mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
17/09/2011
  •   |   Daniela Preziosi
    Il Nuovo Ulivo c'è, no dell'Udc


    Bersani dà una sgassata, e l'incerta geografia del centrosinistra italiano si ricompone, ogni pezzo al suo posto naturale, onorevole più onorevole meno. Dopo mesi di traccheggiamenti, ora il segretario Pd ha fretta: le manovre intorno a un governo tecnico sono sempre più stringenti, mentre il Colle vigila sulla tenuta della legislatura. Ma né l'una né l'altra cosa favoriscono la tenuta del Pd, e nemmeno quella del suo leader come candidato premier. E così Bersani si lancia. Ieri alla festa dell'Idv di Vasto è nato il Nuovo Ulivo, «ostetrica» il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana che moderava un dibattito in forse fino all'ultimo fra Di Pietro, Vendola e il segretario Pd, in dubbio se partecipare fino alla sera prima. 
    Perché le intenzioni unioniste di Di Pietro erano smaccate: prima dell'incontro il pubblico è stato stonato con la «Canzone popolare» di Fossati, di prodiana memoria. A fine dibattito stessa musica, decibel aumentati, con coreografia di popolo in festa e sventolìo di bandiere (ma solo quelle dell'Idv, padrone di casa). Una «bella tappa» per il nuovo Ulivo, ridimensiona a fine giornata Bersani, che sul tema delle alleanze fin qui aveva traccheggiato con la speranza di attirare, se non tutto il Terzo Polo, almeno l'Udc di Casini. Sul tema l'ex pm è sbrigativo: «Abbiamo a che fare con un partito che si mette con chi vince. Noi vogliamo fare la moglie leale del Pd, ma se è così con il mattarello allontano questa escort». Vendola rincara: «Io non ho alcun problema a fare l'alleanza con i centristi: ma loro vogliono cambiare la legge 30?». Domanda retorica, ma non solo per l'Udc. 


    Fatto sta che non è più tempo di minuetti. Stavolta la risposta di Pier Ferdinando Casini arriva a stretto giro da Polignano a Mare (Bari), dov'è in corso un dibattito che ha tutta l'aria di inciucio neodemocristiano (con lui c'è il segretario Cisl Raffaele Bonanni e il demopop Giuseppe Fioroni): «La stagione dell'Ulivo è fallita perché quell'equilibrio politico non è in grado di rispondere alle emergenze italiane». E se «il Pd ha nostalgia dell'Ulivo è un suo problema. Io certamente non posso averla perché ho votato contro quel governo». Fine del corteggiamento? Il cerino resta all'Api di Francesco Rutelli, che potrebbe ritrovarsi intruppato in un'alleanza con Alfano e contro i suoi compagni e amici di sempre.
    Ma anche da quest'altra parte, a Vasto, a parte i sorrisi e le canzoni, le distanze ancora ci sono. Anche i punti comuni: patrimoniale, lotta all'evasione fiscale, diritti civili e diritti umani per gli immigrati e i carcerati. Però Vendola insiste sul «mettere mano alla legge 30» sul lavoro e la precarietà, mentre Bersani la prende larga «un'ora di lavoro precario deve costare di più di un'ora di lavoro stabile». Non è la stessa cosa. 
    A Vendola che mette a disposizione della coalizione nuova di zecca la manifestazione di Sel del 1 ottobre, Di Pietro risponde sì, Bersani no: «Io vedo una manifestazione insieme ma quando ci fanno la foto non di quelli che protestano ma di quelli che hanno un progetto per il Paese. Oggi Berlusconi è al 24 per cento dei consensi, ma il problema è cosa facciamo noi per il Paese». Niente remake dell'Unione, «non possiamo scoprire dopo un mese che non siamo d'accordo sulla politica estera o sul lavoro». Ma qui il leader di Sel ricorda che l'ultimo governo Prodi è caduto per mano centrista, quella di Clemente Mastella. 


    Un primo grumo di nuovo Ulivo comunque ormai c'è, ora bisogna vedere se ci sono anche i nuovi-ulivisti. Bersani propone una road map in tre tappe: entro dicembre una tre giorni sul programma, aperta a partiti (dettaglia «socialisti» «formazioni verdi» e «radicali»), movimenti e singole personalità moderate «che non intendono più cadere nel populismo». Programma di coalizione e poi primarie, in previsione di un voto anticipato in primavera. Fra parentesi, con conseguente slittamento dell'eventuale referendum elettorale). 
    Il leader Pd si è immaginato percorso favorevole per lui. Ma a tre condizioni: che nelle prossime settimane non cada il governo. Che il caso Penati non riservi nuovi colpi di scena. E che Bersani tenga unito il suo partito. 
    Ieri il centrista Marco Follini ha definito quella con Sel e Idv «un'alleanza innaturale» arrivando a parlare di «snaturamento» del Pd: formula che ricorda la «mutazione genetica» di altre ere politiche, e che l'accorto ex Udc non avrà usato casualmente. Anche i cattolici di Fioroni - che pure in questo momento non sono ostili al leader Pd - non faranno salti di gioia. Per non parlare di come la prenderà Massimo D'Alema, l'eterno fautore dell'alleanza con l'Udc. 


I COMMENTI:
  pagina:  3/3  | prima  | precedente
  • non capisco perchè Vendola accetti di ridursi a un protettorato del PD, delegandogli il compito di trattare con UDC e soci. Non sarebbe meglio un dialogo diretto e franco? Mi pare che Vendola imposti il rapporto con il PD nello stesso modo in cui Bertinotti aveva impostato il rapporto con l'Ulivo. I risultati saranno gli stessi enon mi pare una bella cosa... 17-09-2011 10:44 - dario gasparini
  • Mi pare una buona notizia.Vedremo! 17-09-2011 10:23 - ausilia deidda
I COMMENTI:
  pagina:  3/3  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI