-
|
Maurizio Matteuzzi
Paese Basco, strada stretta verso la pace
L'opportunità per «la fine dell'ultimo conflitto armato in Europa», quello nel Paese basco spagnolo, c'è ed è chiara. Ma (sperando di sbagliarsi) è poco probabile, anche se si riveleranno vere «le voci» raccolte dal Guardian di Londra e da un anonimo esponente del (moderato) Partito nazionalista basco (Pnv) circa l'imminente annuncio («entro la settimana») da parte dell'Eta del «definitivo» addio alle armi, che l'opportunità sia colta. Almeno prima (ma anche dopo...) del 20 novembre, giorno delle elezioni politiche anticipate che vedranno il trionfo annunciato della destra, il Partido popular di Mariano Rajoy. Di certo la destra non vorrà lasciare questa carta ai socialisti. E anche «a sinistra» non sarà facile accettare il principio che la fine del conflitto basco sia in qualche misura negoziata con «la banda terrorista» dell'Eta. Come pure il principio di un interlocutore internazionale a fungere da «facilitatore».
Tuttavia l'opportunità c'è e con ogni probabilità non è mai stata così vicina come adesso che l'Eta è indebolita al massimo, che la sinistra abertzale basca sembra aver scelto definitivamente la via politica-democratica per le sue rivendicazioni d'indipendenza.
E' in questo contesto e per spingere avanti questa opportunità che ieri si è riunita a San Sebastián, nel Paese basco spagnolo, una «conferenza internazionale di pace» promossa dal movimento sociale basco Lokarri e dal Gruppo internazionale di contatto costituitosi a Bruxelles nel 2010 e guidato dall'avvocato sudafricano Brian Currin, in prima fila nelle mediazioni politiche che portarono alla fine dei conflitti in Irlanda del nord e nel Sudafrica dell'apartheid. All'appuntamento di Donostia (il nome basco di San Sebastián), benché invitati, non erano presenti il governo Zapatero, il governo regionale (una coalizione spuria Pse-Pp) e il Partido popular, ma c'erano praticamente tutte le forze politiche basche (anche il Pse, la branca basca del Psoe), i sindacati (Comisiones obreras e Ugt). E, a livello internazionale, l'ex premier irlandese Bertie Ahern, che ha letto il comunicato finale in 5 punti, l'ex-segretario Onu Kofi Annan, il leader del Sinn Fein irlandese Gerry Adams, la ex premier norvegese Gro Harlem Bruntland, l'ex-ministro francese Pierre Joxe e Johnatan Powell, l'ex capo di gabinetto dell'ex premier britannico Tony Blair.
Attenti a non urtare suscettibilità («non siamo venuti per imporre qualcosa ma con la speranza di offrire idee dalla nostra esperienza personale»), i «facilitatori» se proprio non li si vuole chiamare «mediatori», dicono, nel comunicato finale, che «quando c'è una vera opportunità per arrivare alla pace, si deve approfittarne», ma «ci vuole coraggio, volontà di assumersi rischi, impegni profondi, generosità e visione da statisti». Per loro oggi «è possibile farla finita con più di 50 anni di violenza e raggiungere una pace giusta e vera». Come? Chiamando l'Eta a «una dichiarazione pubblica della cessazione definitiva delle attività armate» e «a sollecitare un dialogo con i governi di Spagna e Francia per trattare esclusivamente delle conseguenze del conflitto» (allusione implicita a questioni quali la situazione degli 800 detenuti etarras e il disarmo del gruppo). Ma, punto due e più ostico, facendo appello «ai governi di Spagna e Francia a dare il benvenuto» all'eventuale dichiarazione «e accettare di iniziare conversazioni» per trattare «esclusivamente» di quei punti. Tre, invitare tutte le parti in causa ad avviare «passi profondi» verso «la riconciliazione» e «il risarcimento di tutte le vittime». Quattro, convocare un referendum democratico e quinto offrirsi come «comité de seguimiento de estas recomendaciones».
Come ha detto Gerry Adams «è una strada a doppio senso». Ed è questo che la rende impervia. Come dimostrano le prime reazioni. «Resistere alla tentazione dell'impunità», ha detto un organismo delle vittime del terrorismo Eta; «sarebbe un disastro morale trattare con equidistanza le vittime e gli assassini», ha dichiarato l'ex-premier del Pp Aznar; «La "conferenza di pace" accetta le condizioni dei terroristi», ha titolato l'ultra-destro quotidiano Abc...
- Mi auguro che si arrivi alle fine di ETA. Credo però che la mediazione di Brian Currin, Gerry Adams, Kofi Annan, ecc., non sia necessaria. In passato, ad esempio nei primi anni ottanta con un governo della scomparsa Unione di Centro Democratico, si è arrivati allo scioglimento e all'abbandono delle armi di ETA p-m (ETA politico-militare) con generose misure di indulto e reinserimento nella società per gli ex-terroristi che hanno aderito all'iniziativa. Penso che i governi spagnoli, di sinistra o di destra, saranno sempre disposti a scelte analoghe. Poiché in Spagna è possibile difendere e sottoporre agli elettori pacificamente le proprie idee, anche a favore dell'indipendenza dei Paesi Baschi, sta a ETA decidere unilateralmente di abbandonare e consegnare le armi. Il governo e la maggioranza della società spagnola non vorranno vendette e sapranno perdonare se il perdono verrà chiesto. 18-10-2011 12:40 - Julio
- 31/10/2011 [2 commenti]
- 31/10/2011 [4 commenti]
- 30/10/2011 [15 commenti]
- 30/10/2011 [4 commenti]
- 30/10/2011 [2 commenti]
- 29/10/2011 [22 commenti]
- 29/10/2011 [4 commenti]
- 29/10/2011 [2 commenti]
- 29/10/2011 [1 commenti]
- 28/10/2011 [6 commenti]
- 28/10/2011 [11 commenti]
- 28/10/2011 [1 commenti]
- 27/10/2011 [20 commenti]
- 27/10/2011 [3 commenti]
- 27/10/2011 [5 commenti]
- 26/10/2011 [4 commenti]
- 26/10/2011 [4 commenti]
- 26/10/2011 [6 commenti]
- 25/10/2011 [14 commenti]
- 25/10/2011 [1 commenti]
- 25/10/2011 [4 commenti]
- 25/10/2011 [10 commenti]
- 25/10/2011 [5 commenti]
- 24/10/2011 [5 commenti]
- 24/10/2011 [3 commenti]
- 24/10/2011 [0 commenti]
- 24/10/2011 [8 commenti]
- 24/10/2011 [1 commenti]
- 23/10/2011 [10 commenti]
- 23/10/2011 [3 commenti]
- 23/10/2011 [3 commenti]
- 23/10/2011 [1 commenti]
- 22/10/2011 [6 commenti]
- 22/10/2011 [27 commenti]
- 22/10/2011 [0 commenti]
- 21/10/2011 [15 commenti]
- 20/10/2011 [83 commenti]
- 20/10/2011 [0 commenti]
- 20/10/2011 [8 commenti]
- 20/10/2011 [14 commenti]
- 19/10/2011 [14 commenti]
- 18/10/2011 [41 commenti]
- 18/10/2011 [24 commenti]
- 18/10/2011 [1 commenti]
- 18/10/2011 [15 commenti]
- 17/10/2011 [33 commenti]
- 17/10/2011 [5 commenti]
- 17/10/2011 [3 commenti]
- 17/10/2011 [9 commenti]
- 16/10/2011 [74 commenti]
- 16/10/2011 [10 commenti]
- 16/10/2011 [9 commenti]
- 16/10/2011 [7 commenti]
- 15/10/2011 [5 commenti]
- 15/10/2011 [7 commenti]
- 15/10/2011 [8 commenti]
- 15/10/2011 [3 commenti]
- 14/10/2011 [6 commenti]
- 14/10/2011 [11 commenti]
- 14/10/2011 [5 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Fanaticolandia 2
di luca celada - 13.02.2013 07:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11










