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Antonio Sciotto
Sciopero Cgil il 6 settembre
La data è decisa, e ormai è una corsa contro il tempo per cambiare la manovra: la Cgil ha proclamato lo sciopero generale per martedì 6 settembre. Proprio il 5, il giorno prima, il Senato comincerà a discutere il contestatissimo documento del governo. E per il 5 e il 6 la Fiom aveva già fissato le sue proteste, che adesso confluiranno inevitabilmente nella mobilitazione decisa da tutta la confederazione. Lo stop sarà di 8 ore, articolato per territori, e quindi l'allerta parte subito: dovranno muoversi (e incrociare le braccia) più persone possibili. Sempre la stessa settimana - ma il 10 e l'11 - è previsto un attendamento del popolo Viola in Piazza San Giovanni: quindi insomma un anticipo di «autunno caldo».
La mobilitazione è stata proclamata dalla segreteria confederale allargata ai responsabili territoriali e delle categorie: in anticipo rispetto al direttivo del 30 e 31 agosto per dare il tempo alle organizzazioni vincolate a limitazioni (come il pubblico impiego o i trasporti) di avviare le procedure previste dalla legge. Le modalità della protesta e la «contromanovra» proposta dalla Cgil saranno illustrate oggi dalla segretaria generale Susanna Camusso, nel corso di una conferenza stampa convocata in concomitanza del presidio del sindacato davanti al Senato.
Nei giorni scorsi, comunque, la Cgil non aveva fatto mistero di ritenere «iniqua» e «sbagliata» la manovra, perché tutta squilibrata a sfavore delle fasce medio-basse e con poco o nessuna imposizione su quelle ricche e sugli evasori. Ancora, il sindacato è contrario ai ventilati interventi sulle pensioni, così come non ritiene opportuno l'aumento dell'Iva, anch'esso destinato a pesare di più sulle fasce deboli che su quelle forti.
Ieri un altro no, alla messa in vendita degli immobili pubblici: «Fare cassa in questo modo è sbagliato - dice la Cgil - Si rischia una grande svendita». L'intero patrimonio pubblico immobiliare si aggirerebbe intorno ai 500 miliardi di euro, di cui sarebbe «potenzialmente disponibile», secondo stime del Tesoro, il 40%. «Il grosso dovrebbe riguardare le caserme: circa 1000, di cui 400 già trasferite al Demanio - spiega Oriella Savoldi, responsabile ambiente e territorio della Cgil -Spesso questi edifici si trovano in aree strategiche dei centri urbani e con cessioni e cambi di destinazione d'uso potrebbero rappresentare un patrimonio molto appetibile per la speculazione. Senza contare che è stato già avviato un processo di privatizzazione degli immobili pubblici di pregio artistico, culturale e architettonico che non ha precedenti».
Positiva la reazione della Fiom, dopo l'annuncio della decisione della data dello sciopero: «È la risposta giusta e rapida per agire mentre il Parlamento sta discutendo la manovra, perché l'obiettivo è cambiarla - dice Maurizio Landini - Lo sciopero è solo l'inizio di una mobilitazione straordinaria che deve andare avanti coinvolgendo tutti i soggetti che si pongono il problema di un cambiamento, che deve essere anche politico».
La decisione dello sciopero, continua Landini, è stata presa dalla Cgil con un clima «assolutamente» compatto. Mentre nel prossimo direttivo, per il leader della Fiom sarà opportuno aprire anche un confronto interno: «Fare una discussione in cui tutta la Cgil - dice - deve fare i conti con le novità che emergono da questo quadro», per le diverse posizioni prese sull'intervento del governo da Cisl, Uil e Confindustria. «I punti della piattaforma per lo sciopero della Cgil - sottolinea Landini - rendono evidenti le esplicite differenze che ci sono con altri soggetti sociali». Sul fronte della manovra. Landini sottolinea che «bisogna cancellare le norme sul lavoro, ripristinare le festività che danno identità al Paese, far pagare di più chi può farlo, colpendo l'evasione e introducendo una patrimoniale».
E l'assoluta «compattezza» della Cgil è dimostrata dal fatto che anche Giorgio Cremaschi, di solito piuttosto critico sulla linea della confederazione, definisca «giusta e necessaria» la decisione dello sciopero. Ma poi Cremaschi chiede un passo in più: «La Cgil sia conseguente - dice l'esponente della Fiom - Metta fine alla stagione del degrado della contrattazione e disdetti l'accordo del 28 giugno, che peraltro il governo, con il consenso di Confindustria, Cisl e Uil ha trasformato in un decreto legge liberticida».
Si va allo sciopero generale, bene, finalmente si potrebbe concludere, al di là della stoltezza di Sacconi e dei gemelli siamesi Bonanni/Angeletti, i quali accusano la Camusso di incoscienza quasi a pensare che loro abbiano resi edotti innanzitutto i lavoratori ed i pensionati ed il paese tutto poi della tremenda crisi che li coinvolge. Ma se a cominciare tanto per dirne una che il contenuto della lettera che l'UE ha mandato al governo è ancora una sorta di oggetto misterioso, come parlare e riferirsi al senso di responsabilità dei lavoratori, delle lavoratrici, dei pensionati e delle pensionate ? A che titolo tu Sacconi chiedi e tu "tandem delle meraviglie" Bonanni/Angeletti accetti questa rapina del tipo "O la borsa o la vita" ?
E allora ancora bene per lo sciopero generale, ma a condizione che non sia una risposta "una tantum", ma che invece che sia l'inizio di una ripresa della discussione tra e con i lavoratori ed i pensionati per restituire ad essi quel ruolo che gli spetta ossia essere protagonisti delle scelte per tutelare i propri interessi ed il ruolo centrale per lo sviluppo del paese. 24-08-2011 17:12 - antonio
Tanto non è così che si può cambiare la manovra.
si dovrebbe cambiare in Parlamento e in Senato ma l'opposizione è inesistente... 24-08-2011 14:29 - andrea
Chiederei agli iscritti a questi due sindacati, che ci stanno a fare due sindacati così e se gli stessi possano ancora essere definiti tali ……..
Forse più che unificarli, sarebbe meglio eliminarli e mantenere un unico sindacato che difenda veramente gli interessi dei lavoratori …… 24-08-2011 11:29 - Sindacato si o no?