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Rocco Di Michele
Proibito il corteo della Fiom
A memoria di sindacalista, non si ricorda una cosa del genere. Ma il governo prova a trasformare una giornata di conflitto aspro in occasione di vendetta. Verso chi manifesta in genere, certo. E soprattutto nei confronti della Fiom, che della giornata di sabato è stata protagonista pacifica e anche molto arrabbiata per la piega presa dagli eventi.
Quando Maurizio Landini, segretario generale dei metalmeccanici della Cgil, ha dato notizia in conferenza stampa del divieto disposto dalla Questura sulle tre piazze richieste per la manifestazione di venerdì, molti sono rimasti con un punto interrogativo stampato negli occhi. «La questura non ci ha ancora autorizzato il corteo. Per noi fare il corteo è necessario, a maggior ragione dopo quello che è successo sabato. Chi si è organizzato per mesi lo ha fatto per colpire chi manifestava. Noi garantiamo la sicurezza. Nelle nostre manifestazioni non si viene con i caschi e gli zaini pieni di cose. Si viene con la faccia scoperta e con le mani libere».
In un primo momento era stata richiesta piazza Navona. Ma su questa già gravava un'ordinanza di divieto generico da parte del sindaco della Capitale, l'ex fascista Gianni Alemanno; che aveva a sua volta preso a pretesto un «vandalo» sorpreso mesi fa a danneggiare in perfetta solitudine una delle tre fontane della piazza. Bocciata anche la seconda richiesta - piazza Farnese - giudicata troppo vicina alla prima. Fin qui si era ancora nella «quasi normalità», e queste risposte erano state date ancor prima della manifestazione e degli scontri di sabato. Ma la lunga attesa per una risposta sulla terza piazza - Santi Apostoli - aveva fatto capire che c'è un calcolo e un disegno politico dietro le lungaggini.
Un disegno diventato chiaro nel pomeriggio, quando da via San Vitale è trapelato un divieto formale al corteo. Le parole usate sono però forse ancora più gravi dell'atto in sé; veniva infatti detto che «non c'è nessun divieto a manifestare, ma ai lavoratori della Fiom sarà messa a disposizione venerdí una piazza. Non ci sarà un corteo alla luce di quanto accaduto sabato scorso». Continuava la mediazione per «garantire il diritto di tutti a manifestare» e «venire incontro alle esigenze dei romani che hanno pagato un prezzo troppo alto» a causa del corteo dello scorso sabato. Ma al momento, «per motivi di sicurezza», niente corteo.
Una decisione di una gravità eccezionale. Le «ragioni di sicurezza» sono decisamente una scusa risibile. La manifestazione del 21 interessa soltanto lavoratori della Fiat e di Fincantieri: ovvero gente che lavora da anni fianco a fianco, si conosce benissimo e verrà a Roma mettendosi in piazza per gruppi sostanzialmente omogenei (per azienda e singolo stabilimento). Che in una situazione del genere si possa «infiltrare» qualche giovane «vestito di nero» è assolutamente da escludere. Se anche non si trattasse della Fiom - che ha una storia chiarissima di come «sta in piazza» - quella motivazione non potrebbe reggere a un esame men che superficiale.
Le tute blu non intendono però accettare un diktat del genere e insisteranno «nel chiedere di fare un corteo e di terminare in una piazza». Come hanno sempre fatto. «Speriamo ancora che la questura ci ripensi; noi non consideriamo questa risposta definitiva. Non esiste che non ci diano una piazza». In fondo, spiegano a Corso Trieste, «sarebbe la risposta migliore ai fatti di sabato». Una bella manifestazione operaia, pacifica, per conservare il diritto democratico garantito dalla Costituzione.
«Sembra incredibile che a solo un anno dalla manifestazione del 16 ottobre - quella in cui la Fiom e i movimenti portarono a Roma quasi mezzo milione di persone, ndr - si sia arrivati a questo punto. Se la risposta a 1.000 violenti è vietiamo le manifestazioni, si tratta di una risposta pericolosa». E anche un po' assurda, visto che al corteo era stata invitata a partecipare anche la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso.
Ma il clima politico viene avvelenato in modo bipartisan, rendendo difficile ragionare in modo serio su un argomento serissimo come l'esercizio della democrazia. Da una parte c'è la stampa berlusconiana che sparge allarmismo parlando di «sindacato che prepara un autunno caldo contro il governo» (Il Giornale, ieri), di volontà di «portare in piazza i lavoratori per protestare contro le politiche economiche del governo» - fatto assolutamente normale, visti gli effetti che queste stanno già avendo. Dall'altra c'è una parte della stampa anti-berlusconiana che pensa di poter mettere in difficoltà il Cavaliere sorpassandolo a destra e chiedendo «massima fermezza» nella gestione dell'ordine pubblico. Fino a un Antonio Di Pietro che rispolvera i fasti omicidi della «legge Reale» (254 morti e 371 feriti, quasi tutti innocenti cittadini che si erano trovati a passare nel posto sbagliato al momento sbagliato; www.ecn.org/lucarossi/625/625/tab1.htm).
Con «democratici» così, le svolte reazionarie hanno spesso la strada spianata.
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Ogni transazione che facciamo con il bancomat, carte di credito, ci costa dei soldi (e anche chi beneficia!) , soldi gratis che ci rubano le famose banche, soldi elettronici che fanno male al cittadino ma che ingrassano i parassiti.
Se pensate, quante carte di credito, bancomat, tessere e tesserino ci sono in giro per il mondo, ed a quanti miliradi di euro esse rendono alle banche solo per usarle, vi mettete solo che paura! a questo ci hanno portato, è diventato uno schema sociale “normale”, non avere contanti in tasca, ma d’essere obbligati ad usare le tesserine del disastro di tutti quanti! guadagni meno di 2000 euro al mese?
(la stragrande maggioranza della popolazione mondiale):
Dunque dovrebbe essere proibito usare le tesserine del disastro, a cosa servono se a fine mese non mi rimane niente?
E perchè ci obbligano ad “accreditarli” in banca?
semplice: sono miliardi di euro per le banche dati gratis!
si fa un assegno, e per incassarlo ci vuole la famosa ” valuta “? giorni e giorni, le banche usano i nostri soldi per i loro oschi affari!ma siamo diventati tutti dei pazzi o dei scemi?
Abolite anche gli assegni!
Idem per le auto (oramai è 1 "bene" acquisito dentro al cervello lobotomizzato di tutti, necessario ma talvolta superfluo!):
non hanno 1 dispositivo audio-telefonico incorparato dalla fabbrica? Proibita la vendita!
Cosi si evita il ricatto-trappola delle multe per parlare con il telefonino!
Velocità eccessiva? ok!
le auto che non hanno 1 dispositivo autoregolatore che ponga il limite massimo consentito incorparato dalla fabbrica: proibita la vendita!
E cosi via, altri centinaia di esempi.
Siamo tutti dei robot inconsapevoli della truffa a cui veniamo sottoposti tutti i giorni, a 360 gradi, incominciando con le banche!.
Perchè dovrei “accreditare” lo stipendio in banca, quando non basta neanche per arrivare a fine mese? meglio incassarlo in contanti, non credete?
Il datore di lavoro si rifiuta?
vuol dire che anche lui non ha 1 lira, ed è 1 schiavo ad interesse delle banche, tutta carta straccia elettronica!
Fatta da garanzie da strozzinaggio!
Bruciare tutti i supporti magnetici per le transazioni, chiudere conti correnti inutili che non servono a niente, solo spese…, interessi a credito? ma quando mai!
Solo i straricchi............
Hai 1 mutuo? la rata mensile di XXXXX ?
ok: pagate la rata in contanti in banca!
Non avete contanti in tasca?
Bruciate tutte le rate o ridate indietro il bene che non vi potete permettere!
Chiudere tutti i conti correnti adesso, altro che manifestazioni:
torniamo ai soldi veri, se esitono e da tenere sotto il materasso.
Bisognerebbe creare una rete, una organizzazione molto ma molto ben attrezzata ED ORGANIZZATA, spratutto mediaticamente in tutti i sensi, che ponga questa "risposta" al sistema putrido in cui viviamo.
Chiudete con le BANCHE:
UNA MODA AUTOLESIONISTA, da Lobotomizzati cronici. 19-10-2011 13:59 - Chiudete con le BANCHE
Forse sarebbe meglio auto giudicarci e condannarci per non fare noi il proprio mestiere cioè RIBELLARSI. Tutti a Roma non solo gridare. 19-10-2011 10:22 - danilo
Se ben ricordo anche quando c'era il fascismo si vietava ai lavoratori di manifestare.
Alemanno è un democratico ex fascista,che come tutti i fascisti,non dimentica le sue origini!
Quelli della FIOM devono fare un presidio a sedere per terra!
Li vedete voi i lavoratori seduti per terra?
Io proprio no!
Staremo a vedere chi si sdraierà per terra! 19-10-2011 09:38 - maurizio mariani
Proibire le manifestazoni pacifiche.A questo serve il teppismo.Una bella stampella per il potere che così cerca di ricompattarsi. 19-10-2011 09:13 - Lequinio
Come i tanti organizzatori di sinistra, dalla Fiom alle altre sigle sapevano e si aspettavano.
E come già scritto al commento di Parlato, e ribadito poi da Rinaldini, se proprio volevano fare cià che hanno fatto, invece di nascondersi vigliaccamente in una altra manifestazione,i nerovestiti, potevano farne una per conto loro, visti i tanti simpatizzanti che sembrano avere, tra cui"A".
Detto questo, la Fiom è l'unico organo veramente di sinistra che ancora argina il declino dei sindacati, ormai inesistenti, cgil compresa, per non parlare del .........nulla, governo, associazioni, che esiste oggi in Italia.
Oltre la Fiom non c'è niente altro a difendere il minimo consentito per un diritto civile alla difesa dei prorpi diritti.
Ma non si accettano lezioni da chi sembra che minimizza cosa è successo sabato, lezione pura di prevaricazione di violenza fascista.
p.s. nelle vere battaglie che si sono fatte intorno al 1977 non si tiravano gli idranti per spegnere gli incendi!
Forse c'è bisogno di scuola, politica e culturale, anche da quelle parti!
Perchè la violenza è facile, ma manca tutto il resto!
Donatella Castellucci 19-10-2011 08:50 - Donatella Castellucci
Dimostreranno anche i lavoratori di polizia quanto saranno in grado di solidarizzare in concreto con i metalmeccanici; in ultimo: che la FIOM chiami a raccolta anche altre categorie (seppur a 48 ore dalla data) in sostegno; saremo pronti a sostenere i compagni. 19-10-2011 08:36 - Lister
http://www.rassegna.it/articoli/2011/10/17/79177/lavoro-cgil-3-dicembre-manifestazione-nazionale-a-roma 19-10-2011 04:44 - lulu