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FUORIPAGINA
16/10/2011
  •   |   redazione
    Un'onda indignata attraversa Roma
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     Era nell'aria che non sarebbe stata una manifestazione solo pacifica, come era nell'aria che sarebbe stata una manifestazione oceanica. Entrambe le cose si sono verificate: "Europe Rise Up" per gli italiani è stato un appello che ha fatto subito proseliti: una data, quella di oggi, per ricondurre in piazza i tantissimi movimenti, le innumerevoli vertenze che in questi ultimi due anni hanno attraversato un'Italia fiaccata dalla crisi e da un governo debole e arrogante.

     

     

     

    Mentre scriviamo sono ancora in atto violenti scontri sia a piazza San Giovanni che a piazza Vittorio, dove una parte del corteo per cui è stato impossibile arrivare a piazza San Giovanni - dove avrebbe dovuto finire la manifestazione - aveva ripiegato.

     

     

     

     

    La cronaca racconta una manifestazione determinata, fortemente politica, ricca di contenuti. Dal popolo dei referendum, ai terremotati dell'Aquila, dai cassaintegrati, ai precari. Dagli operai della Fiat a quelli dell'Asinara, dalla scuola pubblica ai no Tav. Tutte le facce dell'Italia che resiste e dell'Italia che non è pacificata. Sono arrivati a Roma con pullman da tutte le città del paese, che stamattina risultavano stra pieni, stupendo anche le organizzazioni, che non si aspettavano una partecipazione così entusiastica.

     

     

     

    Ma non siamo a Genova 2001. Qui i gruppi organizzati che hanno deciso di alzare il livello dello scontro, che non pensano possa avere un senso  "semplicemente" andare in piazza, hanno letteralmente seminato il panico. Ma erano parecchi, non gruppi spauruti, e sicuramente non infiltrati. A Roma sono andate in scena dinamiche che ormai da anni vediamo rimbalzare in tv tra Grecia, Spagna (non gli ultimi indignados), Inghilterra.

    Le azioni violente, molto spesso scellerate, sono iniziate dopo un'oretta che il corteo scivolava da piazza della Repubblica a via Cavour. Insomma, subito, perché perché tanta era la gente che il fiume di persone ha sfilato per almeno tre ore.

    Hanno spaccato banche, un supermercato, incendiato macchine - mentre il corteo passava, con il rischio di fare male a qualcuno - e, l'azione più ripresa, a via Labicana hanno incendiato un ufficio del ministero della Difesa. Fiamme fino al primo piano, ci sono voluti i vigili del fuoco per spegnere quell'immensa colonna di fuoco. Il tetto dell'edificio, tuttavia, è crollato.

     

     

    Spesso lungo la manifestazione ci sono stati dei veri e propri scontri tra i manifestanti che pensavano fosse il caso di spaccare tutto, e chi invece era arrivato a Roma per manifestare pacificamente. Gli uni contro gli altri. Ma poi, a piazza San Giovanni, dove è scoppiata una vera e propria guerriglia urbana (diverse persone, anche tra le forze dell'ordine, sono state ferite, ma un manifestante è ricoverato al San Giovanni in condizioni critiche) anche chi non faceva parte dei "gruppi organizzati" si è contrapposto alla polizia. E a proposito del comportamento delle forze dell'ordine, che per buona parte della manifestazione ha avuto una presenza discreta, c'è da registrare un atteggiamento piuttosto provocatorio nei confronti di chi manifestava. Con veri e propri "caroselli" in piazza San Giovanni, che hanno permesso ai più volenti di impossessarsi, praticamente, del punto di arrivo della manifestazione.

     

    Unanime la condanna dal mondo politico, sia da destra che da sinistra. Ma è pur vero che chi ha alzato il livello dello scontro oggi a Roma faceva parte a pieno titolo di quella grande manifestazione che voleva contestare con forza e determinazione la soluzione alla crisi proposta dalla ricetta indigesta della Bce. Sono ragazzi organizzzati, spesso impegnati politicamente, cresciuti con gli scontri greci negli occhi, indisposti a qualsiasi livello di mediazione con la politica istituzionale. Un pensiero politico che crescerà insieme alla crisi mondiale.Ma a piazza San Giovanni i ragazzi hanno anche cercato di contrastare la polizia con le mani alzate.

     

    guarda le FOTO

     

    VIDEO:


    INTERVISTE AL POPOLO DEGLI INDIGNATI (di Dino Collazzo)

    SAN GIOVANNI PRIMA DELLO SCONTRO

     "MASCHERATI" CONTESTATI

     BANCA IN VIA MERULANA

    FIAMME IN VIA LABICANA-3

    FIAMME IN VIA LABICANA-2

    FIAMME IN VIA LABICANA

    "VIA, VIA I BLACK BLOC"

    CORTEO IN VIA CAVOUR

    I POMPIERI SPENGONO UN SUV

    I VERI MODERATI 

    VAL SUSA 

    SU BRUNETTA

     

     

    LA DIRETTA SMS:

     

    Carlo scrive: Un gruppo di persone sono andate verso polizia e carabinieri con le mani alzate, in particolare una ragazzina molto giovane che si è messa davanti a uno: "Fermatevi, stiamo manifestando anche per voi. Spogliatevi subito delle armi". Se si può contrapporre un'immagine delle violenze fatte da un gruppo di incapucciati c'è quella di una ragazza, molto giovane, bionda, capelli raccolti che si è messa di fronte a un poliziotto grande e grosso. Ora ci sono molte persone sedute a terra, con le mani alzate.

     

    Andrea scrive: Ho visto una ragazza e un ragazzo arrestati, portati all'interno di un blindato. A San Giovanni continuano gli scontri, i carabinieri avanzano, c'è il panico.

     

    Giuliana scrive:Girano voci incontrollate, anche di un manifestante investito da un blindato.

     

    Tommaso scrive: Sono in corso cariche fin sotto il sagrato della Chiesa, i seminaristi hanno aperto un cancello epr far defluire la gente, li aiutano con delle brocche d'acqua.

     

    Arianna scrive: Alla fine tra i manifestanti la sensazione è di sconfitta per tuttil. Corteo spezzato a metà e troppe liti tra manifestanti.

     

    Giuliana scrive: Dal corteo arriva la voce: andiamo a Circo Massimo.

     

    Carlo scrive: A Via Emanuele Filiberto, luci, lampioni, pezzi di cartelli stradale, transenne, è una vera e propria distruzione. Cassonetto che brucia, e intanto qui piovono pietre, carabinieri e polizia stanno tornando lentamente indietro. In quiesto momento la piazza è dei BB, i manifestanti se ne sono andati.

     

    Giuliana scrive: Uno spezzone del corteo è stata deviata a piazza Vittorio.

     

     

    Arianna scrive: A San Giovanni è guerra totale, corteo non esiste più. Bombe carta, lacrimogeni, tantissima gente, nonostante tutto.

     

    Arianna scrive: E' arrivata la polizia, che sta caricando, qui a metà di via Labicana. Sono arrivati anche i vigili del Fuoco. E' guerra tutti contro tutti, e non c'è servizio d'ordine!

     

    Gabriele scrive: Sotto al Colosseo passano gli spezzoni di Sel e della Fiom. Mentre sullo sfondo di via Labicana si vede alzarsi una densa colonna di fumo nero.

     

    Patrizia scrive: Ci sono proprio tutti! C'è il Partito comunista del Lavoratori, ci sono i "Siamo indignati, l'Italia non è in vendita" di Rifondazione comunista. E la musica dal loro camion. Uno striscione appes ad una grata motlo fotografato recita: "Chi pecorsa se fa..il lupo se la magna. Ribelliamoci!". Io sono ancora ll'inizio di via Cavourr...

     

    Carlo: Black Blocks hanno preso a pietrate il corteo, alcuni hanno reagito, altri no. Adesso la polizia sta caricando. La polizia ha chiuso la strada e sta un po' da via Manzoni i BB stanno tirando pietre e di tutto.

     

    Andrea scrive: Sono su via Merulana, la gente corre sulla via parallela urlando caricano.

     

    Arianna scrive: Hanno dato al fuoco la caserma all'incrocio di via Merulana, non ci sono né vigili del fuoco né polizia.

     

    Carlo: Distrutta Banca Popolare del Lazio in via Merulana.

     

    Andrea scrive: Botte tra manifestanti e Black Blocks, momento breve. La gente sta andando contro i Black Blocks gridando "Bastardi".

     

    Tiziana scrive: Incendio a via Labicana. Il corteo è bloccato. Fiamme in un palazzo anche al primo piano grandissimo fumo nero.

     

    Patrizia scrive: No Vat, Susa, Coordinamento lavoratori autoconvocati con lo striscione "Non paghiamo la vostra crisi, rivoltiamo la Bce" e poi il camion del Comitato 1 Ottobre: "contro l'Europa delle banche il debito non lo paghiamo" (Usb). All'internod el lungo spezzone Usb anche le precarie degli asili nido, e le loro canzoni contro il rpecariato e le privatizzazioni.

     

    Eleonora scrive: A Via Labicana spaccata una vetrina dell'agenzia interinale Man Power. Interno devastato.

     

    Arianna scrive: Via Labicana è fuggi fuggi. Casino.

     

    Gabriele scrive: Il corteo sta sfilando da due ore e non se ne vede la fine.

     

    Tiziana scrive: Si sono sentiti dei botti e la gente sta tornando indietro. Sono all'imbocco di via Labicana.

     

    Lia scrive: E' un fiume umano, la testa sta al Colosseo e noi stiamo ancora alla fine a piazza della Repubblica.

     

    Patrizia scrive: Il corteo continua  a sfilare su via Cavour mentre a piazza della Repubblica è ancora fermo. In piazza disabili, Rifondazione comunista, Sel, Anpi, Verdi, Associazione Giuristi democratici, Movimenti per l'acqua e contro il nucleare, i Cassintegrati di Alitalia, precari, non solo giovani. Tanta gente di tutte le età e precari nella vita.

     

    Gabriele scrive: Bilancio piccoli fuochi di via Cavour: due Suv, la vetrina di una banca, due pompe di benzina fuori uso.

     

    Carlo scrive: Sono tornati.

     

    Arianna scrive: San Precario contro San Giovanni..."Siamo tantissimi e a San Giovanni non ci andiamoInvitano a cambio di percorso". Polizia arretra all'altezza di via Labicana.

     

    Carlo scrive: Al Colosseo il gruppo di Balck Blocks lascia ilcorteo e la gente grida: "Via! Via!".

     

    Gabriele scrive: A ritmo di raggae sfilano alcune centiniaia di immigrati.

     

    Tiziana scrive: Una decina di ragazzi vestiti di nero con sciarpe e caschi al lato del corteo del Colosseo.

     

    Carlo scrive: Davanti al Colosseo gente urla: "Fuori i Black Blocks!". I quali prima rispondono insultando e poi gridano: "Siamo tutti antifascisti!".

     

    Gabriele scrive: Dopo il passaggio del blocco antagonista si sono creati alcuni vuoti nel corteo. Che ora trona fitto con lo spezzone di "Uniti contro la crisi".

     

    Andrea scrive: Gli incappucciati sono fermi a 150 metri dal Colosseo, si stanno ricompattando, caschi, sono partiti in questo momento

     

     

    Gabriele scrive: Al centro del corteo gli antagonisti sfilano davanti alle barricate fatte di blindatid ella polizia all'incrocio tra via Cavour e Fori Imperiali: slogan e musica tecno, gli slogan: "Non chiediamo il futuro, ci prendiamo il presente".

     

    Tiziana scrive: Al Colosseo tutto tranquillo, ma si vede fumo lontano.

     

    Giuliana scrive: Ho visto venti minuti fa all'angolo tra via Cavour e piazza Esedra vestiti di tutto punto con anche i bastoni, cappucci neri, e le bandiere rosse,. Li abbiamo visti venti minuti fa, erano vestiti di tutto punto.

     

    Arianna Di Genova scrive: Via Cavour macchine a fuoco. Banca Carim distrutta, vetrine a fuoco. In questo momento la gente si sta allontando.

     

    Tania scrive: Al Colosseo al passaggio dei No Tav polizia in assetto antisommossaavanza verso il corteo. Alla stazione Termini c'è ancora gente che non parte.

     

     

    Gabriele scrive: La testa del corteo è arrivata all'incrocio con via dei Fori Imperiali, la coda deve ancorapartire da piazza Esedra.

     

    Lia scrive: Piazza Esedra è piena a perdita d'occhio.

     

     

    Patrizia scrive: C'è una marea di gente! Ora sta entrando nel corteo il grande camion, applauditissimo, del Teatro Valle occupato! Che, stando alle informaizoni, si posizionerà dopo la Fiom, che sta andando avanti

     

     

    Gabriele scrive: Ci sono anche gli aquilani: "Dall'epicentro della crisi: ora tremate voi!"

     

     

    Lia scrive: Sto distribuendo lo speciale del manifesto e sta andando bene! Ma sono ancora a piazza della repubblica e....è ancora piena!

     

    Gabriele scrive: La testa del corteo è arrivata a metà di via Cavour. Qualche slogan sui beni pubblici, ma soprattutto canti e balli....I tamburi dettano il ritmo per tutti. Impossibile dire quanti sono....

     

     

    Tiziana scrive: Vedo Diliberto a piazza Esedra

     

    Tiziana scrive: Ecco lo spezzone della Fiom, con camion che pompa musica e bandiere. C'è molto casino. Spezzoni arrivano e cercano di infilarsi.

     

     

    Patrizia scrive: Poi gli immigrati "Terra, lavoro, liberazione dai campi e dai supermercati, contro ogni sfruttamento". C'è anche AfriCalabria (L'Osservatorio migranti di Rosarno) che dice: "Il Made in Italy ha una macchia: il nostro sangue".

     

     

    Tiziana scrive: Alla stazione è arrivato il carro con i draghi e i fumogeni rossi!

     

    Gabriele scrive: Dietro la banda di Critical mass, ecco i comitati per l'acqua pubblica: "Si scrive acqua, si legge democrazia"

     

    Tiziana scrive: No Ponte, No Tav, Usb, Casa internazionale delle donne, Cobas, Rifondazione e Fiom i più visibili. C'è anche il camioncino della Freedom Flottilla! Il corteo ha già raggiunto metà di via Cavour.

     

    Gabriele scrive: In testa, dietro lo striscione d'apertura, la banda musicale di critical Mass: ritmo e ballo.

     

    Patrizia scrive: Piazza dellaRepubblica già piena. Il camion con dietro lo spezzone dello sciopero precario inizia a muoversi. Striscioni e parole d'ordine: "Insolvenza verso lo sciopero precario", "senza diritti, reddito, futuro", "rotta indipendente", "basta sindacati e partiti". Seguono i Cobas: "La crisi va pagata da chi l'ha provocata", e i Cobas della scuola "No alla distruzione della scuola".

     

     

    Il 15 ottobre a Roma. FOTO

     

    Il 15 ottobre a Roma. VIDEO

     

    Il 15 ottobre a Parigi. FOTO

     


     

     


I COMMENTI:
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  • Non ho fatto il corteo, sono giunto direttamente a manzoni-labicana pensando di intercettarlo a via merulana. Arrivo mentre i vigili sono impegnati intorno alla caserma. E' terra di nessuno: giovani 'comuni' (ragazzi e ragazze) fanno avanti e indietro, senza fretta, come in un struscio; hanno assistito e forse partecipato agli scontri appena avvenuti ma non sembrano né felici né scandalizzati per l'accaduto. Misti a loro, ma come separati da barriere invisibili, ci sono gruppi 'politicizzati' con i loro striscioni e bandiere arrotolate, sparsi qua e la, incerti sul da farsi. Cercano s. giovanni mentre qualcuno da lontano grida di un concentramento al circo massimo. Sarebbe facile 'animalizzare' tutti noi a partire dal ragazzo, malfermo con la birretta in mano, che urina sulla ruota di un auto. Sembra di essere appena dopo un big bang: vige un tranquillo stato di eccezione che potrebbe essere rotto da un minuto all'altro da una carica che ripulisca questo angolo di città che la questura considera certamente in mano nemica. Infatti, mentre mi avvio verso s.giovanni, un fuggi-fuggi segnala un (falso) allarme.

    A s.giovanni i botti delle bombe carta (una ogni 20-30 secondi) si fanno più assordanti. Il manto stradale è tutto bagnato, pezzi di selciato divelti. Una gran quantità di ragazzi e ragazze a mala pena maggiorenni, dialetto per lo più romanesco e osservazioni su 'quanto sono basterdi i poliziotti, soprattutto quelli in borghese'. Purtroppo non mi vengono le parole giuste per cercare di saperne di più su di loro e il timore di apparire come uno con più di 35 anni (di cui, come diceva un leaderino americano dei sixties, bisogna sistematicamente diffidare) che vuole sociologgizzarli ha la meglio. Ho la netta sensazione che non abbiano niente a che spartire con quesiti tipo: cosa faro' con il mio dottorato? Riuscirò a entrare nel tal ministero? Le loro precarietà sono meno spendibili per i politici e meno pregiate per gli economisti teorici del 'capitale umano'. Che poi è anche molto pratico e determina anche l'entità del risarcimento in caso di sinistro ... Forse sono coloro che vengono a montare l'infisso e chiamano sempre il signore distinto della ditta quando è il momento di pagare. Sotto le scalinate laterali migliaia di loro coetanei fronteggiano un mare di lattice bianco che nasconde i filmati che poi avrei condiviso come tutti in tv. Di fatto permettono lo stallo perché sono una massa critica che non può essere sfondata se non mettndo in conto un certo numero di morti non solo dimostranti. In alto sui gradini all'ingresso della basilica 'pezzi di movimento' assistono in silenzio, attoniti, scattando foto come faccio io, del resto.
    Mentre mi allontano scorgo a neanche 3 metri Marco Ferrando, che solo soletto, la giacca blu inzaccherata, prende un telefono dalla tasca e gira lentamente su stesso. Chissà come sta razionalizzando i 'leones che sono qui' ... mi è quasi simpatico.

    Questo, del complicato 'film' andato in onda a Roma ieri, è il frammento che ho visto. Non è assolutamente sufficiente per valutare il comportamento degli uni e degli altri e, per quanto mi riguarda, è assolutamente compatibile con quello che descrive Leone, che si riferisce a poche e 'ben individuate' unità di guastatori; solo che io ho visto molte migliaia di persone non coinvolte in prima persona ma non avverse se non solidali. Possono in parte somigliare a normali tifosi da stadio ma non sono in piazza per caso o per sfizio: molti di loro hanno addosso gli adesivi con le parole d'ordine della manifestazione.

    Sia ben chiaro il cassonetto/utilitaria/blindato a fuoco non sono lo 'zeitgeist' in azione di alcunché, e di riscoprire Sorel o il Negri infoiato col passamontagna non c'è alcun bisogno, ma se, inzufolati dai due odiosi maestrini Bianca Berlinguer/L. Telese, l'unico problema è quello di dotarsi di un servizio d'ordine contro gli indignati 'potenzialmente cattivi' (che non sono poche centinaia) per proteggere la polizia, il 'movimento' non ha futuro se non come portatore d'acqua di una sinistruccia di governo cui riuscirà finalmente di essere finalmente di classe. Quella alta. 16-10-2011 17:48 - almanzor
  • Per andrea: quando ero piccolo, anche a me mamma ha detto che chi fa la spia non è figlio di Maria. Poi da grande, ho letto Gramsci laddove ha scritto che la verità è sempre rivoluzionaria e mi sono trovato d'accordo con lui.
    Per Catone 48: a Michael Moore non ho telefonato perché l'avvenimento non è accaduto nella sua terra; lo fosse stato, non avrei avuto bisogno di arrangiare nessuna cronaca, ci avrebbe pensato lui come fa da sempre.
    Cari connazionali, che lo vogliamo o no, ora più che mai siamo tutti Neo: o scegliamo la pillola azzurra e continuiamo a rovesciarci reciprocamente addosso il niente che siamo consentendo all'odierna classe dominante di continuare a dominarci, oppure scegliamo la pillola rossa e riorganizziamo una moderna lotta di classe liberandoci prima di tutto di tutti quelli che vogliono fare di testa propria 16-10-2011 15:27 - Leone
  • Dalla tristemente “celebre” e famosissima intervista a Cossiga del 23 ottobre 2008:
    [...] “(basta) infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi,
    diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
    Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri” [...].
    Non ne parla ancora nessuno, ma quei 200 circa che hanno distrutto la manifestazione di indignati a Roma, ieri 15 ottobre 2011, erano tutti agenti di polizia infiltrati e stop (foto a lato: un palese sabotaggio di manifestazione; dicembre 2010, Roma). Se ne riparlerà più avanti, quando ben altre manifestazioni in Italia saranno di nuovo guastate in stile Genova 2001. La Seconda Repubblica è questo: delegittimazione sistematica dei movimenti di piazza, tramite sabotaggio della forza pubblica. Mettiamocelo in testa. E' già successo decine di volte, succederà ancora sistematicamente.

    Per ulteriori informazioni chiedere al ministro Maroni, al prefetto di Roma signor Pecoraro ed al questore signor Tagliente (quest'ultimo era il "super-poliziotto nazionale" del Ministero dell'Interno, capo e responsabile dell'ordine pubblico in tutto il paese, durante gli scontri di Genova...).
    Fonte: http://petrolitico.blogspot.com/ 16-10-2011 14:20 - il solito terrorismo di stato
  • Almeno avete avuto la decenza di dire che non erano solo infiltrati, quelli che hanno alzato il livello dello scontro.Non capisco però quel finale che li va a giustificare,a fare la rivoluzione culturale, di certo, non saranno mai loro, finchè non si diventerà veramente maturi. Fiero di non essere sceso in piazza in mezzo ai tanti rispettabili illusi(di cui ho fatto spesso parte) e ai migliaia di deprecabili egoisti veri saccheggiatori del futuro. 16-10-2011 12:14 - Giulio
  • Credere alla favola dei blackbloc infiltrati dai servizi o dal governo è davvero penoso e offensivo persino della più elementare capacità logica;è del tutto ovvio che costoro hanno preso al volo l'occasione-per via della mancanza del servizo d'ordine-per scatenarsi in tutta la loro primitiva violenza;questi non hanno ideologia,nè idee;vogliono solo sfogare bestialmente le loro frustrazioni di individui falliti e insignificanti,che solo in branco,come le iene,riescono a prevalere su prede molto più grosse di loro.La prossima volta gli organizzatori della manifestazione dovranno militarizzare il corteo,se necessario con l'ausilio di esperti in arti marziali e pugili,se vorranno evitare queste drammatiche conseguenze! 16-10-2011 11:53 - claudiouno
  • Dell'importanza dei piccoli numeri.
    Ci "vantiamo" di essere il 99% del mondo che paga e che giustamente si indigna verso il restante 1%.
    Ieri abbiamo visto che un "misero" 0,1% (300 su 300.000?) ha sputtanato tutto quello che il restante 99,9% aveva messo in piedi.
    Forse è tempo, anche tra di noi, di guardarci bene in faccia e fare due conti a viso scoperto. Sempre a viso scoperto. 16-10-2011 11:08 - danilo
  • E' un film gia' visto!!!!!Mirano a screditare i movimenti e le manifestazioni PACIFICHE!! 16-10-2011 11:01 - Giuseppe
  • Grazie Manifesto.
    Il miglior articolo che abbia letto sulla giornata di ieri. Ed ero là presente.

    PS I BB non esistono 16-10-2011 09:40 - Gg
  • Su dai che tutti questi danni i violenti non ve li hanno fatti, cari non violenti, ma li leggete i giornali, li vedete i telegiornali, tutti benevoli con i poveri manifestanti pacifici che non hanno potuto manifestare come volevano per colpa degli "infiltrati"?
    E certo che sono benevoli, lo sanno benissimo che le vostre mannifestazioni pacifiche non servono a niente, e l'unica cosa che temono è che si diffonda l'idea che sia necessaria una risposta violenta alla violenza del capitale.
    Finché però la violenza si limita a qualche macchina o vetrina bruciata, e pure qualche agente ferito ché tanto è pagato anche per questo, non c'è problema per il capitale.
    Comunque se non volete le violenze nelle vostre manifestazioni, organizzate dei servizi d'ordine, ovviamente pronti ad usare la violenza contro i violenti! Altrimenti, mi sapiace per voi, i primi responsabili della violenza siete voi che organizzate queste manifestazioni all'insegna dell'improvvisazione e della "non violenza"! 16-10-2011 09:29 - Alessandro comunista
  • Ricordo di aver scritto alcune cose già in occasione del 14 dicembre...
    Magari mi ripeterò, forse sarò di nuovo frainteso, ma tant'è.
    La testimonianza dell'AVV. Biscotto mi fa pensare a una cosa che non è complottismo, ne' fantapolitica, ma un mero dato di fatto: GLI SCONTRI DI PIAZZA, nel breve periodo, indeboliscono il movimento (come dice Livia) e RAFFORZANO IL POTERE DI CONTROLLO: dunque possono essere tollerati e anche pilotati invisibilmente da qualcuno!
    Spendiamoci pure in fiumi di parole tra chi è CONTRARIO e chi è FAVOREVOLE alla violenza. Una bella gara di moralismo tra legalisti e teorici protorivoluzionari. Una rincorsa a chi la spara più grossa, nell'uno e nell'altro senso.
    Poi però il punto resta sempre uno, semplice, semplice, alla portata della comprensione e delle opinioni di tutti, perché posto su un piano meramente descrittivo da cui è indispensabile partire:
    LA VIOLENZA DI PIAZZA E' UN FENOMENO RICORRENTE IN CIRCOSTANZE DI CRESCENTE TENSIONE SOCIALE. E fino a che non supera una soglia critica (niente a che vedere con le due vetrine rotte e le quattro auto incendiate di ieri) non produce alcun risultato se non una reazione infastidita del potere politico.
    E' un SINTOMO. Una reazione quasi fisiologica della società che soffre condizioni insostenibili e protesta il suo dissenso.
    Vuol dire dare ragione ai violenti?
    NO!
    Vuol dire innalzare strategicamente la soglia dello scontro?
    NO! (ricordo vent'anni fa di persone che frequentavo e che erano più grandi di me che teorizzavano e preparavano gli scontri di piazza... Gente che ora ha 50 anni e che magari ieri stava ancora dietro quegli stronzi: INSEGNAVANO A SCAPPARE DOPO AVER LANCIATO IL SASSO!!!).
    VUOL DIRE ELUDERE IL PROBLEMA DELLA VIOLENZA, visto che devia il discorso su responsabilità individuali, invece che politiche; visto che muove subbugli gastrici e moralistici a casaccio invece che le sinapsi del cervello per capire cosa accade.
    VUOL DIRE TORNARE ALLE PIATTAFORME DEL MOVIMENTO PER RAFFORZARNE LA PORTATA POLITICA.
    Perché non c'è altro da dire e da fare per fermare chi vuole spaccare tutto, se non rimuovere le cause sociali ed economiche. E perché tanto più aumenteranno quelli che vogliono spaccare tutto, tanto più tutti gli altri continueranno a stare peggio. 16-10-2011 09:12 - Alessandro
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agosto 2011 [ 112 ]
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luglio 2011 [ 111 ]
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giugno 2011 [ 129 ]
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maggio 2011 [ 132 ]
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aprile 2011 [ 100 ]
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marzo 2011 [ 99 ]
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gennaio 2011 [ 100 ]
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marzo 2010 [ 62 ]
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TERRA TERRA
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
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ANTIVIOLENZA Luisa Betti
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    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
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