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FUORIPAGINA
06/08/2011
  •   |   Francesco Epico
    IC 590. Avventure tragicomiche di un pendolare

     

    A vederlo sembrerebbe un treno normale, uno di quegli Intercity fatiscenti e stanchi che arrancano su e giù per la Penisola. A salirci non ci si rende conto di quello che si sta facendo. A pensarci sembra impossibile che migliaia di persone affidino, per alcune ore, il proprio destino a quella successione di vagoni sgangherati.

    Stiamo parlando dell’Intercity 590, il mitico IC 590, che il sottoscritto prende tutte le settimane, da tre anni in qua, con la regolarità di una compressa per la pressione. Questo treno contribuirà, senza alcun dubbio, a scrivere la Storia di Trenitalia.

     

    Tutte le mattine il convoglio parte da Napoli Centrale alle ore 10,17 e raggiunge Milano, prima o poi. Sul fatto che parta non vi è alcun dubbio, come sul fatto che arrivi. Sull’orario di partenza, però, è doveroso aprire un paio di parentesi e fare alcune riflessioni. Sul tabellone delle partenze c’è scritto “ore 10.17”, così come sul biglietto con prenotazione intercity che stringi gelosamente tra le mani. L’Intercity entra in stazione acquattato sui binari come un gatto selvaggio pronto ad avventarsi sulla preda. Centinaia di persone si affollano sui binari spintonandosi, nel disperato tentativo di salire per prime. Il treno sferragliando si ferma ed apre le porte ai passeggeri e alle loro speranze residue. Ricordo che le prime volte guardavo l’orologio e mi domandavo come avrebbe fatto a salire tutta quella calca, visto che all’orario di partenza mancavano si e no quattro minuti. Con il tempo e con l’esperienza ho capito che le 10.17 sono soltanto l’inizio dell’appuntamento. E’ come dire che da quel momento in poi ogni istante è buono per partire, basta non avere fretta. In tre anni, a dire il vero, una decina di volte siamo riusciti a partire in orario e la gente ci ha pure preso qualche ambo e un paio di terni.

     

    L’Intercity 590 sarebbe un treno da inserire come materia di studio alla facoltà di sociologia poiché in esso si consuma uno dei più affascinanti contrasti dell’esistenza: il conflitto tra la dinamica e la statica. Mentre il treno solca, infatti, le campagne assolate lanciando fischi laceranti contro il cielo, al suo interno si fermano attimi di vita di persone che, in fondo, chiedono solo di raggiungere le proprie destinazioni. E’ noto come nei momenti di difficoltà la gente chieda aiuto, cerchi una parola di conforto, uno scoglio a cui aggrapparsi e trovi un effimero sollievo nel mal comune. Siccome nell’Intercity 590 di momenti di difficoltà ce ne sono in quantità industriale, ecco che la gente si compatta e socializza, dando vita a situazioni teatrali che nemmeno i registi più fantasiosi sarebbero capaci di mettere in scena. Spontaneamente e come i funghi nel bosco, sorgono momenti melodrammatici,  spunti di satira amara, occasioni in cui è difficile separare il grottesco dalla realtà. La gente dell’Intercity 590 è gente semplice, che viaggia per lavoro, per sapere, per amore, per dolore. E’ la gente che deve fare ritorno in quel nord che non l’ha mai completamente accettata e che si lascia alle spalle il profumo del suo pane e della sua terra. E’ la gente che non può permettersi il biglietto pazzesco della Freccia Rossa, quel treno moderno a forma di supposta che è sempre odoroso e quasi sempre in orario. La gente che soffre sull’Intercity 590 è gente vera, genuina, gente alla quale viene chiesto di lasciare a terra la dignità e il sogno, la fantasia e l’illusione.

     

    “Eddai che la vita è un gioco!” disse il capotreno ad un uomo che sedeva di fronte a me e che chiedeva solamente il motivo dei 120 minuti di ritardo. Sarà stato il caldo, sarà stata la frittata con le cipolle della sera prima, ma l’uscita del capotreno filosofo non piacque proprio a nessuno, nel mio scompartimento. Mentre riprendevo a sfogliare il giornale sgualcito e stanco, potei udire le parole del viaggiatore che, rassegnato, mormorò tra i denti:

    “La vita è un gioco, ma noi non paghiamo con i soldi del Monopoli!”.

     


I COMMENTI:
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  • ..mi sono sempre piaciute le discussioni sulle diverse "classi" di suddivisione dei treni...Sono lo specchio fedele della realtà italica!!Se qualcuno ci fa caso..diversi anni fa..(non troppi in realtà 5-6 anni) i treni Espresso notte...erano quasi deserti..Ora invece sono STRACOLMI ogni giorno..che partono...tutti i posti a 6 occupati...regolarmente e gente che viaggia anche nei corridoi!!Il motivo è semplice..l'Italia è un Paese strutturalmente pensato per la classe media-piccola borghesia..quelli da reddito fisso..che hanno vinto i concorsi negli anni '70-'80!!Ebbene quella classe media si è impoverita..a dismisura negli ultimi 5 anni...e ad essa si è aggiunta la classe giovane-precaria...oltre a quella migrante..che si sposta in continuazione..per il lavoro..ma non ha i soldi per i FRECCIAROSSA..!!La Classe dirigente di questo Paese sembra indifferente e statica di fronte a questi evidenti cambiamenti tangibili anche soltanto vedendo la composizione "demografica" dei treni...!!Ho come l'impressione che pensino "se vabbè...ma chi lo vuoi che prenda il Regionale o l'Espresso notte...lo zingaro..il poveraccio...lo straccione...ma che ce ne frega se fa ritardo o che i bagni so sporchi e le vetture sono anni '50"... INVECE NON E' COSì!!..La Classe dirigente si sta dando la zappa sui piedi perchè è attualmente INCAPACE di attuare metodiche di CONTROLLO DELLA RABBIA SOCIALE..soprattutto sulla classe media-piccola borghesia..che nei discorsi che sento..è sempre più vicina alle istanze rivoltose..degli studenti, dei precari, dei no-Tav..("fate bene...scassate tuttoooo" si sente dire)!!Tutto ciò è molto stupido in primis dal punto di vista dei Governanti..prendete la Germania...che a mio è il Paese più "socialista" d'Europa..!!In Germania i servizi dei treni regionali e la pulizia degli stessi è assolutamente PARI a quella dei treni veloci!!..Ed è una cosa "furba"..i Governanti tedeschi così non si ritroveranno mai i nemici "in casa"..tengono buona la loro classe media-piccola borghesia..con servizi di PRIMO LIVELLO..e lasciano che sia "argine" contro le rivendicazioni delle classi meno abbienti...!!In ITALIA NO!!!C'è MALCONTENTO OVUNQUE!!e temo-spero che finalmente questo malcontento...che viaggia in continuazione specie sui treni IC ed Espresso...sia incanalato e porti a qualcosa!! 08-08-2011 12:41 - Ezio
  • Vogliamo parlare del contributo dato dalle dirigenze inefficienti (per essere molto buono) e dai sindacati conniventi che hanno portato a questa situazione?
    E anche forse dall'andazzo napoletano, chissa'... 08-08-2011 11:32 - Franco
  • io volevo dire una cosa visto che la vedo dal di dentro. sicuramente i treni sono della gente e per la gente sopratutto l'IC590 che va tra i servizi sociali (fino a quando durano), ma facciamoci un esame di coscienza: io quando lascio il treno mi sono ricordato di portare via tutte le mie cartacce, le mie bottiglie, ho evitato di imbrattare i sedili o metterci i piedi sopra? il treno va pulito secondo un turno, cioè a destino. il motivo dei ritardi è moolto più vario di quello che si possa pensare, ma fs non è ce abbia piacere a far fare ritardo ai treni, perchè anche i viaggiatori ci mettono del loro. se ti senti male non ti possono mica abbandonare sul marciapiede, se perdi la coincidenza qualche volta ti aspettano, il biglietto ,le informazioni, il corri corri, sono tutte cose che in 1000 km si accumulano.
    comunque la politica è quella o tav o ti arrangi purtroppo... 08-08-2011 09:26 - JJ
  • Prendendo tutti i giorni, da bravo pendolare, uno di quei famosi "carri bestiame" delle FS che si chiamano "treni regionali" x andare a lavorare, non posso che testimoniare anch' io l' incuria, l' incapacità, l' inefficienza e la cronica mancanza d' igiene che imperversano su questo cosiddetto servizio (?!?).

    Per un certo periodo, ho pravato a "rompere le balle" a questi cialtroni delle FS: mandando lettere ai giornali, inondando il sito di proteste, compilando moduli di protesta forniti dai controllori stessi, ecc.: vedendo gli inesistenti risultati in termini di miglioramente del suddetto servizio (???!!!???), sicuramente non gliene può fregare di meno!

    Ora applico invece una mia piccolissima "strategia", per così dire: quando il treno è in clamorosos ritardo, evito di mostrare il biglietto al controllore, quelle rarissime volte che si presenta in carrozza; quando ciò accade, raramente a dire il vero - sono abbstanza furbi da starsene alla larga!, attacco subito con un' inutile, ma credo per lui molto antipatica, discussione sul perchè il treno sia (quasi sempre!) in ritardo, così sporco, ecc. ecc.

    Non serve assolutamente a nulla sia chiaro, lo riconosco!; inoltre, devo dire che quando sanno di essere nel torto più clamoroso ed inaccettabile (esempio: treno con 20 o 30 e più di ritardo!) evitano quasi sempre di passare...

    Tuttavia, quelle rare volte che qualche "talebano" di controllore si azzarda a rompere i cosiddetti nel momento sbagliato ... almeno si prende le mie contumelie (... ed anche quelle di tutti gli altri viaggiatori, inferociti come e più di me ...). 07-08-2011 17:46 - Fabio Vivian
  • Sapete che cosa significa FF.SS.? Ve lo dico io: "Facciamo Schifo!" La battuta non è mia, l'ho letta anni fa in una lettera di protesta a un quotidiano per i disservizi cronici delle Ferrovie dello Stato italiano. Freccia rossa o Freccia nera, a pagare siamo sempre noi utenti (o dovrei dire clienti?). A fare schifo è questo governo! 07-08-2011 16:11 - Giuseppe Schiavone
  • I vergognosi treni regionali, sono una realta' vergognosa. Fa' rabbia invece, chi, pur se incazzato come un jena, continua ha salire su questi treni,pagando il biglietto, ovviamente timbrato, altrimenti sono 50 Euri, di multa. Sarebbe materia della facolta' di Sociologia, studiare anche le dinamiche comportamentali di alcune persone. Controllori compresi. Non dico quali, per non sembrare razzista. Pero', come pagante, mi sento un po' coglione. Nessuno è munito di biglietto. Chiedono l'elemosina durante il viaggio, e i (controllori) Senza sanzioni ( qui il discorso diventerebbe Sociopolitico)li fanno scendere alla stazione successiva. Fine. 07-08-2011 15:58 - paolo
  • L'autore dell'articolo,forse a causa del suo cognome, rende epica una vicenda sulla quale bisognerebbe scatenare una campagna di stampa. Ciò che viene descritto nell'articolo è il risultato dalla scelta scriteriata (avallata da destra e da sinistra) di privatizzare o liberalizzare o comecazzosidice una struttura decisiva come quella dei trasporti su ferro, che dovrebbe essere pubblica e svolgere funzioni pubbliche. Lo so che la gestione pubblica delle ferrovie (chi non ricorda la famosa sinistra ferroviaria) è stata un fallimento e ha comportato sprechi enormi: ma il rimedio è stato peggiore del male. Non ci sarebbe nulla di male se esistesse il famoso "mercato", se cioè i viaggiatori potessero sceglier fra opzioni diverse come effettuare i loro spostamenti. Ma questa libertà non esiste, e le ferrovie agiscono come monopoli. L'alternativa è infatti tra pagare un sacco di soldi per viaggiare in Eurostar o essere caricato su carri bestiame. Tertium non datur. La sinistra, quand'era al governo, ha avallato una manovra sociale iniqua che penalizza i ceti più numerosi del paese che non hanno troppo denaro da spendere e accetterebbero volentieri di arrivare un'ora più tardi in condizioni decenti. Il viaggio da Bologna a Firenze si può fare (tranne credo una corsa al mattino e una alla sera) esclusivamente in Eurostar, e dura poco più di 30 minuti. Sembra un bel progresso: ma quel viaggio costa 25 euro per nemmeno 100 km. Non c'è scelta, non c'è alternativa. Ma la gran parte dei viaggiatori comuni accetterebbe di buon grado un viaggio di un'ora a un prezzo inferiore, ma non è libera di scegliere. Sarebbe molto utile se il Manifesto avviasse una campagna contro l'ideologia falsamente modernizzatrice e concorrenziale che sta dietro queste strategie, che si risolvono in costi altissimi per i viaggiatori o, quando è possibile, in viaggi da carro bestiame come quello narrato (troppo piacevolmente, a mio parere, e con troppa ironia) nell'articolo. E in certi casi, come quello Firenze-Bologna, non è praticabile nemmeno l'alternativa carro bestiame, o sali sull'Eurostar o vai a piedi. Una vergogna. 07-08-2011 14:15 - Bartolo Anglani
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