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redazione
La marcia globale degli indignati
E' richiesta almeno la versione 9.0.0 del flash player. http://www.adobe.com/shockwave/download/Oltre 8.000 persone hanno manifestato pacificamente oggi in GERMANIA a Francoforte, al grido di «Non svendiamo la democrazia alla Bce!», davanti all'edificio della Banca centrale europea, definita dagli indignati simbolo di un sistema finanziario «irresponsabile» ed incapace di gestire la crisi. Giovani, pensionati, famiglie con bambini nei passeggini, a piedi o in bicicletta, gli indignati hanno risposto all'appello lanciato da Attac ad «occupare Francoforte», come recita uno striscione appeso dai militanti tedeschi dell'associazione che manifestano da circa un mese davanti a Wall Street. Complice una bella gornata di sole autunnale, i manifestanti sono scesi in massa in piazza per protestare davanti all'istituto monetario europeo che incarna, ai loro occhi, la deriva di un sistema finanziario «irresponsabile» e «avido».
Indignati in piazza anche a Berlino: secondo gli organizzatori, circa 5mila persone hanno aderito nella capitale tedesca alla protesta globale che sta portando manifestanti in piazza in oltre 82 paesi e 900 città.
In SPAGNA decine di migliaia di indignados sono tornati in piazza a Madrid, dove il movimento contro il sistema finanziario e la disoccupazione è nato lo scorso maggio per poi diffondersi in tutto il mondo. Cinque cortei partiti da quartieri periferici sono confluiti a fine giornata sulla plaza de Cibeles, in centro, per poi dirigersi verso la Puerta del Sol, punto di partenza simbolico del movimento che la occupò per un mese la scorsa primavera.
In BELGIO si è conclusa senza incidenti davanti ai palazzi delle istituzioni, Ue presidiati da un robusto schieramento di forze dell'ordine, la manifestazione degli indignati svoltasi a Bruxelles nel quadro della giornata di protesta indetta a livello mondiale. A scendere in strada nella capitale belga sono state circa 10.000 persone, per la gran parte giovani, provenienti da numerosi paesi europei e in particolare dalla Spagna, dall'Olanda, dalla Francia e dalla Germania. Una manifestazione pacifica e colorata durante la quale sono stati scanditi slogan contro lo strapotere dei grandi conglomerati finanziari e in favore del recupero di una vera dimensione democratica.
In FRANCIA, a Parigi, gli indignati hanno manifestato con un sit-in e un'assemblea popolare che ha visto riunite alcune migliaia di persone in piazza dell'Hotel-de-Ville.
Negli STATI UNITI, (guarda il VIDEO) situazione tesa a Manhattan. La città è blindata: la protesta parte dal distretto finanziario, un migliaio di attivisti si sono dati appuntamento alle 11.00 locali al quartier generale di Zuccotti Park e marciano compatti verso la sede di Chase Bank vicina a Liberty Plaza. Chase è una delle grandi banche americane beneficiarie del salvataggio di stato. L'obiettivo della manifestazione è sfilare davanti a una delle sedi dell'istituto di credito ed entrare in massa nella banca per chiudere i loro conti correnti in segno di protesta, trasferendo i risparmi ad un istituto che «sostenga il 99%» ('Siamo il 99% è uno degli slogan del movimento). Decine di poliziotti monitorano la situazione per evitare lo scoppio di incidenti. Gli indignati si sono mossi finora pacificamente, ma la tensione è già alle stelle.
In CANADA, alcune centinaia di indignati si sono riuniti oggi nel centro di Montreal per rispondere all'appello mondiale contro la precarietà. Gli attivisti hanno piantato una decina di tende a Victoria Square, nel centro della città. «Ci siamo uniti per esistere», si legge in uno striscione esposto nella piazza.
In ISRAELE centinaia di persone sono sfilate stasera a Tel Aviv nell'ambito della Giornata globale di protesta per la giustizia sociale. L'iniziativa si è svolta senza incidenti, ma in tono minore rispetto alle manifestazioni - alcune imponenti - svoltesi in Israele negli ultimi mesi sull'onda della “rivolta delle tende”. Il fenomeno non si è peraltro ancora esaurito, assicurano i promotori, i quali hanno puntano anzi a rilanciare «in grande stile» a fine mese gli sforzi di mobilitazione: con una giornata nazionale di cortei contro le misure e le riforme - ritenute largamente insufficienti almeno da una parte del movimento - annunciate in risposta al malcontento dal governo Netanyahu.
Il movimento di protesta contro la globalizzazione dei mercati e della banche centrali ha chiamato a raccolta nelle piazze studenti, precari, disoccupati, pensionati anche dall’altro lato del mondo. Tutti, «uniti per un cambiamento globale», come recita il titolo del sito internet del movimento internazionale. In NUOVA ZELANDA centinaia di persone hanno marciato nella strada principale di Auckland, mentre altre migliaia nella piazza principale scandiscono slogan contro la cupidigia delle corporation. Centinaia di persone manifestano anche nella capitale Wellington. In AUSTRALIA, a Sydney, circa duemila persone, compresi rappresentanti degli aborigeni, partiti comunisti e organizzazioni sindacali, protestano fuori dalla banca centrale. In GIAPPONE centinaia hanno marciato a Tokyo, per una protesta che comprende anche gli antinuclearisti. Nelle FILIPPINE, a Manila, un piccolo gruppo di manifestanti si sono diretti verso l'ambasciata americana con slogan come «Abbasso l'imperialismo americano» e «Filippine non in vendita». Manifestazione anche a TAIWAN, dove nella capitale Taipei circa un centinaio di persone si sono raccolte al grattacielo Taipei 101, sede della Borsa, cantando «Noi siamo il 99% di Taiwan».
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Quando ti stanno rubando la vita,non basta dire che è una vergogna!
Se mi rubano la vita io gli salto addosso e gli stacco la testa se posso!
Io non sono un indignato.
Io sono un incazzato e rivoglio tutto quello che mi hanno rubato.
Mi hanno rubato la "bicicletta" e con i miei amici sto cercandola.Non farò come su Ladri di biciclette,che ruberò la bici di un altro,perche io voglio la mia bicicletta.
Altro che tirare estintori,mi hanno rubato i strumenti per vivere.
Io ora non vivo più!
E' giusto che muoio senza essere incazzato?
E'Giusto che mi accascio in un angolo rimanendo solo indignato.
Mio figlio ,se faccio così mi schiaffeggerà lui.
Altro che il film,LADRI DI BICICLETTE! 17-10-2011 09:20 - maurizio mariani
la redazione: il moderatore oggi (per fortuna) deve stare dietro a troppi commenti, e non ha vagliato con attenzione quello di bentivi, che comunque per i nostri "standard" e' insultante solo nella parte finale, pure piuttosto volgare.
Due cortei uniti ma divisi.
Quando sono usciti i bastoni ecco che quelli democratici si sono subito dissociati e con le mani alzate sono corsi dalla parte della polizia.
Gli altri,quelli incazzati invece, hanno fatto come i greci.
In trecento come alle Termopili,si sono scagliati contro le decine di migliaia di poliziotti e manifestanti in fuga.
Hanno distrutto tutto quello che gli era tra le mani e che apparteneva a un mondo che loro odiano!
Banche,caserme,persino uffici comunali e circoscrizionali.
Il potere e i suoi simboli ormai sono l'obbiettivo di questi giovani!
Per fortuna che Draghi e gli uomini del parlamento non erano nei paraggi perche altrimenti anche loro come simboli del potere diventavano obbiettivi in movimento!
Certo che Berlusconi l'ha fatta grossa ad far venire il sangue agli occhi a migliaia di giovani.Ora fate un conto,se solo l'uno per cento di questi giovani si dovesse stancare di rompere le vetrine delle banche e domani aspettasse i simboli viventi del potere!
Meditate gente! Meditate!
Hanno ricreato il clima che precede la rivoluzione!
Ma tanto a Berlusconi la cosa gli rimbalza,lui ha trenta agenti di sicurezza che lo scortano alla villa in Sardegna dove ha in programma un fine settimana di Bunga bunga!
Da oggi in pòi tutti quelli che stanno con l'uno per cento dei padroni,diventa obiettivo! 16-10-2011 08:23 - maurizio mariani
nei limiti che la natura impone.
Non sono certo questi politici che possono fare una nuova politica perchè sono essi stessi questa politica di sfruttamento e distruzione della terra e degli uomini: un onuovo olocausto nazi-economico. 16-10-2011 06:07 - alma.gemme