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FUORIPAGINA
21/08/2011
  •   |   Matteo Bartocci
    Il grande gioco che verrà

    Di fatto, oggi è l'ultimo giorno di ferie per la politica. Da domani il gioco si fa duro. E la canea di dichiarazioni, deliri estivi, ipotesi e contromanovre degli ultimi giorni dovrà sedimentarsi in un confronto leggibile. Il 29 agosto sindaci in piazza a Milano (tra di essi decine saranno i leghisti, a cominciare dal varesino Fontana) e domani è previsto un direttivo di fuoco del Carroccio a via Bellerio. Martedì invece ci sarà a Roma l'appuntamento dei frondisti del Pdl con il segretario Alfano e l'incontro del Pd con le parti sociali per la contromanovra democratica.
    E' soprattutto la maggioranza ad arrivare al dunque con un doppio braccio di ferro che rende difficilissima la «quadra» politica, economica e finanziaria sul decreto di Ferragosto. Sulla presunta (molto presunta) salvezza dei conti pubblici italiani si gioca la prima vera partita sull'identità del centrodestra dopo l'addio di Fini di un anno fa. Con la crisi globale, il limbo degli Scilipoti è finito. Prima o poi dovranno «scendere in campo» i big: oltre ai sempreverdi Berlusconi, Bossi e Tremonti scalpitano astri «nascenti» come Alfano e Formigoni, Maroni e Calderoli. Con Pierfurby Casini che più che uno spettatore interessato e un protagonista assoluto. Le elezioni - siano nel 2013 o a primavera - si avvicinano e gli schieramenti anche se ancora fluidi e trasformisti iniziano a contarsi prima dello scontro definitivo. Comunque vada, nel fuoco della crisi e nel bagno di sangue sociale della quarta manovra finanziaria che ne deriva si forgerà il «nuovo» centrodestra.
    I politici non sono gente "normale". Parlano di pensioni, famiglia, Iva e privatizzazioni ma in realtà intendono alleanze, voti, «poteri» da sedurre o sconfiggere. E' questo dibattito-specchio, soprattutto, ciò che rende così disordinato e perfino contraddittorio il confronto reale su misure e contromisure di bilancio. Perfino la disputa apparentemente culturale e identitaria tra socialisti e liberali dentro gli ex Forza Italia prelude-allude al nuovo ordine che (forse) nascerà.
    Da un lato ci sono soprattutto Formigoni, Scajola e forzisti liberal come Martino e Crosetto. Chiedono di intervenire sulle pensioni, di abbassare le tasse per i redditi medio-alti e massacrare l'inefficiente stato sociale che resta. Più che alle partite Iva puntano a Confindustria. Soprattutto, vogliono l'alleanza con l'Udc, creare finalmente il partito dei «moderati». Sarebbe la restaurazione liberista dopo l'anarchia berlusconiana. Il flirt (non privo di sospetti reciproci) tra Casini e questo gruppo di neo-post berlusconiani è sempre più smaccato mano a mano che si avvicina il confronto in senato. I centristi sembrano sempre più vicini all'orbita di centrodestra. E la difficoltà del Pd a ritrovare centralità tra le opposizioni sta lì a dimostrarlo.
    L'esito non è scontato. Perché lo stretto entourage berlusconiano per non sbagliare non ha ancora deciso che pesci prendere. Molto dipenderà da cosa sceglierà Alfano nell'incontro previsto martedì con i frondisti ormai incontenibili (ieri l'ex presidente del senato Pera è arrivato a insulti scritti contro Cicchitto).
    Non meno aggrovigliata la situazione nella Lega. Domani un direttivo voluto fortemente da Maroni e i suoi dovrà decidere - finalmente - su cosa punterà il Carroccio nella roulette del decreto. Dire sì alle richieste di Casini (su pensioni e Iva, per esempio) indebolisce la golden share della Lega sul governo ma permetterebbe di difendere meglio una base un tempo sensibile come gli amministratori e gli enti locali. Anche qui gli insulti non mancano (Calderoli redarguisce pubblicamente il «maronita» Tosi) e il puzzle è arduo. Perché Bossi ha detto tutto e il suo contrario. E soprattutto di rompere con Berlusconi per ritrovarsi con Alfano nei democristiani europei non ha voglia. Un ruolo come tra Cdu e Csu bavarese sarebbe una mutazione genetica definitiva per la Lega. Maroni tesse la sua tela. Confida che il tempo giochi dalla sua parte ma prima o poi uno strappo andrà giocato.
    Peggio ancora sta il Pd. Che non fa nulla per amalgamare una constituency sociale alla sua sinistra e si guarda bene dal rafforzare l'alleanza con chi non vede l'ora come Idv e Sel. Anche qui, il confronto di forze uguali e contrarie tra le varie anime e radici democratiche è un perenne gioco a somma zero. Eppur si muove, lotta e propone. Ma ogni volta (tre segretari in un anno non saranno mai abbastanza sottolineati) ricomincia da capo. Molto rumore per nulla.


I COMMENTI:
  • Nonostante che si stessero perdendo altri 150 mila posti di lavoro,nonostante che il paese precipitava nella più grande recessione della storia del capitalismo i politici non hanno rinunciato a nessuno dei loro costosi vizietti.
    Berlusconi ha fatto vincere al Milan il suo premio.Il vizio di vincere sempre non se lo leva e spende milioni pur di vincere anche quando perde.
    D'Alema è nel mare con il suo splendito veliero che ha comperato con i risparmi che ha fatto vivendo in una casa popolare per anni.
    Fini è sott'acqua a fare il palombaro e a edificare presepi per i suoi amici tra barattoli e bottiglie che buttano nel nostro mare.
    Il Papa e tutti i ciellini sono in Spagna a mangiare Paella e fare comunioni con ottima sangria.
    La lega invece sta sotto i tavoli di Pontida,umbriachi e con le facce rosse come quella di Calderoli e succhiano ancora vino e birre alla faccia dei compari del PDL.
    Solo il governatore lombardo è preoccupatissimo e non si muove da Milano per paura che gli sarti la "Sagra milanese" che s'è inventato e dove ci ha messo tutti i suoi risparmi.
    Con il sindaco brigatista,ha paura che gli faccia le scarpe e che tutto quello che ha risparmiato sui milanesi per anni,gli diventino improvvisamente cartaccia!
    Ma non preoccupatevi che domani tornano.
    Tornano abronzati,con i capelli un pò lunghetti,che si faranno subito tagliare dai barbieri del palazzo al costo simbolico di 2 euro.
    Torneranno affamati più di prima e i nostri valletti si dovranno adoperare non poco ad affettare prosciutti e imburrare pane...
    Torneranno e gia si sente il loro parlottare...
    Eccoli,con le solite facce di sempre,solo un pò più maroncine! 22-08-2011 06:47 - maurizio mariani
  • Nel caos della situazione politica italiana e della manovra economica anticrisi, vedo un punto centrale, fermo ed immutabile, che corrisponde anche al centro del bersaglio, verso il quale si stanno dirigendo le frecce di praticamente quasi tutte le formazioni politiche ……………
    Il centro del bersaglio corrisponde alle classi economicamente più disagiate, coloro che godono di scarsa, nulla od annullabile rappresentanza nei palazzi del potere ………….
    Si tratta dei disoccupati, sotto-occupati, precari, lavoratori già con retribuzioni che non consentono loro di vivere, pensionati, disabili, emarginati e “disadattati” ………
    Chi mai sarebbe così folle da voler rappresentare tali categorie di persone, tra coloro che detengono il potere?
    Qualche buon’anima potrebbe addirittura farsi avanti e tentare di far udire la propria voce in difesa di quelle categorie, ma ………….. verrebbe zittito immediatamente, perché non avrebbe nulla da mettere in gioco, nessun capitale, nemmeno un euro, nulla da portare al tavolo della contrattazione, solo le vite di quelle persone che, si sa, non possiedono un valore contabile ………... 22-08-2011 00:56 - i Disgraziati
  • io mi vergogno di essere italiano, Solo per avere dei politici di questo genere, perché non sanno o fanno finta, cosa significa,onestà, pudore, serietà,conosco solo disonestà, ipocrisia, falsità! e non voglio andare oltre in negativo per questi politici del.... 21-08-2011 21:32 - tony.
  • Ill.sig.Bartocci,spero che non sia il caldo di questi giorni, che le abbia motivato il suo punto di vista riguardo l'attuale situazione politica del ns tragico paese .D'altronde il solo fatto che si continui a sprofondare sempre più in basso con l'orchesrina che suona una tragica marcia funebre ,e tutti sul ponte a ballare senza fare assolutamente niente ,questo mi creda mi sconforta al punto di dovermi vergognare di essere Italiano.La mia generazione nata durante la guerra ha vissuto il prima e dopo ,ha contribuito con lotte sociali al famoso posto al sole,del pericolo giallo si parlava già nel 1940, dopo la crisi del 29 l'america si salvo il culo progettando guerre che ha scatenato in tutto il mondo ,facendo sempre più debiti che naturalmente addebita hai suoi vassalli.La borsa e una guerra subbdola ,senza rumore ,senza spari ,ma fa più vittime in un colpo solo .Devo purtroppo dare ragione a Bocca ;non vi è più nessuna speranza in questa Italia attuale tanto meno nella sua classe politica.Mi complimento per la sua analisi,se in futuro ravvisasse una pur debole possibilità di rivoluzione ,mi faccia sapere .Rispettosi saluti Ulisse. 21-08-2011 16:57 - veleno
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