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Loris Campetti
I draghi ribelli invadono Roma
Se gli stati nazionali vengono oscurati da una crisi epocale, se i governi rinunciano alla loro autonomia passando il testimone a poteri transnazionali, se la politica si consegna alla finanza, se una cupola che nessuno ha eletto può decidere il destino di miliardi di persone, la sfida non consiste nel cambiare governo ma nel cambiare lo stato di cose presente.
Allora, tanto vale tenersi Berlusconi? Non lo pensa nessuno degli indignati italiani che oggi riempiranno le strade e le piazze di Roma per rivendicare un altro ordine da quello preteso da Bce, Fmi, Standard&Poor's e via finanziarizzando. Ma il bibliotecario senza biblioteca, l'attore senza teatro, il metalmeccanico senza fabbrica, lo studente senza scuola e l'insegnante senza cattedra, il terremotato senza casa, tutti diversi tra di loro e tutti unificati da una condizione di precarietà, sanno benissimo che, in Italia, la caduta del peggior governo della nostra storia repubblicana rappresenta soltanto il primo, fondamentale e inevitabile passo. E sa - lo sapeva anche prima dell'ennesimo voto prezzolato di ieri mattina in Parlamento, o di quello del 14 dicembre del 2010 - che la caduta di Berlusconi non può essere delegata ai deputati, ai senatori, ai partiti.Solo un movimento forte, determinato, portatore di una proposta e di una visione alternative può liberarci dell'incubo che ci toglie il sonno. Quel movimento che ha capito il senso e il fine della lettera della Bce al governo italiano non ci sta, e si trasferisce in via Nazionale. Quel movimento che ha capito l'insidia dell'articolo 8 della manovra economica: non serve essere un lavoratore dipendente per comprendere che colpendo chi ha qualcosa si cancellano speranza e futuro di chi non ha nulla - lavoro, reddito, diritti, cittadinanza.
Le centinaia di migliaia di uomini e donne che in Italia, come a milioni in 82 paesi e quasi 1000 città del globo, grideranno la loro indignazione, sanno che la caduta di Berlusconi è solo la prima vetta da scalare perché guardano fuori dai loro luoghi di lavoro e non lavoro. E vedono tanti e tante come loro, con la stessa rabbia, la stessa rivendicazione di diritti cancellati o negati in un'Europa frastagliata in differenti governi, ma unita dalle ricette liberiste alla crisi provocata dal liberismo. L'ossessione del debito sta accecando governi, politica, classi dirigenti di destra e di sinistra o quasi. Dire che il movimento degli indignati rappresenta l'antipolitica vuol dire non aver capito, o nascondersi, la natura di quella che chiamiamo politica ma è solo autoreferenzialità, privilegio, delega, complicità con i poteri forti, subalternità al pensiero unico, adesione non solo alle ricette di Draghi e Trichet ma anche alla loro pretesa di imporre il modo con cui azzerare il debito, decidendo chi affondare e chi salvare. Una ricetta intesa a salvare solo ricchi, ceti e caste da ingrassare con i diritti, i salari, il lavoro, la dignità strappati alla maggioranza della popolazione.
Tutto il mondo è indignato, ma indignarsi non basta. In tanti lo sanno, già senza che qualcuno glie lo spieghi. In tanti e tante hanno capito che per battere il dragone bisogna rifiutarsi di partecipare alla guerra tra poveri finalizzata a dividere tra loro le vittime della dittatura della finanza per sbrarle meglio. Parlare oggi di garantiti e non garantiti è un gigantesco imbroglio. Credere che togliendo qualcosa a chi «ha troppo» si aiuti chi non ha, è, se va bene, un'ingenuità. La politica dei due tempi finisce sempre al termine del primo. Chi ha il contratto regolare, chi è precario, chi non ha alcun contratto, chi ha un lavoro nero e chi neanche quello, chi è nativo e chi è migrante: tutta carne da macello per sfamare il drago. Riunificare le lotte, nelle fabbriche e negli uffici, nelle scuole e nei call center, in teatro e nei laboratori di ricerca, è la strada imboccata in Italia a partire dalla rivolta degli operai di Pomigliano, diventati un modello di dignità per tutte le persone e i soggetti non fagocitati o pacificati dal berlusconismo. Da questa esperienza, da questa unità sgorga un primo embrione di alternativa sociale, culturale, ambientale, politica.
Neanche per noi - a Genova si diceva «voi 8 noi 6 miliardi», oggi a New York come ad Atene, «siamo il 99%» - è praticabile la politica dei due tempi: oggi l'indignazione, domani l'alternativa; prima abbattiamo Berlusconi poi pensiamo all'ordine mondiale. Guarda il dito e non la luna chi si turba per la mancanza di educazione di questo movimento frastagliato, persino un po' confuso, certamente generoso, alla ricerca non di cariche e di posti al sole ma di una speranza di futuro, costruito insieme abbattendo steccati e scavalcando recinti. Guarderebbe il dito e non la luna anche chi volesse tentare di mettergli addosso cappelli e targhette, o scambiando la costruzione di una storia comune per un campo di battaglia in cui scaricare le frustrazioni.
I capitali, finanziarizzati, si sono globalizzati, quel proletariato che un tempo non aveva nazione non può pensare di cavarsela, ognuno rinchiuso nel suo guscio, nella sua lotta, nella difesa del «suo» bene comune o della sua valle. L'operaio dei cantieri di Monfalcone non riuscirà a salvarsi accettando che venga sottratto il lavoro al suo compagno di Genova, quello di Termini prendendosela con le tute blu di Tychy. In Italia gli indignati, anche se non si chiamavano così, hanno una storia lunga e articolata. Nelle aseemblee di questi mesi studenti e precari hanno capito che il contratto dei meccanici li riguarda e gli operai della Fiom si battono per il reddito di cittadinanza. E gli attivisti dei beni comuni, i pacifisti, gli ambientalisti hanno incrociato studenti e lavoratori, pensionati e no Tav. Un' alternativa è possibile. Nelle strade di Roma oggi sfileranno embrioni di politica.
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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LA FACCIA NASCOSTA DELLA GLOBALIZZAZIONE
di ADRIAN SALBUCHI
Un’opinione dall’Argentina
http://www.asalbuchi.com.ar/2008/03/i-burattinai-del-mondo-la-faccia-nascosta-della-globalizzazione/
Ottimo articolo, da leggere con molta attenzione. 15-10-2011 19:59 - I BURATTINAI DEL MONDO
Quella che oggi sarebbe dovuta essere una giornata di proteste e di riscossa nei confronti del potere, quello vero, quello che ci toglie ogni nuovo giorno sempre più diritti, e che avrebbe dovuto unire ogni corrente di pensiero ed esulare ogni ideologia per un bene comune; alla fine s’è presentata per una già vista e rivista sfilata di bandiere rosse……
Ho sperato fino all’ultimo che i manifestanti lasciassero a casa ogni riferimento della loro piccola parrocchietta, ma appena ho dato uno sguardo a vari notiziari ho avuto subito la smentita, i più emblematici sono stati il “tg1″ ed il “tg5″, ormai classica apparizione di quel Luminare coprofagico di Paolini ad importunare il “giornalista” e Bandiere di rifondazione komunista sullo sfondo a trasformare tutto in una squalida pantomima.
Non dovevano esserci colori, nessuno doveva farsi portavoce di partiti, nessuno doveva cavalcare questa ondata di indignazione per ottenere visibilità, ma soprattutto, nessuno doveva farsi cavalcare per questo scopo, …..hanno vinto ancora loro, i poteri forti, che sono riusciti a dividere, e a veicolare l’indigniazione dove più fa gioco? bravi, e fessi noi che nel 2011 con lo stato ormai allo scatafascio e l’europa che ci fotte stiamo ancora a menarcela portando nelle piazze quella dannata appartenenza ad uno schieramento politico;
si doveva essere uniti, per un unica idea ed un unico scopo, appartenente a tutti e non ad appannaggio solo di alcuni……
Non credo abbiano vinto i poteri forti, credo piuttosto che stiano cadendo i veli dal mostro che ci sta da decenni succhiando il sangue, informe, proteiforme e pericoloso. Le bandiere rosse ci dicono che una parte degli Italiani non rinuncia mai alle ideologie, nemmeno quando SA CHE HANNO PORTATO FAME, sappiamo tutti , anche i meno avveduti che questa crisi finanzaria ha in politica padri trasversali, ed il tentativo di marcare il territorio a mo’ di belvette selvatiche , ci racconta la solita musica di irriducibili trasformisti ipocriti di lotta e di governo, benissimo, non hanno saputo rinunciare al richiamo della natura felina che li anima, alla brama di vestire le penne del pavone, ancora una volta ci hanno detto chi e COSA sono, grazie!
I poteri forti: impersonati nella furba reazione di Draghi che come i suddetti prende le distanze dalla macelleria sociale che abbiamo subito e subiremo,
Ipocrita schifoso Goldam Sach's, Bilderberghino!!.
Ora vi rammento una cosa poco elegante, ma vera. Se in un ambiente chiuso e affollato volete capire chi ha emesso un peto olezzante.. basta che osserviate intorno: chi fa la faccia disgustatissima e fa di tutto per mostrare di esser scandlizzato, nove volte su 10 è lui l’autore della flatulenza.
Ci vuole ancora tempo perchè gli italiani, spratutto quelli lobotomizzati, escano dal MEDIOEVO! 15-10-2011 17:09 - No! lobotomizzati no!
Sirte deve passare alla storia come uno dei racconti epici del mondo di eroismo e di coraggio, la resistenza tremenda di un manipolo di guerrieri coraggiosi e risoluti contro le orde di pura malvaggità, vigliacchi rannicchiati dietro un'implacabile e la disumana campagna nel bombardamento di civili e soldati simili a sostegno dei terroristi.
A Sirte, 7.119 esemplari di predoni sporcizia che supportano NATO sono stati sterminati come la popolazione locale si erge e combatte per difendere le loro case e mogli e bambini dal flagello del male assoluto della NATO che ha svolto stupri di massa, omicidi e torture. Eppure sono questi saccheggiatori, stupratori, assassini, terroristi e torturatori che supportano Cameron, Aia, Sarkozy, Juppé, Clinton e Obama.
La lezione da Sirte è oggi una delle elasticità e resistenza, come com'è l'insolente contro il bombardamento indiscriminato della NATO e le centinaia di razzi scatenati dai terroristi di Al-Qaeda. Qualunque sia l'esito, dove è la gloria e il coraggio nell'imporre la la "democrazia" della folla da 30.000 piedi e da un elicottero che spara raffiche di mitra?
La lezione da Sirte continuerà a essere insegnata domani. Non si vince una battaglia con la distruzione di una città, dal massacro di migliaia di persone e uccidendo i difensori, di scatenare contro di essa migliaia di terroristi, non più di quanto si vince una campagna elettorale vietando il partito più popolare.
I cuori e le menti dell'umanità sono con le persone di Sirte, eroi che hanno il coraggio di stare contro Satana e le orde sataniche di terroristi che la NATO ha generato.
La lezione da Sirte è che nonostante tutto questo, Sirte è ancora verde. La lezione da Sirte è che Sirte sarà sempre verde perché la sporcizia razzista e terrorista che la NATO ha scatenato contro di essa non ha il diritto morale o il valore umano per cambiare il suo colore dal verde al nero, l'immagine speculare dell'anima del TNC.Esso è il bombardamento e sta cercando di imporre un governo dei terroristi dall'aria.
La lezione da Sirte è che la NTC non è altro che un mucchio di vigliacchi che non hanno vinto una battaglia senza essere rannicchiati dietro la superiorità aerea massiccia della NATO.
Dove, mi chiedo, è il coraggio, la cavalleria e l'onore?
Timothy Bancroft-Hinchey
Pravda.ru 15-10-2011 16:38 - criminali di guerra
http://libyasos.blogspot.com/
Saturday, October 15, 2011
AL-MU’TASIM BILLAH AL-GADDAFI to People of the world!
Scusate la cattiva traduzione, comunque un discorso che rientra nella giornata di oggi. Non dimentichiamo il popolo Libico, e come dice lo stesso Mutassim, potrebbe accadere a noi stessi.
STOP WAR, STOP NATO, STOP BANKS, STOP KASTA: i veri nemici di TUTTI! 15-10-2011 15:49 - mutassim gheddafi
gente del mondo!il nemico è in fuga.
essi sono nella paura di un movimento di resistenza che non può vedere né prevedere.scegliamo ora quando, dove e come colpire. e come i nostri antenati accesero la fiamma prima della civiltà, ora dobbiamo ridefinire la parola “conquista”.oggi scriviamo un nuovo capitolo nelle arti della guerriglia urbana.noi non richiediamo braccia o combattenti perchè ne abbiamo in abbondanza.vi chiediamo di formare un fronte in tutto il mondo contro la guerra e la nato. un fronte che è posta sotto l’egida del saggio. un fronte che porterà riforma e ordine e nuove istituzioni che avrebbe sostituito l’ormai corrotto sistema
una chiamata per una rivoluzione globale
gente del mondo!queste parole vengono a voi da coloro che lottano per sopravvivere sotto massicci bombardamenti criminali della nato.
la nostra situazione non è coperta da società di media occidentali.
siamo persone semplici che hanno scelto i principi sulla paura.
abbiamo sofferto crimini e sanzioni, omicidio di massa e saccheggi, che consideriamo le vere armi di distruzione di massa.
noi abbiamo sopportato settimane e mesi di agonia e disperazione, mentre l’onu ci ha condannato e scambiato con le nostre entrate petrolifere in nome del ‘proteggere i civili’.
oltre 60.000 innocenti sono morti durante l’attesa di una luce alla fine di un tunnel che non ha fine, salvo per la colonizzazione del nostro paese e il furto delle nostre risorse.
dopo i crimini delle amministrazioni di francia e gran bretagna in libia, abbiamo scelto il nostro futuro.È il futuro di ogni lotta di resistenza nella storia dell’umanità.È nostro dovere come pure il nostro diritto alla lotta contro le forze della colonizzazione e di tenere le loro nazioni economicamente e moralmente responsabili per ciò che i loro governi eletti hanno distrutto e rubato dalla nostra terra.noi non abbiamo attraversato oceani e mari ad occupare gran bretagna o in francia. non siamo responsabili della crisi economica dell’europa, che tentano di facilità attraverso il furto della nostra ricchezza sovrana.questi criminali hanno cercato di nascondere i loro veri piani per il controllo e il monopolio delle risorse energetiche del mondo, in presenza della minaccia di un potere d’espansione in cina e una forte africa unificata.È ironico che i libici sono a sopportare il carico completo di questo conflitto immenso e approfondimento mai a nome del resto di questo mondo di dormire!
noi non richiediamo braccia o combattenti perchè ne abbiamo in abbondanza.
vi chiediamo di formare un fronte in tutto il mondo contro la guerra e la nato. un fronte che è posta sotto l’egida del saggio. un fronte che porterà riforma e ordine e nuove istituzioni che debbano sostituire l’ormai corrotto sistema.smettere di trattare con la francia, usa, gran bretagna, qatar ed emirati arabi uniti. ridurre o arrestare il consumo di prodotti e la loro propaganda. porre fine alla loro prima di distruggere il mondo intero.educare quelli in dubbio la vera natura di questo conflitto.non credete aale loro bugie dei media.
vittime delle loro forze speciali sul terreno e dei loro burattini libici che sono molto superiori lo ammettiamo. abbiamo solo il desiderio che avessimo avuto più telecamere per mostrare al mondo la vera sconfitta. il nemico è in fuga. essi sono nella paura di un movimento di resistenza non che può vedere né prevedere.scegliamo ora quando, dove e come colpire. e come i nostri antenati accesero la fiamma prima della civiltà, ora dobbiamo ridefinire la parola “conquista”.oggi scriviamo un nuovo capitolo nelle arti della guerriglia urbana.so che aiutando il popolo libico si starete aiutando a voi stessi, per domani potrebbe portare la stessa distruzione a voi. questo conflitto non è una guerra localizzata.
aiutare il popolo libico non significa fare offerte nuovi contratti con francia, usa, gran bretagna, qatar ed emirati arabi uniti.
isolarli.né può il mondo restare ostaggio al loro controllo delle nazioni unite per coprire i loro crimini e furto.
qui li catturiamo in libia per drenare le loro risorse, la manodopera e la loro volontà di combattere.li faremo spendere tanto quanto hanno rubato, se non di più.abbiamo altererà, quindi arrestare il flusso del nostro petroolio a saccheggiare, rendendo le loro strategie obsolete.
quanto prima un movimento rivoluzionario globale è nato, la prima è loro caduta.ai soldati della nato diciamo, “tornare alle vostre case, famiglie e i propri cari. questa non è la guerra. né stanno combattendo per una vera causa in libia “e a sarkozy e cameron, diciamo, esso si mettono, come noi, non come mai previsto.
vi è un’altra sfida prima della fine?
mutassim gheddafi
15 ottobre 2011 15-10-2011 15:40 - mutassim gheddafi
Il gruppo che ha il pugno chiuso e che dice appartenga alla CIA è in prima fila nel far cadere a Roma il governo di Berlusconi.
Allora secondo quel compagno a volere la testa di Berlusconi è anche la CIA!
Ma quanti nemici si è fatto il nano di Arcore in questi ultimi anni!
Sicuramente è perche è amico di Putin e proprio ieri l'altro era con lui a fare il Bunga Bunga russo.
Lo vedo molto male il nano in questi giorni.
sicuramente se anche la CIA lo vuole morto,gli succederà una disgrazia.
Noi comunisti,mettiamo subito le mani avanti.Qualunque cosa gli può accadere da oggi in pòi,noi non ne vogliamo pagare le responsabilità.
se oggi c'è anche la CIA,allora.... 15-10-2011 13:04 - maurizio mariani