mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale martedì 17 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
29/07/2011
  •   |   Loris Campetti
    Cofferati: «Patto senza senso»

    «Prima finisce l'attività di questo governo meglio è. Poi ci sarebbe una sola cosa da fare: andare alle urne». Sergio Cofferati, europarlamentare del Pd ed ex segretario generale della Cgil, è molto preoccupato per l'autunno quando «si concretizzeranno sulla pelle dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani le conseguenze di una manovra economica ingiusta, senza sviluppo e temo inutile ai fini della riduzione del debito. Le organizzazioni sindacali dovrebbero mettere in campo grandi mobilitazioni contro l'iniquità della manovra, invece di sottoscrivere ambigui e inutili patti finalizzati allo stare insieme, senza contenuti. Il rischio è che i sindacati si riducano a svolgere, non so quanto consapevolmente, una funzione politica, rinunciando alla loro autonomia».


    Tutti insieme appassionatamente, imprenditori, banchieri e sindacati per chiedere una discontinuità alla guida del governo. Seguono cori entusiasti che evocano lo spirito del '92-'93. Come giudichi questa iniziativa, nel pieno di una pesante crisi finanziaria, economica e sociale?
    Lascerei da parte lo spirito del '92-'93, e persino la manovra fatta da Prodi con una tassa per l'Europa, restituita un anno dopo alla metà dei contribuenti. Comunque la si pensi, in quelle manovre c'erano anche elementi di equità. In vent'anni, poi, la condizione sociale non è certo migliorata. Oggi la manovra economica del governo è iniqua, non c'è un'idea di crescita e sviluppo perché non si investe un euro nella ricerca e nell'innovazione o in una seria politica di infrastrutture. Una manovra che colpisce le famiglie, i lavoratori dipendenti, i pensionati e soprattutto i giovani. Con i ticket sanitari, l'Irpef sulla prima casa, l'attacco alla previdenza. Non c'è occupazione aggiuntiva in vista e senza investimenti i giovani che escono dalla scuola non hanno prospettive lavorative, mentre centinaia di migliaia di dipendenti in cassa integrazione in deroga perderanno il lavoro. La crescita della disoccupazione, contestualmente alla caduta delle protezioni sociali, può determinare un clima pericoloso non tra un anno ma subito, già a settembre: temo reazioni di scoramento, sfiducia, disaffezione, lontananza crescente dalla politica. I sindacati, qualora se ne rendessero conto dovrebbero organizzare grandi mobilitazioni contro la manovra, non per ridurne l'entità ma per introdurre elementi di equità sociale. Firmare invece patti generici con le controparti che chiedono politiche di sviluppo senza dire come e quali, fa pensare a una scelta politicista, a una rinuncia a esercitare la propria autonomia. A chi evoca lo spirito del '92-'93 sfugge che gli elementi positivi di quella stagione sono stati cancellati dall'accordo tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil di un mese fa su contratti e rappresentanza.


    L'Italia è a rischio, e in nome dell'emergenza crescono le tentazioni di unità senza principi. Come valuti questa crisi, e come bisognerebbe affrontarla?
    L'emergenza è reale, è sotto gli occhi di tutti. È stata provocata dagli errori clamorosi del governo Berlusconi per le cose fatte e per quelle non fatte. Abbiamo un grande debito che ci espone alle richieste europee di rientro ma abbiamo anche, a differenza di altri paesi, un'assenza di crescita. Rischiamo il tracollo provocato dalla speculazione sul debito e l'esplosione di una crisi sociale per mancanza di risorse, riduzione del welfare e caduta dell'occupazione. A questo il governo risponde con una manovra che non prende neanche in considerazione l'idea della crescita, iniqua perché pesa sui redditi più bassi e inefficace persino a fini della riduzione del debito. Insospettabili commentatori parlano di macelleria sociale su giornali che l'indomani brindano allo spirito del patto inconsistente tra le parti sociali. In questo quadro, invece di generici richiami allo stare insieme servirebbero, lo ripeto, iniziative sindacali di lotta. Le manovre e gli accordi del '92-'93, la stessa manovra correttiva di Dini del '95 erano molto pesanti ma contenevano elementi di equità in un contesto di coesione, concertazione, politica dei redditi, e incentivi alla crescita.


    Cosa bisognerebbe mettere in campo per riavviare una politica di sviluppo?
    Investimenti per l'innovazione e la ricerca e l'ammodernamento delle infrastrutture, in chiave keynesiana. Le risorse si possono trovare dai privati e con interventi previsti in campo europeo, dagli eurobond a una tassa sulle transizioni finanziarie. Lo so anch'io che tali interventi dovrebbero essere messi in campo a livello europeo, ma nessuno ci impedirebbe di anticiparli, o di intervenire sulle grandi ricchezze accumulate, sia finanziarie che materiali. Questo dovrebbe essere messo al centro di una grande battaglia per l'uscita dalla crisi e l'avvio di una stagione di sviluppo, reintroducendo elementi di giustizia sociale. Mi rendo conto che si tratterebbe di invertire una tendenza negativa e penso che in questo ipotetico ma concreto scenario l'accordo sventolato tra le parti sociali non avrebbe, come non ha, né capo né coda. Il documento «unitario» tra le rappresentanze sociali è privo di indicazioni concrete, ha un carattere puramente evocativo, chiede una discontinuità al vertice del governo sognandone uno di larghe intese ed è rivolto all'embrassons nous della politica. Berlusconi se ne deve andare il prima possibile, ma l'unica conseguenza logica e democratica dovrebbero essere le elezioni.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • Purtroppo le conquiste politiche e sociali degli anni settanta ed ottanta, poi diventate diritti acquisiti irrinunciabili, oggi sono considerate privilegi inaccettabili da distruggere. Questo per colpa innanzitutto del governo di Bettino Craxi che nel 1983 tolse ai lavoratori la Scala Mobile, e poi per la responsabilità di dirigenti sindacali come Bruno Trentin e Sergio Cofferati che con i famigerati accordi del 1992 e 1993 per salvare l’unità sindacale collocarono di fatto la CGIL in posizione subalterna rispetto al padronato. L'accordo firmato ricentemente dalla Camusso è solo una logica conseguenza di quallo ancora più schifoso del luglio 2007, poi fatto approvare fraudolentemente dai lavoratori e pensionati con un referendum-farsa tra gli applausi del PD, del " Governo Amico" di Romano Prodi e dello stesso Sergio Cofferati che oggi dovrebbe vergognarsi. La sua parabola è stata la stessa di molti funzionari e dirigenti comunisti della CGIL. Focosi giovanotti impegnati e progressisti ai tempi di Enrico Berlinguer, sono diventati dei moderati dopo la caduta del Muro di Berlino. Sergio Coffersti era un bravo segretario di categoria negli anni settanta, ma poi si è imobolsito e con gli accordi del luglio 1993 ha cinicamente distrutto ogni speranza di riscossa della classe operaia italiana. E adesso viene a piangere le sue lacrime di coccodrillo perchè vorrebbe fare le scarpe a Susanna Comusso ? Ma che vada a farsi fottere! 30-07-2011 08:46 - gianni
  • Condivido con Cofferati l'idea di mettere in campo grandi mobilitazioni contro la manovra iniqua, come condivido il giudizio di condanna totale del contenuto della manovra, foriero di un domani molto vicino di depressione sociale pesante. Purtroppo non vedo un gran movimento qui in Italia capace di intercettare il movimento. Perchè abbiamo bisogno di prassi, ma anche di praticabilità della prassi. Ci sono le iniziative della FDS e qua e là piccoli movimenti spontanei che necessitano di unificare i loro intenti in una piattaforma comune al fine di creare una base programmatica di cambiamento capace di incidere sulla realtà sociale, creando così una base di consenso significativa. Tuttavia ritengo il progetto fattibile, ma il passaggio necessario è l'unificazione delle lotte. E buon lavoro a tutti noi!!! 30-07-2011 08:29 - Vale53
  • arridatece er "cinese"! 30-07-2011 06:05 - pepe
  • per Giacomo Casarino: mi interesserebbe conoscere (a grandi linee,per carità) come affronteresti questa crisi se avessi il potere di provare a farlo 30-07-2011 01:07 - vittorio
  • Cofferati ha ragione, ma l'unico sindacato pronto a lottare è la FIOM, che avrebbe bisogno di un'alleanza con intellettuali, studenti, precari e disoccupati e contatti internazionali non
    formali. 30-07-2011 01:06 - massimo manuelli
  • Cofferati ha ragione, ma l'unico sindacato che è pronto a lottare è la FIOM che avrebbe bisogno di alleanze con intellettuali, precari, disoccupati, studenti 30-07-2011 00:57 - massio manuelli
  • Fra poco dovremo ringraziare i "signori" perche' ci danno da lavorare e senza di loro "come faremmo". Come al tempo delle ferriere e come vorrebbero i benpensanti e come vorrebbe la chiesa che ha sempre cercato di mettere la mordacchia in bocca al popolo. 29-07-2011 22:00 - Murmillus
  • signora camusso dimettiti! Per il bene della cgil, altrimenti seguì il consiglio di rinaldini della fiom. 29-07-2011 21:11 - tony
  • Se persino un ex sindacalista moderato come Cofferati si indigna,giustamente, per le indegne atidemocratiche intese filoconfindustriali firmate di recente dalla Camusso assieme agli altri due sindacati filopadronali,questo dimostra quanto preoccupante sia lo spostamento a destra dell'attuale segreteria Cgil. 29-07-2011 18:48 - Lequinio
  • Cofferati è uno dei pochi nomi di spicco del PD che polemizza duramente contro la deriva liberistica e filoindustriale del suo partito e richiama le ragioni della sinistra. Ma c'è sempre qualcuno a cui questo non va bene e lo considera peggiore di Guazzaloca. Finché la sinistra italiana sarà composta di persone che ragionano così non ci sarà speranza e i neoliberisti continueranno a spadroneggiare. 29-07-2011 17:33 - Lo Straniero
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI