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Francesco Epico
Vado al bagno, faceva un caldo terribile
Faceva un caldo terribile quella mattina a Napoli. Il bollore torrido e l’umidità si mescolavano come la frutta nella macedonia e generavano un’afa che si tagliava a fette. La gente galleggiava sulle molecole di acqua come in un vecchio film western dove, al posto dei cavalli, si portavano per le redini enormi trolley scalpitanti. Mai come quella mattina mi rifugiai con sollievo all’interno dell’Intercity 590, in partenza per il nord.
Trovai il mio posto prenotato e notai immediatamente che un getto di aria fresca fuoriusciva dalle apposite fessure: l’aria condizionata aveva deciso di funzionare. Partimmo.
C’era uno strano silenzio, forse perché eravamo tutti alla fine delle forze e ciascuno stava cercando faticosamente di recuperare il respiro. Aprii il mio libro e pensai che quel giorno avrei fatto un viaggio quasi umano, con l’aria condizionata in funzione, il treno più o meno in orario e una venerea quiete che ovattava l‘ambiente. Il convoglio filava liscio verso Roma e mi stavo persino appisolando quando, ovviamente, squillò il telefonino. Non era il mio ma quello dell’avvocato lato finestrino, quello che resisteva stoicamente con la giacca che lo stritolava e con una cravatta sgualcita che gli stringeva il collo. La voce stentorea e decisa del professionista si appropriò con arroganza dello spazio angusto, entrando nelle teste degli altri viaggiatori senza neanche chiedere permesso. L’uomo si affrettò a tranquillizzare il suo cliente che tutto sarebbe andato per il meglio e che poteva dormire tranquillo, il cliente. Avrei voluto dirgli che anche noi avremmo voluto dormire tranquilli, ma ebbi paura della sua inclinazione ad accompagnare la gente nelle aule di giustizia. Solo una breve pausa e l’avvocato ricominciò a strillare la sua professionalità e la sua bravura, garantendo a tutto lo scompartimento che avremmo vinto la causa.
D’un tratto si mise a cantare anche il telefono della signora seduta di fronte a me, lato corridoio. Era uno degli ultimi successi polifonici di Andrea Bocelli e la signora non si sbrigava a rispondere, tanto che l’avvocato lato finestrino sembrò quasi scocciato.
La signora tranquillizzò la madre, dall’altro capo del telefono, che aveva chiuso il gas e che non sarebbe scoppiato il suo appartamento e tutto il palazzo nel centro di Portici. L’avvocato domandava e la signora rispondeva, la signora gridava con la madre e l’avvocato la tranquillizzava. Sembrava a un certo punto che parlassero fra loro e che se la madre non la smetteva con quelle stupide illazioni, l’avrebbero citata in giudizio. Quando suonò anche il telefono del senegalese seduto di fronte all’avvocato, decisi che non ce l’avrei potuta mai fare, e andai al bagno.
GUASTO, c’era scritto sulla porta. Andai alla carrozza appresso e un biglietto, redatto con la stessa mano, recitava GUASTO. Sbuffai spazientito e proseguii nel corridoio, cercando di non calpestare i bambini che giocavano a guardia e ladri e che saltavano sulle teste dei genitori impassibili e di non gettare dai finestrini tutte quelle valigie che occupavano il novanta per cento del passaggio. Era guasto anche il terzo. Riuscii a trovare un gabinetto agibile (per usare un eufemismo) solo dopo altre due carrozze. Vidi da lontano il controllore e decisi di affrontarlo per domandargli il perché di tutti quei bagni guasti e se fosse normale che uno, per andare al cesso, dovesse tornare a Napoli a piedi. Lui mi rispose, senza neanche degnarmi di uno sguardo, che i bagni in realtà non erano guasti, ma ne apriva pochi alla volta altrimenti come avrebbero fatto ad arrivare a Milano? Che gli dici a uno che ti risponde così senza neanche distogliere lo sguardo dai biglietti che stava controllando?
Avrei voluto dirgli che i bagni si potevano pure pulire durante il viaggio, come accade sui treni belli per i viaggiatori ricchi. Che se una persona anziana ha un’urgenza non può fare lo slalom per tre carrozze tra bambini schiamazzanti ed invasivi, valigie che ballano libere nei corridoi, controllori spiritosi, avvocati in linea col tribunale e signore che urlano con le mamme apprensive. Gli dissi solamente che la ritenevo una trovata geniale e, solo a quel punto, alzò gli occhi sulla mia faccia. Aveva un’espressione stanca, stufa delle lamentele dei viaggiatori che per banali-vecchie centomila lire, pretendono anche il bagno nella propria carrozza e magari pure pulito. Il creativo di Trenitalia era seccato di fronte a tante pretese assurde, neanche fossimo uomini e non bestie da tradurre al macello. Io gli dissi con gentilezza che era stato un genio ad inventarsi la storia dei bagni a targa alterna e non seppe mai, il controllore arguto, se i miei complimenti fossero sinceri o se lo avessi solo preso per quel posto dove il sole fa fatica a battere. Tanto fra un po’ se ne sarebbe andato in pensione, e chi si è visto si è visto.
La prossima puntata giovedì 25 agosto
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Come ex studente pendolare, ho acquisito una certa esperienza di viaggio in treno ……
Nonostante siano trascorsi diversi anni da quando sono salito l’ultima volta su di un treno, noto che viaggiare in treno è sempre interessante, in quanto si viaggia non solo tramite spostamento nello spazio del proprio corpo fisico, ma anche e soprattutto perché ci si sposta con la mente entrando ed uscendo, come il treno fa nelle stazioni ove transita, dalle situazioni mentali ed emotive in cui si trovano gli/le occasionali compagni /e di viaggio …….
Molto tempo dopo, ho acquisito esperienze di viaggio su treni di altri paesi in altri continenti e solo per questo mi azzardo a dire che alla fine forse ogni viaggiatore, in treno come in aereo o in bicicletta, ha sempre qualcosa di cui lamentarsi durante il viaggio, ma ciò probabilmente è normale, rientra nella logica, è inevitabile …….. 22-08-2011 20:06 - Secondo binario
complimenti per l'arringa.. inutile ovviamente, ma esilarante.
specialmente il passo in cui ci insegna la chiave di lettura dell'articolo (umorismo inglese... mah...)
forse è il caso che lei inizi a rendersi conto che non è lamentandosi, ma agendo che si risolvono i problemi.
Magari potrebbe iniziare a farlo lei, invece di passare il tempo ad identificarsi con muscolosi e unti eroi spartani deceduti... sicuramente potrebbe risentirne il suo appagamento e le sue varie fantasie (di dubbia moralità) personali, ma probabilmente il suo prossimo le sarà grato.
Cordialmente. 22-08-2011 17:31 - mah
la fascistella tentazione di dare del comunista a tutti quelli che descrivono semplicemente la squallida realtà di un paese allo sfascio non abbandona mai quelli come te.
E diventa ancora più sgradevole se l'oggetto di quella che sin troppo evidentemente considerate un'ingiuria è una persona civile, intelligente e dotato di un senso dell'umorismo di stampo garbatamente Britannico.
Non so con che mezzi viaggi, ma mi pare di poter immaginare da dove vieni. Val Brembana, dove imperano distinti gentiluomini quali Calderoli, Borghezio, Bossi & figlio, e tanti altri trogloditi della stessa razza. 22-08-2011 16:01 - Leonidas
se il racconto è una storia alla Stefano Benni, allora sei simpatico e ti faccio i complimenti.
se il tuo è soltanto il solito brontolio comunista, da borghese con la fiatella allora lascia perdere: il mondo è già pieno di gente che si lamenta per ogni cosa e che trova da lamentarsi in ogni occasione. Sinceramente trovarmi a leggere l'ennesimo brontolone che combatte "per il popolo", ma si lamenta se la sua vita perfetta è contaminata dall'esistenza di esseri inferiori, è una cosa abbastanza stucchevole...
ecco.. stucchevole potrebbe essere il riassunto di quello che scrive! La prossima volta controlli meglio: magari oltre all'aria condizionata c'è anche la possibilità della carrozza mono-poltrona... 22-08-2011 14:59 - mah
A) sei tu che non viaggi mai in treno
B) se viaggi vai solo in TAV-prima classe
C) sei un capotreno 22-08-2011 14:20 - Eleonora
Quanto a comprarmi l'elicottero lo prendo come un augurio.
Grazie comunque per il suo autorevole commento. 22-08-2011 13:59 - francesco epico
Questi racconti lasciano l'amaro in bocca perchè li leggi e ti dispiace quando finiscono. Ma fra poco è giovedì e chissà cosa sarà successo nel frattempo nell'intercity.....Ebbravo il Manifesto. 22-08-2011 11:24 - giovanni
Autobus cinesi che hanno persino l'aria condizionata.
Poi prendo un treno in Italia e mi accorgo di essere ancora come l'ultima volta che andai in treno, anni fa.
Eppure al parlamento hanno fatto dei grandi miglioramenti.
Ogni sedia ha campanelli monitor per vedere e per allacciare computer.
invece nei treni tradotte frequentati dal popolo,non sono cambiati affatto.
Eppure le ville di questi amministratori dello stato si sono abbellite.
Piscine interne ed esterne.
Massaggi ad acqua e eliporti.
Berlusconi ha fatto fare persino un mausoleo nella sua villa dove tiene gelosamente le ossa dei suoi cari e dove sta preparando il più imperiale sarcofaco che conterrà le sue ossa,da far invidia al faraone più importante della storia d'Egitto!
Faraonici da una parte e antiche miserie dall'altra!
Ma daltronde cosa vogliamo da uno stato che fa marciare i suoi treni a due velocità.
Una per i ricchi e una per tutto il popolo,compreso tu che mi stai leggendo! 22-08-2011 08:21 - maurizio mariani