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FUORIPAGINA
21/09/2011
  •   |   Michele Giorgio
    Usa scatenati contro lo stato virtuale


    «Libici, il mondo intero è con voi», ha detto ieri Barack Obama concludendo il suo intervento alla riunione al Palazzo di Vetro sulla Libia. Più o meno in quello stesso momento il presidente del Kosovo, la signora Atifete Jahjaga, che ha incontrato Hillary Clinton nei giorni scorsi, ha riferito che il Segretario di stato riafferma pieno appoggio degli Usa alla sovranità e all'integrità territoriale del suo paese. 
    Passano gli anni, le Amministrazioni e i presidenti ma la politica americana non cambia: libertà (a parole) e indipendenza per tutti, ma non per i palestinesi. Sino a quando Israele non darà il suo consenso firmando un accordo, i palestinesi non potranno avere uno Stato, anche minuscolo, sulla loro terra e dovranno rimanere sotto occupazione. Obama confermerà oggi al premier israeliano Netanyahu che gli intende far abortire subito la richiesta palestinese di adesione, convincendo i paesi membri del Consiglio di Sicurezza a votare contro. Poco importa se Abu Mazen chiede l'ingresso alle Nazione Unite di uno staterello simbolico che difficilmente sarà sovrano quando avrà realizzazione concreta.


    Qualche tempo fa in Israele si dibatteva della «tensione» tra Obama e Netanyahu, dello «scontro» sugli insediamenti colonici tra Usa e Israele, e i settler issavano manifesti con l'immagine del presidente Usa con al collo la kefia palestinese. Ora Obama è un alleato di ferro di Tel Aviv. Si avvicinano a grandi passi le presidenziali e l'inquilino della Casa Bianca crede di poter arrestare l'emorragia di consensi con l'aiuto della influente lobby pro-Israele. Ma non è l'unico in casa americana a guardare a quell'appoggio. In questi giorni negli States si fa a gara nel dimostrare sostegno incondizionato a Tel Aviv. Il potenziale candidato repubblicano e ultraconservatore Mitt Romney ha esortato a tagliare subito il finanziamento annuale ai palestinesi (circa 500 milioni di dollari). Ha anche chiesto la revisione delle relazioni diplomatiche con i paesi che daranno un voto favorevole all'adesione dello Stato palestinese all'Onu superando a destra il suo rivale, il governatore del Texas Rick Perry, che qualche giorno fa aveva legato i finanziamenti all'Anp di Abu Mazen a un ritorno immediato e senza condizioni dei palestinesi alle trattative con Israele. Quattordici senatori da parte loro hanno esortato Obama ad usare toni categorici, veri e propri ordini, per riportare nei ranghi i palestinesi. L'ex candidato presidenziale Mike Huckabee invece spara siluri contro la Conferenza Durban III sui diritti umani (che l'Italia boicotterà ancora una volta), che considera un vero e proprio attacco a Israele parallelo a quello «lanciato» dai palestinesi alle Nazioni Unite. E non può essere dimenticata neanche la dedizione del parlamentare repubblicano Joe Walsh, che lunedì ha presentato alla Camera un testo di risoluzione a favore della annessione a Israele di tutta la Cisgiordania. 


    Tanti sforzi concentrati contro uno Stato virtuale. E ora gira voce che il voto del Consiglio di Sicurezza verrà rinviato sine die per un tacito accordo raggiunto tra i paesi membri più influenti. Notizie che turbano fino ad un certo punto la popolazione palestinese, che già guarda senza particolari emozioni al progresso dell'iniziativa lanciata dall'Olp. 
    Oggi migliaia di persone, mobilitate dal partito di Abu Mazen, Fatah, si ritroveranno in piazza a Ramallah, per sostenere la richiesta di adesione all'Onu. La stessa piazza dove ieri è stata portata una enorme sedia di legno, simbolo del 194° seggio alle Nazioni Unite che vorrebbe occupare la Palestina. È prevista una marcia che partirà dalla tomba del presidente scomparso Yasser Arafat e si concluderà davanti al quartier generale dell'Anp. Circa 7.500 agenti israeliani verranno dispiegati nei pressi dei principali posti di blocco.


I COMMENTI:
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  • Scrivo quel che mi pare, alexfaro.
    Se non ti piace puoi sempre non leggere. Immagino che tu, in questo, sia un vero campione.

    Colgo l'occasione per ribadire un concetto molto semplice: l'ostacolo alla pace è rappresentato da chi vuole la guerra.
    E, per quanto riguarda la Palestina, la guerra (come dimostrato innumerevoli volte) la vuole Hamas.

    Una organizzazione reazionaria e guerrafondaia che -è vero- è stata utilissima alla destra israeliana, fino a che è servita a indebolire L'OLP e la causa palestinese.
    Questo, però, non ne cambia di un atomo nè la natura nè il ruolo: sempre di un ostacolo alla pace si tratta.
    E se il dirlo dispiace a qualche hezboqquà nostrano, di quelli più neri che rossi, tanto meglio. 22-09-2011 09:49 - Galaverna
  • Buona la battuta di un commento:
    2012 la fine dell'impero delle mafie della guerra e della corruzione planetaria...
    In Afghanistan i barbuti guerriglieri colpiscono al cuore di Kabul NATO e servizi yanquis..
    da ogni angolo del paese arrivano notizie di basi yanquis occupate e centinaia di mezzi militari distrutti, mercenari liquidati, non un solo convoglio otan puo transitare in Waziristan e Pakistan senza subire attacchi....
    RABBANI uomo forte della cia e del Pentagono liquidato senza problemi, interi distretti come il Nuristan liberati, insomma come si diceva da tempo la disfatta dell'impero!!!!
    In Irak al qaeda dimostra di essere potentissima e colpisce senza pieta, mentre gli sciiti dell'esercito di Al Sadr danno pochi mesi di tempo alle truppe yanquis per uscire dal paese pena attacchi frontali e devastanti...
    In Palestina sta esplodendo una polveriera micidiale......
    Per capire tutto cio non serve essere analisti della difesa !!!l'europa si sta sciogliendo si ma l'europa dei mastini della finanza.. I popoli si stanno sollevando e dicono basta a questi corrotti prepotenti massoni e mafiosi e come in Grecia e Spagna le masse non si lasciano intimorire dalle brutalita della polizia a servizio dell'impero....Si e' vero quello che dice "criminali di guerra" nel suo commento siamo alla vigilia del famoso 2012 ANNO DEL CAMBIAMENTO MONDIALE PLANETARIO..... finalmente come scritto dagli antichi il mondo si liberera dei signori della guerra e della morte e nascera un lungo periodo di pace , prosperita ed amore tra i popoli
    UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE 22-09-2011 00:24 - giorgio
  • GALAVERNA,sei solo un coglione che NON CAPISCE una mazza di politica e strategia inernazionale, x favore fai un piacere a tutti,smettila di postare cagate,senza capo ne coda,ed invece studia,informati di più visto che il tuo livello di conoscenza di geopolitica e diplomazia internazionale è pari a zero,x un mio capriccio dove ti informi,su topolino o il monello x caso?
    un saluto
    alexfaro 21-09-2011 20:39 - alexfaro
  • La soluzione è una sola: un unico stato, civile, democratico, rispettoso di tutte le religioni, patria comune per gli attuali israeliani e per gli originari palestinesi.
    Ovviamente alleato di ferro degli USA. Cioè un sogno ad occhi aperti. 21-09-2011 18:57 - Lonzi Marco
  • e voilà,

    Storia

    Ḥamās, nasce inizialmente presso i campi dall'azione dei profughi palestinesi Fratelli musulmani.[29]

    Fino alla guerra dei sei giorni del 1967 Gaza era controllata dall'Egitto e in questo il presidente Gamal Abdel Nasser contrastava fortemente i gruppi estremisti come i Fratelli musulmani. Dopo la guerra Gaza venne controllata da Israele e quindi il gruppo ebbe maggiori libertà di movimento.[29]

    Il gruppo fu finanziato direttamente e indirettamente durante gli anni settanta e ottanta da vari Stati, ad esempio Arabia Saudita e Siria. A quel tempo, il braccio politico-caritatevole di Hamās era ufficialmente registrato e riconosciuto in Israele. Lo stesso Menachem Begin, appena eletto Primo Ministro per il partito Likud nel 1977, diede l'assenso alla regolare registrazione in Israele della «al-Mujammaʿ al-Islāmī» (Associazione Islamica), movimento collegato ai Fratelli Musulmani e fondato dalla sceicco Aḥmad Yāsīn.

    Molti esperti concordano che sebbene Israele non abbia mai sostenuto direttamente Ḥamās, le permise di esistere per opporsi al movimento laico al-Fath di Yasser Arafat.[29] Citiamo per tutti, Tony Cordesman, l'analista per il Medio Oriente del Center for Strategic Studies : Israele «ha aiutato Hamas in modo diretto e indiretto per usarla come antagonista dell'OLP» [30] 21-09-2011 18:45 - muriel
  • Un'abile mossa diplomatica da parte di Abu Mazen. Che mette in difficoltà tanto il governo israeliano quanto -e soprattutto- Hamas.
    La via diplomatica alla nascita di uno stato palestinese minaccia di soffocare le (molto ipotetiche) soluzioni militari.
    E, ancora una volta, due destre teoricamente nemiche -quella israeliana e quella islamista- si ritrovano a condividere un terreno comune.
    Basterà infatti la solita pioggia di missili da Gaza (con conseguente risposta israeliana) a far fallire tutto.

    Ed è qui che risiede la debolezza della proposta di Abu Mazen: non ci sono le condizioni per il riconoscimento della Palestina.
    E non ci sono non perchè Obama intende mettere il veto!
    Ma perchè il veto lo può mettere -tutte le volte che vuole- Hamas. A colpi di terrorismo. 21-09-2011 17:52 - Galaverna
  • Non bastonate Obama!
    Lui è lo Zio Tom;il cameriere dei padroni che ha fatto quello che gli viene chiesto.
    Obama non è il grande vecchio.
    Non è nessuno!
    Un poveraccio nero che hanno messo gli imperialisti per ingannare il popolo afroamericano degli USA.
    Un guardia pista,che dato che e nero e viene dall'Africa,gli industriali e i banchieri lo hanno eletto per fargli far passare tutte le riforme all'interno del loro paese.
    Ma come Berlusconi, non è stato capace di far nulla.Ora le Marcegallie degli USA gli danno anche a lui un bel calcione in culo.
    Anzi perso che se accetterà di andare a Dallas forse gli faranno anche a lui un bel buco nel cervello nero!
    Gli ebrei hanno ridato tutta la fiducia ai repubblicani e gli hanno scavato la fossa.
    Il poverino si dimena e cerca di fare tutto quello che gli chiedono,ma non è più tempo.
    Obama ora vale meno di Berlusconi e tutti e due stanno per essere anientati dai padroni,più padroni di loro!
    Povero Obama,tutti lo trattano così perche e nero e piccolino.Non sei nero sei solo sporco.
    Vedrai tra poco come diventerai bianco! 21-09-2011 17:40 - maurizio mariani
  • Se l'Israel annessera tutta la cis-giordania, ricervera tre millioni di cittadini nuovi, certo cittadini di terza classe, ma cittadini. 21-09-2011 15:30 - giordano
  • Ed ora che farete???
    Il sito kali yuga comunica che il 70 per cento dei ribelli libici combattono sotto le bandiere
    dell'ISLAM ed al qaeda denuncia che i banditi della NATO stanno bombardando anche i combattenti anti gheddafi MA ISLAMISTI...
    una nuova guerra santa nel cuore del mediterraneo...
    Ed ora che faranno i massoni ed i mafiosi Obama,Sarkozy e Cameron..PARE CHE LA SETTA MONDIALE DEGLI ILLUMINATI che sono anche satanisti che sta
    dominando il mondo si trova nell'occhio di un altra lunga e sanguinosa guerra..del resto noi abbiamo i nostri massoni della P2 al potere da anni...
    La follia del codidetto mondo libero nel mondo continua a seminare sangue guerra e morte, che la sinistra APRA GLI OCCHI E PROPONGA UN ALTRO MONDO POSSIBILE ED UN ALTRO ORDINE MONDIALE.... PACE PACE PACE!!!!'L'impero della mafia e della guerra e' alla fine mentre , lo yemen e' in mano ad al qaeda e migliaia di combattenti affluiscono dalla somalia per annientare le truppe saudite-Yanquis...ed il Barhein esplode
    che faranno i grandi invincibili
    guerrieristi dell'occidente? 21-09-2011 15:17 - giorgio
  • Ottimo commento.
    "Israele: La resa dei conti"
    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewforum&f=3

    Non parliamo poi sulla Libia:
    Il genocido del nuovo nazi-NATO-fascismo del XXI secolo, ovvero il IV Reich in combutta con i media del SISTEMA, i quali si basano sulle STESSE FONTI, cosi come facevano le SS sotto il "maestro" Goebbles, avvallato dall'ONU - istituzione anacronica e inutile -.
    2012: la fine non del MONDO, ma del SISTEMA. 21-09-2011 12:47 - criminali di guerra
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