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redazione
Napoli, sfrattati ritornano a piazza Municipio
Sono tornati con i loro materassi, i cuscini e le tende proprio sotto palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli. In un angolo di piazza del Municipio da ieri c'è una piccola comunità che dorme in strada, stende i suoi panni, mangia e, insomma, vive all'addiaccio.
Sono le 15 famiglie, tantissimi i minori con loro e anche alcune persone portatrici di handicap, che ormai da due settimane non trovano pace, e dormono per strada. Tutto è cominciato con uno sgombero piuttosto improvviso alla scuola di via Nighelli, che le 54 persone avevano deciso di occupare due anni fa a Fuorigrotta.
Dopo la prima clamorosa protesta, che li aveva protati a trasferirsi proprio a piazza Municipio, era stato trovato un accordo tra gli sfrattati e il Comune: per un periodo sarebbero stati trasferiti in un camping fuori Napoli, e poi sarebbero stati portati in una palazzina. "Ma già il giorno dopo l'accordo - racconta ora Giovanni, uno degli attivsti del collettivo universitario Zero81 che sta appoggiando la battaglia - hanno comunicato agli sfrattati che era stata individuato uno stabile di proprietà del Comune, che sarebbe stato pronto nel giro di una settimana. Lunedì, a tre giorni dalla scadenza dell'accordo', siamo andati a fare un sopralluogo: ci siamo trovati di fronte a un posto dove non solo non sono cominciati i lavori, ma certo per finirli ci vorrà ben più di una settimana". C'è stato, allora, un ulteriore incontro con il Comune, ieri pomeriggio, in cui all'inizio è stata di nuovo ventilata la prospettiva del camping. Ma poi, nulla si è concretizzato.
Di qui la decisione di tornare a protestare proprio sotto piazza Municipio:. «È incredibile: appena è calato il silenzio mediatico sugli sfrattati di via Neghelli sono scomparsi anche dall'agenda dell'amministrazione comunale. Perciò in assemblea hanno deciso di tornare in piazza Municipio e noi saremo di nuovo a sostenerli», dicono i componenti del collettivo universitario
GUARDA le foto a piazza Municipio
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E un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario,perche se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina
Henry Ford 1947
ho scoperto che era nazista basta andare su Wikipedia,scrisse "l ebreo internazionale"descriveva il progetto del dominio sul mondo da parte del popolo ebreo ma avrebbe dovuto al massimo parlare dei banchieri ebrei e non di tutto il popolo. comunque ci sono tanti banchieri ebrei,sarebbe bello sapere i nomi di tutti i grandi banchieri.Padre alex Zanotelli diche che il mondo e dominato da 300 400 famiglie che detengono la 1/2 della ricchezza mondiale e usano come burattini LA BANCA MONDIALE, IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE(FMI),L OMC o WTO ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO
http://www.italianieuropei.it/it/italianieuropei-7-2011/item/791-riformare-la-banca-mondiale?.html
scusate se vi rompo
come diceva Lenin: studiate,, studiate, cercate di capire 14-09-2011 08:51 - muriel
Perche siamo il 7°paese più, economicamente, grande del mondo.Siamo una società attiva che costruisce cose buone e belle.
Siamo tutti coesi a produrre e creare benessere sociale,ma per un paio di migliaia di politici e qualche centinaio di supericchi che detengono ferocemente le retini del paese,siamo costretti a vivere come in un paese del 3°mondo.
Nei paesi poveri e anche in quelli dove c'è il socialismo,scene di questo tipo,non fanno tanto male.
Lì la scarsa produzione e l'ignoranza per quelli poveri, l'embargo economico per quelli socialisti,fanno accettare ai popoli, situazioni come queste e forse anche peggiori.
Lì c'è la fame!
Lì la gente sta guasi tutta male e il reddito sociale e spaventosamente basso.
Invece vivere in italia dove il reddito sociale e di ben 37 mila euro a cranio,in situazioni da terzo mondo,la cosa è molto più inaccettabile.
Mi stupisco che questa gente,ancora non abbia preso le armi in mano.
Come è possibile convivere quando la forbice economica tra italiano e italiano e così spaventosamente aperta?
Altro che la Tunisia,qui occorre scendere di corsa in piazza e riportare il paese a un livello accettabile.
Scendere in piazza non è solo un discorso di giustizia sociale,ma anche etico e morale.Come si può convivere con una piccola parte dell'umanità,corrotta che pippa cocaina e diventa depressa,per quante orge e soldi ha accumulato e una larghissima parte del popolo che si dispera e non sa come sarà domani,nonostante che lotta e lavora come nessun altro.
Forse se i poveri si lasciassero andare al furto e all'accattonaggio,come nei paesi poveri...
Forse se tutti gli operai smettessero di stare in tuta e rimanessero nelle loro borgate come al tempo dell'Accattone di Pasolini...
Ma questa non è la gente di Pasolini.
Questa è gente che vuole lavorare e produrre!
Gente dignitosa,che se perde casa,ha perduto tutto!
A questa gente gli dico.
Combatti fino alla morte,perche voi non siete Accattone! 14-09-2011 08:39 - maurizio mariani