-
|
Gilberto Pagani
Una sentenza già scritta
Dopo alcune traversie ed un viaggio abbastanza avventuroso sono a Gaza. Il processo inizia alle 10. Per arrivare alla Military Permanent Court costeggiamo la spiaggia ed il campo profughi “Beach Camp”, dove abita il presidente del governo di Gaza.
L'aula è piccola, sporca , spoglia. Nessuna scritta nessun simbolo politico o religioso.
Lo scranno del Tribunale è molto sopraelevato, per il pubblico ci sono delle panchette, le persone presenti sono una trentina, molti gli italiani.
I banchi dell’ accusa e della difesa sono uno di fronte all'altro, la cattedra della Corte è perpendicolare a loro; il banco dei testimoni è di fronte ai giudici, il teste volta le spalle ad avvocati e pubblico.
Sulla destra la gabbia, nella quale vengono fatti entrare i quattro imputati.
Un militare in tuta mimetica, barbuto come tutti, ricopre la funzione di usciere, è lui che batte con forza il palmo della mano sul banco dei testimoni e lancia un urlo, entra la Corte.
Il presidente della Corte avrà circa 30 anni, così come i giudici a latere, il PM e i suoi assistenti. Tutti vestono camicie militari senza alcun distintivo o grado.
I quattro avvocati portano la toga sopra camicia e cravatta. Sono svogliati, uno di loro durante il processo (un processo per omicidio!!) si assopisce, il controesame del testimone e degli imputati è di pura facciata.
Mi dicono che gli avvocati sono sconosciuti, con poca esperienza.
L'udienza è brevissima, viene interrogato un agente che conferma i filmati con le confessioni degli imputati. Poi a turno gli imputati vengono interrogati dalla Corte.
Uno è accusato di aver aiutato gli assassini, gli altri tre di sequestro di persona e omicidio; questi ultimi si riconoscono nelle immagini che vengono mostrate solo a loro e non al pubblico ma affermano che le confessioni sono state estorte con vessazioni e minacce.
Gli imputati appaiono spauriti e inoffensivi, sono vestiti con jeans e t-shirts, barba; non hanno l'aria dei terroristi e neppure degli imputati di terrorismo islamico che in Italia ho potuto osservare nei processi.
Viene reintrodotto l'agente, che nega ci siano state pressioni. Le dichiarazioni filmate sono state confermate anche in verbali scritti firmati dagli imputati.
Nel frattempo l'usciere redarguisce aspramente quelli tra il pubblico che accavallano le gambe (mi dicono che qui sia una forma di maleducazione) e ne allontana uno (non capisco perché) che esce senza fare una piega.
Di nuovo un colpo sul banco e un urlo da parte dell’usciere:, l'udienza è rinviata al 3 ottobre per ascoltare il medico legale che oggi non si è presentato.
Alla fine di questa udienza vado ad incontrare il Procuratore militare, nel suo ufficio
Gli pongo tre domande:
-possiamo accedere agli atti delle indagini?
“l'inchiesta è militare, il processo è pubblico, venite al processo e saprete quel che c'è da sapere”
-sono state fatte indagini sulla morte di due sospettati in un conflitto a fuoco con la polizia?
“un'inchiesta della polizia ha appurato che tutte le regole sono state rispettate, per altre informazioni potete leggere quel che è stato scritto dalla stampa”
-la Procura chiederà la pena di morte per i colpevoli?
“la punizione prevista dalle nostre leggi in questo caso è la pena di morte”.
Sono assolutamente stranito.
Mi aspettavo una procedura da Corte militare, rapida, forse spietata, comunque finalizzata a cercare una ricostruzione dei fatti, se non la verità, che sia la base per una decisione.
Assisto ad un processo in cui i tempi sono dilatati senza ragione, la Procura imprecisa e svogliata, gli avvocati assenti, l'interesse pubblico nullo, la Corte inutilmente autoritaria.
Non è plausibile che in una situazione (anche territoriale) come questa il medico legale non si presenti per quello che è il primo atto di un processo per omicidio, cioè illustrare le cause della morte di una persona....
- 30/09/2011 [3 commenti]
- 30/09/2011 [4 commenti]
- 30/09/2011 [1 commenti]
- 30/09/2011 [0 commenti]
- 30/09/2011 [10 commenti]
- 30/09/2011 [1 commenti]
- 29/09/2011 [2 commenti]
- 29/09/2011 [2 commenti]
- 29/09/2011 [15 commenti]
- 29/09/2011 [0 commenti]
- 29/09/2011 [1 commenti]
- 28/09/2011 [4 commenti]
- 28/09/2011 [8 commenti]
- 28/09/2011 [13 commenti]
- 27/09/2011 [21 commenti]
- 27/09/2011 [4 commenti]
- 27/09/2011 [4 commenti]
- 26/09/2011 [13 commenti]
- 26/09/2011 [3 commenti]
- 26/09/2011 [3 commenti]
- 26/09/2011 [8 commenti]
- 24/09/2011 [14 commenti]
- 24/09/2011 [11 commenti]
- 24/09/2011 [12 commenti]
- 23/09/2011 [6 commenti]
- 23/09/2011 [18 commenti]
- 23/09/2011 [3 commenti]
- 22/09/2011 [9 commenti]
- 22/09/2011 [10 commenti]
- 21/09/2011 [2 commenti]
- 21/09/2011 [18 commenti]
- 21/09/2011 [12 commenti]
- 21/09/2011 [7 commenti]
- 20/09/2011 [19 commenti]
- 20/09/2011 [1 commenti]
- 20/09/2011 [9 commenti]
- 19/09/2011 [7 commenti]
- 19/09/2011 [6 commenti]
- 19/09/2011 [2 commenti]
- 19/09/2011 [2 commenti]
- 18/09/2011 [34 commenti]
- 18/09/2011 [2 commenti]
- 18/09/2011 [2 commenti]
- 17/09/2011 [4 commenti]
- 17/09/2011 [22 commenti]
- 17/09/2011 [2 commenti]
- 16/09/2011 [7 commenti]
- 16/09/2011 [1 commenti]
- 16/09/2011 [3 commenti]
- 15/09/2011 [10 commenti]
- 15/09/2011 [6 commenti]
- 15/09/2011 [11 commenti]
- 15/09/2011 [1 commenti]
- 15/09/2011 [9 commenti]
- 14/09/2011 [31 commenti]
- 14/09/2011 [9 commenti]
- 14/09/2011 [4 commenti]
- 13/09/2011 [2 commenti]
- 13/09/2011 [6 commenti]
- 13/09/2011 [4 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Fanaticolandia 2
di luca celada - 13.02.2013 07:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11











Cosa ci può impedire di credere che potrebbero essere condannati a morte quattro poveracci, del tutto estranei ai fatti loro contestati, magari pure dopo confessioni illegali e false, estorte con la forza???
Comunque complimenti all' autore (ed anche al Manifesto, che pubblica l' articolo), che ha almeno il coraggio e la decenza di raccontare le cose (molto preoccupanti!) che ha visto con i propri occhi... 29-09-2011 10:43 - Fabio Vivian