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FUORIPAGINA
26/08/2011
  •   |   Sebastiano Canetta, Ernesto Milanesi
    L'isola del tesoro di Comunione e liberazione

    La fraternità religiosa di don Giussani e il paradiso fiscale della holding. Comunione e liberazione, generata a Milano con succursale storica a Padova, e la Compagnia delle Opere che a Nord Est si è incistata ad ogni crocevia dei finanziamenti pubblici. Così i soldi «viaggiano» dal quartier generale di via Forcellini verso il Lussemburgo, fino agli antipodi. Dall'impresa edile «di famiglia» è documentato l'organigramma che approda alla società-madre intestata ai tre padri fondatori per poi aprire la «cassaforte» nel Granducato e da quattro mesi far scattare il trust in Nuova Zelanda.
    Mattioli è il cantiere per antonomasia dei ciellini padovani, che dagli anni '70 hanno coltivato rapporti privilegiati nei palazzi della politica come nella Diocesi, nell'Università come nella fabbrica-ospedale, nella pubblica amministrazione come a Bruxelles. L'impresa edile ha costruito la nuova «base operativa» nell'ex collegio dei padri Verbiti, dove abitano Graziano Debellini (leader carismatico e co-fondatore della fraternità), Ezechiele Citton e Igino Gatti. Mattioli colleziona appalti pubblici e fa da perno alla galassia di società, imprese e scarl. È anche l'anima di Consta, il consorzio stabile che è il centro nevralgico con il cervello a Roma (in piazza Ungheria 6), il cuore a Padova (in via Crimea 94), un braccio operativo a Milano (in via Achille Papa 30). Ha consegnato 312 appartamenti a Brazzano, dopo il terremoto in Abruzzo. Nel 2008 aveva partecipato a 270 gare d'appalto per un importo totale di 2,2 miliardi di euro.


    Ma in cima alla catena di comando finanziario, gestionale, «politico» della holding ciellina c'è Solfin Edilizia Spa costituita nel 2002 con un capitale sociale di un milione 16.770 euro. La stessa sede (in via Sorio 120 a Padova) di altre società del Consorzio come Ste Energy e Compagnia risorse energetiche. Solfin è la società-madre affidata ai tre boss ciellini padovani.
    Ed è proprio Citton che compare nel Journal Officiel du Grand-Duch: il documento che certifica il passaggio in Lussemburgo. Con la società anonima Aiglon Holding con sede in Avenue de la Faiencerie 38. È la «cassaforte» dei ciellini che risulta formata il 1 ottobre 2001 (con sede in Rue du Fort Dumoulin) davanti al notaio Christine Doerner di Bettembourg. Con 901 azioni da 100 euro ciascuna sottoscritte, come recita l'articolo 17, da Delta Erre Spa (900 azioni) rappresentata con procura dall'avvocato Michele Canepa e dalla Fipal S.A. di Montevideo in Uruguay (1 azione) convenuta con Roberto De Luca e Michele Canepa.
    Insomma, da un decennio Solfin preferisce appoggiare il denaro fuori dall'Italia. Ma non basta, perché è più utile fare il giro del mondo e trovare l'isola del tesoro. Così dal 19 aprile 2011 nasce Solfin International S.A. ovvero il trust ciellino. La Nuova Zelanda rappresenta l'ultima frontiera dell'offshore: non è un paese nella «lista nera» della finanza internazionale, tuttavia offre esattamente gli stessi vantaggi dei paradisi fiscali. Basta appoggiarsi a una fiduciaria neozelandese per evitare la revisione contabile annuale della società a prevalenza estera. Una «scatola» perfetta che si può attivare nel giro di 24 ore con le giuste conoscenze. In buona sostanza, si ricompare agli antipodi con i soldi senza più preoccuparsi di controlli, tracce e tasse. Una via percorsa - insieme ai ciellini padovani - anche dal San Raffaele di Milano e da molti imprenditori italiani.


    Il 17 marzo 2011 davanti al notaio Jean Joseph Wagner compaiono madame Val' rie Wesquy (la stessa che ha già costituito la cassaforte ciellina in Lussemburgo) e Humilitas Charitable Trust (riconducibile a ISC Trust Company Ltd con sede sociale a 280 Parnell Road nel sobborgo finanziario di Auckland). È in quella sede che si conviene il cambio della denominazione sociale: muore la società anonima Aiglon Holding per dar vita a Solfin International S.A. con riscrittura completa degli statuti societari e conseguenti obblighi legali. Il capitale della joint venture con la Nuova Zelanda risulta di 110.100 euro con azioni al portatore. Resta immutata la sede: Avenue de la Faiencerie 38 a Lussemburgo.
    L'approdo in Nuova Zelanda si dimostra funzionale alle operazioni annunciate dal quartier generale di Padova: Sorgent.e ovvero il business delle energie rinnovabili in alleanza al 32,5% con gli americani di Amber Capital guidati da Joseph Oughourlian. Nel quartier generale di Padova, i ciellini accarezzano l'ambizione di farsi quotare in Borsa. Ormai si sentono nel «giro» che conta, all'altezza di Marchionne e con la benedizione istituzionale di Napolitano. Compagnia delle Opere è davvero un'immensa certezza: erano i Cattolici Popolari di Andreotti, i sostenitori di Cossiga, gli entusiasti berlusconiani alla Mario & Lupi. Pronti a sbarcare nella Terza Repubblica sulla scia di Bersani, Renzi e Penati?


I COMMENTI:
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  • Com&Libera

    Comunione a colazione,
    pranzo al rialzo,
    a merenda la prebenda
    ed a cena tutto il resto.
    (1975) 27-08-2011 15:05 - Dino Angelini
  • volevo ricordare solo che nella manovra di ferragosto per caso (eh sì, proprio per caso, gli dev'esser caduta la mano sulla tastiera) gli unici fondi che sono considerati al pari di quelli italiani sono quelli lussemburghesi. e poi in italia si parla solo delle mafie e si dimentica sempre che a palazzo ci sono anche molti altri 27-08-2011 12:03 - giorabbia
  • dicevo proprio questa mattina, che dove c'è un ricco, da un'altra parte c'è sicuramente un povero, e 1 o mille il risultato non cambia, in quanto l'igiustizia e l'appropiazione della vita dell'altro è comunque un delitto... + sei ricco e + vittime fai, il cambiamento e conseguente risultato sta in ognuno di noi ..a prescindere... proprio per dignità umana 27-08-2011 11:59 - DANIELA
  • Come ogni organizzazione le religioni cercano fondi, e allora la tentazione
    delle scorciatoie si fa forte. Questo crea uno stato di cose ipocrita che fa
    rabbia. È vero.

    Nei momentti di crisi indulgono alla guerra.

    Ma credo che le religioni hanno colpe molto peggiori: ad esempio, fanno poco o
    nulla contro il cancro del pianeta chiamato sovrappopolazione. 27-08-2011 11:46 - bozo4
  • Ma il senso di questo articolo quale sarebbe? Non viene mai detto che quanto descritto è illegale, per cui ne deduco che è tutto legale (anche se sul Fatto, che ormai è diventato il modello cui tende il Manifesto, si leggono notizie vertenti su qualche fatto illegale). E allora? CL ha i soldi, e li impiega come tutti i capitalisti allo scopo di farne sempre di più. E quindi? Forse non si tratta di buoni cattolici? E anche se fosse al quotidiano "comunista" che cosa gliene fregherebbe? Vuole dimostrare ai suoi lettori che di CL non ci si può fidare? Mi auguro che nessun lettore del Manifesto si sia fidato di CL. Forse vuole convincere i cattolici? Ma CL può benissimo dire che i soldi sono una necessità, in questo mondo moderno che si è allontanato da Cristo, anche per chi vuole fare del bene e portare la parola di Cristo nel mondo. E i cattolici sono a posto.
    O forse si vuole con questo articolo attaccare CL proprio in quanto organizzazione capitalista che mira al profitto come scrivevo prima? Benissimo, però mi sfugge perché prendersela in particolare con CL, e non con tutti i capitalisti, con tutta la borghesia, in poche parole con il sistema capitalista, che andrebbe abbattuto dalla rivoluzione proletaria... ah scordavo che questo è il Manifesto, quotidiano "comunista"! 26-08-2011 23:58 - Alessandro comunista
  • Non c'e' mai stato nulla che la chiesa cattolica abbia fatto non per il denaro. Soldi, questo e' quello che conta per la chiesa come per le altre organizzazioni reliziose. Anche le anime per loro sono solo soldi. 26-08-2011 19:41 - Murmillus
  • Comunione di cosa …..?
    Liberazione di chi ……?
    E quanti Santi ……?
    Ah, ma allora secondo loro è questa la Religione!!!
    O è vero che non c’è più Religione, oppure Comunione e Liberazione non ha proprio nulla a che fare con la Religione ……….
    Esiste pure la terza via che probabilmente è quella che si avvicina di più alla realtà dei fatti :
    Chiunque può spacciarsi come religioso, pur essendo esattamente l’opposto di ciò che dovrebbe essere un religioso, ma questo non vale solo per i Soci di comunione e liberazione, ma anche per molti, molti altri ………. 26-08-2011 18:05 - Tommaso San
  • E Bersani vorrebbe allearsi con questi...senti che bel vento, ma in Nuova Zelanda... 26-08-2011 17:42 - marzio
  • cambiare le leggi, gia', mica facile , ma ci stiamo provando..adda veni'...:) 26-08-2011 16:25 - bore2001
  • E' questo lo sbandierato impegno evangelico alla giussani? che schifo 26-08-2011 16:13 - claudio pellegrini
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