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Cinzia Gubbini
L'albero castrato: censura o imperizia?
E' scoppiato un vero caso sul restauro di un affresco murale ritrovato a Massa Marittima. Purtroppo non si tratta di un'improvvisa fiammata di orgoglio italiano per i nostri reperti storici - magari - quanto piuttosto del fatto che l'affresco in questione rappresenta un albero - l'albero dell'abbondanza, questo il suo nome, datato 1265 - in cui appaiono molti falli. E alcuni di questi sono spariti. Dunque aleggia il sospetto che si sia trattato niente meno di "censura", o almeno questa è la "vulgata".
In realtà, come ci spiega la persona che segue ormai da anni questa storia e che ha fatto scoppiare il caso, si tratta di semplice (e imperdonabile) imperizia. "Addirittura voler censurare, o in qualche modo intervenire sul messaggio di un'opera artistica, soprattutto di un'opera di questo genere, con tutte le tutele che ci sono, è francamente impossibile", tiene a precisare l'architetto Gabriele Galeotti, specializzato in recupero dei beni artistici, autore del blog Il Palazzo dell'Abbondanza - su cui potete trovare molti dettagli sull'affresco, e non solo - nonché animatore della Lista civica "Massa Comune". Nata e cresciuta proprio sulle denunce delle molte irregolarità che - a quanto pare - si verificano nel Comune a guida Pd. "Siamo tanti cittadini di estrazioni diverse e idee politiche diverse, ma uniti dalla volontà di denunciare le tante cose che non vanno", dice Galeotti.
Nel blog ne viene segnalata praticamente una al giorno, ma certo quella che riguarda il restauro dell'Albero dell'Abbondanza ha una valenza nazionale. L'affresco in questione è stato rinvenuto nel 1999, e subito ha attirato l'interesse di studiosi e cultori. Secondo uno studioso inglese di storia toscana medievale, siamo di fronte addirittura al primo manifesto politico di epoca medievale. Si tratterebbe, secondo questa interpretazione, di un messaggio dei guelfi ai potenziali seguaci dei ghibellini: i ghibellini sono accusati dal murale di sodomia e eresia. Le donne sotto all'albero sarebbero streghe intente ad appendere falli tagliati sull'albero, mentre una di loro viene sodomizzata, ed altre due si azzuffano.
Il restauro va avanti da sei anni, ed è tornato visibile al pubblico lo scorso 6 agosto. Ma subito sono scoppiate le polemiche, e l'architetto Galeotti ha anche presentato un esposto in Procura denunciando che molte porzioni del dipinto "sono state ridipinte arbitrariamente e senza alcun doveroso rispetto delle allegorie di origine", risultandone così "irrimediabilmente compromesso".
"Sono sicuro di quel che dico - dice Galeotti - perché seguo da anni questa storia. Durante il restauto era stato posto un tavolato che copriva i lavori, su uno di questi era apposta una gigantografia del dipinto e da dietro si vedevano i restauratori all'opera sulla parte finale de dipinto. Insomma, il confronto si poteva fare in diretta ed era evidentissimo. Sono intervenuti pesantemente".
I responsabili del restauro respingono le accuse al mittente. Anche se, c'è da notare, con motivazioni praticamente opposte. A La Repubblica di Firenze il Soprintendente per i beni artistici e storici di Siena, Mario Scalini, dice: «Si è semplicemente tolta una parte non originale del dipinto» spiega, «che durante il primo intervento seguito alla scoperta dell´Albero era stata aggiunta seguendo le linee-guida del restauro integrativo», mentre oggi si preferisce «rispettare lo stato di fatto delle opere, lacune comprese». Al Tirreno il restauratore, Giuseppe Gavazzi titolare dell'azineda Arc restauri, non ricorda bene di quale particolare si tratti, ma argomenta così la "scomparsa" «È probabile che questa mancanza di foglie e particolari del frutto possa essere dovuto all’aggressione che l’affresco ha subito negli anni". Insomma, come titola il quotidiano, una "castrazione chimica".
Chi ha ragione? Intanto corre l'obbligo di chiedere a Galeotti: ma non è che, essendo un architetto, ha qualche interesse nel campo? "Neanche per idea - precisa - non lavoro con l'amministrazione, e non ne ho alcuna intenzione. Sono solo un cittadino stanco di un sistema politico malato. E dal mio ufficietto, dove le parlo in questo momento, voglio sventolare la mia piccola bandiera di libertà".
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Questa cultura bicotta supera di gran lunga la cultura dei Savonarola e ci fa precipitare in un era buia.
La crisi economica diventa anche crisi culturale.
Io comincio a credere veramente che stiamo precipitando in una situazione biblica.
Sta arrivando tutto.Pestilenze carestie,ignoranza e gente con facce di gomma che nascondono le loro vere facce.
Mostri!
Fantasmi senza idee e senza ideologia,camminano alla notte come zombi alla ricerca di una distrazione che diventa obrobriosa,in quelle movide,dove i dannati camminano come nei gironi danteschi!
Oppure condannati sotto il sole con le loro automobiline alla ricerca di una spiaggia piena di alghe e di meduse!
Il brutto e il male viaggiano insieme.
Questa è veramente la fine ingloriosa di una civiltà!
La barbarie è arrivata!
Altro che i cazzi del manifesto ghibellino.Questi cazzi,non li leva nessuno! 20-08-2011 08:12 - maurizio mariani