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FUORIPAGINA
18/08/2011
  •   |   Francesco Piccioni
    La truffa del tfr in busta paga

    Quando si vede un banchetto con tre carte sopra, ognuno sa - meno gli ingenui e i superfurbi - che lì c'è anche un truffatore. Quando questo governo annuncia miracoli economici, anche.
    L'ultima trovata pubblicitaria appartiene a Umberto Bossi, preoccupato di perdere definitivamente l'appoggio di parte dei lavoratori dipendenti del Nord (un'avvisaglia si è già vista con le amministrative): «Abbiamo una sorpresa che permetterà di raddoppiare gli stipendi». Detto da chi gli stipendi (presenti e futuri) li sta sfasciando a colpi di tagli a welfare e servizi sociali, non fa nemmeno ridere.
    Andiamo a vedere nel dettaglio l'annuncio-truffa del leghista che annaspa. L'idea è semplice: rimettiamo il tfr (trattamento di fine rapporto) in busta paga. Due conti facili facili: per il tfr viene accantonato circa il 7% dello stipendio (la retribuzione annua divisa per il 13,5%) e quindi non si raddoppierebbe nulla; al massimo tra i 70 e i 140 euro in più al mese, oppure una «quattordicesima» per chi non ce l'ha (la maggioranza dei dipendenti, tutti i precari, ecc). Soldi «pochi, maledetti e subito», da spendere di corsa per arrivare un po' più vicino alla fine del mese (la «crisi della quarta settimana» è da tempo slittata verso la terza). Meglio di un pugno in faccia, certo, ma non ci verrebbe «regalato» niente: il tfr sono soldi nostri, «risparmio forzato».
    L'invenzione - ha ricordato persino Bossi - è merito del fascismo che, dopo la crisi del '29, «per paura di rivolte, quando molte fabbriche chiudevano, fece in modo di far avere soldi ai lavoratori che perdevano il posto». Anche ora le fabbriche chiudono. Solo che Bossi e Tremonti sono addirittura meno svegli dei fascisti storici e quindi, in piena crisi, pensano di toglierlo.
    In secondo luogo. Come verrebbe tassato questo (eventuale) «salario tornato disponibile»? Finché rimane custodito in azienda o all'Inps, infatti, subisce una tassazione distinta tra una parte fissa e una sulla rivalutazione mensile/annua (1,5% annuo fisso, più il 75% dell'incremento dell'indice dei prezzi Istat). Se subisse invece il prelievo ordinario in busta paga, magari maggiorato a causa del fiscal drag, ci sarebbe una perdita secca anche sensibile. Insomma: con una mano viene data subito un cifra netta minore di quella che attualmente finisce nel tfr, con l'altra viene fatto scomparire un istituto che - in tempi di crisi - funziona da ammortizzatore sociale, mentre in tempi normali permetteva di agire sulla mobilità sociale (acquisto di casa, avvio di attività per i figli, ecc) e sull'espansione dei consumi. Un modo di «far cassa» mentre si fa finta di «dare» qualcosa.
    In terzo luogo. Per molti il tfr è già stato dirottato verso i fondi pensione per costruire la famosa «seconda gamba» previdenziale, visto che quella pubblica veniva ridotta all'osso da un'orgia di «riforme delle pensioni». Si abolisce questa possibilità? Si mantiene il diritto - c'è un contratto con i fondi - di usufruire di quanto maturato con questa «seconda gamba»? O si chiede indietro l'intera cifra già versata, ovviamente con la rivalutazione «garantita dai mercati» (si era detta persino questa idiozia, allora...)? E i fondi, sono d'accordo? Cosa vorrebbero in cambio?
    Quarto. Per le imprese sotto i 50 dipendenti (oltre il 90% del totale) si tratta di una mazzata. Quei soldi, ora, vengono usati dall'azienda fin quando il lavoratore non va in pensione. Con cosa possono sostituire questa «liquidità» improvvisamente prosciugata? Non a caso da Confindustria la proposta è stata accolta col più gelido dei silenzi (difficile presentarla come una «misura per la crescita»), in attesa di lumi da parte di fonti un po' più attenbili dell'Umberto padano.
    Le ipotesi al vaglio per «compensare» le imprese sono al momento tutte molto fumose (credito agevolato, intervento della Cassa depositi e prestiti, ecc). Ma non c'è dubbio che, alla fine, una soluzione vantaggiosa per imprese e fondi pensione potrebbe esser trovata. Tanto si tratta di decidere di cosa fare di soldi altrui. Ossia nostri.


I COMMENTI:
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  • Ho due dipendenti.Non capisco perchè debba essere io a gestire il tfr. Se una volta il padorne delle grandi imprese poteva speculare sulle cifre accantonate ora le cose sono cambiate. Ho messo il tfr in forme di investimento apparentemente sicure eppure in certi momenti ci perdo. O i soldi vengono gestiti da chi poi fornirà i trattamenti pensionistici (es: INPS) oppure è meglio che ognuno faccia per conto suo. Teniamo anche conto che se un'impresa va a gambe all'aria rischia anche la liquidazione. 27-08-2011 10:29 - Paolo
  • Piccioni non ha detto la cosa più grave del mettere il TFR in busta paga, che chiunque abbia chiaro come funzionano le dinamiche salariali (cioè pochissimi) dovrebbe avere ben presente: ai prossimi rinnovi contrattuali questo aumento fittizio della busta paga, corrispondendo ad una maggiore capacità di consumo da parte dei lavoratori, che quindi potranno permettersi di svendere la loro forza-lavoro più di quanto la svendano oggi, verrà prima parzialmente poi completamente annullato dagli aumenti salariali che NON ci saranno. Alla lunga il mettere il TFR in busta paga equivale ad eliminare totalmente il TFR.
    Bossi e Tremonti non sono "meno svegli" dei fascisti, sono i tempi ad essere cambiati, durante il fascismo comunque aleggiava l'idea della rivoluzione comunista, anche se non in Italia, e i lavoratori andavano tenuti buoni in qualche modo, oggi invece è il tempo degli indignados, del popolo viola (se esiste ancora), dei referendum per i beni comuni e tutte queste baggianate borghesi, e i padroni ne approfittano per togliere il più possibile ai lavoratori. Qualcosa di vero c'è nel detto "si stava meglio quando si stava peggio"! 19-08-2011 15:19 - Alessandro comunista
  • gia'. ho paura che in italia hanno inventato il "terzo polo" proprio perchè mancava una " carta" per fare quel gioco truffaldino..Mi chiedo quante puntate ancora dovremo vedere di questa "sceneggiata" dei finti disaccordi tra PDL e Lega con immancabile lieto-fine. Quasi a voler "snobbare" tutti gli altri veri disaccordi politici e non che questo "governo" sembra non temere.. Tant' è...finche non arriveranno governanti ( se esistono) che penseranno si "in grande" ma per aiutare "il piccolo" non per distruggerlo come fanno ora. Del resto la trasformazione (quasi un'utopoia) deve essere anche culturale. Per semplificare se abbiamo due tipi di alimento, uno " biologico", caro ed uno non. bio, piu' economico ma di scarsa qualita', l'unicoa strada percorribile per evitare che il mangiar bene non sia solo appannaggio di elites è mangiarne meno ma di migliore qualita' tutti (è noto tra l'altro che oggi ci sovralimentiamo). questa trasformazione "culturale" puo' essere applicata in vari altri campi . Ad esempio in materia di lavoro. Altro che 36 ore settimanali e pensione posticipata...ma gia' questo non consentirebbe di sfruttare "al massimo " i lavoratori, (che nel tempo libero potrebbero addirittura permettersi il lusso di Pensare.. Troppo pericoloso non vi pare? 19-08-2011 15:05 - bore2001
  • concordo con stefano. meglio la retribuzione subito in busta paga che nelle tasche del padrone fino a quando vado in pensione, e chissà se ci sarà ancora. ci sono meno tasse sul tfr? sì, ma perchè mi trattengono soldi miei per 30 o 40 anni!! ma scherziamo? semmai dovevamo dirlo noi. 19-08-2011 14:11 - giovanni
  • concordo con stefano. meglio la retribuzione subito in busta paga che nelle tasche del padrone fino a quando vado in pensione, e chissà se ci sarà ancora. ci sono meno tasse sul tfr? sì, ma perchè mi trattengono soldi miei per 30 o 40 anni!! ma scherziamo? semmai dovevamo dirlo noi. 19-08-2011 12:45 - giovanni
  • Metterlo in busta paga no. Ma almeno renderlo anticipabile più di una volta nella vita per acquisto casa di residenza. Perchè la legge è evidentemente calibrata sulla morale democristiana (ti sposi una volta nella vita, quindi compri una sola prima casa nella vita). 19-08-2011 12:42 - Stefano di Nanto
  • basta piangerci addosso.
    SIAMO CONNIVENTI CON CHI CI FREGA DIRITTI E SOLDI TUTTI I GIORNI.
    DOBBIAMO CAMBIARE TUTTI I POLITI E SINDACATI SOLO ALLORA "FORSE" POTREMMO AVERE UN FUTURO.
    LA PAROLA D'ORDINE DEVE ESSERE UNA SOLA.
    TUTTI DEVONO PAGARE LE TASSE. RIPETO PER RISOLLEVARCI E PER NON SUBIRE UNA LOTTA CIVILE TUTTI DEVONO AVERE UGUAL DIGNITà E PAGARE LE TASSE.
    CHI NON VUOLE E NON CAPISCE QUESTO è UN DISONESTO E COME TALE DA EVITARE. 19-08-2011 11:56 - luciano
  • Vero che con questo governo siamo al disgusto totale, ma mi chiedo se un governo guidato dal PD farebbe tanta differenza.....certo, non ci sarebbe questo latrocinio pero' nondimentichiamo che Fassino e Chiamparino appoggiarno Marchionne, sono pro TAV e non mi risulta che mai il PD si sia sognato di dire basta alle spese militari o di dare fondi a scuole e ospedali......saro' pessimista.... 19-08-2011 09:45 - Federica
  • Ma si' la prossima mossa sara' chiudere scuole e ospedali per fare una nuova rottamazione auto. 19-08-2011 08:15 - bozo4
  • Tanti anni fa,un periodo che ero disoccupato,mi offrirono di fare la "zaraffa"al banchetto del gioco delle tre carte.
    Dei ragazzacci,(il nano,il zozzo e il pupone), della stazione Termini,mi volevano prendere con loro per fare da finto giocatore.proprio come sta facendo oggi Bossi quando si mette in canottiera e chiama Nano di Venezia il suo complice che invece sta ragirando e tenendo le carte.
    Io dovevo strillare come Bossi e dire che il gioco doveva essere chiaro e visibbile.
    Loro mi davano un decimo dei loro ragiri se guiocavo e rassicuravo i giocatori che tutto sarebbe sotto controllo.
    I poveri gonzi vedendomi attento e contro il banco,li avrei invogliati a mettere il loto TFR sul tavolinetto piegevole.
    Un tavolinetto pronto a chiudersi in un minuto e scappare se Di Pietro e altri ci avrebbero corso a presso.
    A io non dovevo correre ma dovevo stare di fronte alla guardia o a Di Pietro con una canottiera e ostacolarli nella caccia di Brunetta,Sacconi e il capo Berlusconi.
    A parte gli scherzi,stiamo proprio nella merda!
    Ma la colpa non è solo di questi ladri.
    Per farsi "ingroppare",si dice a Roma,bisogna essere sempre in due.
    Anche chi si fa fregare senza reagire è colpevole!
    Loro si sa sono ladri e fanno quello che ogni ladro ha sempre fatto,ma noi?
    Abbiamo un'intelligenza!
    Abbiamo due gambe e due braccia,santo Dio,ma allora perche farsi prendere per cretini.
    Oggi a guardare il popolo italiano,mi sembra di vedere la figlia del conte Mascetti sul famoso film Amici miei.
    Se il sottocuoco,si approfitta di te,non puòi dire che sparecchiavi....
    Da usciamo di casa,andiamo tutti all'università e riuniamoci per decidere che fare.Il primo settembre sarò sulla piazza aldo Moro ad aspettarvi!
    Non fare nulla è da vili e io non credo che il mio popolo è diventato così! 19-08-2011 07:41 - maurizio mariani
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