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redazione
Caccia al "blocco nero". La polizia denuncia: "Lacrimogeni scaduti"
10E' in corso da stamattina una maxi operazione in tutto il territorio italiano negli ambiti anarchici e considerati, dai servizi italiani, quelli legati alle aree più radicali del movimento. Dalle informazioni finora raccolte perquisizioni ci sono state a Milano, anche se nessuno è stato arrestato. Sei arresti, invece, sono stati effettuati a Firenze: le sei eprsone, definite da ambienti della polizia "anarco-insurrezionalisti", sono stati fermati dalla polizia stradale a bordo di un furgoncino bianco. Rientravano da Roma. All'interno del furgoncino, materiale che sarebbe stato utilizzato epr glis contri di sabato. Sono centinaia le forze dell'ordine che dall'alba sono impegnate nel maxiblitz, concentrato su quattro regioni in particolare: Trentino, Lombardia, Lazio e Sicilia.
Eppure le persone arrestate in piazza domenica, e che verranno sottoposte ad interrogatorio entro mercoledì, raccontano un'altra storia, forse più inquietante. Non si tratta infatti di persone riconducibili a gruppi specifici, anche se alcuni di loro hanno alcuni precedenti che fanno intendere la frequentazione di ambienti di sinistra. Ma, soprattutto, sono tutti giovanissimi, al di sotto dei trenta, addirittura minorenni. Niente a che fare, insomma, con l'immagine di un gruppo coordinato da 40-50enni alla ricerca di una rivalsa sociale. I devastatori di Roma erano un gruppo organizzato, ma hanno trovato l'appoggio di varie persone che non erano affatto "vestite di nero" e che si scopre essere ragazzini pronti a tutto.
I12 arrestati sono tutti sotto i trenta anni; tra gli otto denunciati i minorenni sono sei. Tra loro anche quattro donne. Tutti rischiano l'accusa di danneggiamento e devastazione, mentre la Procura di Roma esclude l'aggravante di terrorismo. Stamattina il pm inoltrerà al gip la richiesta di convalida dei fermi per resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale e chiederà l'emissione di ordinanze di custodia in carcere.
Digos e polizia scientifica per ricercare gli autori dei disordini di sabato, si stanno districando tra migliaia e migliaia di video e foto. Alcune circolano sulla rete, e sarebbero addirittura "rivendicate" dagli autori degli scontri. Altri, invece, sono spontaneamente inviate alla polizia dai manifestanti "pacifici", che vogliono denunciare chi gli ha impedito di arrivare a piazza San Giovanni. Ovviamente non mancano i filmati realizzati dagli stessi agenti, come anche quelle delle telecamere disseminate per le strade della città.
Tra gli "ambienti" sospettati dagli inquirenti di aver avuto una "regia" negli scontri di sabato non ci sono soltanto le "classiche" aree anarchiche e radicali di alcuni centri sociali, ma anche le aree degli ultras.
Fatto sta che la fotografia che emerge dalle persone "beccate" in strada, spesso con l'armamentario che è stato vista in strada sabato e che ha colpito proprio per l'organizzazione che lasciava intravvedere (maschere antigas, spranghe, fumogeni, elementi di abbigliamento per travisarsi), sono ragazzini, spesso liceali. Alcuni minorenni, senza precedenti. Quelli considerati essere "i capi", sembrano essere stati etichettati così semplicemente in base all'età - sono un po' più grandi, ma sempre piuttosto giovani - e al fatto di avere almeno qualche precedente, anche se non si tratta di nulla di grave. C'è ad esempio un ventunenne anarchico di Lecce, studente a Bologna, fermato dalla Digos in via Merulana; un giovane di 22 anni già denunciato per aver preso parte ad un rave in passato, una ragazza romana di 29 anni; un ragazzo di 21 anni di Brindisi, un catanese di 23 anni e un giovane di Trento. Ci sono inoltre due ragazzi nati all'estero ma residenti da anni in Italia.
Ma anche la polizia ha le sue denucne da fare, come riporta il sito Poliziademocratica.it. Descrivendo cosa si trova a terra di piazza San Giovanni, devastata dagli scontri, Claudio Giardullo, segretario generale della Silp-Cgil, rileva le "armi" utilizzate dal "blocco nero", ma anche "la grande quantità di bossoli di lacrimogeni, di vario calibro e modello: ne è stata sparata una quantità notevole. Alcuni, raccolti anche dai tanti curiosi che sono andati sul 'campo di battaglià, all'altezza dell'incrocio tra Via Emanuele Filiberto e piazza San Giovanni, sono scaduti nel 2006. Sui bossoli si legge: «Cartuccia 40 mm irritante» e sotto 'validità 12/06'".Ma Giardullo denuncia anche le condizioni in cui sono costretti a lavorare gli agenti: "Parlare di un caso adesso è più difficile, ma è la seconda volta, la prima è quella del G8 di Genova, che un governo guidato da Berlusconi, di fronte a una manifestazione dove si sa che saranno presenti anche i violenti del blocco nero, sceglie di blindare la 'zona rossa' e lasciare città, poliziotti e manifestanti pacifici agli scontri. Nello stato di diritto - continua Giardullo - difendere i palazzi delle istituzioni è assolutamente giusto e necessario; non giustificabile è, invece, l'idea che conti poco evitare che le città siano messe a ferro e fuoco, o che i poliziotti, che anche ieri hanno affrontato il loro impegno con professionalità nonostante i crescenti problemi organizzativi, servano a risolvere in piazza i problemi politici di un governo, o, ancora, che garantire il diritto a manifestare pacificamente sia solo una clausola di stile nell'ordinamento del nostro Paese". Ieri, conclude, "garantire questo diritto è finito in coda alle priorità del Governo e questo, rispetto alle altre 952 manifestazioni nel mondo dove invece è stato garantito, vorrà pure dire qualcosa"
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http://lombardia.indymedia.org/node/34874 18-10-2011 12:10 - Luciano
DUNQUE POTREBBERO ESSERE MANIPOLI FASCISTI ANCHE SE PER MASCHERARE LA LORO VERA IDENTITA', DISTRUGGONO PLATEALMENTE PERSINO IMMAGINI SACRE DEL CULTO CATTOLICO.
CHI HA UN PO' DI SALE IN ZUCCA DOVREBBE RIFLETTERE SU QUESTO. 17-10-2011 22:06 - Vicario