo di separatezza e di una "diminutio" giuridica. Non si tratta dunque di tutelare una "riserva indiana": a me pare invece che l'omofobia sia una variante del sessismo, del tutto assimilabile - e so di non dire una novità - al razzismo. Quest'ultimo, nella sua versione occidentale (prevalente) valuta alla stregua di una malformazione rispetto al modello dell'uomo bianco (inferiorità sanzionata poi storicamente da una condizione di schiavitù)chi porta una pelle diversamente colorata. Allo stesso modo in cui chi restringe a "normalità", a naturalità, l'eterosessuale, ritiene, senza alcun fondamento scientifico, la tendenza omo come una deviazione, una malattia. Istituzioni che, a partire dal nome (katolicòs) pretendono e proclamano l'universalismo, non si accorgono di questa eclatante e terrificante assimilabilità. 27-07-2011 11:09 - Giacomo Casarino
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