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redazione
Tripoli in mano ai ribelli. Si combatte in città
I ribelli libici sono entrati a Tripoli ieri e ormai controllerebbero gran parte della città, dove sono ancora in corso intensi combattimenti soprattutto nel distretto di Sedi Khalifa e intorno alla residenza del colonnello Muammar Gheddafi, il compound di Bab al-Azaziya. Il leader libico sembra continuare a resistere: resta il mistero su dove si trovi. Le notizie sul suo arresto, diffuse nella serata di ieri, sono state presto smentite. Non si hanno informazioni sul rais, nessuna traccia: è stato solo diffuso un suo breve messaggio audio. Nella notte si è diffusa la voce secondo cui radio e televisione sarebbero passate nelle mani degli insorti, ma in mattinata la notizia è apparsa infondata. Secondo fonti dei ribelli citate dalle agenzie di stampa, Gheddafi sarebbe ancora a Tripoli, forse rifugiato nell'ambasciata del Venezuela, forse in un ospedale. Altre fonti ritengono si sia rifugiato a Sirte.
Nella notte due aerei sudafricani sarebbero atterrati a Tripoli. Secondo i ribelli (che attraverso l'emittente al Jazeera sono quasi l'unica fonte di informazione) sarebbero in corso trattative per l'esilio di Gheddafi in un paese africano, presumibilmente l'Angola o lo Zimbabwe, e a questo fine sarebbero arrivati gli aerei sudafricani (ma il governo di Pretoria ha smentito). Incerta per altro la situazione all'aeroporto: secondo fonti citate dal ministero degli esteri italiano, in mattinata i militari che lo controllavano si sarebbero arresi ai ribelli.
Mistero anche sui figli del colonnello: due o forse tre sarebbero stati catturati, tra questi ci sarebbe Saif al-Islam, di cui la Corte penale internazionale dell'Aja ha chiesto nella notte l'immediata consegna.
In mattinata anche quel che resta del regime di Gheddafi si è fatto vivo, con una conferenza stampa del portavoce Moussa Ibrahim trasmessa da al Jazeera. Secondo il portavoce, almeno 1.300 persone sarebbero morte nelle ultime 24 ore di combattimenti, e altre 5.000 sarebbero rimaste ferite. La responsabilità principale del "bagno di sangue" sarebbe dei bombardamenti lanciati dalla Nato in concomitanza con l'attacco dei ribelli. Le accuse alla Nato per i bombardamenti sulla città sono state confermate anche dall'agenzia vaticana Fides, citando non precisate fonti locali. Secondo i ribelli invece (citati dalla solita al Jazeera) sarebbero stati i tank degli uomini fedeli a Gheddafi a sparare ad alzo zero contro le case della città.
Manifestazioni di entusiasmo per quella che sembra la vittoria finale dei ribelli libici si sono svolte ad Alessandria d'Egitto; un po' più prudenti le cancellerie occidentali, con il premier inglese Cameron che parla di "fine vicina" per Gheddafi, il francese Sarkozy che invita il rais a "risparmiare al suo popolo sofferenze inutili", l'italiano La Russa secondo cui "da qui a dire che tutto è finito ce ne corre". Il presidente americano Obama ha chiesto al Consiglio nazionale dei ribelli di "guidare il paese attraverso la transizione rispettando i diritti della popolazione, evitando vittime civili, proteggendo le istituzioni e perseguendo una transizione verso la democrazia che sia giusta e inclusiva di tutti i libici". Si è fatto sentire significativamente anche il governo cinese, con una dichiarazione nella quale annuncia di voler "rispettare le scelte del popolo libico".
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Chiedo agli esperti che inneggiano agli insorti e di cui conoscono sicuramente la buona fede democratica e che imperversano nella "sinistra" sinistra e che scrivono su questo e altri siti di inviare qualche link con una suddetta foto. 23-08-2011 18:55 - Murmillus
Ai portavoce di Gheddafi e alle agenzie stampa vaticane, che li citano?
La propaganda è uno strumento di ogni guerra.
Ma il fatto che Tripoli sia in rivolta contro il regime ha un valore politico preciso, che nè la propaganda nè, tantomeno, i tuoi insulti possono nascondere.
Rassegnati: è finita. 23-08-2011 07:51 - Galaverna
pensa se tali bombe fossero cadute in testa a te.Avremmo un martire di piu'per le nostre liberta'. 23-08-2011 02:39 - mauro
Guarda un po'... io trovo "semplicemente disgustosi" quelli che difendono i cosiddetti "ribelli di Bengasi", minoritario manipolo di criminali assoldati per il perseguimento di finalità abiette e imperialistiche dai più "volonterosi" fra gli atlantici, cui si è aggregata l'Italia (plaudenti in primis il presidente Napolitano e il PD) contro il proprio stesso interesse nazionale.
I "ribelli" esaltati dai servizi di Lucia Goracci e di tantissimi altri sedicenti giornalisti italioti si sono persino macchiati di pulizia etnica, vittime i libici e i lavoratori immigrati di colore ( http://tinyurl.com/3fhg3u9 ).
Doverosa una riflessione sul Tg3 diretto da Bianca Berlinguer: a mio giudizio, al momento, è il peggiore organo di informazione italiano, di gran lunga il più dannoso perché essendo privo di servizi "leggeri" come quelli di Carlotta Mannu e Massimo Mignanelli (firme "di punta" del Tg1 di Minzolini) finisce di essere preso sul serio, soprattutto da cittadini un po' ingenuotti convinti (in buona fede) di essere informati e progressisti.
Tra parentesi, stesso discorso vale per quel pallone gonfiato di Roberto Saviano, studiatissimo nel suo apparire "antitelevisivo", che scrive e dice banalità assolute, ma lo fa atteggiandosi a messìa. Saviano è una subdola e raffinata creazione del think tank che fa capo all'ing. Carlo De Benedetti e svolge egregiamente il non facile compito di traghettare tanta civilmente impegnata (ma alquanto ingenuotta) indignazione verso posizioni subliminalmente filoatlantiche e filosioniste.
P.S. IMHO chi si azzarda a scommettere contro Murmillus sull'esito in Libia (22-08-2011 21:05) va incontro a sconfitta certa. 23-08-2011 02:08 - Alessandro B.
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