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Daniela Preziosi
Il coro: "isolare i violenti"
Poco prima che parta il corteo, Antonio Di Pietro fa sapere che non ci sarà. Ha altro impegno. In piazza comincia a tirare brutta aria, e l'Idv non ha certo voglia di farsi mettere sul conto le immagini degli scontri e delle auto che bruciano. Nichi Vendola sta per entrare nel corteo «per ascoltare più che per parlare» quando nelle vie intorno a San Giovanni il clima si è già incarognito. E decide di fare retromarcia. Fausto Bertinotti, l'ex presidente della camera che ha scritto un lungo saggio sulla necessità della rivolta, ha annunciato una sua presenza «umile e intensa». Ma anche lui in piazza non si vede.
Nel fiume di persone che ieri ha attraversato Roma, i leader della politica 'tradizionale', anche quelli più vicini agli 'indignati', non ci sono. Gli organizzatori hanno chiesto loro di non monopolizzare le telecamere e di abbassare le bandiere di partito. Così succede. I giovani del Pd sono in centinaia, ma sotto gli striscioni gialli del Comitato 9 aprile, quelli di 'Il nostro tempo è adesso', che a fine giornata commentano: «Nessuna violenza può mettere in discussione le ragioni di una generazione che si vuole riprendere la sua vita, che si ribella in modo non violento e che chiede diritti»
Restano in alto solo le bandiere di Sinistra ecologia e libertà, ma i militanti poi debbono portare in ospedale anche uno dei loro. Ci sono anche le bandiere del Pcl, di Sinistra Critica, e della Federazione della sinistra: il segretario Prc Paolo Ferrero, in piazza per tutto il pomeriggio, alla fine conclude che «la grande e pacifica manifestazione di massa è stata la vittima sacrificale di qualche decina di imbecilli incappucciati, che il corteo ha contrastato come ha potuto, e di una gestione assurda dell'ordine pubblico che ha ricordato le peggiori pagine di Genova».
A metà pomeriggio invece gli altri leader ritrovano il fiato per condannare gli scontri. La destra ce l'ha con quelli gli «incappucciati», ma da qui agli avversari politici il passo è breve. Silvio Berlusconi si apre la strada che, c'è da scommettere, batterà per giorni: «Gli incredibili livelli di violenza raggiunti» oggi a Roma cono «un segnale molto preoccupante per la convivenza civile». Che nell'esasperazione della piazza lui porti qualche responsabilità, è pensiero che non lo sfiora. Dai suoi si scatena subito l'attacco alla sinistra: «Macché indignati, sono i soliti comunistos», dice il piemontese Ghiglia, tanto per fare un esempio. Un tal leghista (per la cronaca Paolo Grimoldi): «Questa è la sinistra: disordine, ignoranza, violenza. Raccogliamo i frutti dei sermoni di Vendola, Di Pietro e Camusso». A complicare la situazione, il sindaco di Roma Alemanno denuncia l'assalto a una sede storica del suo partito, L'Msi prima ancora che quello attuale, a Piazza Tuscolo, poco lontano da San Giovanni.
Per questo le condanne più dure vengono proprio dal campo del centrosinistra . Il segretario del Pd Bersani chiede, forse più che altro agli alleati, «una condanna corale di ogni atto di violenza» che colpisce «al cuore le ragioni di un movimento. A Roma si sono viste cose vergognose. Bisognerà capire come sia possibile che centinaia di delinquenti abbiano potuto devastare, aggredire, incendiare e tenere in scacco per ore il centro». Come se non bastasse, c'è anche una statua della Madonna distrutta, con processioni di parroci che se ne lamentano.
Per Nichi Vendola si sono viste «due manifestazioni. Una meravigliosa di persone che hanno manifestato pacificamente lo spirito di rivolta contro un destino di precarietà. L'altra, quella di minoranze di teppisti, black block che sono in azione per togliere la scena agli indignati». Una violenza che «crea solo un cortocircuito che serve a militarizzare il conflitto, mentre questo conflitto, che riguarda la cultura, l'economia e la società, appartiene alla stragrande maggioranza dei cittadini». Di Pietro esprime «solidarietà alle forze dell'ordine» e persino «si congratula» per «il lavoro svolto». «Siamo vicini al popolo degli indignati che ha manifestato pacificamente e che è stato ostaggio di un manipolo di criminali. Bisognava fermarli prima. Vogliamo escludere che siano stati lasciati liberi di agire».
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Il Manifesto giornale per la propagnada dell'ala sinistra del PD.
Vergogna 26-10-2011 12:54 - mirko Parasole
anzi te lo stavano proprio allungando, poi gli incappucciati hanno rovinato tutto. 16-10-2011 23:00 - bozo5
Ieri si è protestato in decine di città in tutto il mondo. Pare, dico pare, che, dopo lustri di dominio della finanza globalizzata, alla fine sia spuntata un'opposizione globalizzata. A new york Rushdie e altri intellettuali hanno dato appoggio al movimento. A Londra Assange se l'è presa con le banche. Sul NYT c'è un bellissimo articolo di un urbanista, M. Kimmelmann, che vede nell'accamparsi della gente a Zuccotti Park un riappropriarsi dello spazio pubblico, una voglia di comunità che pareva sparita. Eventi politici ed economici di prim'ordineine, perlomeno degni di essere presi in considerzione.
E noi di che stiamo a parlare? Di 200-300 deficienti che hanno fatto casino. Di ciò che ha detto Bersani o Berlusconi - notoriamente dotati delle capacità di discernimento di una cozza -; dei riflessi della politica interna dei fatio di ieri. Come se tutto questo contasse qualcosa. Sveglia!!! L'Italia non è il centro del mondo. Il bene e il male di quel che è successo ieri va visto in un contesto infinitamente più vasto. Che i nostri politici non se ne accorgano, o facciano finta di, va bene, è scontato. Lo sappiamo tutti che il oro ideale è starsene in poltrona e gaurdare l'orticello coltivato dal fedele villico. Quel che importa è la costruzione di un nuovo tipo di società. Provarci. Gettare le basi. Ricreare il senso di bene comune. Ricreare una società dove cittadinanza significhi partecipazione. Lo diceva Aristotele, cavolo! ma non diteglielo a Bersani o Berlusconi, altrimenti lo fanno arrestare, 'sto sovversivo dei miei stivali.
Saluti. 16-10-2011 20:48 - bruno di prisco
Nemici incappucciati fanno a pezzi una statuetta sacra.
Casarini indignato come una biscia (era la madonna di Lourdes) tenta di ripararla con Attac.
(dal sito www.globalprogiet.ix) 16-10-2011 19:02 - Urca!
Dopo la ritirata che hanno fatto d'avanti le forze di polizia,nessuno gli dirà mai che sono dei violenti.
Ma quale violenti,quelli del PD sono leprotti con le mani alzate.
Mica stiamo con gli edili della Filea o con quelli della FIOM,quelli che scappavano come leprotti erano del nuovo ulivo!
In borgata da me, tutti ne parlano e ridono,ridono a crepapelle.
Bersani che corre con le mani alzate....
Pavidi o giudiziosi?
Una volta i comunisti uscivano con i Stalin attaccati alle bandierine del PCI e quando c'era da menare,si menava alla grande!
Piazza Statuto,le camionette rivoltate e i caroselli della polizia,erano pane quodidiano per i vecchi comunisti.
oggi invece sono caduti tutti da cavallo sulla strada di Damasco.
Eccoli la con le manine alzate a chiedere alla polizia di essere protetti!
L'immagine l'abbiamo ormai stampata sul nostro immaginario.
Non si preoccupino quelli dell'ulivo,non sono loro quelli che danno fastidio alle banche e alla polizia!
tranquilli,ormai vi conosciamo bene! 16-10-2011 16:53 - maurizio mariani