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Johan Galtung *
Libia scontata
Secondo la Nato il capitolo finale della Libia di Gheddafi si sta scrivendo ora. Lo scenario è molto simile a quello dei capitoli finali di Jugoslavia/Milosevic, Afghanistan/mullah Omar, Iraq/Saddam Hussein e «Guerra al terrore»/bin Laden: eliminare il Cattivo. Nei prossimi capitoli di questa neo-crociata saranno colpiti anche i Cristiani ortodossi, come nelle crociate del periodo 1095-1291.
Anche se non sappiamo esattamente come interpretare il capitolo finale di questa storia, l'esperienza passata serve da guida. Dopo la distruzione dei simboli di Gheddafi ci sarà una cerimonia celebrativa della vittoria della Nato. Tutti sapranno chi avrà rovesciato il rais. Ci sarà una portaerei con Sarkozy, Cameron, Berlusconi, Obama e vari bombardieri in capo che dichiareranno «missione compiuta» e si metteranno in fila per i contratti petroliferi promessi? Difficilmente. La cerimonia invece sarà più in stile europeo, come il meeting che si è tenuto a Parigi il 2 settembre in cui i maggiori rappresentanti di più di 60 paesi hanno promesso di scongelare i beni libici congelati in favore del Consiglio nazionale di transizione. Altri incontri, come quello di Petersburg I per l'Afghanistan, redigeranno una bozza di costituzione e fisseranno le date per le elezioni libere. Poi, se Gheddafi sarà catturato vivo, per lui scatterà la routine occidentale della Corte penale internazionale.
Prima di questo, comunque, «lealisti» travestiti da civili bruceranno in massa le uniformi libiche, e si prepareranno così per i cambiamenti di lungo periodo. Poi, dopo un mese, un anno o magari dieci anni, cominceranno ad apparire le bombe sul ciglio della strada, insieme ai sabotaggi di oleodotti e raffinerie. Il clan di Bengasi e i suoi aderenti non saranno capaci di contrastare il clan di Sirte e i suoi aderenti. Comincerà la deriva verso l'occupazione Nato con forze di terra, ovviamente «per addestrare il nuovo esercito libico». In breve, il solito.
Facciamo emergere due punti basilari dalla nebbia della storia -nebbia, dovremmo notare, che esiste soltanto per chi ha una visione ridotta.
Primo. Jugoslavia, Afghanistan, Iraq e Libia sono concetti artificiali creati dagli architetti globali ossessionati dall'esigenza di colorare gli «stati-nazione» sulle mappe del mondo. Sono convinti che i cittadini di stati di un colore solo costituiscano una «nazione». Quando capiranno che in realtà queste nazioni non esistono e che nelle culture altamente eterogenee fondate sul «noi» il legame di sangue dei clan- delle tribù- delle etnicità- delle razze è molto più profondo rispetto all'acqua della ideologia partitica nelle culture omogenee fondate sull'«io»? Quando vedranno che il sistema «una testa/una persona un voto» ed elezioni libere ed eque funzionano bene in culture omogenee fondate sull'«io» come Norvegia, Germania, Italia e Giappone, ma non in culture eterogenee fondate sul «noi», dove le persone voteranno esclusivamente per il proprio clan-tribù-etnicità-razza? Se si vuole mantenere insieme uno stato artificiale bisogna pagarne il prezzo: una pesante repressione da parte di un dittatore locale o un occupante straniero per contenere le forze centrifughe.
Secondo punto: ciò che è imposto con la violenza tende a portare altra violenza e repressione, non democrazia. Qualcuno obietterà: non è stata imposta con successo la democrazia in Germania, Italia e Giappone dopo la seconda guerra mondiale? Certo, ma erano coinvolti alcuni importanti fattori: tutti e tre i paesi erano omogenei e due erano culture fondate sull'«io». Tutti e tre avevano una tradizione di democrazia elettorale e di governo della maggioranza. E in tutti e tre dittatura e militarismo non erano emersi per tenere separati diversi gruppi etnici ma per altre ragioni. In questi casi la guerra ha solo ristabilito ciò che c'era prima.
È una causa persa, dunque, questa guerra contro Gheddafi? Se l'obiettivo è una «democrazia laica stabile», la risposta è sì: la guerra farà solo mobilitare gli islamisti, i clan e le tribù, e scatenerà violenze e battibecchi senza fine.
Se invece lo scopo è creare una banca centrale privata, non statale- obiettivo già raggiunto dal clan di Bengasi- allora non si può parlare di causa persa. E se lo scopo è liquidare una Banca africana d'investimenti a Sirte, in Libia, un Fondo monetario africano in Nigeria, una Federazione africana e una moneta africana in dinari d'oro, allora ci sono ragioni per festeggiare. È per questo che l'amministrazione Obama ha già confiscato 30 miliardi di dollari di depositi libici negli Usa. E se lo scopo è prevenire il fatto che la Libia emerga come il primo paese africano che soddisfa con successo gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, allora possono cominciare i fuochi d'artificio.
Nel frattempo la primavera araba è maturata e si è estesa anche in Israele, dove si sono verificate proteste di massa contro la disuguaglianza. I razzi e gli attacchi dalla striscia di Gaza, di fatto sotto occupazione, sono deplorevoli ma prevedibili. Adesso è arrivato anche il raccolto della scorsa estate: l'Egitto è cambiato e 30 anni di tregua con Israele sono evaporati nel nulla. Ci sarà dell'altro.
L'attuale impero fondato su Usa e Israele sarà rimpiazzato da un altro? Come ho scritto nel 2009 in «La caduta dell'impero americano», gli europei e la Nato saranno i probabili successori. Resteranno finché gli Usa non riemergeranno e riprenderanno la loro posizione di sceriffo del mondo che cattura il Cattivo di turno, vivo o morto? Probabilmente no. È probabile che questo quarto flagello imperialista sul Medio oriente e il Nordafrica (dopo l'Impero ottomano, la dominazione dell'Occidente, Italia-Inghilterra-Francia, e ora il dominio Usa-Israele) sia in realtà breve. Gli europei adesso stanno dicendo «La Libia non è l'Iraq», proprio come dicevano «L'Iraq non è il Vietnam». Delle differenze effettivamente ci sono, anche se le somiglianze sono predominanti.
Per concludere, cosa potrebbe venire dopo? Forse una Libia decentralizzata, che promuova un'unità africana attenta alle sue 500 entità substatali invece che alle 54 statali, governata dalla regola del consensus tra la maggioranza delle parti invece che dal modello europeo del «chi vince prende tutto». Questa sarebbe una soluzione decisamente migliore.
* Rettore della Università della Pace Trascend - Copyright Ips-il manifesto
(Traduzione di Cristina Cecchi)
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La termoelettrica di Huexca
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Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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News
Day 186: 23. september 2011. Libya news
20h/ Tuareg fighters supprot Gaddafi -Nomads known as the Tuareg are willing to protect his friends and fight with his soldiers for Libya with the Brother Leader Gaddafi and Libyan Army against rebels. They did so spontaneously and out of a sense of debt.
-> http://libyasos.blogspot.com/2011/09/tuareg-fighters-supprot-gaddafi.html
19h/ Allain Jules (Fr) - A strange disease is decimating drive by inches, the NATO troops and those of the CNT. Like that, without warning, at the same time. Bitter fact. Air groggy, their leaders are lost. A heart-cons, the pilots will bomb Libya now without conviction. They do not know why they bomb and they bomb. The case of Sheba when the media said that the renegades have taken the top is rather to be a scam. http://allainjules.com/2011/09/23/libye-lotan-ny-croit-plus-le-cnt-aussi/
18h/ Libyan resistance [22/23 sept 2011.]
1 - Libyan army fails to attempt to enter through the Brega pipe River
2 - 6 and families destroyed 12 vehicles and seized on 9 SUV on the outskirts of Bani Walid
3 - violent clashes in the city of Tarhunah between the Libyan Army and NATO rebels
4 - Mujahdoa sister fighting an epiphyseal rats between NATO and Mizdah Gheryan.
5 - Violent clashes between the forces of the armed people and rats in Jamal Abdul Nasser Street in the city Rayhana corner.
6 - 3 of rebels killed at the gate of the volunteers in the city, Ms. Zainab corner
7 - a violent explosion and clashes between the forces of the armed people and rats in the area of Salah al-Din in Tripoli.
8 - heavy fire in the way of June 11.
9 - download of foreign forces and rats Mizdah area and the trend across the valley and through Taninaa Hmikh to Bani Walid.
10 - killing rebels Bahaa El Din Musa Mohamed Musa and Abdul Wahab Mohammed Salim Abdullah Suleiman Ali by force of victory 44.
11 - killing more than 70 citizens in the NATO bombing of a school for displaced people in the Sirte
12 - killing dozens in the city of Huns.
13 - sons of the plateau-Badri out over the loudspeakers at the Gaddafi demonstration in support of the highway.
15 - Libyan army repels an attack of rats in the Valley of dinars.
17h/ Libya - Tonight at 03.00 GMT nsnbc news could confirm reports that civilians were sprayed with machine-gun fire and rockets from Apache helicopters, after the town of Rishvana Zahra was liberated. Yesterday, the bombing of a school in Sabah, that housed 70 displaced familied was bombed by a NATO Fighter Bomber, resulting in massive civilian casualties, most of them unarmed women and children. (Dr.Christof Lehmann) ->https://nsnbc.wordpress.com
16h/ Dr. Moussa Ibrahim sharply criticized the United Nations for raising the” New Libyan Flag” at the United Nations on Tuesday. Dr. Moussa Ibrahim elicited the fact that a NATO backed gang of criminals can be recognized as a full member of the United Nations, while Palestine has struggled for it´s rights for 60 years.
15h/ Wayne Madsen Report: WMR has learned from a source who was recently in Libya that the Libyan rebel transitional government has agreed to allow the U.S. to establish permanent military bases in Libya, including on the Algerian border. The rebels have also agreed to permit an American to serve as the chief political officer for the planned Libyan transitional advisory body due to be organized by NATO and the United Nations. The body will be modeled on the Coalition Provisional Authority in Iraq.
Libyan Air War Continues: 23,571 NATO Sorties, 8,829 Strike Missions
14h/ NATO To Stay In Libya For A Long Time - This was done without asking any permission from the UN or any other similar organization. It looks like NATO commanders just consider it unnecessary to waste time on asking for the UN’s permission. Why all this “bureaucracy”, if the war, as they claim, is very close to an end? At least, NATO’s official reports say that now, Gaddafi’s supporters are incapable of serious resistance. -> http://english.ruvr.ru/2011/09/23/56617171.html
13h/ Canada, Toronto - The Truth about Libya TORONTO CONFERENCE - PART 1 - The Truth about Libya and NATO's "Humanitarian" Military Road Map on 09/09/2011 at Friends House in Toronto with Cynthia McKinney, Mahdi Nazemroaya and Michel Chossudovsky -> http://www.youtube.com/watch?v=szOVbaXr5zU
12h/ Canada, Toronto - Truth about Libya TORONTO CONFERENCE - PART 4 Mahdi Nazemroaya -> www.youtube.com/watch?v=_LJtBADQNng
11h/ USA - A Message From Occupied Wall Street (Day Six) - On September 22nd, 2011, sixteen cities from around the country and the world stood in solidarity with us, protesting the disparity of power and wealth that exists in our society. -> https://occupywallst.org/
10h/ "The Red Cross is working in Libya to NATO!" - A French journalist Jules Allen posted on her blog new material on the situation in Libya:
Our sources of information, always reliable, reported the insidious connection between the Libyans behind the Red Cross and NATO. There is a strong suspicion that this international organization will be dealing only with the traitors of Benghazi. -> http://edition.myjoyonline.com/pages/news/201109/73306.php
09h/ In an interview with German site TZ Online, Franck Ribery announces the birth of a boy born September 16 and also gives the site the first name of his little boy:Seif al-Islam (The sword of Islam). the same name as a son of Muammar Gaddafi. -> http://www.allvoices.com/contributed-news/10411957-franck-ribery-named-his-baby-son-seif-el-islam
08h/ Ghana - Police break up coalition demo against Libya - >http://edition.myjoyonline.com/pages/news/201109/73306.php09h
07h/ Algeria recognizes new Libyan government -> http://www.thestar.com/news/world/article/1057987--algeria-recognizes-new-libyan-government
06h/ Libya Resistance News Agency Created in VenezuelaNews and truth about Libyan war on Spanish - > http://resistencialibia.info/
05h/ Lizzie Phelan - Shortly before the fall of Tripoli, the town of Tawergha had been completely eradicated of all its mainly black population by rebels in nearby Misrata, who had marked their signature on the walls to the town: “the brigade for purging slaves, black skin”. Just a few days before the rebels advanced into Tripoli, a friend who worked in a refugee called me to report that 1,000 people from Tawergha had shown up at the site in the early hours of the morning. - > http://www.voltairenet.org/Witch-hunts-in-free-Libya
04h/ NATO's darling little "rebels" - What is the latest on NATO's darlings, the TNC in Libya, the "interim government" recognised by the majority of the international community's representatives, wholly and totally against the hearts and minds of the 7- billion-strong world community? We present a battle report, facts and figures based on figures released by the Libyan authorities. http://english.pravda.ru/world/africa/23-09-2011/119133-libya_terrorists-0/
03h/ Libya, Tripoli: - Clashes on the coast road just before the radio and the clash near the coast on the radio between rats and resistant rats and one heavy weapons, machine gun, a throw-resistant Klashen Cove I think he quoted a speeding car injured and one is still sporadic fighting and now prevents the traffic from the street
02h/ Dr. Moussa Ibrahim is now talking to Arrai - "Rebels traitor are not in control of Sabha and never were in control of Sabha, the brave resistance in Sabha, The noble tribes and tribes Fezzan in Sabha!
01h/ Libya, Tripoli - Children reject the new anthem of the country and eschew stomping on imagesThe Brother Leader Gaddafi. Libyans refused to schoolchildren in the plateau region in Tripoli the new anthem of the country and insisted on the anthem with shouts of Allahu Akbar .... God and Obs, Libya, Muammar ....[Allibiya TV - Channel Libyan]
Fonte:
http://libyasos.blogspot.com/p/news.html 23-09-2011 17:51 - notizie dal fronte
grazie 23-09-2011 17:23 - lola
Patriots of Misratah - وطنيو مصراته
- Aljazeera:The number of landmines planted by Gaddafi troops in the district between Ajdabiya and Sirte towns, is estimated at 60 thousand anti-personnel and anti-armour landmines. The engineering corps of the Libyan NTC national army has cleared 21 thousand of them up to the present. The district around al-Brega is the largest land-mined zone in Libya, where many army and civilian victims were hit by landmines
- Reuters: Scribbled in blue marker in Arabic on the walls of Brega oil terminal of Brega is a message meant to cheer returning workers: "Gaddafi is gone and the place has been checked.
-Reuters: Libyan energy firm Sirte Oil has resumed gas output in the Hateiba & Assoumoud gas fields in eastern Libya & supplies are now flowing to coastal power plants, reducing the need for expensive diesel imports.
- Aljazeera: : the Libyan freedom fighters leaders declared to consolidate all military factions in libya, in a meeting held in Misurata. 23-09-2011 14:44 - Giacomo Casarino
DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
Global Research
"Non c’è un domani” sotto la ribellione di Al Qaeda sponsorizzata dalla NATO.
Mentre si insediava un governo ribelle “a favore della democrazia”, il paese è stato distrutto.
Contro il fondale di una guerra di propaganda, i successi economici e sociali della Libia degli ultimi trent’anni hanno brutalmente mutato direzione:
La [Jamahiriya Araba Libica] aveva un alto livello di vita e un robusto apporto calorico pro capite, pari a 3144 chilocalorie.
Il paese ha fatto passi avanti in campo sanitario e, dal 1980, i tassi di mortalità infantile sono calati da 70 a 19 nascite su 100.000 nel 2009. L’aspettativa di vita è passata da 61 a 74 anni nello stesso lasso di tempo (FAO, Roma, Libya, Country Profile)
Secondo i settori della "sinistra progressiva” che hanno appoggiato il mandato R2P della NATO, per non parlare dei terroristi che sono senza riserve considerati e “Liberatori”:
"L’umore in tutta la Libia, in modo particolare a Tripoli, è assolutamente quello di un sentimento euforico. La gente è incredibilmente eccitata di ricominciare da capo. C’è un senso di rinascita, l’impressione che le loro vite stanno iniziando di nuovo (DemocracyNow.org, 14 settembre 2011)
"Ricominciare da capo” dopo la distruzione?
Paura e disperazione, incommensurabili morti e atrocità, ampiamente documentate dai media.
Niente euforia… È avvenuto un rovesciamento storico dello sviluppo sociale ed economico. Le conquiste sono state azzerate.
In Libia l’invasione della NATO e l’occupazione hanno segnato la “rinascita” degli standard di vita rovinosi. Questa è la verità vietata e non detta: un’intera nazione è stata destabilizzata e distrutta, il suo popolo costretto alla povertà abissale.
L’obbiettivo dei bombardamenti della NATO sin dall’inizio era di distruggere i livelli di vita della nazione, la struttura sanitaria, le sue scuole e gli ospedali, il sistema di distribuzione dell’acqua.
E poi “ricostruire” con l’aiuto di donatori e creditori al timone del FMI e della Banca Mondiale.
I diktat del “libero mercato” sono una precondizione per l’istituzione dei una “dittatura democratica” di stile occidentale.
Circa 90.000 missioni, di cui decine di migliaia su obbiettivi civili, zone residenziali, edifici governativi, impianti per la fornitura di acqua ed elettricità (vedi Comunicato della NATO, 5 settembre 2011. 8140 missioni dal 31 marzo al 5 settembre 2011)
È stata bombardata un’intera nazione con gli armamenti più avanzati, anche con le munizioni rivestite di uranio.
Già in agosto l’UNICEF aveva avvertito che i massicci bombardamenti della NATO delle infrastrutture idriche della Libia “avrebbero potuto provocare un’epidemia senza precedenti” (Christian Balslev-Olesen dell’Ufficio per la Libia all’UNICEF, Agosto 2011).
Nel frattempo gli investitori e i donatori hanno trovato la propria collocazione. "La guerra fa bene agli affari”. La NATO, il Pentagono e le istituzioni finanziarie internazionali con sede a Washington operano in modo coordinato. Quello che in Libia è stato distrutto verrà ricostruito finanziato da creditori stranieri sotto l’egida del "Washington Consensus":
"Specificamente alla Banca [Mondiale] è stato chiesto di valutare le necessità per le riparazioni e la ricostruzione dei settori dei servizi idrici, energetici e dei trasporti [bombardati dalla NATO] e, in cooperazione con il Fondo Monetario Internazionale, di sostenere una preparazione del bilancio [misure di austerità] per aiutare il settore bancario a rimettersi in piedi [la Banca Centrale Libica è stata uno dei primi edifici governativi a essere bombardato]. La creazione di lavoro per i giovani libici è da considerarsi una necessità urgente che la nazione deve affrontare." (World Bank to Help Libia Rebuild and Deliver Essential Services to Citizens)
I risultati dello sviluppo libico
Qualunque opinione che si possa avere di Gheddafi, il governo libico post-coloniale ha svolto un ruolo fondamentale per eliminare la povertà, per migliorare la salute della popolazione e per sviluppare le strutture per l’educazione. Secondo la giornalista italiana Yvonne de Vito, "diversamente da altre nazioni che hanno avuto una rivoluzione, la Libia viene considerata la Svizzera del continente africano, è molto ricca e le scuole sono gratuite. Gli ospedali sono gratuiti. E le condizioni delle donne sono molto migliori rispetto ad altri paesi arabi." (Russia Today, 25 agosto 2011)
Questi risultati sono in netto contrasto con quello che le nazioni del Terzo Mondo sono riuscite a “raggiungere” sotto la “democrazia” e il “governo” di stile Occidentale nel contesto standard dei Programmi di Aggiustamento Strutturale del FMI e della Banca Mondiale.
Cura della salute
La cura della salute in Libia prima dell’”intervento umanitario” della NATO era la migliore in Africa. “La tutela della salute è [era] a disposizione di tutti i cittadini senza costi applicati dal settore pubblico. La nazione si fregia del più alto tasso di alfabetizzazione e di iscrizione alle scuole del Nord Africa. Il governo sta [stava] incrementando in modo sostanziale i fondi per lo sviluppi dei servizi sanitario (OMS, Libya, Country Brief)
Come confermato dalla Food and Agriculture Organization (FAO), la malnutrizione era meno del 5%, con un apporto calorico giornaliero pro capite di 3144 chilocalorie (i dati sull’apporto calorico indicano la disponibilità e non il consumo).
La Jamahiriya Araba Libica forniva ai suoi cittadini quello che viene negato a molti statunitensi: l’assistenza sanitaria gratuita e l’educazione gratuita, come confermato dall’OMS e dall’UNESCO.
Secondo l’OMS, l’aspettative di vita alla nascita era di 72,3 anni (2009), tra le più alte del mondo sviluppato.
Il tasso di mortalità al di sotto dei cinque anni è calato dal 71 per mille nel 1991 a 14 per mille nel 2009. Vedi Libyan Arab - HEALTH & DEVELOPMENT.
Informazioni generali sulla Jamahiriya Araba Libica
Dati del 2009
Popolazione totale 6.420.000
Tasso di crescita della popolazione (%) 2,0
Popolazione 0-14 anni (%) 28
Popolazione rurale (%) 22
Tasso di fertilità totale (nascite per donna) 2,6
Tasso di mortalità infantile (per mille nascite) 17
Aspettativa di vita alla nascita (in anni) 75
PIL pro capite in dollari US 16.502
Crescita del PIL (%) 2,1
Interessi sul debito in % al GNI 0
Bambini in età di scuola primaria che non vanno a scuola(%) 2,0 (1978)
Fonte: UNESCO, Libya, Country Profile
Aspettativa di vita alla nascita (anni)
Aspettativa di vita maschile alla nascita (anni)
Aspettativa di vita femminile alla nascita (anni)
Nati sottopeso (%)
Bambini sotto peso (%)
Tasso di mortalità perinatale ogni 1000 nati
Tasso di mortalità neonatale
Tasso di mortalità infantile (per 1000 nati)
Tasso di mortalità sotto i 5 anni (per 1000 nati vivi)
Tasso di mortalità materna (ogni 10.000 nati vivi)
72,3
70,2
74,9
4,0
4.8
19.0
11,0
14,0
20,1
23,0
Fonte: Libyan Arab Jamahiriya - Demographic indicators
Educazione
Il tasso di alfabetizzazione degli adulti era dell’89% (2006, 94% per i maschi e 83% per le femmine). Il 99,9% degli adulti è alfabetizzato (dati UNESCO 2006, vedi UNESCO, Libya Country Report).
I dati delle iscrizioni alla scuola primaria era del 97% per i ragazzi e del 97% per le ragazze (vedi le tabelle dell’UNESCO).
Il rapporto tra insegnanti e alunni nella scuola primaria della Libia è pari a 17 (dati UNESCO del 1983), il 74% di chi ha finito la primaria viene iscritto alla secondaria (dati dell’UNESCO del 1983)
Analizzando dati più recenti, che confermano un incremento significativo delle iscrizioni scolastiche, il Tasso di Iscrizione Lordo (GER) nelle scuole secondarie era del 108% nel 2002. Il GER indica il numero di alunni iscritti a un dato livello scolastico senza considerare l’età espresso con la percentuale della popolazione nella fascia di età teorica per quel livello di educazione.
Per le iscrizioni alla scuola terziaria (post-secondaria, college e università), il Tasso di Iscrizione Lordo (GER) era del 54% nel 2002 (52 per i maschi, 57 per le femmine).
Per ulteriori dettagli, vedi Education (all levels) profile - Libian Arab Jamahiriya).
Diritti delle donne
Per i diritti delle donne i dati della Banca Mondiale mostrano miglioramenti significativi:
"In un periodo di tempo relativamente breve, la Libia ha ottenuto l’accesso universale alla formazione primaria, con un’iscrizione lorda pari al 98% per l’educazione primaria e il 46% per quella terziaria. Nello scorso decennio, le iscrizioni femminili sono incrementate del 12% in tutti i livelli di formazione. Nell’educazione secondaria e terziaria, le ragazze superano i ragazzi del 10%.”
Controllo dei prezzi per i generi alimentari essenziali
Nella gran parte dei paesi in via di sviluppo, i prezzi dei cibi essenziali sono saliti alle stelle a causa della deregolamentazione del mercato, l’abolizione del controllo dei prezzi le l’eliminazione dei sussidi per seguire i consigli del “libero mercato” forniti da Banca Mondiale e FMI. Negli ultimi anni gli alimenti basici e i prezzi dei carburanti hanno sempre più alti per gli scambi speculativi sulle maggiori commodity.
La Libia era uno dei pochi paesi del mondo in via di sviluppo che ha mantenuto un sistema di controllo dei prezzi per i cibi fondamentali.
Il presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, ha riconosciuto nell’aprile del 2011 che i prezzi dei cibi fondamentali era incrementato del 36 per cento nel corso dell’ultimo anno. Vedi Robert Zoellick, Banca Mondiale.
La Jamahiriya Araba libica ha introdotto un sistema di controllo dei prezzi sugli alimenti di prima necessità che ha mantenuto fino allo scoppio della guerra guidata dalla NATO.
Mentre i prezzi degli alimenti nelle vicine Tunisia ed Egitto ha causato le rivolte sociali e il dissenso politico, in Libia il sistema dei sussidi in agricoltura è stato mantenuto in vigore.
Questi sono i fatti confermati da numerose agenzie specializzate delle Nazioni Unite.
"Diplomazia dei Missili” e “Libero Mercato”
La guerra e la globalizzazione sono intimamente collegate. Il FMI e la NATO lavorano in tandem, in accordo ai think tank di Washington.
Le nazioni che sono riluttanti ad accettare i proiettili placcati di zucchero delle “medicine economiche” del FMI saranno eventualmente oggetto di un’operazione umanitaria R2P della BATO.
Déjà Vu? Sotto l’Impero Britannico, la "diplomazia delle cannoniere" era un sistema per imporre il "libero scambio". Il 5 ottobre 1850 l’inviato inglese nel Regno del Siam, Sir James Brooke, raccomando a Sua Maestà che:
"nel caso in cui queste richieste [per imporre il libero scambio] vengano rifiutate, una forza si paleserà immediatamente per sostenerle nella rapida distruzione delle difese del fiume [Chaopaya]. […] Il Siam potrebbe dover subire una lezione che da tempo sta provocando; il suo governo potrebbe venire rimodellato, un re meglio disposto potrebbe essere insediato al trono e verrebbe stabilita un’influenza nella nazione che sarebbe di estrema importanza per l’Inghilterra" (La Missione di Sir James Brooke, citata in M.L. Manich Jumsai, Re Mongkut e Sir John Bowring, Chalermit, Bangkok, 1970, p. 23)
Oggi lo chiamiamo “cambio di regime” e “Diplomazia dei Missili” che invariabilmente prende la forma di una "No Fly Zone" sponsorizzata dall’ONU. Il suo obbiettivo è quello di imporre la terribile “medicina economica” del FMI a base di misure di austerità e di privatizzazioni.
La Banca Mondiale ha finanziato i programmi per la "ricostruzione” dei paesi distrutti sono coordinati con la pianificazione Stati Uniti-NATO. Vengono invariabilmente formulati prima dell’avvio della campagna militare…
La confisca dei beni finanziari libici
Gli asset finanziari libici congelati oltre oceano sono stimati nell’ordine di 150 miliardi di dollari, con i paesi Nato che ne hanno più di 100.
Prima della guerra la Libia non aveva debiti. All’opposto. Era una nazione creditrice che investiva nella vicine nazioni africane.
L’intervento militare R2P aveva l’obbiettivo di costringere la Jamahiriya Araba Libica in una camicia di forza rendendola una nazione indebitata per il proprio sviluppo, sotto la sorveglianza delle istituzioni basate a Washington.
Con una punta di ironia, dopo aver derubato la ricchezza petrolifera della Libia e aver confiscato i suoi beni finanziari, la “comunità dei donatori” ha promesso di prestare il denaro (rubato) per finanziare la “ricostruzione” post-conflitto.
Il FMI ha promesso altri fondi per 35 miliardi di dollari ai paesi in cui si sono avute le rivolte della Primavera Araba e ha formalmente riconosciuto il consiglio ad interim che è al potere in Libia come un potere legittimo, aprendo la porta a una miriade di prestatori internazionali quando il paese [la Libia] cerca di ricostruirsi dopo una guerra durata sei masi.
Avere il riconoscimento del FMI è importante per i dirigenti temporanei libici dato che permette l’offerta di finanziamenti da parte delle banche internazionali per lo sviluppo e da altri donatori come la Banca Mondiale.
Le dichiarazioni pronunciate a Marsiglia sono giunte solo alcuni giorni dopo che i leader mondiali si erano accordati a Parigi per sbloccare miliardi di dollari in asset congelati [denaro rubato] per aiutare [attraverso prestiti] i governanti ad interim della Libia per ripristinare i servizi vitali e per ricostruire dopo il conflitto che ha posto fine alla dittatura durata 42 anni.
L’accordo finanziario sancito dal G-7 più la Russia ha lo scopo di sostenere gli sforzi per le riforme [gli aggiustamenti strutturali sponsorizzati dal FMI] al termine delle rivolte in Nord Africa e in Medio Oriente.
I finanziamenti sono principalmente sotto forma di prestiti, e non di sovvenzioni, e sono forniti per metà dal G8 e dai paesi arabi, e l’altra metà da vari prestatori e dalle banche per lo sviluppo.
Fonte: Destroying a Country's Standard of Living: What Libya Had Achieved, What has been Destroyed
20.09.2011
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE
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Un caloroso saluto a Manlio Dinucci, collaboratore di Globalresearch.ca, uno dei migliori siti d'informazione e di libera e vera INFORMAZIONE AL MONDO. 23-09-2011 14:30 - criminali di guerra
Il problema dello "strumento di governo" è il primo tra i problemi politici che si pongono alle società umane. Perfino il conflitto che sorge in seno alla famiglia deriva, spesso, da questo problema. Tale problema è divenuto molto grave fin dal sorgere delle società moderne. Oggi i popoli si trovano di fronte a questo persistente problema e le comunità sopportano i numerosi rischi e le gravi conseguenze che ne derivano. Non si è ancora riusciti a risolverlo in modo definitivo e democratico. Il "Libro Verde" presenta la soluzione definitiva del "problema dello strumento di governo". Tutti i sistemi politici del mondo odierno sono il risultato della lotta tra i vari apparati per giungere al potere. La lotta può essere pacifica o armata , come la lotta delle classi, delle sette, delle tribù, dei partiti, o degli individui. Il suo risultato è sempre la vittoria di uno strumento di governo, sia esso un individuo, un gruppo, un partito, o una classe, e la sconfitta del popolo, in altri termini la sconfitta della vera democrazia. La lotta politica che si risolve nella vittoria di un candidato che ha ottenuto il 51% dell’insieme dei voti degli elettori, porta ad un sistema dittatoriale presentato sotto le false spoglie di democrazia. Infatti il 49% degli elettori sono governati da uno strumento di governo che non hanno scelto, ma che ad essi è stato imposto. Questa è dittatura. Il conflitto politico può inoltre portare ad uno strumento di governo che rappresenta soltanto la minoranza; questo avviene quando i voti degli elettori vengono distribuiti tra un gruppo di candidati, uno dei quali ottiene un maggior numero di voti rispetto ad ognuno degli altri candidati, considerati singolarmente. Ma, se si sommassero insieme i voti ottenuti dagli "sconfitti", si avrebbe una schiacciante maggioranza. Nonostante questo, vince il candidato che ha ottenuto il minor numero di voti e la sua vittoria è considerata legale e democratica! In realtà si instaura una dittatura sotto l’apparenza di una falsa democrazia. Questa è la verità sui sistemi politici dominanti nel mondo contemporaneo. La loro falsificazione della vera democrazia appare evidente: sono regimi dittatoriali.
I PARLAMENTI
I parlamenti sono la spina dorsale della democrazia tradizionale moderna, regnante oggi nel mondo. Il parlamento è una rappresentanza ingannatrice del popolo ed i sistemi parlamentari costituiscono una falsa soluzione del problema della democrazia. Il parlamento è costituito fondamentalmente come rappresentante del popolo, ma questo principio è in se stesso non democratico, perché democrazia significa potere del popolo e non un potere in rappresentanza di esso. L’esistenza stessa di un parlamento significa assenza del popolo. La vera democrazia, però, non può esistere se non con la presenza di rappresentanti di questo. I parlamenti, escludendo le masse dall’esercizio del potere, e riservandosi a proprio vantaggio la sovranità popolare, sono divenuti una barriera legale tra il popolo e il potere. Al popolo non resta che la falsa apparenza della democrazia, che si manifesta nelle lunghe file di elettori venuti a deporre nelle urne i loro voti. Per mettere a nudo il vero volto del parlamento, dobbiamo esaminare la sua origine. Il parlamento è eletto nelle circoscrizioni elettoriali, oppure è costituito da un partito o da una coalizione di partiti, o per designazione dall’alto. Nessuna di queste procedure è democratica, perché la ripartizione degli abitanti in circoscrizioni elettoriali significa che un solo deputato rappresenta, a seconda del numero degli abitanti, centinaia o centinaia di migliaia o milioni di cittadini. Significa, inoltre, che il deputato non è legato ai suoi elettori da un rapporto organico popolare, in quanto, secondo la tesi della democrazia tradizionale oggi attuata, egli è considerato il rappresentante di tutto il popolo, alla pari degli altri deputati. Le masse, quindi, sono separate completamente dal loro rappresentante, ed egli, a sua volta, è completamente separato da esse. Infatti, subito dopo la sua elezione, egli usurpa la sua sovranità ed agisce al loro posto. La democrazia tradizionale, dominante oggi nel mondo, riveste i membri del parlamento di una sacralità e da una immunità che nega invece al singolo cittadino. Questo significa che i parlamenti sono divenuti uno strumento per usurpare e monopolizzare a proprio vantaggio il potere del popolo. Questo è il motivo per cui è divenuto, oggi, diritto dei popoli lottare, attraverso la rivoluzione popolare, per distruggere questi strumenti di monopolio della democrazia e della sovranità che si denominano parlamenti, i quali usurpano la volontà delle masse. E’ diritto dei popoli proclamare solennemente il nuovo principio: "Nessuna rappresentanza al posto del popolo". Quando il parlamento è il risultato della vittoria elettorale di un partito, è il parlamento del partito e non del popolo. Rappresenta il partito e non il popolo ed il potere esecutivo detenuto dal parlamento è il potere del partito vincitore e non del popolo. Lo vale per il parlamento in cui ogni partito dispone di un certo numero d seggi. Infatti, i titolari dei seggi rappresentano il loro partito e non il popolo; il potere esercitato da tale coalizione è il potere dei partiti coalizzati e non il potere del popolo. In questi sistemi di governo, il popolo è la preda è la preda per la quale ci si batte. Il popolo è la vittima ingannata e sfruttata dagli organismi politici che combattono per giungere al potere per strappare dei voti al popolo mentre questo si allinea silenzioso in lunghe file, che si muovono come un rosario, al fine di deporre il suo voto nelle urne, nello stesso modo in cui si gettano altre carte nel cestino di rifiuti. Questa è la democrazia tradizionale attuata nel mondo intero, sia che si tratti di un sistema monopartitico, di un sistema bipartitico o pluripartitico o perfino di un sistema senza alcun partito; diventa, così, evidente che la "rappresentanza è un’impostura". Quanto alle assemblee che si formano per designazione o per successione ereditaria, esse non hanno nessuna caratteristica democratica. Inoltre, siccome il sistema di elezione dei parlamenti si forma sulla propaganda per ottenere voti è, di conseguenza, un sistema demagogico nel vero senso della parola. I voti possono essere comprati o falsificati; per questo, il povero non può affrontare le battaglie elettorali, in cui vince sempre e soltanto il ricco. Furono i filosofi, i pensatori e gli autori politici che sostennero la teoria della rappresentanza parlamentare, quando i popoli erano ignoranti e guidati come pecore da re, sultani, conquistatori. L’aspirazione ultima dei popoli era, allora, di avere qualcuno che li rappresentasse dinnanzi ai governanti. Perfino questa aspirazione fu loro negata e per ottenerla i popoli affrontarono lunghe e dure lotte. E’ dunque irragionevole oggi, dopo la vittoria dell’era delle repubbliche e l’inizio dell’era delle masse, che la democrazia sia la formazione di un piccolo gruppo di deputati, che agiscono in nome delle grandi masse popolari. E’ una teoria antiquata ed una esperienza superata. Il potere deve essere interamente del popolo. Le più tiranniche dittature che il mondo abbia mai conosciuto si sono instaurate all’ombra dei parlamenti.
IL PARTITO
Il partito è la dittatura contemporanea. E’ lo strumento di governo delle moderne dittature poiché rappresenta il potere di una parte sul tutto. E’ il più recente sistema dittatoriale. Poiché il partito non è un individuo, esso da luogo a un’apparente democrazia, formando assemblee e comitati senza contare la propaganda svolta dai suoi membri. Il partito non è affatto un organo democratico poiché è composto da individui che hanno o gli stessi interessi o le stesse opinioni o la stessa cultura o che appartengono alla stessa regione o che hanno la stessa ideologia. Essi formano un partito per realizzare i loro interessi o per imporre le loro opinioni o per estendere il potere della loro dottrina a tutte le società. Il loro obbiettivo è giungere al potere con il pretesto di attuare i loro programmi. Non è democraticamente ammissibile che uno qualsiasi di questi gruppi governi l’intero popolo, che è formato da numerosi interessi, idee, temperamenti, luoghi di provenienza e credi. Il partito è uno strumento di governo dittatoriale in quanto permette a coloro che hanno le stesse opinioni e gli stessi interessi di governare il popolo nel suo insieme. Rispetto al popolo, il partito è una minoranza. Lo scopo che determina la formazione di un partito è quello di creare uno strumento per governare il popolo, in altre parole, di governare tramite il partito su coloro che sono al di fuori di esso. Il partito, infatti, si fonda essenzialmente su una teoria autoritaria ed arbitraria... vale a dire sul dispositismo dei membri del partito sugli altri elementi del popolo. Il partito afferma che l’accesso al potere è il mezzo per realizzare i propri obiettivi, pretendendo che questi obiettivi, siano quelli del popolo. Questa è la teoria che giustifica la dittatura del partito ed è la stessa teoria su cui si fonda qualsiasi dittatura. Qualunque sia il numero dei partiti, la teoria è sempre la stessa. L’esistenza di più partiti inasprisce la lotta per il potere, che si risolve nella distruzione di ogni conquista del popolo e nel sabotaggio di ogni programma di sviluppo della società. Questa distruzione serve da preteso (al partito di opposizione) per giustificare il tentativo di indebolire la posizione del partito al potere, allo scopo di prenderne il posto. La lotta tra i partiti, se non si risolve nella lotta armata, il che avviene raramente, si svolge per mezzo della critica e della denigrazione reciproca. E’ una lotta che si combatte inevitabilmente a danno degli interessi vitali e supremi della società e da ciò consegue che una parte o tutti gli interessi della società cadranno vittime della lotta dei partiti per giungere al potere. Infatti, è nella distribuzione stessa di questi interessi che il partito o i partiti all’opposizione trovano la giustificazione della loro controversia con il partito al potere. Il partito all’opposizione per giungere al potere deve abbattere lo strumento di governo che è al potere. Per fare questo deve distruggerne le realizzazioni e denigrarne i programmi anche se sono utili alla società. Di conseguenza, gli interessi ed i programmi della società diventano vittime della lotta dei partiti per giungere al potere. Certo, il conflitto nato dalla molteplicità dei partiti suscita un’intensa attività politica, ma rimane sempre il fatto che tale conflitto è, da una parte, politicamente, socialmente ed economicamente distruttivo per la società e, dall’altra, si risolve sempre con la vittoria di un altro strumento di governo identico al precedente; vale a dire con la caduta di un partito e con la vittoria di un altro. E’ sempre la sconfitta del popolo e, quindi, la sconfitta della democrazia. Inoltre i partiti possono essere comprati o corrotti sia dall’interno che dall’esterno. Originariamente il partito nasce come rappresentante del popolo, poi la direzione del partito diventa la rappresentante dei membri del partito, e il presidente del partito diventa il rappresentante della direzione del partito. E’ chiaro così che il gioco dei partiti è un’ingannevole farsa fondata su una caricatura di democrazia dal contenuto egoista e fondata sul gioco degli intrighi e delle manovre politiche. Tutto questo conferma che il partitismo è uno strumento della dittatura moderna. E’ una dittatura che si presenta apertamente, senza maschera, e che il mondo non ha ancora superata. E’ realmente "la dittatura dell’epoca contemporanea". Il parlamento del partito vincitore e in realtà il parlamento del partito; il potere esecutivo designato da questo parlamento è il potere del partito sul popolo. Il potere del partito, che dovrebbe essere al servizio del popolo intero, è in realtà nemico mortale di una parte di esso, di quella, cioè, costituita dal partito o dai partiti all’opposizione e dai loro sostenitori. L’opposizione non rappresenta il controllo popolare sul partito al potere; piuttosto, cerca, essa stessa, una possibilità di sostituirlo al potere. Secondo la tesi della democrazia moderna, il controllo legale appartiene al parlamento, la cui maggioranza è costituita da membri del partito al potere, vale a dire, che il controllo è nelle mani del partito che esercita tale controllo. Sono dunque evidenti l’impostura, la falsificazione, la inefficacia delle teorie politiche dominanti oggi nel mondo dalle quali scaturisce la democrazia tradizionale nella sua forma attuale. Il partito rappresenta soltanto una parte del popolo, ma la sovranità popolare è indivisibile. Il partito governa in nome del popolo, ma il principio fondamentale è che non deve esserci "nessuna rappresentanza al posto del popolo". Il partito è la tribù e la setta dell’età moderna. La società governata da un unico partito è identica a quella governata da un’unica tribù o da un’unica setta. Il partito, come abbiamo già affermato, rappresenta le opinioni, le ideologie, il luogo di provenienza di un solo gruppo della società. Il partito, quindi, è una minoranza rispetto all’intero popolo, così come lo sono la tribù e la setta. La minoranza ha gli stessi interessi e la stessa ideologia. Da questi interessi o da questa ideologia scaturiscono identiche opinioni. Non vi è nessuna differenza tra il partito e la tribù, eccezion fatta per il legame di sangue, che, d’altra parte, può esistere anche nel partito al momento della sua costituzione. La lotta dei partiti non differisce in alcun modo della lotta delle tribù o delle sette per ottenere il poter. Se il sistema tribale o settario è da rifiutare e da deplorare politicamente, si deve anche rifiutare e deplorare il sistema dei partiti, poiché tutti e due i sistemi precedono nello stesso modo e conducono allo stesso risultato. Per la società, la lotta dei partiti ha lo stesso effetto negativo e distruttivo della lotta tribale o settaria.
IL REFERENDUM
Il referendum è una frode contro la democrazia. Quelli che dicono "Si" e quelli che dicono "No" non esprimono di fatto la loro volontà, ma sono stati imbavagliati in norme del concetto di moderna democrazia. E’ permesso loro dire una parola soltanto: "Si" o "No". Questo è il sistema dittatoriale più oppressivo e crudele. Colui che dice "No" dovrebbe poter motivare la sua risposta e spiegare perché non ha detto "Si". Colui che ha detto "Si" dovrebbe poter giustificare la sua scelta e spiegare la ragione per cui non ha detto "No". Ognuno dovrebbe poter dire ciò che vuole ed esprimere le ragioni del suo consenso o del suo rifiuto. Qual’è, allora, la via che le società umane devono seguire per liberarsi definitivamente dalle epoche dell’arbitrio e della dittatura? Poiché, nella questione democratica, il problema insolubile è quello dello strumento di governo, problema che si esprime nella lotta tra i partiti, le classi o tra individui, dato che l’invenzione dei metodi elettorali e del referendum non è altro che un tentativo di camuffare l’insuccesso di questi esperimenti, che non riescono a risolvere questo problema, ne consegue che la soluzione è nel trovare uno strumento di governo diverso dagli attuali, che sono causa di conflitto e che rappresentano solo una parte della società. Si tratta, dunque, di trovare un sistema di governo che non sia il partito, la classe, la setta o la tribù, ma che sia il popolo nel suo insieme e che, quindi, non lo rappresenti e non si sostituisca ad esso. "Nessuna rappresentanza al posto del popolo", "la rappresentanza è un’impostura". Se fosse possibile trovare questo sistema di governo il problema sarebbe risolto. La democrazia popolare sarebbe realizzata e le società umane avrebbero posto fine ai tempi dell’arbitrio e ai sistemi dittatoriali che sarebbero sostituiti dal potere del popolo. Il "Libro Verde" presenta la soluzione definitiva del problema dello strumento di governo; indica ai popoli il modo per passare dall’era della dittatura all’era della vera democrazia. Questa nuova teoria si fonda sul potere del popolo, senza alcuna rappresentanza né sostituto. Attua una democrazia diretta, in modo organizzato ed efficace. Differisce dal vecchio tentativo di democrazia diretta che non ha trovato realizzazioni pratiche e che ha mancato di serietà a causa dell’assenza di un’organizzazione di base popolare.
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Tratto da:
The greeen book,
by Muammar Al-Gheddaffi
Niente da dire. 23-09-2011 13:41 - criminali di guerra
21 Wednesday Sep 2011
Posted by Alexandra in LIBYA, THE LIBYAN RESISTANCE
≈ 4 Comments
Editor’s Note:
There are events in Sabha (See BREAKING NEWS: LIBYAN RESISTANCE UPDATES SEPTEMBER 22, 2011 for information safe to release) and elsewhere that I am not reporting about yet.
To reveal information prematurely could do harm.
I will report when Sabha is victorious and follow the same policy with other information releases.
Sources reporting on Libyan Resistance strategies prior to their implementation are shills for NATO and the NTC.
Although I may post some information that might be helpful, until Moussa Ibrahim can confirm, I would not take it as fact.
~Alexandra
PLEASE SEE THESE POSTS>>THE LIBYAN PEOPLE’S RESISTANCE
90% OF LIBYA REMAINS UNDER THE CONTROL OF THE LIBYAN ARMY AND PEOPLE’S RESISTANCE.
RESISTANCE ALERTS:
>“More than 150 French special forces are hiding in the college in Tripoli. They use an ambulance for cover on trips within the city. Their job is to gather items that belong to the regime of Libyan leader.”
BEWARE OF HUMANITARIAN ORGANIZATIONS OPERATING IN LIBYA!
“The Red Cross and Red Crescent are infiltrated with agents and NATO is using them to penetrate Resistance strongholds. Beware of ambulances and humanitarian aid agencies.”
RESISTANCE GAINS:
BREAKING NEWS: LIBYAN RESISTANCE UPDATES SEPTEMBER 22, 2011
>The Green flag has been raised in Benghazi. The city has rejected the NTC dictatorship.
>Resistance continues inside Tripoli. Clashes are reported in the Salah al Din district.
>Green flags are raised in the Green Mountain, Jabal al Akhdar in Cyrenaica.
>Brega is free.
>Tarhuna is free. The Tarhuna Tribe captured many NATO mercenaries. The people continue to sweep through the town, driving out remnants of the rebel army. The Green flag has been raised and people are celebrating their victory in the streets.
ANTI-NATO, PRO-GADDAFI PROTEST IN TARHUNA
>Resistance continues in Bani Walid. Rebels continue to assist the resistance by turning against each other.
>NATO sufferred another devastating defeat in Sirte. Reports state that the NATO casualties include 45 dead and 400 injured.
REBELS DEFEATED IN SIRTE…AGAIN!
>Zawiyah is under the control of the Libyan Resistance
>Opposition to the NTC is mounting in Tobruk.
LIBYAN LOSSES:
>NATO war criminals bomb a school where 70 families from Sirte were staying. Casualties included children, women and old men.
LIBYAN RESISTANCE SUPPORT NETWORK NEWS:
INTERCEPTED PHONE CALL: NATO TROOPS ON THE GROUND AND MASS GRAVES IN MISRATA
LIBYAN PEOPLE’S RESISTANCE UPDATES AND THE INTERNATIONAL MONARCHIST LEAGUE IN LIBYA
JALIL ADMITS GADDAFI IS STILL IN LIBYA
RESISTANCE IN BANI WALID AND SIRTE REMAINS STRONG
http://libya360.wordpress.com/2011/09/21/september-21-22-2011-libyan-resistance-updates/
Ottimo articolo, è inutile ridire che la NATO e tutti i suoi vassalli politici e non, siano tutti dei CRIMINALI DI GUERRA.
Viva il vero popolo libico, anti-imperialista da sempre!
I RATTI del CNT, a lungo andare, saranno anch'essi sconfitti. 23-09-2011 12:58 - notizie dal fronte