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FUORIPAGINA
27/07/2011
  •   |   Mario Correnti
    Raid israeliano al Freedom Theatre

    La scorsa notte truppe speciali israeliane hanno effettuato un’irruzione nel Freedom Theatre di Jenin, l’importante struttura culturale legata al nome dell'attore e regista ebreo-palestinese Juliano Mer-Khamis, assassinato lo scorso aprile da sconosciuti. I soldati hanno danneggiato finestre, scrivanie e in parte anche i camerini secondo il resoconto fatto da fonti locali. Soprattutto hanno arrestato il direttore Adnan Naghnaghiye, che di fatto viveva all’interno del teatro, e un membro del consiglio di amministrazione Bilal Saadi. E’ stato fermato e poi rilasciato anche Ahmed Nasser Matahen, guardia notturna e studente del teatro. Quest’ultimo è stato obbligato dai soldati a spogliarsi con una pistola puntata addosso.

     

    La giornalista israeliana Amira Hass scrive oggi sul sito del suo quotidiano, Haaretz, che non sono noti i motivi dietro gli arresti - non ancora confermati dalle autorità militari – e se siano in qualche modo legati alle indagini sull’assassinio di Juliano Mer Khamis. Fonti palestinesi dubitano però che siano in qualche modo collegati al quell’omicidio e parlano di «raid intimidatorio» contro un laboratorio del libero pensiero nei Territori occupati.

    Sono ormai passati quasi quattro mesi dall’omicidio di Juliano Mer Khamis, freddato dai killer all’ingresso del campo profughi di Jenin dove alcuni anni fa aveva deciso di ridare vita al teatro per i bambini palestinesi creato prima della seconda Intifada (2000) da sua madre Arna (un’iniziativa ben raccontata nel film “Arna’s children”) . La morte di Juliano è ancora avvolta nel mistero, gli assassini non sono stati identificati e gli attori non si sentono sicuri. Ma vogliono portare avanti il progetto.

     

    «Il progetto teatrale sopravviverà alla morte di Mer-Khamis e seguirà il sentiero da lui tracciato» ha dichiarato all’Alternative Information Center Iyad Hurani, un giovane di Ramallah che ha trascorso gli ultimi tre anni al Freedom Theatre. Anche gli altri attori dell’ultimo spettacolo portato in scena, una rivisitazione di “Alice nel paese delle meraviglie”, appaiono determinati ad andare avanti. La continuità del teatro rappresenta una sfida e di questo ne sono consapevoli tutti all’interno del Freedom Theatre: una sfida contro l’occupazione israeliana che opprime ogni giorno la vita di milioni di palestinesi ma anche contro quella parte di società palestinese conservatrice e reazionaria che ha sempre avversato il progetto realizzato da Juliano Mer-Khamis.


I COMMENTI:
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  • Allora?
    Gianni tu vivi in un pezzo di questo pianeta dove non ammazzi sorelle e non ammazzi bambini palestinesi.Tu vivi però in un paese dove c'è ben altra violenza.
    Prima tra tutte lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo,be?
    Cosa vuoi che ti dicano i talebani o gli ebrei che sparano ai palestinesi?
    Noi non siamo i portatori di civiltà,noi siamo una parte di questa umanità che ,io per primo,mi metto in campo.
    Rispetto le culture degli altri popoli,ma non rispetto la violenza dei prepotenti sui deboli.
    La prepotenza è sempre uguale!
    Sia talebana,cristiana o ebrea.
    Sapessi quante cose ho da dire sui cinesi...!
    Ma rispetto i cinesi che,oggi, non fasciano i piedi alle loro spose!
    Perche anche se era parte della loro cultura,era cattiva! 28-07-2011 19:26 - maurizio mariani
  • Ripeto, non si tratta di bontà o cattiveria. Se un soldato israeliano uccide un palestinese solo perchè gli ha attraversato la strada, è un assassino. Idem per il talebano che taglia la gola alla moglie oppure alla sorella solo perchè hanno trasgredito alla loro assurda interpretazioni delle leggi di MAOMETTO. Però le leggi dei loro Paesi li assolvono. Sono leggi buone o cattive? Se una persona che non conosco arriva e mi dà un pugno in faccia io cerco di difendermi, magari gli spacco qualcosa in testa e lo ammazzo, e poi vado in galera. Sono stato buono o cattivo? Per favore cerchiamo di non prenderci per il culo da soli, volete ? 28-07-2011 18:26 - gianni
  • Ma Lei fa ridere i polli, mi scusi.
    Federico Garcia Lorca, perchè no!!
    Federico=nome
    Garcia=cognome del padre (in prima battuta)
    Lorca=cognome della madre.
    Federico Lorca?
    No!!
    Federico Garcia ( Lorca).
    Cambi spacciatore, che è meglio...
    Shalom Tov! abbia un pò di menshlechykayt = decenza umana.
    O vuole ancora nel XXI secolo, seguire le teorie McCarthyane?
    Prima era il " comunismo " e adesso " l'antisemitismo " l'arma per reprimere la propria espressione?
    Stiamo parlando di NOMI & COGNOMI, di come si chiamano le persone!!!
    Lei è ridicolo Step ( step by Step or what? ) 28-07-2011 15:34 - criminali di guerra
  • Lo chiamano solo con un cognome per lo stesso motivo per cui comunemente "Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca" lo chiamiamo "Federico García Lorca" e basta, credo. Però se preferite pensare che ci sia un complotto censorio contro l'uso dei secondi nomi nel caso richiamino delle forme di devozione religiosa cattolica tipicamente controriformiste, pensatelo pure.
    Resta il fatto che le cose che dite sono esattamente le stesse che dicevano i nazisti contro gli ebrei, significato compreso. 28-07-2011 13:40 - Ste
  • Per " Ste":
    complottista, nazista? solo una semplice precisazione di cultura generale verso i lobotomizzati lettori, che si bevono tutto senza un minimo di cervello, in pratica, per i mononeuroni come Lei (il vero complottista della diatriba):

    Lo chiamano Breivik perchè viveva con la madre??
    Bella questa, dunque, se uno vive con la madre, si viene chiamato Anders Breivik…
    Scusate, ma questo biondino CRIMINALE DI GUERRA, non si chiama effettivamente Anders Behring?
    Cosa fa la lobotomizzazione dei media, cambiano anche il nome di una persona e non si sa il perchè!!!!!, e peggio ancora, che le persone assimilano questo concetto a tal punto, che diventano tutti dei pappagalli.
    Da domani, invece di chiamare Silvio Berlusconi (suo nome vero), chiamamolo Silvio Bossi :)
    Per Pino Rossi:
    non solo Repubblica lo chiama cosi, ma il 99,99& dei media news del mondo intero.
    Incredibile, ma vero. 28-07-2011 13:15 - criminali di guerra
  • Grande "criminali di guerra"
    grazie per il commento...
    illuminante...
    hai ragione, in rete ci sono 9 milioni di risultati su "Ander Behring Breivik" ma su Repubblicalo chiamano solo Breivik... 28-07-2011 10:49 - Pino Rossi
  • Per cortesia,

    quando appaiono messaggi deliranti sui soliti complotti giudaici (in perfetto stile da propaganda nazista) come quelli di "criminali di guerra" SIETE PREGATI di cancellarli.

    Siete pregati di cancellare in genere tutti i messaggi da delirio complottardo che proliferano in rete.

    In caso contrario, penso proprio che farò più che volentieri a meno della vostra lettura. 28-07-2011 09:37 - Ste
  • Un pò fuori tema, ma cerco una risposta da tutti i giornalisti del mondo:
    Titolo o nome assolutamente sbagliato del biondino criminale norvegese:
    Anders Breivik
    Titolo e nome corretto:
    Anders Behring ( Breivik è il cognome della madre)
    Vedere per credere:
    http://www.avotaynu.com/csi/csi-result.html?page=next
    796500 BEHRING A
    “A” sta per:
    A. Jewish Records Indexing – Poland (231,973 surnames). An index to over 2,400,000 Jewish birth, marriage, divorce and death records located in the archives of Poland. An on-going project–continuously updated. Online database.

    Perchè tutti i media cercano di “mascherare” il suo cognome ebraico?
    Domanda da miliardi di dollari, sino adesso nessuna risposta da nessuna testata italiana, inglese, francese,spagnola, ecc.. 27-07-2011 22:09 - criminali di guerra
  • Gianni,se uno arriva e ti da un pugno in faccia senza che tu abbia fatto nulla è cosa buona o cattiva?
    Gianni se invece ti faccio conoscere mia cugina che è una ragazza molto atraente e con lei è come andare sull'otto volante,è cosa buona o cosa cattiva per te!
    Non ci mettere la filosofia o altre cose che hai nella zuccha.Spara con il cuore...
    Dai..Ascoltiamo! 27-07-2011 20:17 - maurizio mariani
  • Secondo me, Maurisio Mariani parla di " buoni " e cattivi" con troppa leggerezza. Che cosa significa? Bontà e cattiveria sono delle categorie di pensiero assolutamente arbitrarie, connaturate al pensiero occidentale cristiano, socialdemocratico e capitalista. Non sono valori assoluti. In altre situazioni religiose e geopolitiche i valori morali possono essere completamente diversi.Meditate gente prima di parlare, meditate ! 27-07-2011 19:24 - gianni
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