mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale martedì 17 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
17/08/2011
  •   |   Marina Forti
    Il Regno unito degli ultimi

    Per i bambini è davvero una cosa insolita: possono divertirsi a disegnare sull'asfalto con i gessetti colorati e guardare una animatrice che riesce a tener sù una decina di hoola-hop allo stesso tempo, mentre signore sorridenti gli offrono dolcetti. Eccole che posano per la foto, le signore tanto caritatevoli: bianche e bionde o nere e paffute. Scene simili non capitano tutti i giorni a Clarence road, nel quartiere di Hackney Central, Londra orientale. Una settimana fa qui un paio di automobili sono andate in fiamme - c'è ancora il segno sull'asfalto fuso - hanno spaccato vetrine e scaffali di un negozio, di quelli che vendono giornali, ricariche telefoniche, biglietti della lotteria. Lunedì pomeriggio, un gruppo di signore volonterose ha organizzato un «té comunitario», una manifestazione «per la pace e l'unità del quartiere». Tra i banchetti distribuiscono tè e biscotti (offerti da Mark & Spencer, il grande magazzino giù sulla strada principale), anche i poliziotti di quartiere sorridono e chiacchierano con giovani allampanati dai capelli rasta o signore afro circondate da bambini.
    La scena è così commovente che è finita in prima pagina su The Times (quotidiano conservatore), oltre che sui giornali del quartiere: sembra il ritratto della «one big society» di cui parla il premier David Cameron, la «grande società unita». «Non credere che sia così tutti i giorni», dice un uomo di mezza età, afro-caraibico, mentre fotografo i poliziotti sorridenti tra i bambini: «Questa è la scena per la televisione. Di solito qui i poliziotti ci dicono casomai di smammare». Darwin è davanti a un ristorantino caraibico, con un amico. «Sì, è un vero peccato che abbiano distrutto il negozio. Questi ragazzi... non hanno istruzione, non hanno lavoro, non hanno prospettive. Certo, hanno fatto danno. Ma la colpa maggiore non è loro. Non vanno più a scuola... uno lo capisce benissimo che sarà emarginato a vita. Così quabdo ha occasione di prendersi qualcosa, lo fa».


    L'amico se ne va, borbottando «a che serve parlare». Rose invece parla come un fiume in piena: «La polizia ci umilia. I nostri figli vengono fermati di continuo, ogni giorno dieci, venti volte: che fai, dove vai, faccia al muro, vuota le tasche: sfido che poi sono pieni di rabbia. Io ho 50 anni e vivo qui da quando ne avevo 9. Ma mi sento trattare come una criminale». E' infuriata da questa festicciola caritatevole: «Metà di queste facce non lo ho mai viste qui. Tutta scena. Ma perché non viene qui Boris Johnson ? Dove sono i deputati? Vengano qui nei giorni normali. I ministri non perdono il lavoro, non sanno cosa vuol dire. Loro rubano alla grande ma non vanno mica in galera - i nostri ragazzi finiscono dritti davanti al giudice per qualunque cosa. Quando vado a prendere il sussidio a volte mi dicono che non ho cercato lavoro con abbastanza impegno e mi sospendono il beneficio per due settimane. Facile per dei burocrati bianchi dire che qui ci sono i criminali».
    I poliziotti che sorridono le danno sui nervi: «È una vergogna. nei giorni normali maltrattano i ragazzi che ciondolano qui davanti. Ma hanno chiuso tutto, dove vanno? almeno quando c'era il Youth club - il centro giovanile municipale - sapevo dove i miei figli passavano il tempo. Ora... guarda bene questa strada: non c'è un buco dove si possa passare del tempo». Già: da un lato schiere di case popolari con le porte d'ingresso che si aprono sui ballatoi, dall'altro un paio di fast food caraibici e il negozio devastato: a poche centinaia di metri dalla strada principale, dove ci sono negozi più carini e comincia la zona rigentrificata - rinnovata, imborghesita - qui resta un mondo tagliato fuori. «Stai pur certa, tra qualche giorno ci avranno dimenticato».


    La realtà di Hackney Central - quella «di tutti i giorni» - emerge in una cifra impressionante: il 44% dei bambini vive sotto la soglia di povertà (comunque sia definita). In questi giorni di vacanze scolastiche sono per strada, tra i parcheggi o i marciapiedi, spesso soli perché i genitori sono al lavoro. L'abbandono scolastico è alto. Alcuni ragazzi appena adolescenti di Hoxton street, un'altra via di casermoni popolari da queste parti, dichiarano a un cronista che loro non si muovono mai dal circondario: «non c'è nulla da fare qui e nulla da fare là», e inoltre devono badare ai fratellini più piccoli. Potrebbero arrivare al parco pubblico, London Fields non è lontano: ma ciò implica una iniziativa che non hanno, si sentono fuori luogo fuori dalla loro strada. E temono quelli delle altre gang («hai bisogno di far parte di una gang: altrimenti chi ti difende da quelli più grandi», dice un ragazzo di 14 anni). D'altra parte, per loro ci sono sempre meno spazi: gli youth club municipali sono sempre meno. Il Crib youth club, qui vicino, ha ridotto le ore d'apertura e quest'estate non ha organizzato corsi né attività sportive, di musica o altro: i fondi sono ridotti di tre quarti.


    Lo stesso accade in tutte le inner-city di Londra - le zone di case popolari, i quartieri più deprivati di questa metropoli stratificata in modo implacabile. Nel vicino municipio di Haringey, appena più a nord otto centri giovanili su 13 sono ormai chiusi, e i fondi per i progetti giovanili sono tagliati del 75%. Il messaggio è semplice, «i ragazzi sanno che non possono aspettarsi nulla», mi dice David Daniel, pastore della chiesa evangelica People's Christian Fellowship su Broad Lane, una delle strade che taglia Tottenham. Domenica pomeriggio la sua piccola chiesa straboccava di fedeli - tutti tirati a lucido, abiti coloratissimi, donne ben truccate, uomini impettiti, pettinature afro elaboratissime. «La tensione è ancora alta, anche se tutti sperano di tornare presto alla normalità. Le ragioni? non sono difficili da immaginare. Qui la tensione con la polizia è sempre stata forte. I giovani qui... sanno di essere segnati, covano odio, rabbia. E quando c'è l'occasione per scatenarsi...». Dopo i disordini scoppiati nel 1986 a Tottenham «il municipio ha fatto molto per ricucire il dialogo, ci sono stati investimenti sociali, anche la polizia di quartiere è migliorata. Ora però molti programmi sociali vengono tagliati. E questi ragazzi si sentono tutti contro». Parla di tensione, rabbia: «Ci vorrà tempo». Poco distante dalla sua chiesa c'è n'è un'altra, e poi un'altra, tra un fast food halal e un ufficio viaggi che organizza pellegrinaggi alla Mecca. All'angolo un asilo comunale con uno striscione multicolore: «difendete il nostro centro per bambini dai tagli».
    Qualche chilometro più a sud, a Clarence road, le caritatevoli signore bionde stanno riponendo i thermos vuoti - chissà se assomigliano a loro le «campionesse della famiglia» che il premier David Cameron ha promesso di mobilitare per assistere le 120mila «famiglie problematiche» del Regno unito, di solito di madri sole. Per ora la scena del té di quartiere è finita, domani i bambini avranno di nuovo solo i parcheggi a disposizione. E qui, dice Rose, «il vulcano sarà pronto a scoppiare di nuovo».


I COMMENTI:
  • mi permetto di aggiungere un link a un articolo di naomi klein 'saccheggio alla luce del sole', o 'sotto i riflettori'.

    http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2011/aug/17/looing-with-lights-off

    klein sostiene, come tanti altri, che spesso i saccheggi fatti dalla gente comune impoverita sono una reazione-risposta (se pure non ideologica) alle classi dominanti colpevoli del loro impoverimento, e anche ora in inghilterra, non solo in irak durante la guerra o in argentina nel 2001.
    ma in questo caso inglese, secondo klein, la risposta è ancora più cosciente e politica, se pure non ancora ideologi-zzata: questi saccheggiatori 'sanno' ancora meglio degli altri che sono stati e saranno ancora saccheggiati dalla svendita dello stato e dalla distruzione dello stato sociale nel loro paese e negli altri, e per questo sembrano non vergognarsi affatto: perché il loro è un atto 'dimostrativo', o addirittura 'quasi rituale' dicono alcuni commenti dei lettori sul guardian.
    e la risposta del governo inglese è a tono: pene che sempre più commentatori - e certo una pare rispettabile dell'opinione pubblica - considera 'sproporzionate', e una limitazione della libertà d'espressione (sui social network, e non solo) che sarebbe parsa impossibile in inghilterra fino all'altroieri.
    è una cultura secolare che viene 'simbolicamente' distrutta, o cui viene dichiarata guerra almeno, con questo saccheggio governativo di cui il governo non si vergogna, e che anzi rivendica terroristicamente (le immagini dei 'saccheggiatori' in continuo sui maxischermi a birmingham, gli sfratti ingiustificati di famiglie almeno penalmente 'innocenti', mesi di prigione per aver ricevuto un paio di pantaloncini).
    perfino la polizia (tagliata anche lei) si lamenta, e critica la reazione del governo. sarà perché ormai anche il regno unito è pronto per una gestione militare dell'ordine pubblico?

    è incredibile che il manifesto non sfrutti l'incredibile tempismo dei crolli in borsa e dei riot (e se non lo fa il manifesto, chi lo deve fare?).
    o credete che tutto questo non ci riguardi direttamente?
    ma smettetela di riportare ogni cavolata che dicono bossi, brunetta, bersani e vendola, e ragionate sulle cose importanti!
    questo si puo' fare anche con pochi mezzi. non ci sono scuse. 18-08-2011 09:25 - mafalda
  • la copertura che il manifesto ha fatto dei riots è ridicola (incluso questo articolo).
    ma non avete capito che è importante ragionare su cosa è successo?
    e perché non avete detto una parola sui processi sbrigativi e iniqui, sugli sfratti di intere famiglie dei membri dei riot, sul bavaglio previsto all'informazione?
    e siete stati attenti alla storia della polizia inglese, e ruolo di questa nella trasformazione della polizia europea?
    SVEGLIA!
    questa non è quella buffonata del patriot act, è una cosa più seria, e sta succedendo in uk. 18-08-2011 08:30 - mafalda
  • I comuni dovrebbero attivarsi cercando di finanziare chi non ha un lavoro con i soldi del Fondo sociale europeo. 18-08-2011 07:43 - martino
  • Abbastanza patetico spacciare per rivolta sociale la violenza che ha scaldato per una settimana i centri commerciali britannici, e chi ha attaccato deliberatamente gli altri cittadini, le loro case, le loro attività. Per fortuna, a differenza di coloro che scatenano il vandalismo in occasione delle partite di calcio, questo fuoco di paglia si è spento come qualunque altra moda consumistica fa. Per favore non confondiamo questo episodio disgraziato con la protesta studentesca per il diritto allo studio e alle università per tutti dei mesi precedenti e si abbia la decenza di non accumunarlo alla primavera araba! 17-08-2011 20:50 - electra
  • Il regno è disunito!
    Ora dopo questi morti e tutta questa violenza fatta da poliziotti che fino a ieri avevano solo il manganello,l'Inghilterra è entrata in un conflitto di classe che la porterà nei prossimi sette anni alla sua disintegrazione!
    Fine di un regno che ha durato persino alla rivoluzione borghese!
    La regina e tutta la sua famiglia è in pericolo.
    Credo che in uno di questi sette anni vedremo di nuovo le teste saltare!
    Parassiti che vivono ancora con le colonie e affamando gli inglesi poveri delle periferie.
    Ma gli inglesi ormai se ne sono accorti e dopo aver agitato ben bene il principe nella sua macchina,metidano di assaltare il castello!
    Parecchi giovani leoni stanno tramando sotto il castello.Vedrete che entro questo periodo anche il regno "unito" diventerà una repubblica e di tipo cinese! 17-08-2011 16:08 - maurizio mariani
  • Riflettevo, leggendo gli articoli di commento sulla "questione riots" pubblicati dal Manifesto negli ultimi giorni, sul fatto che i ragazzi della recente "rivolta sociale" che ha investito la Gran Bretagna presentano le stesse caratteristiche (idolatrizzazione degli oggetti e loro ossessiva ricerca e ostentazione; "esclusione sociale"; "basso" livello culturale; razzismo) di molti di quei ragazzi ma anche giovani adulti che incontro tutti i giorni sul pullman e sul treno andando e tornando dal lavoro e i cui discorsi ed atteggiamenti "xenofobi", "qualunquisti" e "retrogradi" mi irritano sempre più man mano che passa il tempo. Abito a Fiano Romano, piccolo "ibrido incompiuto" a 30 km a Nord di Roma e lavoro a Roma. Forse, dovremmo, tutti, cominciare a riflettere seriamente e a riprendere anche a "dare il buon esempio": per dire: quando alcune di queste persone preferiscono viaggiare in piedi piuttosto che sedersi accanto a un ragazzo africano, io faccio il contrario e mostro, anzi, soddisfazione. E quando sono seduto vicino a qualcuno di loro e i loro discorsi si fanno assurdi, mi alzo e mi vado a collocare, anche in piedi, vicino a qualche ragazzo africano. Meditiamo, "gente"; meditiamo. Per tempo, magari. 17-08-2011 11:26 - Roberto
  • Almeno in GB c'è ancora il sussidio per i disoccupati,in Italia dopo un pò non c'è nemmeno quello;però non mi risulta che qui-almeno finora-intere città vengano messe a ferro e fuoco con morti e feriti solo per il gusto di rubare,rapinare e distruggere tutto,con cieca e bestiale violenza!Il problema è meno complesso di quanto sembri:al 99%si tratta di pura e semplice criminalità,e chi la vuole ammantare di comprensiva sociologia,mente sapendo di mentire. 17-08-2011 10:37 - claudiouno
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI