mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale martedì 17 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
23/08/2011
  •   |   Stefano Liberti
    Chi governerà al posto di Gheddafi?

    L'«era di Muammar Gheddafi è finita», ha detto ieri Mustafa Abdel Jalil, aggiungendo a questa constatazione un avvertimento: il futuro «non sarà rose e fiori». Ex ministro della giustizia di Muammar Gheddafi, transfugo già nelle prime ore del gheddafismo in favore della rivolta del 17 febbraio di Bengasi e promosso rapidamente capo del Consiglio nazionale transitorio (Cnt), Jalil ha espresso ieri in modo chiaro le preoccupazioni che da tempo animano tutti gli osservatori e gli attori in campo - in primis i diplomatici di quei paesi che hanno appoggiato l'avanzata dei ribelli. Cosa sarà della Libia nel post-Gheddafi? Chi riuscirà a governare un paese che per 42 anni - o almeno dal 1977, quando il rais ha instaurato la Jamahiriya, il cosiddetto «stato delle masse», consegnando teoricamente il potere al popolo, di fatto a se stesso - è stato gestito da un uomo solo? E soprattutto, domanda a cui finora non è riuscito a rispondere nessuno in modo esaustivo, che cos'è il Cnt e chi lo comanda davvero?

    Nei cinque mesi in cui ha di fatto amministrato la «Cirenaica liberata», il Cnt non è riuscito a esprimere un leader nazionale, o un'idea forte su cui raggruppare tutta la Libia. I suoi responsabili - a cominciare dallo stesso Jalil, passando per il primo ministro incaricato Mahmoud Jibril, o per l'ex «ministro delle finanze» Ali Tarhouni - hanno sempre detto che il futuro della Libia è quello di un «paese unico, indivisibile e democratico».


    Ma il fatto è che il Cnt è un organismo eterogeneo, la cui stessa composizione non mai stata del tutto chiara. Composto da ex gheddafiani, da avvocati per i diritti umani come il vice-presidente Abdul Hafiz Ghoga, da alcuni esuli tornati in patria, il Cnt non ha mai avuto una forma ben definita. Ai giornalisti che a Bengasi chiedevano lumi in proposito ai vari portavoce che si affollavano al Palazzo del tribunale o nel vicino media center, si diceva che i membri del consiglio erano 31, salvo poi svelare il nome solo di 13 di loro, «per ragioni di sicurezza».
    Sotto a questo Cnt dai contorni poco chiari, ne comparivano poi altri «locali», costituiti a loro volta da vari notabili e personaggi di vario tipo, in una struttura di potere che ricordava i comitati popolari instaurati da Gheddafi nella architettura bislacca del suo «stato delle masse».


    Proprio per sfatare questo equivoco, e per darsi una forma di organizzazione più vicina alle democrazie liberali cui dichiaravano di ispirarsi, i membri del Cnt hanno annunciato nel corso di una conferenza stampa all'hotel Tibesti di Bengasi verso la fine di marzo che avevano costituito un «organo esecutivo». Un governo ristretto di otto persone che doveva occuparsi degli affari correnti: tra loro, la maggioranza era costituita da persone che non avevano mai o quasi mai collaborato con il regime, a cominciare dal premier Mahmoud Jibril, che solo per un breve periodo aveva presieduto uno dei vari organi riformatori messo in piedi da Seif el Islam Gheddafi nel tentativo di riformare lo stato.
    Ma il governo non ha mai di fatto governato: la sua creazione ha creato ulteriori sovrapposizioni di incarichi e ha aggiunto caos al caos. La mancanza di una struttura di società civile organizzata e la totale inesperienza in campo politico erano avanzati off the records da molti portavoce per giustificare la scarsa capacità di azione dei leader politici o di quanti aspiravano a diventare tali.


    Nonostante ciò, e grazie anche ai solidi appoggi che si sono garantiti a livello internazionale, i membri del Cnt sono riusciti in un compito che a tratti sembrava impossibile: tenere insieme la coalizione eteroclita dei ribelli, costituita da giovani studenti volenterosi, qualche cellula di gruppi islamisti repressi in passato da Gheddafi, ex gerarchi del regime passati dall'altra parte. Ci sono riusciti anche nei momenti più critici, come il 28 luglio, quando il capo militare (nonché ex ministro degli interni di Gheddafi) Abdelfattah Younis è stato ucciso in circostanze poco chiare sulla strada che da Marsa el Brega porta a Bengasi, dopo essere stato richiamato dal Cnt per rispondere alle accuse di una sua eventuale collaborazione con il regime. Ebbene, l'assassinio di Younis non ha provocato quella resa dei conti tra i vari gruppi e le varie tribù che molti si aspettavano. Come concessione alla famiglia e alla tribù di Younis, Jalil ha sciolto il governo incaricando Jibril di formarne un altro, che però non ha mai visto la luce.
    In questa grande approssimazione, in questo contesto in cui spesso non si capisce chi gestisce cosa, questo aspetto va sottolineato: il Cnt è riuscito a reggere e a tenere insieme nel bene e nel male le diverse componenti della società libica. Oggi, sarà il Cnt il nucleo del futuro governo? Come si coordineranno i leader espressi da Bengasi (che però non sono tutti di Bengasi) con quelli della Tripolitania, in primis i berberi del Jebel Nafusa, che avocheranno a sé il merito di aver liberato Tripoli e di aver dato la spallata finale al tiranno? Queste sono le domande che molti si pongono e che solo dopo la definitiva caduta del rais potranno cominciare a trovare risposta.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • Perché stupirsi che l'umanità ricasca sempre dentro dittature feroci
    (Gheddafi Saddam etc) o soft con verniciatura a fuoco democratica
    (Berlusconi, Sarkozy, Veltroni abortito etc) ... per un saggio su quanto l'
    uomo moderno è tollerante con i diversi non servono grandi letture, potete
    contare gli inviti di molti lettori di questo blog a cancellare i miei post
    in quanto vettori di idee qui deformi o non mainstream ... è solo uno
    Zingaro che ha dimenticato il suo ruolo, ora è diventato un povero storpio e
    pazzo non fatelo parlare se no il suo morbo corrompe la Nostra purezza
    mentale ... A volte credo che, ora che l'era degli economisti talebani di
    Chicago sembra al capolinea, ritornerà la buona vecchia psichiatria di
    Partito di staliniana memoria ...

    Quando scrivo che la residua sinistra planetaria dovrebbe pubblicare i
    propri scopi in forma di nuovo comprensibile all'uomo della strada e poi fra
    essi propongo la riduzione dell' orario settimanale di lavoro a 20 ore
    anziché 40, più freno a natalità e crescita economica a cominciare dal loro
    propulsore principale ossia migrazioni di massa, poiché a sinistra per
    ancora qualche anno abbiamo quasi tutti il lavaggio del cervello
    neoliberista (innestato su quello stalinian-maoista, forse con inconsce
    venature cristiane, da cui quasi tutti proveniamo) , qui passo per marziano.

    E allora d' accordo cosí sia; anche per il popolo libico addio arte musica
    pittura teatro letteratura ; addio scienza addio filosofia tutte queste cose
    saranno sostanzialmente assenti nella scarsa pubblica istruzione.

    Solo i figli delle elite avranno welfare e tempo libero per necessari per la
    Kultura. E a noartri facce de ca**o il privilegio di riprodurci come conigli
    e poi di conseguenza essere semiconsapevole carne da crescita economica ( o
    da cannone, nei momenti in cui spazio e acqua sembrano scarseggire sul
    pianeta ), il tutto naturalmente in multireligioso disprezzo della opinione
    o della gente diversa. 24-08-2011 10:13 - bozo4
  • Veramente non sono nè "neocon" nè, tantomeno, "fascista", Mauro!
    Ma se piuttosto che affrontare i miei argomenti preferisci l'insulto accomodati.
    Tanto i fatti non cambiano. 23-08-2011 21:43 - Galaverna
  • Voglio segnalare questa foto ripotata nella prima pagina dal NYT e dal corriere della sera.
    Si tratta della foto N. 6 nel titolo "Rebels invade Qaddafi compound" E' interessante notare che la serie di foto e' pari pari riportata dal corrierone.
    Nella foto intitolata "Rebels searched a man suspected of being Qaddafi soldier" si vede un muscoloso barbuto biondo con il mitra sottobraccio, chiaramente il capo del gruppo di "insorti" che controlla documenti dell'uomo con le braccia alzate.
    Chi ha un minimo di conoscenza dei muscoli pompati dei militari americani e del fenotipo arabo si rende conto che il tipo in questione non e' arabo ma un occidentale made in USA.
    Credo che la foto risponda bene alla domanda :chi governera' in Libia.
    Foto N. 6 http://www.nytimes.com/ 23-08-2011 19:19 - Murmillus
  • W Gheddafi, MORTE ALLA NATO 23-08-2011 18:10 - SovietGrad
  • LA FAMIGLIA ADAMS
    Sto parlando dei numerosi ‘compagni’che affiggono su queste colonne i loro pensieri mediatizzati sul modo attuale.Come il sig Gianni.
    Certo la storia del movimento operaio non crederebbe ai suoi occhi a leggere certe cose,penserebbe a pura e divertente satira politica.Lasciando perdere galaverna che e’un fascista neocon,il sig gianni mi sembrerebbe spassosissimo se non fosse per l’alto numero di distruzioni e la fine non solo di uno stato ma probabilmente di tutta una societa’sotto le bombe NATO.
    “Cosa c'è di più bello di un popolo che ha scelto di prendere in mano il proprio destino, pur sapendo che non saranno solamente rose e fiori?” Infatti.Liberamente con sei mesi di bombardamenti nato.Anche senza sapere che esiste oramai un giornalismo embedded cioe’reclutato nelle fila dell’esercito vincitore dalle quali posizioni racconta i teatri di guerra,un comunista dovrebbe rendersi conto che esiste oggi una guerra scatenata dalla fine dell URSS pernil copntrollo dell;’energia da parte delle grandi corporations del petrolio.Il Medio Oriente detiene il 35% delle riserve energetiche menodiali,ancora piu’se estendiamo al centro Asia ed Afghanistan con gas e pipelines.Il 3% delle risorse mondiali sotto forma di petrolio e gas sta’in Libia.Ma molto di piu’e’destinato ad uscirne attraverso un piu.intenso sfruttamento ed uso delle tecnologie.In questo senso la Libia fa parte da sempre del ridisegno strategico del maedio oriente,ossia la road map per il monopolio delle fonti energetiche da parte delle corporations in larga parte americane ed europee.
    Come e’possibnile che un dittatore isolato che brutalizza il suo popolo ci metta sei mesi a cadere sotto una “rivoluzione popolare’ appoggiata massivamente in termini di armi ,intelligence e strategie basate sul terrore verso la popolazione civile mediante bombardamenti indiscriminati?Quanta stampa libera era presente sul posto a raccontare la reazione della popolazione libica alla campagna di bombardamenti piu’embedded ,nascosta,dall’inizio di war on terror?Sapendo che Gheddafi ‘un dittatore e che questa era l;’inizio di una guerra civile con una parte del territorio e della societa’libica da sempre contro di lui,come si puo’giustificare il massiccio intevento delle potenze imperialiste vecchie e contamporanee che da sempre hanno abbattuto democrazie ,regimi,travolto stati e causate guerre perenni(vedi ilCongo dove la presenza delle multinazionali di ogni paese europreo impedisce qualsiasi tipo di informazione) solo dietro al principio dell’interesse nazionale e della sicurezza nazionale branditi come il dogma dello spiritio santo?In quale mondo Gianni e gli altri della famiglia adams hanno vissuto fino adesso per sentirsi comunisti?
    ‘Il 23 agosto è il loro 25 aprile’.Esatto.Una avanzata resa possibile dai conitnui bombardamenti indisrciminati su tutto quello che si muoveva con i ribelli capeggiati da persone che hanno appoggiati gheddafi tutta la vita e solo all;’ultimo momento hanno deciso di cambiare sponda,gli stessi come il ministro degli interni e quello della difesa(ammazzato ultimamente per questioni interne agli insorti) piu’volte accusate dalle associazioni dei diritti umani e che hanno scatenato la repressione all’inizio salvo poi ripensarci e saltare con le famoiglie dei morti da loro assassinati.Poi abbiamo quelle figure ancora nell’ombra cresciuti nell’opposizione in esilio in USA organizzate e foraggiate dalla CIA e che gli USA si preparano ad utilizzare come fecero con Lucky Luciano in Sicilia.E poi i personalita’locali legati a vari clan e famiglie e gruppi islamisti che oramai molti definiscono qaedisti che combattano con truppe di terra di mercenari inviati da Qatar e Saudi Arabia sotto la guida di istruttori Nato ed israeliani.Sarebbe esilirante se non fosse per la guerra vedere americani e alleati che come inAfghanistan negli anni 80 combattono al grido di allah akbar.War on terror?
    ‘Ma anche se lo uccidessero, come potremmo biasimarli noi che abbiamo esposto pubblicamente il corpo del nostro dittatore?’.Come mussolini ha aveva provocato un ‘escalation di guerra su scala globale , ha fondato un ideologia che ha diviso il mondo in una guerra ideologica ,il libretto verde, ed ha affamato il suo popolo mandandolo a morire in Russia o simili ed impoverito costringendo milioni di persone all’emigrazione.Peggio,gheddafi e’un nuovo hitler.Cose banali,alla giorgebush,trite e ritrite ,buone per gente che se ne sta dodiciore al giorno davanti alla TV a bere cocacole e sgranocchiare popocorn.
    ‘E' cinico ma il dolore per 1000 morti in una guerra di liberazione è inferiore a quello per 1000 vittime della rappresaglia di un feroce e folle dittatore’.1300 solo nell’ultima notte,quando navi nato hanno sbarcato truppe mercenarie e ribelli nel porto di tripoli ed hanno iniziato un bombardamento a tappeto senza interruzione per tutta la notte.Molte di piu’in si mesi di bombardamenti strategici contro la popolazione civile.O lei crede tonnellate di bombe siano state sparate solo contro installazioni militari?
    ‘Sono fiero di essere comunista e, in questo caso, occidentale.’Lei non ha idea che il socialismo e’per prima cosa internazionalista o non lo e’.Colonialismo ed imprialismo sono parole che non niente a che vedere il bunga bunga o la pasta al pesto.
    Speriamo che la prossma volta lei rinasca democristiano ed in Burundi.
    Fonti:
    The independent,giovedi’11 agosto,Patrick Cockburn,Libya s ragtag rebels are dubious allies.
    Global research last issues:www.globalreseacrh.ca 23-08-2011 17:47 - mauro
  • Cosa c'è di più bello di un popolo che ha scelto di prendere in mano il proprio destino, pur sapendo che non saranno solamente rose e fiori?

    I libici vogliono la libertà, il pane e possibilmente anche le rose. Ci sono troppi che in Italia, a sinistra così come nella destra più becera (strana sintonia di visioni si è creata....), pretendono che invece i nostri vicini si tengano le carceri, la propaganda e le idiozie di Gheddafi e della sua ignobile famiglia regnante.

    Il 23 agosto è il loro 25 aprile. O almeno speriamo sia così. Le ultime cronache danno infatti i partigiani libici a 500 metri dalla base di Gheddafi. Se non sarà una truce vendetta il popolo libico darà al mondo un grande segnale di civiltà. Ma anche se lo uccidessero, come potremmo biasimarli noi che abbiamo esposto pubblicamente il corpo del nostro dittatore?
    Come possiamo non capire i libici, non esultare per la loro vittoria, aiutarli. Sarebbe stata una vergogna se l'occidente non avesse fatto niente di fronte alla carneficina che si annunciava a Bengasi.

    Sono fiero di essere comunista e, in questo caso, occidentale. Ci sono colossali interessi dietro, certo che è così (altrimenti perché non intervenire altrove... dal Sudan alla Palestina), ma l'Occidente in questo caso ha fatto (grazie soprattutto a Francia e Inghilterra) la cosa giusta. Riconosciamolo, con razionalità.
    E' cinico ma il dolore per 1000 morti in una guerra di liberazione è inferiore a quello per 1000 vittime della rappresaglia di un feroce e folle dittatore. La differenza? La speranza che una Libia diversa è possibile. 23-08-2011 12:38 - Gianni
  • L'informazione che viene data sulla guerra in Libia è vergognosa. Dove sono finiti i pacifisti? Le bombe che cadono sulla testa dei Libici fanno meno male di quelle cadute in Irak? 23-08-2011 11:26 - maurizio
  • ..i nuovi padroni....un altro dittatore democraticamente eletto...Ma perchè questa lotta del popolo libico non può avere diritto a sperare qulcosa di diverso? Certo l'aiuto peloso di USA and company va visto nella giusta luce. Ma non si capisce que sospettare di tutto e di tutti, perfino della difficile coerenza di Rossana Rossandra. Meno male che i fatti rimangono, contro le prefiche. 23-08-2011 11:16 - carlo carlucci
  • Difficile che il futuro della Libia sia peggiore del passato gheddafiano.

    Un governo di compromesso che concili gli interessi tribali, pesantemente influenzato dalle potenze NATO mi sembra l'ipotesi più probabile.

    In ogni caso dubito che la componente islamista possa prevalere. 23-08-2011 11:05 - Galaverna
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI