giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
22/08/2011
  •   |   redazione
    Tripoli in mano ai ribelli. Si combatte in città

    I ribelli libici sono entrati a Tripoli ieri e ormai controllerebbero gran parte della città, dove sono ancora in corso intensi combattimenti soprattutto nel distretto di Sedi Khalifa e intorno alla residenza del colonnello Muammar Gheddafi, il compound di Bab al-Azaziya. Il leader libico sembra continuare a resistere: resta il mistero su dove si trovi. Le notizie sul suo arresto, diffuse nella serata di ieri, sono state presto smentite. Non si hanno informazioni sul rais, nessuna traccia: è stato solo diffuso un suo breve messaggio audio. Nella notte si è diffusa la voce secondo cui radio e televisione sarebbero passate nelle mani degli insorti, ma in mattinata la notizia è apparsa infondata. Secondo fonti dei ribelli citate dalle agenzie di stampa, Gheddafi sarebbe ancora a Tripoli, forse rifugiato nell'ambasciata del Venezuela, forse in un ospedale. Altre fonti ritengono si sia rifugiato a Sirte.

    Nella notte due aerei sudafricani sarebbero atterrati a Tripoli. Secondo i ribelli (che attraverso l'emittente al Jazeera sono quasi l'unica fonte di informazione) sarebbero in corso trattative per l'esilio di Gheddafi in un paese africano, presumibilmente l'Angola o lo Zimbabwe, e a questo fine sarebbero arrivati gli aerei sudafricani (ma il governo di Pretoria ha smentito). Incerta per altro la situazione all'aeroporto: secondo fonti citate dal ministero degli esteri italiano, in mattinata i militari che lo controllavano si sarebbero arresi ai ribelli.

     

    Mistero anche sui figli del colonnello: due o forse tre sarebbero stati catturati, tra questi ci sarebbe Saif al-Islam, di cui la Corte penale internazionale dell'Aja ha chiesto nella notte l'immediata consegna.

    In mattinata anche quel che resta del regime di Gheddafi si è fatto vivo, con una conferenza stampa del portavoce Moussa Ibrahim trasmessa da al Jazeera. Secondo il portavoce, almeno 1.300 persone sarebbero morte nelle ultime 24 ore di combattimenti, e altre 5.000 sarebbero rimaste ferite. La responsabilità principale del "bagno di sangue" sarebbe dei bombardamenti lanciati dalla Nato in concomitanza con l'attacco dei ribelli.  Le accuse alla Nato per i bombardamenti sulla città sono state confermate anche dall'agenzia vaticana Fides, citando non precisate fonti locali. Secondo i ribelli invece (citati dalla solita al Jazeera) sarebbero stati i tank degli uomini fedeli a Gheddafi a sparare ad alzo zero contro le case della città.

     

    Manifestazioni di entusiasmo per quella che sembra la vittoria finale dei ribelli libici si sono svolte ad Alessandria d'Egitto; un po' più prudenti le cancellerie occidentali, con il premier inglese Cameron che parla di "fine vicina" per Gheddafi, il francese Sarkozy che invita il rais a "risparmiare al suo popolo sofferenze inutili", l'italiano La Russa secondo cui "da qui a dire che tutto è finito ce ne corre". Il presidente americano Obama ha chiesto al Consiglio nazionale dei ribelli di "guidare il paese attraverso la transizione rispettando i diritti della popolazione, evitando vittime civili, proteggendo le istituzioni e perseguendo una transizione verso la democrazia che sia giusta e inclusiva di tutti i libici". Si è fatto sentire significativamente anche il governo cinese, con una dichiarazione nella quale annuncia di voler "rispettare le scelte del popolo libico".


I COMMENTI:
  pagina:  3/4  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
  • leggo di "italiani che stavano civilizzando quel paese di ex-pirati". la natura sostanzialmente nazista della guerra contro la Libia viene fuori anche grazie alle parole degli interventisti, che magari, come il nostro amico di cui sopra, si spacciano pure per gente di sinistra. 22-08-2011 15:03 - andrea
  • Esultiamo!!!E'finalmente la fine per un dittatore sanguinario che per quarant'anni ha martirizzato prima il suo popolo,poi espulso gli italiani che stavano civilizzando quel paese di ex-pirati,poi appoggiato il terrorismo in tutto il mondo.Un disgraziato che si è beffato dell'islam come del comunismo (ma vi ricordate quelli di Avanguardia Operaia che giudicavano il libro verde di Gheddafi alla pari del libretto rosso di Mao?).Vi ricordate dell'arroganza del figlio Hannibal che ha costretto la Svizzera a chiedere scusa per mezzo del nostro Frattini?Ma finiamola di appoggiare delinquenti come MUGABE,IDI AMIN,CASTRO,CHAVEZ solo perchè a parole si dicono anti americani e anti israeliani!Ritroviamo noi gente di sinistra l'orgoglio di sputare in faccia a questi pezzenti ,stupratori dei loro proletari!! 22-08-2011 14:23 - athesius
  • Io se fossi un libico,come un tunisino,o un egiziano ,con questi comunisti nostrani che insistono con stupidità degna di miglior causa ad applicare schemi infantili sulla pelle di un popolo che era ora si rivoltasse ad una dittatura familiare ridicola e infame,ci farei il concime per le piante di casa Gheddafi,ormai deserta,forse. 22-08-2011 12:55 - Stefano
  • I paragoni storici con "La marcia su Roma", ma anche quelli con l'Iraq o l'Afghanistan, sono totalmente infondati: questa è senza dubbio una guerra di Liberazione, che non sarebbe stata possibile senza le bombe della Nato, come la nostra senza quelle americane.
    Non comprendo l'ostilità e lo scetticismo nei confronti della primavera araba che c'è in Italia (non so quanti commenti sarcastici ho trovato nelle ultime settimane sul suo esito...).
    Ricordatevi che Rossana Rossanda qualche mese fa invitava a formare delle brigate internazionali in aiuto del popolo libico. Il vostro pensiero unico non è, quindi, l'unico verbo per una persona di sinistra.
    Le spiegazioni di queste posizioni oltranziste sono secondo me due, entrambe basate su un duplice pregiudizio. Il pregiudizio anti-Nato e il pregiudizioa anti-islamico. In emtrambi i casi, si tratta di fette di prosciutto sugli occhi.
    Esultiamo invece e aiutiamo questo popolo a conquistare libertà e benessere!! 22-08-2011 12:40 - Gianni
  • senza libertà e democrazia non c'è socialismo. quando lo capiremo? 22-08-2011 12:12 - giovannip
  • E' bastata la notizia che Gheddafi stà per capitolare,che subito si sono fermati i bombardamenti alle borse di tutto il mondo.
    Ma vedete come sono appaiate le notizie di guerra con le notizie dell'economia.
    Guerra ed economia,camminano nella stessa direzione.
    Gheddafi fa salire le borse se va giù e le fa calare se invece va sù.
    C'è molto, di interesse finanziario, su ogni goccia di sangue che si versa per il mondo.
    Altro che il mercante di armi che era Alberto sordi,in quel suo film di anni fa.
    Tutti quelli che hanno la ventiquattr'ore e vanno alla borsa,sono dei piccoli Alberto Sordi,che finchè c'è guerra,c'è speranza.
    Il dittatore è morto,ma la dittatura delle borse non muore con lui.
    Schifo,con schifo.
    La politica di questi ultimi decenni è molto più zozza di quella passata.
    Andreotti,ha creato,tanti Andreottini che si sono sparsi e hanno fatto razza nel mondo degli "uomini civili".
    Gheddafi è il cattivo e loro sono i buoni!
    Certo che è difficile chiamarli buoni,ma oggi,dopo il lavaggio del cervello che ci hanno fatto a tutti,possiamo dire questo,senza arrossire o vomitare!
    Questo è il mondo che dobbiamo insegnare ai bambini a scuola?
    Certo,che ce ne vuole....!
    Maestri,non ripassate l'etica,andate subito e direttamente alla matematica!
    Questo è un mondo senza etica! 22-08-2011 12:07 - maurizio mariani
  • Mi dispiace per i "nostri" gheddafiani, certamente in gramaglie. Intervento (invasione) delle forze NATO sul terreno, inconsistenza dei ribelli, prodursi di una situazione tipo Somalia ecc., tutte previsioni che non si sono avverate: ne prenderanno atto o continueranno a sputare fiele? E perché poi? Peggio che in Egitto e in Tunisia, rivolte che il nostro giornale ha esaltato, non può andare. Mire neocoloniali? Certamente, ma come diceva (e Valentino se lo ricorda benissimo) Giorgio Amendola, "chi ha più filo tesserà più tela". Vale a dire che il rivoluzionario dev'essere per natura ottimista, e non dietrologo, complottista, scettico "blu" ecc. Chissà se un giorno questo primo "esito" libico potrà essere annoverato, all'interno delle "primavere arabe", come una vera e propria guerra di liberazione da un regime tirannico come pochi. Certamente, l'intervento NATO ha avuto il suo peso, anche se, non è chi non lo veda, in regime di illegalità internazionale.E se a favore degli shebabb libici giocasse il principio dell'eterogenesi dei fini? Anche gli USA (e lo afferma uno storico come Howard Zinn) nella seconda guerra mondiale non intervennero in Europa gratis et amore Dei, ma per precisi interessi da grande potenza.La Resistenza italiana e la storiografia, più o meno oleografica, ha volutamente ignorato questo aspetto, esaltando il contributo delle forze alleate nell'abbattimento del fascismo, anche se questo ha significato troppo spesso bombardamenti su popolazioni inermi. 22-08-2011 12:01 - Giacomo Casarino
  • Certo, Gianni, anche per le camice nere che fecero la marcia su Roma si disse: "la storia sono loro"...purtroppo. 22-08-2011 11:49 - giovanni
  • Ancora una volta una rivoluzione farsa .La stampa vorrebbe presentarci questa rivolta come lotta per la democrazia.Quale democrazia?Quella che fa comodo ed è funzionale al sistema occidentale.L'importante è spartirsi il petrolio libico sempre di piu indispensabile alle potenze occidentali.La torta è pronta non resta altro che privatizzare le ricchezze del Paese spacciando il tutto come "riforme democratice"volute dal popolo. 22-08-2011 11:32 - zapata
  • La storia sono loro. Il più forte e solidale abbraccio a tutti gli eroici partigiani libici 22-08-2011 11:22 - Gianni
I COMMENTI:
  pagina:  3/4  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI