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Irene Panighetti
Egitto, il futuro è l'ecoturismo
Con un ritardo di due settimane lunedì 9 agosto il primo ministro egiziano Essam Sharaf ha annunciato la nuova lista dei governatori provinciali. Un rimpasto che ha già suscitato le critiche di molti attivisti, tra cui il movimento del 25 gennaio, perché nella lista dominano personaggi legati alla polizia e all’esercito, oltre che al vecchio partito di Mubarak. Ma non è soltanto la tipologia dei nuovi governatori a creare disorientamento nell’Egitto del post-Mubarak: è anzi la stessa instabilità e il frequente cambio di funzionari di riferimento a creare problemi anche a chi con questo paese da anni sta portando avanti progetti di sviluppo e di cooperazione.
“Da novembre ad oggi sono cambiati tre governatori- spiega Mario Michelini, dell’Ong siciliana Ciss (Cooperazione Internazionale Sud Sud) - e questo ha un po’ rallentato il nostro lavoro, che si svolge in stretta collaborazione con il governatorato della New Valley”. Il progetto riguarda la creazione di un sistema di ecoturismo nelle tre oasi di Dakhla, Farafra e Kharga, che si basi sui criteri di utilizzo sostenibile delle risorse umane, naturali, storiche e culturali, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della popolazione locale. “In questa zona, abitata da circa 200mila persone - continua Michelini- ci troviamo molto bene a lavorare con il governo locale, che con noi non ha mai mostrato segni di corruzione come invece è avvenuto altrove.”
Il progetto del Ciss è iniziato nel gennaio 2010, con una mappatura e un piano di gestione del sito archeologico, spesso trascurato o danneggiato dal turismo di massa che non presta attenzione alla conservazione del territorio: “Vogliamo evitare i danni ambientali e sociali di un turismo non sostenibile, favorendo invece un tipo di turismo rispettoso, un concetto che non è stato facile far apprendere anche dagli egiziani, che, per esempio, all’inizio ci chiedevano di asfaltare le strade mentre noi vogliamo mantenere le vie di comunicazioni esistenti e preservare il paesaggio incontaminato, che è anche ciò che viene ricercato da un certo tipo di turisti”.
L’ecosistema della New Valley presenta un enorme potenziale di combinazioni diverse: dai templi dei Faraoni ai fortini romani, dai cimiteri cristiani alle città islamiche medievali, dalla sabbia delle dune al verde delle oasi, scenari che possono attirare varie tipologie di turisti. L’oasi di Farafra per esempio, circondata del deserto bianco, una delle aree protette dell’Egitto, offre l’opportunità di escursioni naturalistiche da favola, mentre l’oasi di Kharga è un polo di attrazione per il turismo archeologico, con i suoi fortini del periodo romano e i templi dei faraoni.
Il progetto è finanziato dal programma di riconversione del debito, un accordo tra Italia e Egitto che prevede che l’Italia ritiri una parte del debito che l’Egitto ha nei suoi confronti se questi si impegna a finanziare progetti di sviluppo nel paese. Entro la fine del 2012 il Ciss si prefigge di creare un sistema di rapporti con le agenzie turistiche egiziane che già organizzano tour nelle oasi per proporre gli itinerari nelle tre zone che l’Ong italiana sta riabilitando, oltre che di rendere consapevole la popolazione locale delle potenzialità naturali e storiche che il loro habitat offre, in modo da sfruttarlo con intelligenza e rispetto.
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Martoriato dall'edilizia straniera,distrutto nel suo intimo da un'ingerenza straniera che non si è limitata solo all'economia,ma anche nel personale e nella politica.
Gli egiziani erano un grande popolo e il Cairo era un centro commerciale,culturale che condizionava tutto il Mediterraneo.Dopo sono venuti gli inglesi e tutto è cambiato.
Gli egiziani diventano servitori,portatori di valige e acqua.
Tutto l'Egitto diventa un paradiso per i ricchi e un verminaio per i poveri.
La civiltà nord africana fu sottomessa da una civiltà anglosassone che faceva diventare i bianchi,come uomini speciali!
Questa mentalità entrò nella testa degli egiziani e a poco a poco non pesava più diventare lustrascarpe dei bianchi.
Così quel popolo che fece le piramidi e che faceva operazioni al cervello,ben 3000 anni fa,diventa un popolo di accattoni morti di fame che sopravvivono all'ombra dei turisti!
Oggi grazie a Dio,ci sono molti egiziani che potranno riprendere le culture e la dignità di un popolo millenario.
Si, ne hanno di strada da fare e la faranno! 17-08-2011 19:27 - marianimaurizio