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FUORIPAGINA
28/08/2011
  •   |   Giulia D'Agnolo Vallan
    L'aria che tira a New York

    Ultimi a cedere, alcuni joggers sparuti, fradici di sudore e di umidità, ciclisti in spandex colorato e un gruppo ineffabile di turisti che si faceva fotografare davanti a quel simbolo appannato della grande finanza Usa che è il gigantesco toro di metallo della banca d'investimento Merryl Lynch, a un isolato da Wall Street.
    Se non fosse stato per quelle apparizioni da classica barzelletta su Manhattan, all'una del pomeriggio di ieri (un'ora dopo la chiusura ufficiale del sistema dei trasporti pubblici e quattro ore prima del termine massimo dato per l'evacuazione della zona residenziale di Battery Park City) la parte sud dell'isola sarebbe stata praticamente deserta. Qualche famiglia riempiva il cofano già stracolmo del minivan, prima di partire per quartieri più asciutti. Diverse macchine della polizia pattugliavano la zona per scoraggiare gli sciacalli. Parecchi taxi liberi si aggiravano per le strade vuote sperando di incappare in qualche residente che, mancata la deadline della chiusura della metropolitana (le scale d'accesso alle stazioni bloccate da nastri di nylon colorato), era rimasto a piedi, trascinando uno dei classici valigioni neri con le ruote.
    Per il resto, ristoranti e botteghe chiusi, numerosissime finestre attraversate da grosse x di nastro adesivo (perché se si rompono, almeno i vetri non volano da tutte le parti), vetrine foderate di assi di legno, piccole montagne di sacchi di sabbia ammucchiati contro le porte d'ingresso degli stabili e dei negozi (l'Apple store di Soho era quello con la montagna più alta)- nel caso arrivasse l'acqua. «La macchina la preferisci in in un posto sopraelevato o a terra?» mi chiede il signore del garage. Quando lo guardo con aria interrogativa chiarisce il dilemma: «se la metto in alto e va via la luce non riesco a tirarla giù e a ridartela fino a che non torna l'elettricità. Se la lasci a terra, te la tiro fuori quando ti serve ma se arriva l'acqua si allaga tutto....». Alla fine decidiamo che il parcheggio sopraelevato (è una piattaforma di metallo che va su e giù via pompe idrauliche) è il minore dei mali.
    Ha iniziato a piovere più o meno regolarmente dalla tarda mattinata. Ma, mentre Irene sale inesorabilmente lungo la costa East e si guardano in Tv le immagini del North Carolina massacrata dall'uragano (due morti già confermati), si sente alla radio che in New Jersey è già mancata la luce in parecchie case e dalla Casa Bianca arriva un comunicato per dirci che Barack Obama ha firmato la dichiarazione dello stato di emergenza in Maryland, è ancora troppo presto per capire cosa succederà a New York (l'uragano potebbe ancora deviare verso east , su Long Island). Certo è che con lo stato d'allarme innescato già venerdì, Bloomberg ha ottenuto più o meno quello che voleva: una città che sembra vuota, quindi docile, relativamente facile da percorrere e gestire per far fronte alle brutte soprese che arriveranno con la tempesta. Niente musei, meglio disertare i parchi (per evitare gli alberi che cadono), niente parate concerti o fiere da strada. Se il vento è troppo chiuderanno anche i ponti. Cose da 1997: Escape from New York o, veniva in mente ieri passando di fianco al cantiere di Ground Zero (dove le gru della Freedom Tower sono state parzialmente smontate per evitare enormi sbarre di metallo volanti), da 11 settembre.
    Di fronte a Irene, pesano nella mente del pragmatico sindaco della città gli incubi realizzati da Katrina (tra le altre cose, un'evacuazione disastrosa e comunque iniziata troppo tardi) e quello della bufera di neve di Natale, una debacle gravissima del municipio Bloomerg che lasciò la città blocccata e inerme per parecchi giorni e costò la vita a quattro persone, perché le ambulanze non poterono raggiungerle in tempo. In queso caso, il sindaco si è mosso con largo anticipo, minacciando multe (fino a 500 dollari) e addirittura carcere (fino a 90 giorni) a chi non lascia le case (olre 370.000 persone fino a ieri mattina) - anche se l'evacuazione da Park City è obbligatoria ma non «forzata», se non per I pazienti di ospedali e case per anziani in aree problematiche.
    Tra le misure preventive, in una conferenza stampa di sabato mattina a Coney Island, il sindaco ha anticipato che la Con Edison (la società elettrica locale) potrebbe decidere di chiudere alcune centraline chiave anche prima dell'uragano, perché con il previsto alzarsi della marea l'acqua salata potrebbe raggiungere i cavi; magari qualcuno potrebbe rimanere intrappolato in ascensore. Un timore che il manager della casa di un amico deve aver avuto ben presente perché l'ascensore di casa sua è stato chiuso d'ufficio fin dalla mattina. «È possibile che la parte bassa di Manhattan rimanga senza energia elettrica e che l'acqua si riverserà per le strade», dicono le autorità. E ancora: «Smettiamo di pensare che questo sia un gioco. Rimanere è pericoloso, non andarsene è sciocco, ed è contro la legge. Chi si trova nelle zone da evacuare è invitato a non aspettare che siano il vento e la pioggia a costringerli ad andarsene.. Perché sarà troppo tardi».
    Quasi cinquecentomila famiglie senza elettricita' in North Carolina e Virginia, gia' tredicimile persone sfollate presso centri d'assistenza il venerdi' sera, oltre ottomilacinquecento voli cancellati dai maggiori aereoporti, vento a pi' di ottanticinque miglia all'ora...sono tra le prime cifre sui costi di Irene Ed e' ovviamente solo l'inizio.


I COMMENTI:
  • cara Giulia D'Agnolo Vallan,
    spero che su Morton Street vada tutto bene.
    Quello di spaventare i cittadini e' il piu` pericoloso dei terrorismi. 29-08-2011 10:14 - Vito A.
  • Ormai si vive in un mondo irreale, in cui paure e fobie sono le emozioni che piu' facilmente dominano gli uomini.
    Ognuno cerca di pararsi il culo. La realta' non esiste piu', gli eventi climatici si esasperano per vendere piu' notizie o per paura di perdere le elezioni in caso qualche cosa non vada bene. Obama aveva paura di fare la figura che fece Bush con Katrina, uragano di grado4-5 e ha sparato tutte le cazzate cha ha sparato di fronte ad un uragano di grado 1meno. Blumberg, lui che va regolarmente nelle Bahamas senza avvisare, tanto ci sono i telefoni cellurari dice, abbandonando la citta', ora prende precauzioni da attaco nucleare. Non ci sono piu' limiti, gli eventi si lievitano ad arte e nessuno vuole prendere rischi cosi tutti si comportano da mezze cartucce incapaci di decidere per il giusto. Tutto viene mercificato in questa societa' di pezzenti, anche gli eventi atmosferici.
    Solo il riscaldamento del pianeta non riesce a smuovere alcuno. 29-08-2011 02:30 - Murmillus
  • LE SFORTNE DI OBAMA
    Se non è malocchio è berlusconite galoppante: farsi benedire da un prete attivo o da un muezzin disoccupato. 28-08-2011 22:19 - lectiones
  • Io mi chiedo in base a cosa questa notizia sta, in modo penosamente ridicolo, occupando da tre giorni anche le aperture dei tg. Puntualmente, come personalmente mi aspettavo, questa sera ci è stata data la notizia che non è successo relativamente nulla. Per sapere di Haiti sono servite centinaia di migliaia di vittime per parlare degli Stati Uniti basta nemmeno il fatto reale di una tragedia che comunque non avrebbe raggiunto tali dimensioni, ma la sola probabilità. Per carità, sono contento che non sia successo "nulla" e va bene così, ma è possibile che le notizie che arrivavano nelle nostre case avevano il sapore di un olocausto naturale? che paghiamo gli interessi del piano marshall??!! qualche altra forma di sudditanza psicologica?! Non ho parole, chiedo a tutti di rimanere svegli sulla cosa, le notizie dagli USA hanno sempre un qualcosa di "truffaldino", e farlo notare anche ai produttori di notizie che a noi per il naso a pigliarci è un pò laborioso. 28-08-2011 20:07 - nico
  • Altro che uragano: una tempesta una bicchier d'acqua, si era capito presto. E allora viene proprio da pensar male. Del tipo che con tutto sto casino i tonfi delle borse scompaiono per una settimana dalle prime pagine dei giornali. Tanto si sa: tutto fa brodo. 28-08-2011 18:55 - tommaso
  • "New York, 28 ago. - (Adnkronos) - ''The Gold Vault'' e' al sicuro e pronta a resistere a Irene. Il maggior deposito di oro al mondo, quello della Fed a New York, dove si trovano le riserve auree di numerosi paesi, compresa l' Italia, e' stato sottoposto a tutte le procedure necessarie per resistere all'uragano che sta per abbattersi sulla citta'. Il piu' famoso e inaccessibile caveau del pianeta, 24 metri sotto terra e tenuta stagna, si trova infatti proprio nell'area della Grande Mela che e' stata evacuata."

    Queste sono le "notizie" che fanno ridere, non si capisce perchè debbano riferire " all'oro " che NON ESISTE!!!
    http://tv.globalresearch.ca/2011/08/federal-reserve-admits-we-have-no-gold
    Federal Reserve Admits "We Have No Gold"
    by grtv
    The following exchange between Congressman Ron Paul (R-TX) and the Fed's attorney Scott Alvarez proves, without a shadow of a doubt, that The Federal Reserve has no gold backing the US dollar.
    Gli unici paesi al mondo che ancora (e non si sa per quanto) possiedono ORO, sono la Libia, Siria e Venezuela!!
    Incredibilemente, i media non indagano su questo, anzi al contrario, struffano gli avvenimenti di catastrofi naturali, per LOBOTOMIZZARE gli ignari cittadini del mondo!!
    Ma quale ORO!!! Ngli USA l'oro se lo son rubato da almeno 50 anni!!!!! 28-08-2011 12:41 - criminali di guerra
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