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FUORIPAGINA
18/08/2011
  •   |   Francesca Borrelli
    Quel che sta dietro un libro

    Le pagine che compaiono sul manifesto da venerdì 19 agosto inaugurano una serie dedicata al lavoro editoriale, il cui intento è quello di rendere visibili alcuni tra i passaggi fondamentali che stanno dietro la pubblicazione di un libro, facendoli raccontare da chi ne è protagonista. La scrittura implica generalmente solitudine, mentre la conversione di un testo in libro richiede il coinvolgimento di una piccola collettività la cui esistenza è insospettabile per chi non ha dimestichezza con l’industria editoriale: agenti letterari, editor, redattori editoriali, grafici, revisori delle traduzioni, uffici stampa sono tra i principali responsabili della fortuna di un’opera, eppure i loro nomi non compaiono mai.

    La qualità dei cataloghi è il frutto di scelte i cui autori sono quasi sempre votati alla invisibilità. Tra la consegna di un testo e la sua pubblicazione si consumano spesso interventi fondamentali che investono la scrittura e persino l’architettura di un testo di cui sono autori persone il cui nome è previsto che rimanga ignoto.

     

    La veste grafica e, più in generale, gli aspetti materici e formali con i quali un testo si presenta al suo pubblico sono anch’essi veicoli potenti di significati, dunque influiscono sull’inconscio della lettura, ma chi ha concepito questi dispositivi è destinato a restare in ombra. Se molti autori, italiani e stranieri, si affezionano a un editore, il merito è anche degli uffici stampa che prendono a cuore le sorti dei loro libri, tollerano le loro intemperanze narcisitiche, e a volte li scarrozzano dall’alba alla notte nelle città che ospitano le presentazioni dei loro libri. A tutte queste figure sono dedicate le pagine che usciranno da oggi alla fine di agosto, pagine raccontate dai protagonisti di un lavoro che è ancora in grado di smobilitare parole come passione, senso, entusiasmo, persino idealismo, sebbene temperato a volte crudelmente dalla fatica. È soprattutto grazie a loro che, nonostante le profezie di McLuhan, la Galassia Gutenberg resiste orgogliosamente ancora.


I COMMENTI:
  • chunque tu sia valdez, che dio ti abbia in gloria... 19-08-2011 16:17 - ettore ovazza
  • Altra speranza dal punto di vista di un autore, ancora una volta penso vana, é che guardiate senza accondinscendenza in casa vostra, ossia Manifestolibri: dove, come quasi ovunque, si pubblica dietro pagamento (salato), senza ombra di ricevuta né di contratto (questo a parte i soliti noti: Negri, Cacciari,Eco, ecc. ecc.). Non parlo di diritti d'autore perché mi viene da ridere. Provate a fare dei confronti con realtà di dignita assoluta e di magnifica dedizione come Biblioteca Franco Serantini o Erre Emme o Meltemi, lasciata morire (e come loro tante altre) - magari mettendo tra parentesi le divergenze politiche, se ce la fate. 19-08-2011 14:24 - Valdez
  • è semplice: il calcolo degli editori è "fai un lavoro che ti piace, quindi lavora 10 ore al giorno per lo stipendio di un part time e ringrazia che ti formo" 19-08-2011 12:06 - 451
  • Spero che per una volta non diate la solita immagine idillica e edulcorata del mondo della cultura: voglio dire che mi auguro che ficchiate il naso senza pietà nei meccanismi di reclutamento mafioso e "business oriented" delle case editrici vicine ai grando gruppi e in particolare Repubblica (tipo Fandango), o in quelli altrettanto miserabili e vampireschi di case editrici "negraine" come Ombre Corte e Derive Approdi.Senza parlare del malaffare puro di Mimesis. Siccome le sapete benissimo queste cose, anche perché spesso siete in rapporto con i soggetti in questione,sarebbe ora che ne parliate apertamente: per dignità, tanto per non scendere un gradino sotto a "Boris". Sarebbe interessante invece andare a conoscere cosa succede nel mondo delle piccole case editrici, ancora tutto da scoprire. Speriamo di leggere cose serie.Ci credo poco, ma speriamo. 19-08-2011 09:51 - valdez
  • Ci auguriamo che almeno voi evitiate di fornire una descrizione mistificata delle professioni editoriali e diate adeguato spazio alla piaga del precariato, che affligge questo settore come se non più di altri. www.rerepre.org 19-08-2011 09:23 - Rete Redattori Precari
  • Una iniziativa contro ogni trend ... interessante; ma se la mettete online siete ancor piu' rivoluzionari ! ;-) 19-08-2011 09:23 - bozo4
  • bello! li terrò tutti per mia figlia , che ha fatto recentemente un corso proprio su questo e che cerca lavoro!!!! 18-08-2011 23:07 - giovanni esposito
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    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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