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FUORIPAGINA
29/09/2011
  •   |   Cinzia Gubbini
    Scuola, l'Iqbal Masih sotto attacco

    Inizio anno scolastico in salita, come era prevedibile. I tragli decisi dal governo Berlusconi si fanno sentire, checché ne dica il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Di storie di classi pollaio, di richieste di tempo piene non esaudite, di una scuola in cui non esiste più alcuna flessibilità di orario - le 27 ore, il modulo, il tempo pieno, come prevederebbe la legge - ma solo un inesorabile cammino verso il "modello unico " delle 27 ore ne arrivano dal nord e dal sud.

     

    A Roma, poi, la storia più singolare anche perché sembra proprio un attacco frontalke, un attacco politico, si svolge all'Iqbal Masih, che qualcuno avrà sentito nominare anche fuori dalla cpaitale: è una suola che da anni si batte epr la "buona scuola" e che ha protestato fermamente contro i tagli della Gelmini, che "non fa rima con bambini", come cantano gli Assalti Frontali. E il "Rap di Enea" è nato proprio come dedica alla lotta dell'Iqbal Masih. Che adesso, però, si ritrova con un grosso problema: dall'anno prossimo rischia di dover rinunciare al suo modello di tempo pieno "vecchio stile" (40 ore con compresenze di due maestre), che finora - tra lotte sacrifici - è riuscta a mantenere. 

    Questa la storia: quest'anno a causa di un alto numero di iscrizioni -la maggior parte con la richiesta del tempo pieno - l'Iqbal Masih aveva chiesto la possibilità di aggiungere alle cinque classi "storiche" a tempo pieno, una sezione in più. Risposta dell'Ufficio scolastico regionale: sì, ma con uno spezzone di sette ore. In pratica alla Iqbal Masih sono state concesse solo sette ore in più di scuola (e un maestro "spezzato"). Messaggio "Subliminale": con tutti i maestri che avete potete fare benissimo un'altra sezione a tempo pieno, basta togliere le compresenze, e aiutarvi con queste sette ore. Nella trattativa di questa estate il Coordinamento genitori e amestri aveva anche detto all'Ufficio scolastico regionale che avrebbero preferito restituire le sette ore, piuttosto che buttare all'aria tutto il resto.

     

    Poi, però. ci hanno pensato, anche studiando le leggi: hanno scoperto, infatti, che avrebbero potuto tenersi quelle sette ore e farci ciò che volevano, non per forza una sezione in più. "Così avevamo deciso di usare quelle sette ore per reintegrare l'imglese, che era stato tolto - racconta il presidente del Coordinamento genitori e insegnanti - o comunque per fare altre opre di scuola, visto che qui è tutto un taglio. E abbiamo aggiunto qualche alunno in più nelle cinque sezioni storiche".

     

    Invece, l'altro ieri, la doccia fredda: l'Usr ha comunicato chenon solo si riprende le sette ore, ma anche un maestro, cioè un complessivo di 29 ore (22 più 7). Quindi, dal prossimo anno, l'Iqbal Masih sarà per forza costretta a buttare all'aria il suo modello di tempo pieno, tanto che le decisioni dell'Ufficio scolastico regionale smebrano mosse proprio dalla volontà di "sbaragliare"  la resistenza dell'Iqbal. "E' la strana contabilità del ministero_ mi chiedi due posti? Prima ti do sette ore, poi te ne tolgo 29 - ironizza la storica dirigente dell'Iqbal Masih, Simonetta Salacone, oggi in pensione - sarà un caso che si colpisce la sucola che nel 2008 diede il via alle manifestazioni contro la riorma Gelmini?". Tra l'altro la decisione dell'Usr comporta anche un'assurdità: quest'anno la scuola usufruirà di due insegnante (quello che ha la cattedra intera, e quello con lo "spezzone" di sette ore) che il prossimo anno, già sanno, perderanno il loor posto di lavoro. In rpatica sono "sovranumerari". Anche per questo ieri pomeriggio si è svolta una riunione nella scuola a cui ha partecipato un delegato regionale della Cgil, e il segretrario nazionale della Flc Cgil. Mimmo Pantaleo,  ha inviato la propria solidarietà alla scuola. "Anche l'Usr deve rispettare la legge, ancora una volta l'Amministrazioen dimostra la volontà di distruggere modelli di qualità come quella dell'Iqbal Masih".

     


    Se la situazione all'Iqbal è di attacco frontale, in tutte le scuole la situazione è al collasso. Tra poche ore, alle 17, a Roma il Coordinamento delle scuole elementari ha organizzato un presidio sotto al ministero dell'Istruzione: "Torniamo a fargli sentire il fiato sul collo!", il grido di battaglia del Coordinamento, come sempre raffigurato dall'indignatissima Mafalda di Schulz.

    Il coordinamento che da due anni a Roma ha messo in piedi una mobilitazione capillare e permanente - occupazioni di scuole, manifestazioni, presidi sotto al ministero - è riuscito a dimostrare che la lotta paga: quest'anno sono stati restituiti 111 docenti in organico, restituzione avvenuta soprattutto nelle scuole più "agitate", forse per provare a smorzare un po' l'appettito di protesta. Ma la fame di buona scuola è tanta: "devono ancora restituirci gli insegnanti specialisti di inglese, le classi a tempo pieno chieste dai genitori con le compresenze, gli insegnanti di sostegno, i bidelli necessari a una buona sorveglianza e cura dei bambini e delle bambine".

     


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