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Silvio Messinetti
"Energopoli" in Calabria indagine sulla Barclays
Banchiere d'affari? Certo, ma di quelli sporchi. Monta l'Energopoli calabrese e coinvolge i grandi istituti d'affari. Nel mirino la Barclays Bank Italia. L'amministratore delegato Vittorio De Stasio è indagato dalla procura di Catanzaro per una presunta truffa da 15 milioni di euro ai danni dell'Unione europea.
Ieri mattina gli uffici e l'abitazione di De Stasio sono stati perquisiti dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Crotone. Nel decreto di perquisizione e sequestro si ipotizzano per lui i reati di truffa, violenza o minacce per costringere a commettere reato, estorsione e associazione per delinquere. L'inchiesta ruota attorno ad un finanziamento dell'Ue per 15 milioni di euro, liquidato attraverso l'ex ministero delle Attività produttive e utilizzato per fini diversi da quelli per i quali era stato concesso. De Stasio, plenipotenziario di Barclays sino ad agosto, è accusato di aver ostacolato l'attività degli organismi di controllo nell'accertamento di un finanziamento da 12,5 milioni alle società dell'imprenditore Aldo Bonaldi, la Italiana Commissionaria Legnami e la Immobiltecno, che, secondo l'accusa, non avrebbero avuto titolo ad averli. In qualità di ex direttore generale di Banca Bipop, il banchiere è indagato anche per alcuni finanziamenti concessi ad altre imprese di Bonaldi, la Eurosviluppo industriale e il Consorzio Eurosviluppo, per un ammontare di circa 20 milioni che ora risultano inseriti nel bilancio dell'istituto come sofferenza di perdita integrale. Il disegno criminoso riguarderebbe la mancata realizzazione del Contratto di programma di Scandale, nell'entroterra crotonese, e in particolare la costruzione di una centrale a turbogas. Soggetto attuatore è la società Eurosviluppo industriale, di cui Bonaldi è l'amministratore. Secondo gli inquirenti ci sarebbe stato un vorticoso giro di denaro che sarebbe stato incassato dagli indagati e finito in conti esteri.
Energopoli è una storia paradigmatica di intrighi e mazzette, spioni e massoni. Un affresco del capitalismo di rapina che ha portato molti imprenditori del nord a spolpare le risorse destinate allo sviluppo del sud. A costituire, dirigere e partecipare al sodalizio criminale vi sarebbero stati pezzi grossi del mondo politico calabrese. Tra cui spiccano, l'ex presidente della Regione, Giuseppe Chiaravalloti (Pdl), e Pino Galati, ex sottosegretario allo Sviluppo economico (Pdl, ex Udc).
Lo scandalo ha assunto, in seguito, i contorni del giallo chiamando in causa i carabinieri e i servizi segreti. È accaduto quando è stato notificato un avviso di garanzia a un alto ufficiale dell'Arma: Enrico Maria Grazioli accusato di rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento personale dal momento che avrebbe raccontato ad alcuni soggetti sottoposti ad indagini preliminari, che egli stesso stava conducendo, particolari delle investigazioni coperte da segreto ed anche le modalità per eluderle. Il 14 dicembre 2009, invece, viene arrestato Salvatore Cirafici, responsabile per la Wind della gestione delle richieste di intercettazioni telefoniche da parte dell'autorità giudiziaria con imputazioni pesanti: rivelazione di segreto d'ufficio, favoreggiamento, intralcio alla giustizia e induzione a rendere false dichiarazioni. L'inchiesta vira sulla Wind quando gli inquirenti scoprono che Grazioli sapeva di essere intercettato. Secondo l'accusa, a riferirglielo era stato proprio Cirafici. E durante le intercettazioni compare anche il nome di un certo «Paolino» alias Paolo Poletti, vicedirettore dell'Aisi. A spiegarlo è lo stesso Grazioli che conferma l'interessamento di Cirafici, tramite Poletti, per un posto nei servizi.
Il grande mondo delle banche entra in scena nel marzo scorso quando viene arrestato Roberto Mercuri, assistente del presidente di Aeroporti di Roma e vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona, con l'accusa di essere «colui che, grazie ad uno stretto legame con Galati, sottosegretario dal 2001 al 2006 presso il ministero delle Attività produttive riusciva ad ottenere cospicui finanziamenti per la realizzazione di insediamenti produttivi nella regione Calabria». Ma Energopoli non è solo una spy story, ma anche una vicenda dai costi sociali importanti. La mancata centrale turbogas di Scandale sulla carta avrebbe impiegato 350 lavoratori e altri 200 nell'indotto. Invece adesso, ultimati i cantieri, rimarranno solo 40 operai per lavorare alla produzione. Gli altri posti di lavoro si sono rivelati un miraggio. E l'accordo di programma una bufala.
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Viene da chiedersi se a Bruxelles siano interssati ai soldi pubblici o se come di consueto i politici sono piuttosto allegri se non coinvolti in prestiti destinati a finire male.
La Barclays e' una banca molto grande e che e' stata al centro di diverse accuse di proporzioni colossali.
Non e' una novita' che diversi soggetti all'interno di grandi istituzioni private come pubbliche siano coinvolte in traffici che al contempo vengono combattuti dalle leggi e dalle polizie mondiali.
Un rebus umano che getta la nostra specia ancora una volta verso l'ignomia e la bestialita', Cettola Qualunque, insegna.Lello 28-09-2011 04:46 - Lello Arena