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FUORIPAGINA
17/09/2011
  •   |   Daniela Preziosi
    Il Nuovo Ulivo c'è, no dell'Udc


    Bersani dà una sgassata, e l'incerta geografia del centrosinistra italiano si ricompone, ogni pezzo al suo posto naturale, onorevole più onorevole meno. Dopo mesi di traccheggiamenti, ora il segretario Pd ha fretta: le manovre intorno a un governo tecnico sono sempre più stringenti, mentre il Colle vigila sulla tenuta della legislatura. Ma né l'una né l'altra cosa favoriscono la tenuta del Pd, e nemmeno quella del suo leader come candidato premier. E così Bersani si lancia. Ieri alla festa dell'Idv di Vasto è nato il Nuovo Ulivo, «ostetrica» il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana che moderava un dibattito in forse fino all'ultimo fra Di Pietro, Vendola e il segretario Pd, in dubbio se partecipare fino alla sera prima. 
    Perché le intenzioni unioniste di Di Pietro erano smaccate: prima dell'incontro il pubblico è stato stonato con la «Canzone popolare» di Fossati, di prodiana memoria. A fine dibattito stessa musica, decibel aumentati, con coreografia di popolo in festa e sventolìo di bandiere (ma solo quelle dell'Idv, padrone di casa). Una «bella tappa» per il nuovo Ulivo, ridimensiona a fine giornata Bersani, che sul tema delle alleanze fin qui aveva traccheggiato con la speranza di attirare, se non tutto il Terzo Polo, almeno l'Udc di Casini. Sul tema l'ex pm è sbrigativo: «Abbiamo a che fare con un partito che si mette con chi vince. Noi vogliamo fare la moglie leale del Pd, ma se è così con il mattarello allontano questa escort». Vendola rincara: «Io non ho alcun problema a fare l'alleanza con i centristi: ma loro vogliono cambiare la legge 30?». Domanda retorica, ma non solo per l'Udc. 


    Fatto sta che non è più tempo di minuetti. Stavolta la risposta di Pier Ferdinando Casini arriva a stretto giro da Polignano a Mare (Bari), dov'è in corso un dibattito che ha tutta l'aria di inciucio neodemocristiano (con lui c'è il segretario Cisl Raffaele Bonanni e il demopop Giuseppe Fioroni): «La stagione dell'Ulivo è fallita perché quell'equilibrio politico non è in grado di rispondere alle emergenze italiane». E se «il Pd ha nostalgia dell'Ulivo è un suo problema. Io certamente non posso averla perché ho votato contro quel governo». Fine del corteggiamento? Il cerino resta all'Api di Francesco Rutelli, che potrebbe ritrovarsi intruppato in un'alleanza con Alfano e contro i suoi compagni e amici di sempre.
    Ma anche da quest'altra parte, a Vasto, a parte i sorrisi e le canzoni, le distanze ancora ci sono. Anche i punti comuni: patrimoniale, lotta all'evasione fiscale, diritti civili e diritti umani per gli immigrati e i carcerati. Però Vendola insiste sul «mettere mano alla legge 30» sul lavoro e la precarietà, mentre Bersani la prende larga «un'ora di lavoro precario deve costare di più di un'ora di lavoro stabile». Non è la stessa cosa. 
    A Vendola che mette a disposizione della coalizione nuova di zecca la manifestazione di Sel del 1 ottobre, Di Pietro risponde sì, Bersani no: «Io vedo una manifestazione insieme ma quando ci fanno la foto non di quelli che protestano ma di quelli che hanno un progetto per il Paese. Oggi Berlusconi è al 24 per cento dei consensi, ma il problema è cosa facciamo noi per il Paese». Niente remake dell'Unione, «non possiamo scoprire dopo un mese che non siamo d'accordo sulla politica estera o sul lavoro». Ma qui il leader di Sel ricorda che l'ultimo governo Prodi è caduto per mano centrista, quella di Clemente Mastella. 


    Un primo grumo di nuovo Ulivo comunque ormai c'è, ora bisogna vedere se ci sono anche i nuovi-ulivisti. Bersani propone una road map in tre tappe: entro dicembre una tre giorni sul programma, aperta a partiti (dettaglia «socialisti» «formazioni verdi» e «radicali»), movimenti e singole personalità moderate «che non intendono più cadere nel populismo». Programma di coalizione e poi primarie, in previsione di un voto anticipato in primavera. Fra parentesi, con conseguente slittamento dell'eventuale referendum elettorale). 
    Il leader Pd si è immaginato percorso favorevole per lui. Ma a tre condizioni: che nelle prossime settimane non cada il governo. Che il caso Penati non riservi nuovi colpi di scena. E che Bersani tenga unito il suo partito. 
    Ieri il centrista Marco Follini ha definito quella con Sel e Idv «un'alleanza innaturale» arrivando a parlare di «snaturamento» del Pd: formula che ricorda la «mutazione genetica» di altre ere politiche, e che l'accorto ex Udc non avrà usato casualmente. Anche i cattolici di Fioroni - che pure in questo momento non sono ostili al leader Pd - non faranno salti di gioia. Per non parlare di come la prenderà Massimo D'Alema, l'eterno fautore dell'alleanza con l'Udc. 


I COMMENTI:
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  • E' incomprensibile come a "sinistra" ci sia gente cui piacerebbe un'alleanza con Fini e Casini, personaggi reazionari ed impresentabili, che hanno bruciato la propria credibilità sostenendo per anni il satrapo regnante. 17-09-2011 15:55 - goran
  • Ma ci siamo tutti scordati di come era l'Italia tre-quattro anni fa con il governo Prodi che insieme alla sinistra "anacronistica"non ne azzeccava una?Legge Bompressi,Amnistia,Tesoretto sparito,finanziaria da gabbia dei matti,finestre sulle pensioni di vecchiaia,fuga ridicola dall'Iraq,per poi finire nella pattumiera di Napoli?Non abbiamo ancora imparato che la sinistra anacronistica serve al massimo a radunare qualche centinaio di imbecilli a favore degli arabi e della NO TAV? 17-09-2011 15:44 - athesius
  • Bersani sta sbagliando strategia, tentando di aprire al centro ……........
    Il nuovo Ulivo potrebbe avere qualche speranza solamente aprendo a sinistra, ma è evidente che questo i democratici non sono in grado di farlo ………..
    Per quanto riguarda centro, destra e sinistra, personalmente individuo le tre aree politiche in questo modo :
    UDC a destra, PD al centro, SEL, federazione della sinistra e verdi a sinistra ……
    Se Bersani e C. intendono eliminare la sinistra, devono rendersi conto che nel caso riuscissero a farlo non avrebbero mai i voti di coloro che ora si situano in questa area ……… aumenterebbero i non votanti ……… 17-09-2011 14:46 - Sinistra si, sinistra no ......
  • Domani va via Berlusconi e ritornano i progressisti.
    Peccato si eravamo imparati a dire le parolacce al nano che da domani dovremo cambiare tutto il repertorio.Da domani parleremo di Fassino e delle banche.Parleremo dei tedeschi e dell'ingerenza pangermanica sui partiti di sinistra italiani.
    Parleremo di scandali e di mazzette.
    Non buttate via il ruffiano barese che serve ancora!
    Insomma,se non facciamo quello che ha detto Santoro per la RAI in tutto il paese,ci faremo una nuova opposizione a sinistra.
    Ma non sarebbe meglio che il prossimo governo lo facciamo noi?!?
    Come Santoro si farà i programmi da solo,perche non fare un governo delle sinistre tra uomini di sinistra?Io potrei aiutare il ministro dell'informazione! 17-09-2011 14:17 - maurizio mariani
  • Andate avanti senza "Casini"!!Avette il potenziale di essere maggioranza di governo.Chi vota Casini non so' se si renda conto che il sogetto in questione ha contribuito in passato a incancrenire L'italia,appoggiando Berlusconi. Si e' staccatto solo dopo che ha toccato i testicoli,rendendosi conto che era maschio!!!!!!!!!!!!!!!!! 17-09-2011 13:36 - Giuseppe
  • Stiamo ancora col bilancino bizzantinista, l'Italia affonda sull'io ci sto ma se...., affondiamo pure!Ma ad affogare per primi siamo noi che remiamo, basta con i distinguo incocludenti, cacciamo il nano al più presto e sono disposto a tutti i sacrifici, ecqui come detta la costituzione! 17-09-2011 13:06 - sperandio mangili
  • Se la caolizione sarà limitata a PD, SEL e IdV, senza Federazione della Sinistra e Verdi, si possono scordare il mio voto. 17-09-2011 12:17 - Luca
  • Una sinistra che non mette al primo posto il recupero dei salari e del welfare non è sinistra né mai lo sarà, né migliorerà la nostra vita. Punto. 17-09-2011 11:48 - livia
  • ... era ora!!! I centristi? Stiano al centro, nessuno li disturba né ora né in futuro. 17-09-2011 11:28 - aldofedericopetrella
  • A perche i vari Ichino e Letta la legge 30 la vogliono cambiare?
    Che pagliacciata e Vendola è il miglior piazzista sul mercato. 17-09-2011 10:57 - Mirko Parasole
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    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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