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FUORIPAGINA
22/08/2011
  •   |   Arianna Di Genova
    Muore suicida l'artista e scenografo Vettor Pisani

    Vettor Pisani, Napoli borderline 1973-2006

    "Penso che non esista il quotidiano, esiste piuttosto un modo di essere che è una maniera di sognare. Non esiste una realtà oggettiva ma questo non è valido per tutti. La vita è un sogno più o meno lungo, notturno e diurno, una specie di viaggio a mezz'aria nell'immaginario perché ritengo che il tempo non si sviluppi in maniera lineare. Viviamo per attimi di eternità in cui non esiste un passato, presente o futuro, ma uno spazio-tempo che si dilata a partire dal centro dell'io, nel luogo del «sé» e qui ritorna". Così diceva qualche anno fa Vettor Pisani, in un'intervista rilasciata al manifesto. Lui, che da sempre lavorava in coppia con la moglie Mimma, ha scelto di sottrarsi da quel "tempo immaginario" impiccandosi con i lacci delle scarpe alla cornice della sua finestra del bagno. E' stata proprio la moglie a insospettirsi, non vedendolo più uscire. 

     

     

    Vettor Pisani aveva 77 anni e nella sua vita aveva spaziato senza indugi in più campi, aprendosi all'architettura, al teatro e alla pittura. Trasferitosi da Ischia, sua isola natale a Roma, si era tuffato nelle teorie esoteriche, aveva studiato le procedure alchemiche, si era concentrato sul mito della Sfinge, trasponendo i misteri e le domande inquietanti nella sua stessa arte. Maestro massone (Rosacroce: Diciottesimo grado dello scozzesismo), accanito cultore del simbolismo più spinto, aveva insistentemente esplorato i meandri del labirinto e inventato installazioni dal sapore filosofico, a metà fra l'ironia e la mitologia greca (Edipo era la sua ossessione). Negli anni 1970, insignito del Premio Pino Pascali attribuito dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, si avventura sulle strade del palcoscenico e inizia la sua attività di scenografo.  Nel 1976 è alla Biennale di Venezia dove porta l'opera Theatrum. Sfida le leggi della razionalità, si affida all'ermetismo, coltiva la passione per il numero 4 e cita e rieccita opere di artisti un po' sciamanici - da Duchamp a Beuys. Già nel 1982, il museo Folkwang di Essen gli dedica una antologica.  Attualmente era impegnato in un progetto a Serre di Rapolano presso Siena con l'obiettivo di trasformare una cava di pietra in un'opera abitabile, luogo di contemplazione per sogni e desideri.


I COMMENTI:
  • Mamma mia che commenti orrendi,leggere e tacere Sig.Mariani no?? 23-08-2011 16:59 - francesco
  • "al di là del bene e del male" lo spirito libero attraversa dogmi e verità, si libera dei lacci che costringono il cammino, e se ne serve per uscire, non spinto, nè strattonato, dalla scena del quotidiano. 23-08-2011 09:56 - michele
  • Non tutti i massoni sono faccendieri. E' vero, ma che bisogno ha un uomo di riti piu' o meno segreti e segretati, di grembiulini e simboli vari. Che bisogno ha di giurare lealta' assoluta alla loggia, e ai fratelli. Troppo facile e' prendere le due cose "buone" che i massoni dicono e a volte fanno, ma si tratta sempre di beneficenza e carita'. Quella che rende il benefattore superiore al beneficiato. Che bisogno c'e' di giurare di credere in un dio onnipotente. Lo sappiamo tutte che una cosa tira l'altra e anche se all'inizio c'e' buona fede, poi si fa' l'Italia, come qualcuno ebbe a dire.
    Caro mio, e' vero, l'artista si riconosce per quello che lascia e non per i critici, sebbene anche gli amatori di un artista sono spesso suoi critici sebbene in positivo. 23-08-2011 02:58 - Murmillus
  • Un abbraccio alla moglie Mimma che fu collega di mia madre Adelaide, anche lei se ne è andata un mese fa. 23-08-2011 01:33 - Giovanni
  • Mi dispiace, ma credo nell'autonomia dell'arte, che come diceva Nietzsche, assume essa stessa un'importante valore di liberazione dell'uomo dall'oppressione della razionalità.L'arte è una larva che ci aiuta a vivere. Dove muore l'arte, perché ridotta a merce, c'è posto solo per le barbarie: altro che uomini rudi e minacciosi che non hanno nessuna intenzione di morire; sono già morti,abrutiti dal capitalismo, assassinati dal consumismo, calpestati dal fascismo. Alle barbarie non si risponde con le barbarie. 23-08-2011 00:06 - Alan
  • Grazie Manifesto non credo che molti giornali sappiano chi era Vettor Pisani.La sua morte mi lascia un vuoto enorme.Cari compagni non tutti i massoni sono faccendieri-preferisco i massoni i laici ai vari Don Gallo che piacciono a voi-Un artista che non è stato sufficientemente detto quanto fosse importante con il suo contributo originale e scusate pioneristico.La storia dell'arte italiana è questa quanto gli devono a Vettor Pisani le ultime generazioni di artisti.Alla recente Biennale un artista ha esposto dei colombi inpagliati-mi è venuto in mente oggi che ciò l'aveva fatto trenta anni prima Vettor-Scusate se per voi non è importante.Oggi artisti giovani costano un occhio della testa l'arte è finanza ma cosa ancora ha a che fare con la cultura si dimentica-C'erano i concettuali e l'arte americana che sbarcavano in Europa Vettor Pisani ha compreso la nostra radice culturale forse il surrealismo dadaismo-Duchamp-con la sua arte non eravamo sprivvisti di una risposta.Io ricordo le volte che ho incontrato Pisani soffro questa perdita per anni mi sono riferito a lui come modello di quel concettuale che chiamarono mondano compagno di Gino De Dominicis -questi artisti fecere la fortuna dello scaltro e troppo spregiudicato Bonito Oliva critico che non ha pagato il debito verso di loro.L'arte la fanno gli artisti non i critici.Caro Manifesto grazie ti distingui sempre per cultura e rispetto verso le persone 23-08-2011 00:04 - tato
  • non si puo' scegliere quando e se arrivare, ma quando uscire si. bravo. 22-08-2011 21:07 - massimo
  • Mamma mia che contributi all'umanita'! Un vero massone! 22-08-2011 21:01 - Murmillus
  • Un altro che non ce l'ha fatta a resistere alla pazzia generale che sta impossessandosi del paese delle merci.
    Un altro che è rotolato da solo nella polvere,confuso e senza un'idea dominante.
    Rimangono solo i comunisti!
    Rimangono solo le persone con i piedi ben piantati per terra e con degli ideali grandissimi che non muoiono mai!
    ALTRO CHE LE FAMOSE BIENNALI....
    ALTRO CHE LE CAVOLATE E GLI ASINI CHE VOLANO.
    OGGI SIAMO RIMASTI SOLO NOI CON I PIEDI BEN PIANTATI PER TERRA!
    Oggi la gente vuole certezze e chiarezza.
    I ciarlatani,i pifferai magici,le chiacchiere degli esoterici,stanno sbiadendo sulla nuda roccia delle montagne rosse!
    Una catena umana sta marciando,perche non ha più il minimo indispensabile per vivere.
    Altro che le chiacchiere,le biennali,i scarabbocchi e le parole in libertà.
    Uomini rudi e minacciosi non hanno nessuna intenzione di morire.
    Noi vogliamo vivere e useremo tutte le tecniche possibili!
    Noi non ci ammazzia 22-08-2011 20:25 - maurizio mariani
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