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FUORIPAGINA
18/09/2011
  •   |   Daniela Preziosi
    «Fuori dall'Ulivo ma nel fronte anti-destre»


    Paolo Ferrero:  Bersani, Di Pietro e Vendola di fatto hanno avviato il nuovo Ulivo. Stavolta lei non è della partita?
    È un processo di chiarificazione. Ma noi non partecipiamo. Noi vogliamo costruire una nuova sinistra. 


    Una nuova sinistra senza alleanze?
    L'Ulivo è una esperienza storicamente definita in Italia in rapporto con le socialdemocrazie europee e con le politiche neoliberiste moderate. La sinistra invece pone tema dell'uscita dalle politiche neoliberiste, dell'intervento pubblico nell'economia, che oggi la crisi ha reso persino obbligatorio. Senza sinistra non si esce dalla crisi. 


    Ma presto si voterà. Correrete soli? 
    Abbiamo rivolto una proposta al Pd e ora la giriamo all'Ulivo: siamo interessati a un fronte comune per sconfiggere le destre, la cui costruzione non è un fatto privato fra partiti ma deve coinvolgere tutti i soggetti che si sono battuti contro il governo, dai lavoratori al popolo dei referendum. L'Ulivo non si allea con il centro? Èun primo fatto positivo. Ora proponiamo le primarie di programma, ovvero una discussione nel paese sui cosa scrivere nel programma: sulla guerra, sulla legge 30, sull'intervento pubblico nell'economia. Pirani su Repubblica propone una cosa che dico da mesi: che la Bce acquisti i titoli direttamente sul mercato senza passare per altre banche, il che abbatterebbe la speculazione. È solo un esempio per dire che la crisi è anche figlia della costituzionalizzazione del neoliberismo, ovvero anche delle politiche dell'Ulivo mondiale.


    Ci saranno primarie fra leader con programmi compatibili ma diversi. Le sue condizioni di fatto non sono già state accettate?
    No. Le primarie sul programma avrebbero il potere di vincolare una coalizione a una decisione popolare. Basta chiedere: volete che continui la nostra guerra in Afghanistan? Volete la patrimoniale? Volete i matrimoni fra omosessuali? Basta una decina di punti qualificanti. Che questi temi siano nel programma dei candidati non è sufficiente. Basta guardare a quello che è successo a Obama: aveva un programma interessante, ma nella riforma sanitaria, o nella crisi, il primo ostacolo gli è venuto dal suo stesso partito. 


    Quando dice 'noi' intende Prc o Federazione? Sull'Unità Cesare Salvi, della Federazione, chiede di entrare nell'Ulivo. 

    Salvi mi ha detto che il suo pensiero è stato forzato. 


    Salvi ieri ha fondato un'associazione che punta a costruire un partito del Lavoro: un'altra cosa a sinistra? 
    La Federazione è plurale, se al suo interno anziché due associazioni ce n'è una più grande è positivo. 


    Se l'Ulivo non accetterà le primarie di programma non farete accordi? 
    Sarebbe un'occasione persa, ma per noi l'accordo per battere le destre vale a prescindere.


    In quel caso alle primarie voterete Vendola? 
    Voteremo il candidato più di sinistra. Ma intanto l'Ulivo è disponibile, come lo erano i partiti che lo hanno fondato, a fare l'accordo con noi?


    Nei mesi della crisi l'iniziativa della sinistra, voi compresi, è sparita?
    In questi giorni raccogliamo migliaia di firme sulla patrimoniale, ma per i media non è una notizia. Facciamo notizia solo se ci stendiamo per terra per fermare il giro della Padania. A differenza di Sel e Pd, noi non faremo un'iniziativa solo nostra ma partecipiamo a costruire la manifestazione del 15 ottobre contro le politiche neoliberiste. Quelle di Berlusconi, ma anche quelle di cui si fa garante Napolitano. 


    Ogni tanto circolano voci di accordo fatto per qualche poltrona che il PD vi assicurerebbe. L'ultima riguarda tre posti per il Pdci. 
    Non c'è nessun accordo. E in ogni caso la Federazione non va nelle liste del Pd, si presenterà al voto con i suoi simboli. Com'è successo alle regionali lombarde, quando Filippo Penati mise un veto alla nostra falce e martello. 


I COMMENTI:
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  • Non sono certo acritica con FdS, ma questa di votare alle primarie una benedetta volta un PROGRAMMA anziché un personaggio qual che sia mi sembra la proposta più POLITICA che abbia letto da millenni. Se veramente venisse realizzata credo che gli elettori della sinistra si dimostrerebbero ben più compatti su questi punti di quanto si possa pensare(con buona pace dei Colaninno & co.). Questa dovrebbe essere la vera unità della sinstra. Con buona pace della cotta per Vendola su cui il Manifesto continua a spasimare, dei soliti cattocomunisti del PD e pure dei puri impratici del sto più a sinistra io. Mi piacerebbe che questo giornale, tanto sensibile alle questioni dell'antipolitica, avesse l'onestà di riprendere un così semplice, concretissimo discorso di politica dal basso, anziché limitarsi a amplificare i fiumi di parole senza impegno che vengono da SEL.
    Ferrero, comunque, più grinta! Non so, vai a lezione di teatro... gli argomenti ci sono, sono quelli che tutti vorremmo, si tratta di imbonirli un po' (senza eccesso), perché, ahimè, saperli ammannire, oggi, paga sempre di più ;-). 19-09-2011 12:33 - livia
  • Condivido le proposte formulate dal Segretario, nonché anche quelle espresse in altre occasioni da Rifondazione. Il capitalismo ha fallito, ma, ciò nonostante è necessario allearsi per abbattere il berlusconismo e per dar voce ai più deboli. Ciò, però, senza dimenticare come il nuovo ulivo intenda praticare una politica tutta interna al capitalismo e al neoliberismo, mentre Rifondazione ne auspica il superamento. Comunque, ove Rifondazione dovesse partecipare ad eventuali primarie di programma, faccio rilevare come, sino a ieri, il programma di governo abbia costituito la bancarotta della politica e, perciò, vorrei proporre di includere nel programma la modifica parziale e armonica dell’art. 67 della costituzione, per una democrazia dal basso(vincolo di mandato per i parlamentari su pochissimi punti). Ove questo articolo dovesse essere così modificato, nel programma, in futuro, andrebbero specificati pochi problemi ai quali dare obbligatoria soluzione. Pena: sanzione giuridica e non politica. Ciò per risvegliare la fiducia del cittadino che della “casta parlamentare” non ne può più. Vediamo chi ci sta! Alla sinistra dico "uniamoci !".A Vendola dico "il tuo posto é qui, le scorciatoie non portano da nessuna parte". Saluti comunisti. 19-09-2011 12:00 - Giuseppe Agostino Bianco
  • Non ho nessuna intenzione di perdere tempo a discutere di persone (non li definisco politici, la politica vera è ben altro) sempre pronte a negare nei fatti ogni ideologia che hanno difeso solo nelle parole. Ferrero, Diliberto, Salvi ed i loro scagnozzi sono alla ricerca di fondi, punto e basta. Che lo facciano per il partito o per se stessi, poco cambia. Per il momento, sto con il Partito Comunista dei Lavoratori, salvo poi verificare nei fatti che anche qui non siano presenti opportunisti. Se così sarà, mi sposterò ancora più a sinistra: il tiro alla fune si fa prendendola per l'estremità e non vicino al centro. 19-09-2011 11:04 - gianni terzani
  • ma di che si parla? intenzioni di voto all'1,5% tipo partito di mastella con 700 correnti dentro. a volte l'onanismo reale è meglio 19-09-2011 10:24 - Marco Mancinetti
  • Mi dispiace che ormai nel linguaggio della sinistra si parli sempre di lotta al liberismo. Nopn dobbiamo combattere il libetrismo, ma il capitalismo, nelle sue varie espressioni. Oggi é necessario più che mai, di fronte allo sbandamento e alla mancanza di guida politica in cui si trovano le masse popolari, roprendere e approfondire la critica del capitalismo. E quindi non c'é alcuno spazio di alleanza con l'Ulivo che é una forza che non mette in discussione il capitalismo, anzi esalta il" mercato" (compresi quelli finanziari) ed é tutto dentro all'attuale sistema. 19-09-2011 09:59 - Maurizio
  • continuate a corteggiare il pd e sel...ma allora perchè non vi unite a loro?la sinistra che noi meritiamo non è questa! 19-09-2011 09:48 - sofia troisi
  • L'intervista di Ferrero mi sembra chiara e condivisibile. Osservo anche che Vendola, nella sua intervista a Cosimo Rossi, si sia dichirato chiaramente contrario al neoliberismo; quindi si può pensare ad una seria collaborazione. Restano da chiarire cose importanti: politica estera in primo luogo. Pace e non guerra, quindi bilancio di pace e difesa della libertà e indipendenza dei Palestinesi. 19-09-2011 07:49 - Giorgio Forti
  • Non credo proprio che l'ulivo, se mai si riorganizzerà farà un accordo con RC e PDCI, ci ricordiamo tutti dei sen. Turigliatto e Rossi.
    La richiesta di accordi da parte di Salvi (ex pres. dei senatori Ds, ex dirigente del correntone, ex dirigente di SD) e di Diliberto è francamente penosa. Io credo che i comunisti "duri e puri" debbano presentarsi da soli alle elezioni e portarsi a casa il loro 1,5% che è esattamente quello che si meritano. 18-09-2011 23:37 - umbertob
  • la nostra linea politica la decidiamo noi e non il pd.Siamo autonomi e non subalterni a nessuno,Napoli lo ha dimostrato. Anche se c'è grande confusione data la fase politica e questa legge elettorale,il nostro obiettivo rimane quello della costruzione di un polo della sinistra.dovessimo rimanere fuori faremo quello che abbiamo sempre fatto e continueremo a fare. 18-09-2011 22:42 - ALICE
  • ha ragione Mario Tronti quando dice che con il bipolarismo saremo sempre minoritari. se tieni una posizione autonoma e coerentemente di sinistra ti massacrano perchè fai vincere la destra, se proponi un'alleanza per battere la destra sei un socialtraditore. Rifondazione è stata massacrata in questa tenaglia. 18-09-2011 21:58 - maurizio
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