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FUORIPAGINA
29/07/2011
  •   |   Barbara Antonelli
    Libia, ucciso Younis, capo dei ribelli

     

    E’ ancora giallo sull’uccisione di Abdel Fattah Younis, il capo dei ribelli libici; a dare la notizia della sua morte, dopo che diverse voci si erano diffuse a Bengasi, è stato il portavoce del Consiglio di Transizione Nazionale (CNT) Mustafa Abdel Jalil, che ha aggiunto che il responsabile dell’omicidio sarebbe già stato catturato.

    Diverse versioni circolano sulla sua uccisione e su quella di due suoi ufficiali, i cui corpi non sono stati ancora ritrovati; c’è chi parla di un arresto da parte dei ribelli libici, perché sospettato di aver tradito gli insorti e contrabbandato armi al regime del Colonnello Gheddafi; ma c’è anche chi parla di convocazione da parte del fronte di Bengasi per un interrogatorio relativo a “questioni militari” e poi di un successivo agguato, da parte di un gruppo armato; un vero e proprio regolamento di conti che metterebbe in luce le divisioni interne che sussistono all’interno dei gruppi di ribelli e la coesistenza di diverse anime nel CNT. Secondo altre fonti infatti, lo stesso CNT lo avrebbe più volte criticato per i suoi mancati successi militari.

     

    Il capo di stato maggiore Younis (nominato a marzo) era stato il numero due di Gheddafi e suo amico personale; lo aveva accompagnato nel colpo di Stato del 1969, agendo di fatto come il suo braccio destro in tutti questi anni: il 22 febbraio era passato dalla parte degli insorti di Bengasi, cosa che gli aveva fatto guadagnare una taglia di 4 milioni di dollari voluta dallo stesso Colonnello. Nel corso della conferenza stampa del CNT, all’hotel Tibesti, Jalil ha dato la colpa a Gheddafi di “voler rompere l’unità delle forze ribelli”; ma secondo altri testimoni, alcuni uomini armati del clan tribale di Younis (quella Abdiyat di Tobruk),  avrebbero fatto irruzione nell’albergo, accusando il CNT di aver ucciso il loro capo.

     

    In qualità di Ministro degli Interni del governo Gheddafi, Younis era stato in Italia nel mese di dicembre 2010, per incontrare al Viminale il suo omologo Maroni, per la firma di un Protocollo tecnico-operativo per il contrasto dell’immigrazione clandestina via mare, nell’ambito delle concessioni economiche e politiche fatte a Gheddafi in cambio dell’impegno a fermare il flusso di immigrati in partenza dal nord del paese verso l’Italia.

     

    Ieri in serata , due forti esplosioni sono state udite a Tripoli. Mentre secondo le maggiori agenzie stampa, i ribelli avrebbero conquistato due località vicine ai confini con la Tunisia, Al Ghazaya, usata come base dalle truppe di Gheddafi per lanciare razzi ai ribelli nella vicina Nalut, e Umm Al Fau.


I COMMENTI:
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  • @ Marcello C.
    Incauta l'Associazione Culturale Punto Rosso di Milano ad affermare, tra l'altro, "CI SPINGIAMO FINO IN SIRIA DOVE UNA GENERAZIONE HA DECISO DI MORIRE SOTTO LE CANNONATE E NON SI ARRENDE". Incauta, perché nel caso, geopoliticamente molto improbabile, di un intervento esterno, gli eroi-patrioti-democratici diverrebbero immediatamente bollati come agenti dell'imperialismo. Un'alternanza di tipo manicheo. Dunque, che continuino eroicamente a farsi massacrare!
    Mi devo correggere: (dal sito di Repubblica) "Il ministro degli Esteri britannico William Hague ha dichiarato che l'intervento militare in Siria "non è una possibilità remota".Nessuna protesta finora dei sedicenti antimperialisti italiani davanti ad ambasciata e consolati siriani (rispettare la sacra sovranità degli Stati, in barba all'internazionalismo!). Invece non bisognerebbe cominciare a mobilitarsi, anticipando sui tempi le mosse dell'imperialismo britannico?! 01-08-2011 10:48 - Giacomo Casarino
  • riferendomi al commento del lettore Marcello c.
    devo dire che ha pienamente ragione, infatti oggi(domenica 31/07/011) nel TG3 delle h14 la conduttrice,Floriana Bertelli, ha commentato un filmato a suo dire proveniente dalla città di Hama?(forse)in Siria, dove le truppe del governo Siriano avrebbero invaso la città suddetta uccidendo un "centinaio" di "manifestanti"detto servizio,di una qualità a dir poco pessima faceva vedere solo delle strade in cui alcune persone si gettavano a terra in quanto nell'audio si sentivano colpi di arma da fuoco(in lontananza)e sempre come detto pocanzi si vedevano mezzi militari in movimento(dei quali, però non si distingueva la nazionalità)con la scusa che NON c'erano giornalisti in loco, in quanto il suddetto governo li avrebbe allontanati tutti(però è strano a me risulta che pochi giorni fa gli ambasciatori, Francese e Statunitense, siano andati proprio in quella città(se mi ricordo bene) x appoggiare e solidarizzare con i "manifestanti contro il partito Baath di Bashir Assad.
    comunque detto servizio "giornalistico"(si fa x dire)sembra sia stato fatto dai manifestanti stessi con telefonini vari(da qui la pessima qualità)
    comunque x tornare a "bomba"(scusate la involontaria ironia)
    non una parola sul bombardamento,effettuato dalla NATO, sulla televisione di stato Libica, "silenzio di tomba" ma cosa volete che siano 3 persone morte e 15 ferite,VERAMENTE, x "inculcare" la democrazia, contro un "centinaio" di vittime(ma contate da chi?)"massacrate" dal perfido regime del "feroce e sanguinario"dittatore(così lo hanno nominato i cd "media"nostrani e non, asserviti al potere economico-imperialista e capitalista occidentale.
    ps
    solidarietà con la Libia, aggredita da quella organizzazione di guerrafondai,interventisti e fautori di colpi di stato,contro leggittimi governi, che è la NATO(e i suoi lacchè, naturalmente)
    un saluto
    alexfaro 31-07-2011 18:14 - alexfaro
  • ASCA-AFP) – Tripoli, 30 lug – Tre persone avrebbero perso la vita e altre 15 sarebbero rimaste ferite nel corso del raid aereo Nato perpetrato contro il quartier generale della Tv libica nella capitale. A dichiararlo Khaled Basilia, direttore dell’emittente Al-Jamahiriya. ”Tre nostri colleghi sono stati uccisi e 15 sono stati feriti mentre portavano avanti con la loro professionalita’ il loro lavoro di giornalisti libici”, ha spiegato Basilia. Il direttore ha definito il raid aereo ”un atto di terrorismo internazionale e una violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu”.
    (AGI) Tripoli – Ennesimi bombardamenti a tappeto su Tripoli: nella notte una decina di esplosioni sono risuonate nel centro della capitale libica, seguite da altre tre nel quartiere di Bab al-Aziziyah, dove si trova la residenza-bunker di Muammar Gheddafi, facendo tremare le fondamenta di un hotel dove sono ospitati i giornalisti stranieri. Da Bruxelles la Nato ha annunciato che sono stati colpiti tre ripetitori televisivi, allo scopo di “zittire le trasmissioni terroristiche” del regime .

    La storia si ripete, cosi fu in Serbia – Belgrado – , oggi a Tripoli.
    Esportando “democrazia”, questi sono gli “amici” dell'Italia, dei giornalisti millantatori e politici italiani
    Niente da dire per l’assassinio di suoi colleghi? Speriamo che, Manlio Dinucci - forse l'unico giornalista in Itala VERO - faccia un articolo a riguardo!
    NATO^ I CRIMINALI DI GUERRA PIU SCHIFOSI DAL 1990, e dopo le SS Naziste. 30-07-2011 15:36 - CRIMINALI DI GUERRA
  • Casarino, visto che gli altri sono volgari e non hanno la "perspicacia analitica" mentre te arregola ce l'hai e conosci "le dinamiche", dicci te da che parte bisogna stare. O forse sei troppo "oltre" per prendere posizione, e magari è meglio stare a vedere per dire a posteriori che avevi capito tutto? 30-07-2011 12:05 - Marcello C.
  • Abbiamo appreso oggi dal Manifesto che il CNT libico non è composto solo da ex-manutengoli, ex-tagliagola di Gheddafi, ma anche da "coloro che invece quel regime hanno iniziato a combatterlo decenni prima, dall'estero". E, aggiungo io, da qualche prigioniero politico di lungo corso fatto incarcerare dalla Guida. E' già qualcosa. 30-07-2011 10:44 - Giacomo Casarino
  • I commenti precedenti, pur nella loro volgare insipienza, nutrita di vieti luoghi comuni indegni di (militanti?) politici non fanno che riflettere certa, univoca e manichea propaganda in voga a sinistra, frutto di pregiudizi e di anacronismi (come se il Gheddafi di oggi fosse il campione dell’anti-imperialismo come è stato agli inizi del suo potere): non sono frutto della perspicacia analitica dei loro autori. La storia si incaricherà di smentirli e, se intellettualmente onesti, dovranno fare una penosa autocritica.Prima esaltate acriticamente come eventi rivoluzionari a seguito dell'abbattimento dei tiranni tunisino e d egiziano; poi sospettate di eterodirezione e di collusione con le mire neocolonialiste dell’Occidente avendo per il momento vinto la partita l'esercito, garante della sostanziale continuità col vecchio regime; infine additate come indicatori di una "controrivoluzione globale". Si direbbe che gli analisti, anche e soprattutto a sinistra, non sappiano che pesci prendere. Forse si pensa che l'involuzione che si registra in Egitto e in Tunisia sia l'effetto, il contraccolpo dell'intervento militare in Libia. Interpretazione semplicistica, un po' dietrologica, che non fa i conti con l'analisi delle strutture e delle dinamiche delle società in questione.Tanto per dirne una, una persona che l'Egitto lo conosce per esservi nato, parlo di Samir Amin, prima ancora che Mubarak cadesse, aveva ben chiaro - e lo dichiarò durante il Forum Sociale di Dakar, che giovani e sinistra sarebbero stati emarginati e che l'esercito, trattando o meno con i Fratelli Mussulmani, avrebbe avuto la meglio. Ma, a guardare l'effervescenza di piazza Tahir, non si direbbe proprio che chi ha vinto una "mano" della partita abbia in serbo una duratura vittoria. 29-07-2011 20:51 - Giacomo Casarino
  • mi piacerebbe sapere se alla luce dello svolgimento di tutta la guerra libica Rossana Rossanda mantiene la sua versione sulla rivolta di giovani insofferenti alla dittatura di Gheddafi e sullo intervento della Francia motivato soltanto da ragioni elettorali interne oppure se prende atto di avere preso una colossale cantonata e di fare quella che una volta si chiamava autocritica chiedendo perdono ai milioni di libici che assieme al loro presidente Gheddafi resistono alle migliaia di bombardamenti da cinque mesi. 29-07-2011 20:49 - pietro ancona
  • Era un uomo di Gheddafi,pòi è diventato il capo dei ribelli.
    prima baciava le mani a dittatore e dopo si è schierato con la santa alleanza.
    Assomiglia a qualcuno che conosco,ma non riesco a ricordare...
    Prima stava con il colonnello e andava sotto la tenda a fare quel gioco che gli piace tanto e dopo era con i rivoltosi ad attaccare e bombardare la Tripolitania.
    Certo che le persone infami si riconoscono tutte.
    Hanno come una radice che li unisce.
    Stavolta però ci ha lasciato le penne.
    Ma a chi assomiglia uno cosi...?!? 29-07-2011 18:41 - maurizio mariani
  • Questi sono solo dei banditi prezzolati. Forza Gheddafi resisti! Bengasi libera! 29-07-2011 18:23 - Marcello C.
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