sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
31/08/2011
  •   |   Loris Campetti
    15 ottobre, giornata europea contro la crisi

    L'autunno è già iniziato, non sarà la calura agostana a farci sperare in tempi lunghi per la costruzione di un movimento di lotta unitario, capace di agire subito ma anche di durare nel tempo. Ieri il primo passo in questa direzione è stato fatto dalla Fiom che ha convocato vecchi e nuovi compagni di strada, studenti e precari, attivisti dei movimenti in difesa dei beni comuni, esperienze territoriali, ambientali, comitati e centri sociali, chi ha lavorato alla costruzione delle giornate di Genova 10 anni dopo. Non si parte da zero: con la prova di dignità degli operai di Pomigliano e della Fiat in generale si è messo in moto un anno fa un treno che ha attraversato il 16 ottobre della Fiom, ha fatto sosta davanti ai palazzi della politica nelle giornate dicembrine degli studenti, ha preteso e ottenuto nuove stazioni con gli scioperi generali, ha accompagnato l'indignazione delle donne, del precariato, ha persino vinto una battaglia senza precedenti in cui la stragrande maggioranza degli italiani si è slegata dal giogo berlusconiano gridando che i beni comuni sono più importanti del profitto privato.

     

    L'assemblea di ieri ha messo insieme proprio tutti i soggetti non pacificati che si battono contro il pensiero unico, riassunto dalle risposte date globalmente alla crisi di sistema che colpiscono i più deboli, allargano le diseguaglianze, tentano di cancellare i diritti e la democrazia nei luoghi di lavoro e nella società. Ognuno declina la crisi secondo le proprie peculiarità, ma tutti concordano con le parole introduttive del segretario della Fiom, Maurizio Landini: si può vincere solo insieme, costruendo un percorso condiviso, mescolando culture e appendendo al chiodo appartenenze. Il contratto nazionale di lavoro che i metalmeccanici vogliono riconquistare è una battaglia generale, che si intreccia con quella per la riconquista del welfare. Il precariato non consente la costruzione di un nuovo modello di sviluppo e si estende all'intero mondo del lavoro. Perciò il reddito di cittadinanza diventa un obiettivo unificante.

     

    Tutto è reso più difficile - e la riunificazione delle lotte è resa più urgente - dall'accelerazione impressa dalla crisi e dalla manovra classista del governo, non così dissimile da quelle di altri paesi europei. Un percorso condiviso, forte di un anno di esperienza, lavoro e mobilitazioni promosse da uniticontrolacrisi, ha tappe immediate e appuntamenti a medio termine. Serve costruire un lungo percorso di lotta e resistenza, come dicono dalle parti della «rete della conoscenza», ma avendo in testa l'alternativa, politica e di sistema. Mica poco.
    Andando per ordine: il 5 e il 6 settembre la Fiom invita in tutte le piazze italiane cittadini, democratici e movimenti a discutere con i metalmeccanici un'altra idea di società, di sviluppo ecologicamente e socialmente compatibile, di relazioni umane e di economia. E il 6 è il giorno speciale dello sciopero generale della Cgil, che la Fiom concluderà in piazza Navona. C'è chi chiede di presidiare il Parlamento tutti i giorni del dibattito sulla manovra, ci saranno staffette, ne vedremo delle belle, mentre in un'altra piazza romana gli indignati violavestiti piazzeranno le loro tende. Poi, il 22 e 23 di settembre la Fiom riunirà l'assemblea nazionale dei delegati per definire le linee portanti di una piattaforma contrattuale che sarà poi sottoposta al voto di tutti i lavoratori. Alla faccia di Sacconi, Marcegaglia, Bonanni e Angeletti, ma anche di un accordo unitario datato 28 giugno che brucia ancora.

     

    Ne parlerà il direttivo della Cgil, subito dopo l'assemblea contrattuale della Fiom. Infine, si fa per dire, il 15 ottobre è già stata convocata dagli spagnoli una giornata europea dell'indignazione popolare. Ci si può arrivare con un percorso unitario, portando ciascuno pratiche ed esperienze diverse, ma con degli obiettivi condivisi. Senza egemonismi, evitando di riprodurre logiche da intergruppi che immancabilmente finiscono per mettere in contrapposizione interessi e presunte identità. Costruire un movimento unitario in Europa è impresa ancor più difficile che non in casa nostra. Culture, tradizioni e pratiche sono diverse tra l'Italia in cui si vince il referendum sui beni comuni - a novembre rivedremo in piazza il popolo dell'acqua - e la Spagna dove gli indignati assediano le città, o la Grecia dove scioperi generali e scontri si susseguono. Ma le botte sulla testa dei più deboli sono le stesse in tutt'Europa. Senza semplificazioni, il 15 ottobre potrebbe diventare un appuntamento davvero importante. Un appuntamento che ha qualcosa a che fare con la lotta per l'alternativa, che passa inevitabilmente per la cacciata di Berlusconi e l'apertura di un nuovo ciclo.
    Di tutto questo si è parlato ieri in una straboccante sala assemblee della Fiom, e di molto altro. In uno spirito unitario, con un clima aperto e non settario che potrebbe informare l'autunno italiano.


I COMMENTI:
  • La cosa più brutta è essere povero in un paese ricco!
    La differenza che passa tra me e Berlusconi e da uno a 10000.
    Troppa.
    Mi hanno battuto persino i servi della gleba al tempo dei zar.
    Mi hanno battuto gli haitiani con i loro padroni.
    insomma quando tra te e il tuo padrone c'è una differenza abbissale o ti dai una chiodata con unchiodo arruginito,oppure corri a fare una rivoluzione,altrimenti,oltre che sfiagato rimani nella storia come l'ultimo dei coglionazzi.
    Ci hanno fatto diventare tutti Fantozzi.
    Anni fa quella macchietta d'impiegato, era per ridere e il povero Paolo Villaggio ci metteva tanto del suo.
    Oggi invece la fantasia di quel geniale comico è stata superata dalla realtà!
    Se non vuoi finire crocifisso in sala mensa,sciopera il 6 e procurati dei grossi bastoni da attaccare la bandierina rossa!
    Forse,se tutto va bene potremo risalire a 50000,per il momento! 31-08-2011 18:27 - maurizio mariani
  • È da un po’ che mi chiedo se sono io a vivere su Marte, o se invece sono coloro che hanno influito in modo determinante sul destino del nostro paese ad essere indifferenti alla realtà. Alchimisti tronfi del loro sapere anche se non ne hanno mai azzeccata una si mantano di un’aurea di superiorità e noi dovremmo stare pure ad ascoltarli. Che intellettuali del cazzo; intervistato ed intervistatrice… Io preferisco valutare i fatti da un punto di vista elementare, dai presupposti necessari alla formazione di uno stato. Dopo centocinquant’anni il popolo italiano non è ancora unificato e nonostante una costituzione quasi perfetta a cui basterebbero pochi aggiustamenti per diventarlo, i nostri governanti sono riusciti a distruggere un paese che poteva essere florido. L’unione europea è un obbrobrio senza né capo né coda, senza quegli elementi indispensabili per erigere una costruzione stabile che tenti perlomeno di aggregare un popolo. Come si può immaginare di stimolare una identità di appartenenza senza una costituzione largamente condivisa alla quale appellarsi quando ci si sente discriminati? Tutta la struttura è stata pensata in favore delle élite finanziarie sacrificando la democrazia e il benessere sociale da un branco di traditori rinnegati. Come chiamarli in altro modo, considerato che da comunisti e socialisti si sono trasformati in Chicago Boys? Da teorici dello statalismo in liberisti spregiudicati e cinici. Il vampiro è molto bravo a destreggiarsi nelle maglie del potere e tutta l’attuale classe dirigente fa altrettanto pur non avendo combinato niente di buono. Sono questi i parassiti di cui dobbiamo liberaci e della loro stupida idea che società completamente diversa debbano dissanguarsi e disgregarsi sull’altare di un’idea suicida che arricchisce l’uno per cento sulla pelle del novantanove. Il vampiro fa finta di accettare l’idea che sia possibile uscire dall’euro, avvertendoci però che in tal caso saremmo completamente in balia delle bizze della finanza internazionale, tralasciando il fatto che ciò è vero in questo momento e che invece non sarebbe possibile se ci riappropriassimo della sovranità monetaria. L’Europa, ora come ora è una trappola mortale e prima ne usciamo e minori saranno i danni che ci arrecherà, del resto non ci ha regalato nulla fino ad ora se non il dimezzamento del potere d’acquisto e una regressione impressionante dei servizi e della democrazia. 31-08-2011 16:46 - Carlo
  • Io non ci credo al reddito di cittadinanza. Significa facilitare la deregolamentazione del lavoro "perché tanto c'è il reddito di cittadinanza" e i la sparizione completa dei servizi sociali "tanto possono usare il reddito di cittadinanza", cioè significa renderci tutti più soli e deboli, senza filtri davanti ai liberisti. Oltretutto è molto più facile tagliare un reddito o non aumentarlo in modo congruo che smantellare un servizio o una legge. E poi l'idea dei sussidi non mi piace. Obiettivo unificante? Proprio no. E sì che in questo articolo ce ne sarebbero di idee intelligenti e unificanti.
    Ah e sul sindacalismo di base ha ragione Luigi del Prete, perché non farci riferimento proprio quando facciamo appello all'unificazione poi? 31-08-2011 16:06 - livia
  • A quanti milioni di imprenditori può dar da mangiare una economia nazionale ? Tagliamo i costi sono quasi tutti imboscati.

    Basta violenza le elite degenerate non aspettano altro sarebbero così contente
    per un attentatino, anche piccolo piccolo !

    Invece no la rivoluzione più efficiente è quella pacifica dobbiamo in EUropa
    espellere gli immigrati clandestini (è un esercito di crumiri), introdurre la
    settimana lavorativa a 20 ore, 10 euro all'ora come salario minimo di legge e il
    salario universale di disoccupazione, su modello Nordeuropeo. Tutto questo
    svuoterà gli attuali artificiali serbatoi di disoccupazione aumentando com' è
    giusto il costo del lavoro anche al sano scopo di far fallire milioni di ditte
    incapaci e parassitarie che vivono di sfruttamento di clienti e lavoratori; così
    aumenta la produttività, e l' EUropa diventa un santuario per i diritti dei
    popoli e la qualità della vita.

    I milioni di imprenditori incapaci così finiti sulla strada possono fare domanda
    di dignitoso sussidio di disoccupazione al quale pur si oppongono con tutte le
    forze, e su questa nuova base riscoprire un' esistenza più piena. 31-08-2011 14:16 - bozo4
  • Basta violenza le elite degenerate non aspettano altro sarebbero così contente
    per un attentatino, anche piccolo piccolo !

    Invece no dobbiamo in EUropa espellere gli immigrati clandestini (è un esercito
    di crumiri), introdurre la settimana lavorativa a 20 ore, 10 euro all'ora come
    salario minimo di legge e il salario universale di disoccupazione, su modello
    Nordeuropeo. Tutto questo svuoterà gli attuali artificiali serbatoi di
    disoccupazione aumentando com' è giusto il costo del lavoro anche al sano scopo
    di far fallire milioni di ditte incapaci e parassitarie che vivono di
    sfruttamento di clienti e lavoratori; così aumenta la produttività, e l' EUropa
    diventa un santuario per i diritti dei popoli e la qualità della vita.

    I milioni di imprenditori incapaci così finiti sulla strada possono fare domanda
    di dignitoso sussidio di disoccupazione al quale pur si oppongono con tutte le
    forze, e su questa nuova base riscoprire un' esistenza più piena. 31-08-2011 14:07 - bozo4
  • Lo sciopero del 6 e la manifestazione del 19, che ritengo ancor più importante perchè primo passo di allineamento europeo, non basteranno. Saranno necesari scioperi ad oltranza. E' ora di cominciare a lottare veramente. Se è necessario staccarvi dall CGIL (e dal PD), fatelo! Ma ancora non sento nessuno, neanche voi, parlare della vera causa della crisi: lo spostamento del lavoro nell'est. E quindi neanche di rispettive soluzioni, come per esempio il ripristino dei dazi. Spero che questa iniziativa della FIOM la maturi, perchè siamo in molti a voler scendere in piazza, e ci manca un catalizzatore. Ma se non vi sbrigate, lo troveremo da soli. 31-08-2011 13:21 - Silvio Perroni
  • Certo se Campetti si ricordasse anche dello sciopero del sindacalismo di base farebbe almeno un minimo di "informazione", condizione ineludibile per essere un giornalista. 31-08-2011 11:17 - luigi del prete
  • E' perchè non ne voglio fare una questione personale che mi chiedo :
    Ma sono l'unico sfigato che pur con un lavoro fisso e uno stipendio di 1300 euro al mese, mi ritrovo a vivere sotto la soglia della povertà ?
    Dipende dalle spese dirà qualcuno ……..
    L’unica soluzione che ho trovato al riguardo è quella di non cercare altri introiti, ma di eliminare le spese, e come?
    Tagliando la corda ………..
    Se devo vivere sotto “la soglia della povertà”, preferisco farlo in un paese “povero”, quindi extracomunitario, fuori dall’Europa e dai cosiddetti paesi “industrializzati”, quelli che detengono i primati di paesi più ricchi del mondo …….
    Prendo atto che con le loro manovre, gli emeriti ladroni al governo, tra le altre cose (ben più gravi), stanno anche complicando la vita a chi vuole fuggire dall’Italia ………. 31-08-2011 11:03 - Tentazione di fuga
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI