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Dino Collazzo
Irisbus, i lavoratori manganellati dalla polizia
Manganelli e proteste davanti ieri al ministero dello Sviluppo economico. Manifestare sembra ormai illegale. La polizia ha infatti caricato i lavoratori dello stabilimento dell'Irisbus Iveco di Valle Ufita (Avellino) mentre stavano manifestando per chiedere garanzie su quello che sarà il loro futuro, vista la decisione della Fiat di abbandonare la fabbrica dell'Irpinia. «I lavoratori non si toccano - dice il segretario confederale Cgil Vincenzo Scudiere - ed è assurdo che il governo, sotto una propria sede, lasci che siano caricati dalla polizia mentre stanno soltanto testimoniando la voglia di lavorare e di salvare la propria azienda».
Allo stato attuale, se non si dovesse trovare alcuna soluzione, a rischiare sono 700 famiglie, oggi senza lavoro. La situazione precaria è la diretta conseguenza della decisione della Dr di Macchia d'Isernia di non rilevare più l'azienda dopo che il Lingotto ha deciso l'abbandono della fabbrica. Nell'incontro tra il ministro Paolo Romani, sindacati e aziende si è discusso del problema riuscendo per ora a ottenere un rinvio da parte di Fiat alla chiusura dello stabilimento, prorogata al 31 dicembre, e una ripresa delle trattative con Di Risio e altri imprenditori per l'acquisto della fabbrica. È stato escluso invece qualsiasi interessamento da parte del governo per un eventuale piano del trasporto pubblico. Se queste sono le proposte a cui si pensa di dare seguito, il sindacato ha già contrapposto il suo rifiuto annunciando un'assemblea per lunedì prossimo e la richiesta di un incontro con la presidenza del consiglio.
Mentre si delineavano queste ipotesi Le tute blu hanno continuato la loro contestazione e al grido «È una vergogna», hanno continuato a sfilare fino ad arrivare a piazza Montecitorio, davanti alla Camera. Dove ad attenderli non c'erano solo forze dell'ordine ma anche altre 400 persone che si erano riunite in piazza dopo un intenso passaparola avvenuto con l'utilizzo di social network come Facebook. Un incontro non autorizzato, ha sentenziato la polizia, che ha subito iniziato le procedure per identificare e denunciare gli organizzatori dell'evento. Il reato: «manifestazione non prevista». Ad attendere simbolicamente tutti Gaetano Ferrieri, in sciopero della fame dal 4 giugno scorso, simbolo della protesta anti-casta. Da più di 110 giorni Ferrieri continua il suo presidio davanto Montecitorio: «Io di qui non mi muovo - dice - fino a che non prenderanno in considerazione le petizioni che abbiamo inviato». Tutti insieme appassionatamete. È questa la scena a cui si è assistito, a dimostrazione del malumore che interessa ormai strati sempre più vasti della società italiana.
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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....E sopra fuggenti, con avido brando, quai cani disciolti, correndo, frugando da ritta, da manca, guerrieri venir: li vede, e rapito d'ignoto contento, con l'agile speme precorre l'evento, e sogna LA FINE DEL DURO SERVIRE.
....E il PREMIO SPERATO, promesso da quei forti, sarebbe, O DELUSI, rivolger le sorti di un volgo straniero POR FINE AL DOLOR?....Tornate all'opere imbelli dell'arse officine, ai solchi bagnati da sevo sudor.
....IL FORTE SI MESCE COL VINTO NEMICO, COL NUOVO SIGNORE RIMANE L'ANTICO, l'un popolo e l'altro sul collo vi sta.
DIVIDONO I SERVI, DIVIDONO GLI ARMENTI, SI POSANO INSIEME SUI CAMPI CRUENTI D'UN VOLGO DISPERSO CHE NOME NON HA.
Grande l'Alessandro MANZONI ma sopratutto profetico.
La storia si ripete e si capisce perchè dalla fine della prima Repubblica è iniziato l'opera di smantellamento selettivo della Cultura con l'obiettivo, di chi comanda la società di oggi, di lasciare nell'ignoranza quasi due generazioni di italiani perchè non capiscano più nulla della Costituzione, nulla delle Istituzioni, nulla della Politica e di capire chi sono veramente coloro che gestiscono la "vera stannza dei bottoni e dei poteri forti" del ns Paese. 22-09-2011 22:10 - vittorio
Potrebbe sembrare una barzelletta, l’ennesima sulle forze dell’ordine, ma invece è la verità ed è successo a Torino ieri pomeriggio.
Una volante della polizia di stato ha fermato, ieri pomeriggio, in via Pietro Micca a torino, il tram della linea 13, sigla 2901, con la scritta No Tav, scritta a vernice rossa, con caratteri trasferibili, sul retro del mezzo. L’autista non se n’era accorto, ci sarà una relazione informativa e la richiesta a GTT di togliere la sigla.
Questa pesante operazione di polizia, la dice lunga sulla pressione che regna intorno alla vicenda e sulla grande difficoltà mediatica Si Tav, tutto quello che è No Tav, dev’essere isolato, nascosto, distrutto. Io avrei fatto meglio, avrei addirittura portato il tram alla prima demolizione a portata di mano…,Di più, identificare tutti i passeggeri rei di aver utilizzato il mezzo incriminato ed eventualmente porre in stato di fermo i passeggeri che non si dichiarano Si-TAV.
http://www.lavallecheresiste.info/?p=1226 22-09-2011 17:28 - BENVENUTI NEL 4 REICH
Ora bisogna sviluppare una giusta risposta allo sviluppo di manganellate.
Non si può più andare in piazza senza un casco o una imbracatura da ripara sviluppo di bozzi.
I lavoratori italiani a forza di bastonate stanno imparando che cos'è lo sviluppo capitalista!
Ora tutti si stanno rendendo conto che non si scherza più.Che non si chiede più nulla a livello democratico.
Ora tutti i lavoratori sanno che ad tenere le mani alzate si prendono tante di quelle bastonate,che è meglio averle con qualche cosa in mano!Altro che sviluppo economico,quì si tratta di sviluppo di bastonate! 22-09-2011 17:20 - maurizio mariani
Se nel mese scorso un ambasciatore straniero fosse andato a solidarizzare con i rivoltosi delle periferie londinesi, tutti avrebbero condannato l'inaccettabile ingerenza, ed anche sospettato che le sommosse venissero manipolate da infiltrazioni esterne. Ma se l'ambasciatore statunitense a Damasco, Robert Ford, diventa il referente delle rivolte in Siria, venendo accolto ed acclamato dagli "oppositori", allora anche i più insospettabili antimperialisti interpretano la circostanza solo come una prova ulteriore del fossato creatosi tra le masse siriane ed il regime di Assad; come a dire che Assad è talmente cattivo che ai Siriani anche un ambasciatore USA potrebbe apparire come un amico.
Lo schema narrativo alla base di discorsi di questo genere ricalca i vecchi canoni della letteratura e del cinema di propaganda coloniale, nei quali l'indigeno alla fine s'inchina alla superiorità morale del colonialista bianco venuto a "salvarlo". Ma anche nel 1991, durante la prima guerra del Golfo, venne diffuso il video di un "prigioniero iracheno" che si inginocchiava davanti ad un soldato statunitense che gli porgeva del cibo; oggi vediamo i "ribelli" libici che baciano la bandiera USA e distruggono i monumenti che Gheddafi avrebbe eretto a ricordo della resistenza contro i bombardamenti statunitensi del 1986. In queste fiction viene offerta la versione paternalistica del razzismo, una versione che risulta troppo spesso efficace nei confronti di settori dell'antimperialismo. Persino il fatto che l'arrivo di Robert Ford in Siria sia andato a coincidere con l'inizio delle rivolte siriane, è diventato un dettaglio insignificante, da non prendere neppure in considerazione, dato che il constatare la semplice evidenza oggi si chiama fare dietrologia.
C'è da registrare che da alcune settimane decine di migliaia di ambientalisti si sono dati appuntamento per un pacifico sit-in davanti alla Casa Bianca. Gli attivisti, appartenenti a più di trecento organizzazioni, protestano contro l’ultimo clamoroso scempio ambientale dell’amministrazione Obama. Si tratta dell’avvio dei lavori di un mastodontico oleodotto che dovrebbe trasportare il petrolio estratto dalle sabbie bituminose dell’Alberta, in Canada, fino alle raffinerie del Texas attraversando sei Stati per migliaia di chilometri. Questa tecnica di estrazione è fra le più inquinanti e devastanti per l’ambiente. Obama ha accolto subito nel migliore dei modi gli attivisti (che nella maggior parte lo avevano sostenuto alle elezioni) gratificandoli con maltrattamenti da parte della polizia e con più di mille arresti nelle prime giornate di protesta; persino Naomi Klein ha potuto apprezzare le accoglienti galere di Obama.
I fatti sono accertati e verificabili, ma i media "occidentali" non hanno dato nessuna risonanza a questa repressione sistematica, che di fatto sta rendendo i movimenti di opposizione sempre meno incisivi, dato che negli USA dopo il terzo arresto si rischia l'ergastolo. I media griderebbero di orrore se circostanze del genere venissero denunciate a Cuba o nello Zimbabwe, e nessuno si preoccuperebbe nemmeno di verificare i fatti. Gli stessi eventi possono cambiare di significato a seconda di dove avvengono. In una recente intervista televisiva, il sociologo di regime Giuseppe De Rita si è commosso sino alle lacrime rievocando con ammirazione le ordinate file per il pane che si facevano in Gran Bretagna ancora all'inizio degli anni '50. Quelle stesse file per il pane, che in Gran Bretagna indicavano il segno distintivo di una civiltà superiore, quando avvenivano in Unione Sovietica costituivano invece un segnale di miseria e di fallimento dell'utopia socialista.
Oggi Cameron fa appello ai genitori dei rivoltosi delle periferie londinesi perché denuncino i propri figli. Un appello del genere susciterebbe sdegno e denunce di metodi totalitari se provenisse da un Paese del terzo mondo, ma in Gran Bretagna costituisce la prova di un alto senso civico e di maturità democratica.
http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=39160
Idem vale per l'Italia....
BENVENUTI AL 4 REICH 22-09-2011 17:07 - BENVENUTI AL 4 REICH
Per quanto riguarda la manifestazione, non mi è chiaro il motivo per cui se la polizia usa i manganelli coloro che prendono o dovrebbero prendere le manganellate non possono o non potrebbero restituire la cortesia ………..
Non credo o comunque spero non siano in molti quelli disposti a porgere l’altra guancia dopo aver ricevuto gratuitamente una bastonata …….…… 22-09-2011 15:47 - Un non violento, non fesso