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FUORIPAGINA
17/08/2011
  •   |   Marco D'Eramo
    La lezione di Buffet

    È davvero il colmo. A chiedere più tasse sui ricchi non è un pericoloso bolscevico, né un infido socialdemocratico. No, è il terzo uomo più ricco del pianeta (nel 2008 fu anche l'uomo in assoluto più ricco della terra), residente a Omaha (Nebraska) e perciò chiamato «l'oracolo di Omaha» per la sua lucidità: per esempio nel 2006 disse: «Certo che c'è la lotta di classe, ma è la nostra classe, quella dei ricchi, che la sta vincendo».
    Ora, a 81 anni, l'Oracolo di Omaha recidiva. In un intervento sul New York Times di domenica, Buffett fa notare che lui versa all'erario il 17,4% sul suo reddito annuo (di 40 milioni di dollari) da investimenti finanziari, mentre la sua segretaria e gli impiegati del suo ufficio versano in media il 36% del loro reddito da lavoro. Buffett propone perciò di ridurre di due punti percentuali il prelievo sui redditi medio-bassi e d'inasprire le tasse sulle 236.883 famiglie Usa con un reddito superiore al milione di dollari annuo, e di inasprire ancor più la tassazione per le 8.274 famiglie con reddito oltre i 10 milioni di dollari.
    Certo, quest'uscita va presa con cautela: da un lato, esprime la furibonda lotta intestina in corso tra i grandi capitalisti Usa: Buffett sembra avercela con i fratelli Koch (di Wichita, Kansas) che hanno creato e finanziano il Tea Party. Poi, Buffett dà una sberla ai politicanti che leccano la mano ai miliardari (parla di un Congresso billionaire friendly). Infine è noto che, col suo patrimonio di 47 miliardi di dollari, Buffett è stato nel 2008 il più facoltoso contribuente alla campagna presidenziale di Barack Obama.
    Ma Buffett pone un problema serissimo. Nel 2008 la grande crisi dei mutui subprime fu originata dall'effetto cumulato di voler mantenere alta la domanda pur comprimendo i salari: compito impossibile, a meno di permettere alla gente d'indebitarsi oltre misura: ed è quel che successe. Nel 2011 la vicenda dei «debiti sovrani» costituisce l'equivalente pubblico di quel che i mutui subprime furono per l'economia privata.
    Da decenni «meno tasse» è la formula magica per sfondare in politica; dire «più tasse» è puro suicidio. Ma come si fa a mantenere i servizi essenziali che uno stato capitalista occidentale deve garantire, quando le entrate fiscali calano? Ebbene lo stato s'indebita. Badate bene, ci sono due modi di ridurre le tasse: ridurre le aliquote, oppure consentire più evasione fiscale. Non è un caso che i governi più indebitati siano quelli a evasione dilagante (Italia, Grecia, Portogallo), o con una legislazione fiscale più favorevole ai ricchi (Irlanda, Stati uniti).
    Ora, sia per l'economia privata che per quella pubblica, i governi stanno facendo di tutto per ammazzare il paziente. Come spiega un giorno sì e l'altro pure il Nobel per l'economia Paul Krugman, non può esserci ripresa se non cresce la domanda che però può crescere solo se aumentano o i salari o i posti di lavoro (o ambedue). Nello stesso modo, i debiti sovrani non possono essere sanati solo tagliando le spese, perché ridurre i dipendenti pubblici comprime ancor più la domanda e riduce il gettito fiscale. L'unico modo per uscire dalla spirale dei debiti sovrani è agire sulle entrate, cioè sulle imposte sui ceti privilegiati. Altrimenti l'allarme sul debito è puro espediente retorico. E lo sapeva bene George Bush padre: quando gli spiegarono la reaganomics (meno tasse per stimolare l'economia) sbottò: «Ma questa è economia voudou !» La diagnosi è sempre valida. Anche per la manovra che sta varando il governo Berlusconi.


I COMMENTI:
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  • perchè i "poveri"votano/scelgono/si battono per i "ricchi"?Forse perchè si sentono comunque appartenenti ai privilegiati? Ieri Obama ha iniziato il suo discorso sostenendo e magnificando la capacitàamericana di produrre meglio che il resto del mondo..! 18-08-2011 19:10 - claudio
  • Non credo che esista un economista tanto sprovveduto (benché allevato nella reaganomics) da non rendersi conto che le ricette sul debito pubblico, a valenza recessiva, imposte tanto in Europa quanto negli USA portano ad un cul di sac, ad una spirale di cui non si vede la fine, ad un inedito crollo dello sviluppo, filosofia e pratica su cui storicamente si è retto il capitalismo. Evidentemente il vincolo che impone la scelta politica di non tassare i supericchi registra un rapporto di forza,a favore degli oligarchi e del loro blocco sociale, che è venuto consolidandosi. Il rilancio a sfondo recessivo del neoliberismo, dopo la sua clamorosa smentita databile con i fallimenti bancari USA nel 2008, comporta una sterzata nella prefigurazione dei tratti della società futura: nel senso di indirizzare il caos attuale e venturo verso un'assetto fortemente "duale", in cui comune umanità e cittadinanza e diritto sono destinati a registrare una profonda frattura, tra dominanti e dominati, governata da un duro regime di ordine pubblico. Questa è la diuturna sfida che dobbiamo contrastare su scala globale. 18-08-2011 10:58 - Giacomo Casarino
  • questa proposta da parte di un super-ricco, così come tante altre proposte "bizzarre" che, oggi come ieri, arrivano da tanti politicanti, "esperti", "economisti" e via dicendo: sono solo delle prese per il c..o belle e buone!

    quando qualcuno parla di tassare i ricchi, di equità, di libertà e democrazia, di giustizia, di diritti... MA NON SI SOGNA nenache lontanamente DI METTERE IN DISCUSSIONE IL CAPITALISMO, beh allora una cosa è certa: VI/CI VUOLE PRENDERE IN GIRO. 18-08-2011 10:38 - A
  • Warren Buffet, sebbene miliardario (in dollari!!!) e pertanto automaticamente inviso a molti, in particolare tra i lettori del Manifesto, ha semplicemente ragione: è assurdo che uno come lui, che incassa cifre annuali spropositate, paghi un’ aliquota MOLTO inferiore a quella della sua segretaria!
    In sostanza, un sistema fiscale equo e corretto dovrebbe considerare QUALSIASI forma di reddito tra l’ imponibile e calcolare le tasse da pagare, a cura del singolo cittadino, sulla base del TOTALE del reddito annuale incassato, senza pesare diversamente le varie tipologie di entrate. In questo modo, tra l’ altro, credo che a medio-lungo termine sarebbe forse persno possibile ridurre in qualche misura l’ aliquota media gravante sui contribuenti.
    Quando si fanno delle riforme, insomma, andrebbero fatte per bene...
    A questo riguardo, cosa dire delle assurde “scempiaggini” che si sentono in questi giorni dalle nostre parti, a cura dei nostri penosi e ridicoli politicanti, sicuramente in cerca di “visibilità” mediatica e di facile consenso popolare e forse anche ansiosi di raccattare un po’ di pecunia per tappare qualche buco??? Denotano solo confusione mentale, approssimazione ed anche scarsissima cultura guiridico-economica!
    Ne cito solo due, scelte a caso, una per parte politica:
    1) La proposta (???) di Calderoli ( ... o, dovrei dire, battuta da bar ???) di raddoppiare l’ aliquota a calciatori: da quando in qua i contribuenti possono essere tassati diversamente a seconda della categoria lavorativa a cui appartengono???

    2) L’ idea (???) del PD, a dir poco demenziale, di ri-tassare i capitali già “scudati” in precedenza, a quanto pare almeno in parte subito “adottata” e fatta propria da una parte della stessa maggioranza e forse anche dal Governo: “PACTA SUNT SERVANDA”! NON è possibile cambiare le carte in tavola ex-post, questo contraddice il buon senso, ogni regola legale e mina alle fondamenta la credibilità dello Stato! Sarà un caso che subito in Svizzera si siano formate interminabili fila di nostri connazionali che s’ affrettano a portare al sicuro pacchi di banconote ed i gioielli di famiglia? Sarà un caso che NON si trovino cassette di sicurazza disponibili, nelle stesse compiacenti banche elvetiche?
    Insomma, come al solito, l’ approssimazione, l’ incompetenza e la stupidità dei nostri politicanti creano danni permanenti al nostro già disastrato paese: da un lato, con le loro inattuabili proposte (oltre tutto di molto dubbia costituzionalità: se non erro, da sempre uno dei principi cardine della legislazione è proprio quello della NON retroattività delle leggi!!!) finiscono per NON far incassare NULLA allo Stato, ma dall’ altro ottengono anche l’ effetto secondario, ma tutt’ altro che ininfluente, di far scappare il “parco-buoi” ... ovvero, altre il danno, c’ è pure la beffa!!!
    Non si possono fare le cose in maniera tanto approssimativa e ridicola: le misure paventate in modo tanto maldestro assomigliano alle “strategie” (???) di certi ladroni, bravissimi ad arraffare, pur di sopravvivere.
    Ma uno Stato credibile, come può seriamente pensare che qualcuno potrà fidarsi ancora, dopo che arrivi persino a contraddire, cambiare in corsa e smentire le proprie stesse leggi e/o regole fiscali, giuste o sbagliate che siano ??? 18-08-2011 10:02 - Fabio Vivian
  • Adesso pure Montezemolo ! : "Io ricco, giusto pagare di più"

    Haaaaaahahahahahahahaha dopo 20 o 30 anni che, in maniera forse ancora più
    rabbiosa della destra, la €x-sinistra toglie ai poveri per dare ai ricchi questi
    si ritrovano con i sindacati che li vogliono rendere ancora più straricchi non
    ne possono più per loro è diventato un incubo si fanno schifo da soli chiedono
    il nirvana, visto che la sinistra vera è sparita se la devono reinventare da
    soli vogliono Breznev o almeno un po' di buona vecchia redistribuzione
    socialdemocratica tipo mitteleuropa anni '70 ... Non è solo l' imposizione
    diretta , a questo punto è plausibile che anche questa "Tobin Tax", che fino a
    ieri sembrava roba da eretici, la abbiano voluta loro ; con Merkel e Sarkozy che
    subito obbediscono ... Dovevano chiederla i sindacati invece probabilmente è un
    dono dei miliardari per il popolo.

    Haaaaaahahahahahahahaha eravamo hippy poi abbiamo buttato Marx nella spazzatura
    perso la testa per la vita yuppy e ci siamo ritrovati ... come dire ... con la
    testa piena di catechismo neoliberista e le tasche vuote persino Woytyla ci
    aveva avvertito una figura più di merda non la potevamo fare. E adesso che si fa
    spacchiamo tutto ? Ci diamo all' oppio dei poveracci il fanatismo politico o
    religioso, visto che alla roulette di Wall Street ci siamo giocati pure le
    brache ?

    Santo Krugman Santo Soros , Santo Buffet evangelista salvateci voi: noi mandiamo
    a casa Veltroni e Camusso se voi siete disposti a creare la sinistra. 18-08-2011 09:32 - bozo4
  • +è LA PROVA CHE LE RIVOLUZIONI NON SONO QUASI MAI PARTITE DAI POVERACCI SEMPRE PRONTI A TRADIRE QUANDO IL SUO STATO MIGLIORA,(PRONTO A TRADIRE IL COMPAGNO) 18-08-2011 09:05 - massimo
  • Bisognerebbe aggiungere, per maggiore chiarezza, che tra la crisi dei subprime e quella del "debito sovrano" esiste un evidente trait d'union, costituito dal fatto che il salvataggio pubblico delle banche e di altri istituti finanziari ha inciso non poco nel gonfiare la massa del debito USA, già ingente a causa delle astronomiche spese militare. Non si tratta, a mio avviso, di "due" crisi, diversamente causate, ma della prosecuzione di una stessa emergenza,che poi significa l'esplosione terminale di un ciclo economico complessivamente depressivo che inizia in America (secondo alcuni analisti) a partire dai primi anni '70. Mai come in questa circostanza appare stretto il nesso tra economia privata ed economia pubblica. 18-08-2011 08:47 - Giacomo Casarino
  • Se vediamo l'economia come un gioco cooperativo (dove o si vince tutti o non vince nessuno) la proposta del signor Buffett ci sta tutta. 18-08-2011 08:17 - Andrea 'ndrini
  • Ma se non difenderanno il sistema, chi nel sistema si è erricchito e ha tanto da perdere se questo cade,chi lo dovrebbe difendere?
    Io che ho una pensione al minimo?
    Ma se i capitalisti,non riuniscono le loro forze per difendere il loro sistema,cosa pretendono questi credini che la difenderanno i disoccupati inglesi?
    HaHaHa,sono talmente egoisti che non spenderebbero un soldo per salvarsi!
    Dicono che il sistema lo dobbiamo difendere tutti,ma io sono comunista:
    Cazzo me ne frega a me se questo sistema muore!
    Anzi balleremo sulla sua tomba!
    Balleremo ed edificheremo un nuovo sistema,perche il mondo possa sopravvivere senza i padroni.
    Non è un imbecille e nemmeno un boscevico,quel ricco è consapevole che è il loro problema.
    Solo quì in Italia,ancora seguono le idee bislacche di un cretino che dice che siamo tutti una cordata.
    Una cordata un cazzo,io sono sfruttato e loro sfruttano il mio lavoro.
    Noi, sono più di 200 anni che diciamo che questa società che si fonda sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo è ingiusta e va abbattuta.
    Ora qualcuno pensa che noi cambiamo idea.
    Ma chi cambia idea...
    Loro sono i sfruttatori e noi i fruttati.
    Il mondo è a una svolta e non svolteremo a sinistra! 18-08-2011 07:23 - maurizio mariani
  • è incredibilè e confortante sapere che esistono ancora uomini così ricchi in grado di pensare in maniera globale, reale e favorevole ai ceti meno abbienti. Sarebbe ancor meglio sapere che l'influenza economica di un uomo del genere possa trasformarsi in influenza politico-economica in un periodo come quello di adesso. 18-08-2011 03:12 - Jessica
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    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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