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redazione
Libero Shalit e 477 prigionieri palestinesi
Gilad Shalit è stato rilasciato, 477 prigionieri politici palestinesi sono liberi. Il caporale dell’IDF, con indosso un uniforme dell’esercito, è stato accompagnato intorno alle 8 di questa mattina al confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, a Rafah. A trasmettere le prime immagini del caporale è stata la tv egiziana: alle spalle di Shalit, Ahmed Jaabri, comandante militare di Hamas.
Il soldato, prigioniero di Hamas dal giugno 2006, apparso dimagrito ma in buone condizioni di salute, ha parlato alla tv egiziana, spiegando di aver saputo dell’accordo una settimana fa. Dicendosi felice per la liberazione dei prigionieri palestinesi (“ma a condizione che tornino alle loro famiglie e abbandonino la lotta”), Shalit ha aggiunto: “Spero che questo accordo possa aiutare il processo di pace tra israeliani e palestinesi”.
Subito sottoposto a visite mediche e psicologiche, è stato consegnato nelle mani dell’IDF intorno alle 11, per poi essere portato con un elicottero alla base militare israeliana di Kerem Shalom: ad accoglierlo il premier Benjamin Netanyahu. La famiglia Shalit ha raggiunto all’alba l’aeroporto militare di Tel Nof, vicino Tel Aviv dove ha riabbracciato Gilad: i genitori, Noam e Aviva, il fratello Yoel e la sorella Hadas.
Ad accogliere i prigionieri palestinesi è stata invece la Croce Rossa Internazionale che ha preso in consegna nelle stesse ore i 477 prigionieri palestinesi liberati in cambio del caporale israeliano. I detenuti sono stati portati con i bus alle prime ore dell’alba a Kerem Shalom, al confine con Gaza, e nella base militare di Ofer, vicino Ramallah: i prigionieri trasferiti a Kerem Shalon sono stati presi in consegna dalle autorità egiziane alle 11. L’Egitto si occuperà di spedirli in esilio all’estero dall’aeroporto del Cairo (le probabili destinazioni Siria, Qatar e Turchia). I detenuti portati a Ofer sono stati liberati in Cisgiordania poco prima di mezzogiorno: numerosi bus sono arrivati a Ramallah dove si è aperta la cerimonia di benvenuto alla Muqata, sede dell’Autorità Palestinese. Ad accoglierli il presidente Abu Mazen e Abdel Aziz Dweik, dirigente di Hamas in Cisgiordania e speaker del parlamento palestinese. I detenuti hanno visitato la tomba di Yasser Arafat, dove si sono trattenuti in raccoglimento per alcuni minuti.
Decine di palestinesi si sono ritrovati di fronte al carcere di Ofer per festeggiare i prigionieri liberati. Celebrazioni in corso anche a Gerusalemme. Al valico di Beitunya, nei pressi di Ramallah, si sono registrati scontri tra palestinesi e militari israeliani. Dopo aver saputo che i bus con i prigionieri liberati sarebbe passato per un’altra località, alcuni dimostranti hanno lanciato sassi contro l’esercito, che ha risposto con i gas lacrimogeni. La folla accorsa per accogliere i prigionieri non era al corrente del fatto che i detenuti avevano già raggiunto Ramallah e che lo scambio era gia’ avvenuto.
Festa anche a Gaza City, in piazza della Katiba, dove i detenuti arrivati a mezzogiorno con otto autobus sono stati scortati da tre auto di Hamas e accolti dal leader Ismail Haniyeh e da circa 200mila persone. I circa 300 ex prigionieri indossavano fasce verdi e il tricolore palestinese e si sono seduti su un palco costruito per l’occasione: durante le celebrazioni distruggeranno un muro, simbolo delle prigioni israeliane. Secondo la tv di Hamas, nelle prossime ore dovrebbe arrivare nella Striscia anche Mussa Abu Marzuk, leader del partito di stanza a Damasco.
A rallentare le operazioni di rilascio questa mattina, il rifiuto di due prigioniere palestinesi ad essere mandate in esilio a Gaza per timore di vendette da parte dei gazawi: Amna Muna, condannata all’ergastolo dal 2003 per complicità nell’omicidio del 16enne israeliano, e Mariam al-Tarabeen, in carcere dal 2005 dopo una sentenza di condanna di otto anni. Fonti di Hamas hanno annunciato che Israele ha accordato alle due donne la deportazione all’estero: Amna Muna dovrebbe essere esiliata in Giordania, la al-Tarabeen in Egitto, che ha confermato il suo assenso.
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Non ritengo sia lecito che lei prenda beatamente per il culo delle persone volenterose che inviano dei commenti.
Secondo quale arcano dovrei avere la email di Valeria, Giorgio e viceversa? Roba da matti!!! 23-10-2011 22:48 - Donato Di Segni
la redazione: Ha ragione, il suggerimento non ha senso. La finiamo qua e basta.
la redazione: Valeria, Giorgio, Donato: questo è l'ultimo post che pubblichiamo sulla vostra querelle. Se volete continuare a discutere, scambiatevi le mail.
Saluti
P.S. io intanto, a differenza di Donato, ho citato anche delle fonti. Donato dice tutto in base alla sua esperienza che può essere vera oppure no -non sta a me dirlo- ma certamente meno verificabile delle fonti che ho citato. 23-10-2011 17:17 - Valeria
Valeria, lei peggiora a vista d'occhio ! Gli ebrei non sono un branco di capre che seguono tutti un capo (questa è immagino sia la sua idea). E' ebreo e quindi ?
Da cosa intuisce che Israele vuole distruggere la palestina ? forse dal fatto che costantemente attaccata dai paesi arabi e dal terrorismo palestinese si sia difesa ? Lei non lo avrebbe fatto ? Cosa avrebbe fatto se nel lasciare Gaza avesse ricevuto come regalo qualche razzetto ops, qualche migliao di razzetti) ?
Cosa avrebbe fatto se kamikaze imbottiti di esplosivo scorazzassero in bar discoteche fermate dell'autobus università ?
Se avesse liberato pericolosi criminali e terroristi e vedesse il suo nemico plaudersi per la felice sortita ed il suo popolo chiederne ancora ?
Perchè non cerca a Gaza la sua risposta ? Nei tunnel per il contrabbando di armi, nello sperpero degl aiuti economici per acquistare armi, nell'uso colpevole dei civili in atti terroristici e come scudi umani ? Invece di riempirsi la bocca di parole come Piombo Fuso perchè non rilegge la storia. con maggiore attenzione ? 23-10-2011 16:28 - giorgio
Cara Valeria, fin qui ho seguito con interesse le sue dissertazioni, prestandole attenzione ma a questa ultima baggianata l'ha definitivamente squalificata dal gioco.
Questo vittimismo da Grande Fratello come un colpo di bianchetto, cancella qualsiasi sua altra dissertazione mostrandole per quello che sono: frutto di propaganda politica, neanche tanto ben argomentata, che si abbevera da siti della cui affidabilità dubito da sempre.
Mi rendo conto che quando si incontra una persona informata sui fatti, si rimanga un pochino spiazzati ma l'importante è uscirne con stile non impantanarsi raccattando propaganda cut and paste, non crede ? 23-10-2011 15:20 - Giorgio
"...oppure sia vittima inconsapevole di informazioni manipolate da israele che ha un controllo globale a livello di potere e ricchezza..."
Non è un bella frase di stampo antisemita! Complimenti Valeria! 22-10-2011 23:42 - Donato Di Segni