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Francesco Piccioni
La truffa del tfr in busta paga
Quando si vede un banchetto con tre carte sopra, ognuno sa - meno gli ingenui e i superfurbi - che lì c'è anche un truffatore. Quando questo governo annuncia miracoli economici, anche.
L'ultima trovata pubblicitaria appartiene a Umberto Bossi, preoccupato di perdere definitivamente l'appoggio di parte dei lavoratori dipendenti del Nord (un'avvisaglia si è già vista con le amministrative): «Abbiamo una sorpresa che permetterà di raddoppiare gli stipendi». Detto da chi gli stipendi (presenti e futuri) li sta sfasciando a colpi di tagli a welfare e servizi sociali, non fa nemmeno ridere.
Andiamo a vedere nel dettaglio l'annuncio-truffa del leghista che annaspa. L'idea è semplice: rimettiamo il tfr (trattamento di fine rapporto) in busta paga. Due conti facili facili: per il tfr viene accantonato circa il 7% dello stipendio (la retribuzione annua divisa per il 13,5%) e quindi non si raddoppierebbe nulla; al massimo tra i 70 e i 140 euro in più al mese, oppure una «quattordicesima» per chi non ce l'ha (la maggioranza dei dipendenti, tutti i precari, ecc). Soldi «pochi, maledetti e subito», da spendere di corsa per arrivare un po' più vicino alla fine del mese (la «crisi della quarta settimana» è da tempo slittata verso la terza). Meglio di un pugno in faccia, certo, ma non ci verrebbe «regalato» niente: il tfr sono soldi nostri, «risparmio forzato».
L'invenzione - ha ricordato persino Bossi - è merito del fascismo che, dopo la crisi del '29, «per paura di rivolte, quando molte fabbriche chiudevano, fece in modo di far avere soldi ai lavoratori che perdevano il posto». Anche ora le fabbriche chiudono. Solo che Bossi e Tremonti sono addirittura meno svegli dei fascisti storici e quindi, in piena crisi, pensano di toglierlo.
In secondo luogo. Come verrebbe tassato questo (eventuale) «salario tornato disponibile»? Finché rimane custodito in azienda o all'Inps, infatti, subisce una tassazione distinta tra una parte fissa e una sulla rivalutazione mensile/annua (1,5% annuo fisso, più il 75% dell'incremento dell'indice dei prezzi Istat). Se subisse invece il prelievo ordinario in busta paga, magari maggiorato a causa del fiscal drag, ci sarebbe una perdita secca anche sensibile. Insomma: con una mano viene data subito un cifra netta minore di quella che attualmente finisce nel tfr, con l'altra viene fatto scomparire un istituto che - in tempi di crisi - funziona da ammortizzatore sociale, mentre in tempi normali permetteva di agire sulla mobilità sociale (acquisto di casa, avvio di attività per i figli, ecc) e sull'espansione dei consumi. Un modo di «far cassa» mentre si fa finta di «dare» qualcosa.
In terzo luogo. Per molti il tfr è già stato dirottato verso i fondi pensione per costruire la famosa «seconda gamba» previdenziale, visto che quella pubblica veniva ridotta all'osso da un'orgia di «riforme delle pensioni». Si abolisce questa possibilità? Si mantiene il diritto - c'è un contratto con i fondi - di usufruire di quanto maturato con questa «seconda gamba»? O si chiede indietro l'intera cifra già versata, ovviamente con la rivalutazione «garantita dai mercati» (si era detta persino questa idiozia, allora...)? E i fondi, sono d'accordo? Cosa vorrebbero in cambio?
Quarto. Per le imprese sotto i 50 dipendenti (oltre il 90% del totale) si tratta di una mazzata. Quei soldi, ora, vengono usati dall'azienda fin quando il lavoratore non va in pensione. Con cosa possono sostituire questa «liquidità» improvvisamente prosciugata? Non a caso da Confindustria la proposta è stata accolta col più gelido dei silenzi (difficile presentarla come una «misura per la crescita»), in attesa di lumi da parte di fonti un po' più attenbili dell'Umberto padano.
Le ipotesi al vaglio per «compensare» le imprese sono al momento tutte molto fumose (credito agevolato, intervento della Cassa depositi e prestiti, ecc). Ma non c'è dubbio che, alla fine, una soluzione vantaggiosa per imprese e fondi pensione potrebbe esser trovata. Tanto si tratta di decidere di cosa fare di soldi altrui. Ossia nostri.
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Bossi e Tremonti non sono "meno svegli" dei fascisti, sono i tempi ad essere cambiati, durante il fascismo comunque aleggiava l'idea della rivoluzione comunista, anche se non in Italia, e i lavoratori andavano tenuti buoni in qualche modo, oggi invece è il tempo degli indignados, del popolo viola (se esiste ancora), dei referendum per i beni comuni e tutte queste baggianate borghesi, e i padroni ne approfittano per togliere il più possibile ai lavoratori. Qualcosa di vero c'è nel detto "si stava meglio quando si stava peggio"! 19-08-2011 15:19 - Alessandro comunista
SIAMO CONNIVENTI CON CHI CI FREGA DIRITTI E SOLDI TUTTI I GIORNI.
DOBBIAMO CAMBIARE TUTTI I POLITI E SINDACATI SOLO ALLORA "FORSE" POTREMMO AVERE UN FUTURO.
LA PAROLA D'ORDINE DEVE ESSERE UNA SOLA.
TUTTI DEVONO PAGARE LE TASSE. RIPETO PER RISOLLEVARCI E PER NON SUBIRE UNA LOTTA CIVILE TUTTI DEVONO AVERE UGUAL DIGNITà E PAGARE LE TASSE.
CHI NON VUOLE E NON CAPISCE QUESTO è UN DISONESTO E COME TALE DA EVITARE. 19-08-2011 11:56 - luciano
Dei ragazzacci,(il nano,il zozzo e il pupone), della stazione Termini,mi volevano prendere con loro per fare da finto giocatore.proprio come sta facendo oggi Bossi quando si mette in canottiera e chiama Nano di Venezia il suo complice che invece sta ragirando e tenendo le carte.
Io dovevo strillare come Bossi e dire che il gioco doveva essere chiaro e visibbile.
Loro mi davano un decimo dei loro ragiri se guiocavo e rassicuravo i giocatori che tutto sarebbe sotto controllo.
I poveri gonzi vedendomi attento e contro il banco,li avrei invogliati a mettere il loto TFR sul tavolinetto piegevole.
Un tavolinetto pronto a chiudersi in un minuto e scappare se Di Pietro e altri ci avrebbero corso a presso.
A io non dovevo correre ma dovevo stare di fronte alla guardia o a Di Pietro con una canottiera e ostacolarli nella caccia di Brunetta,Sacconi e il capo Berlusconi.
A parte gli scherzi,stiamo proprio nella merda!
Ma la colpa non è solo di questi ladri.
Per farsi "ingroppare",si dice a Roma,bisogna essere sempre in due.
Anche chi si fa fregare senza reagire è colpevole!
Loro si sa sono ladri e fanno quello che ogni ladro ha sempre fatto,ma noi?
Abbiamo un'intelligenza!
Abbiamo due gambe e due braccia,santo Dio,ma allora perche farsi prendere per cretini.
Oggi a guardare il popolo italiano,mi sembra di vedere la figlia del conte Mascetti sul famoso film Amici miei.
Se il sottocuoco,si approfitta di te,non puòi dire che sparecchiavi....
Da usciamo di casa,andiamo tutti all'università e riuniamoci per decidere che fare.Il primo settembre sarò sulla piazza aldo Moro ad aspettarvi!
Non fare nulla è da vili e io non credo che il mio popolo è diventato così! 19-08-2011 07:41 - maurizio mariani