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FUORIPAGINA
19/10/2011
  •   |   Carlo Lania
    Il diritto a manifestare secondo Maroni

    Sabato scorso a Roma si è verificata «una forma inedita di terrorismo urbano», con i manifestanti che «volevano attaccare i palazzi delle istituzioni, a partire da Camera e Senato». «C'era la volontà di ricreare l'incidente avvenuto a Genova» durante il G8 del 2001, e «solo grazie alle forze dell'ordine si è impedito che ci scappasse il morto». Il ministro degli Interni Roberto Maroni dà la sua lettura degli scontri avvenuti durante la manifestazione degli indignati, assolve prefetto e questore della capitale per come è stato gestito l'ordine pubblico e, come previsto, coglie l'occasione per annunciare nuove misure preventive. Dal Daspo, il divieto di partecipare a manifestazioni sportive, esteso anche ai cortei, all'istituzione di nuovo reato associativo, all'arresto preventivo per finire con l'obbligo per chi indice una manifestazione di fornire adeguate garanzie economiche a copertura degli eventuali danni provocati dai manifestanti. Misure che faranno discutere. Alcune, come il Daspo, perché contrastano con il diritto a manifestare previsto dalla Costituzione, altre perché destinate a limitare ai soli grandi partiti e alle grandi organizzazioni la possibilità di indire cortei, tagliando fuori tutte le realtà minori e senza grandi risorse economiche. Non a caso parlando ieri al Senato, Maroni ha giocato d'anticipo cercando alleati anche tra le file dell'opposizione: «Mi consulterò con tutti i partiti politici», ha spiegato, aggiungendo di voler presentare al più presto una proposta in consiglio dei ministri.
    Quello dipinto ieri da Maroni nella sua informativa al Senato è uno scenario che rischia di far fare al paese un salto all'indietro di decenni, ripiombandolo nel pieno degli anni '70. Per il ministro, infatti, «si preannuncia un nuovo autunno caldo» i cui primi segnali già si vedrebbero. La manifestazione di sabato scorso sarebbe solo un esempio, ma anche quella indetta dai no tav per domenica prossima in val di Susa dove, riferisce il ministro, «uno dei leader, Alberto Perino, ha detto che succederà qualcosa di brutto». «Ho chiesto al questore di Torino di prendere tutte le misure adeguate e idonee per evitare manifestazioni di violenza».
    Per quanto riguarda sabato, gli scontri e le violenze per il Viminale vanno addebitati soprattutto a centri sociali e a formazioni anarco-insurrezionaliste. «La cieca violenza di tremila delinquenti incappucciati - dice Maroni - ha oscurato migliaia di persone che volevano solo manifestare pacificamente. E' una forma inedita di terrorismo, un terrorismo urbano. Quasi tutti italiani, di matrice anarchica e frequentatori di centri sociali». Il ministro fa anche i nomi dei presunti responsabili: il cento sociale Acrobax di Roma, il gruppo dei Rush «molti dei quali - ha aggiunto - sono appartenenti al gruppo ultras romanista dei Fedayn». E oltre al loro anche alcuni elementi dei Disoccupati organizzati napoletani. «Nelle file insurrezionaliste - prosegue Maroni - ci sono le nuove leve accomunate soprattutto dalla voglia di esprimere il proprio disagio sotto forma distruttiva, senza una precisa collocabilità politica».
    Ma quello che importa di più al Viminale è avere le mani libere, maggiori strumenti per intervenire. «Le leggi attuali non consentono azioni preventive nei confronti di chi è sospettato di voler partecipare a incidenti di piazza», si lamenta infatti il ministro, che respinge anche l'accusa di una scarsa prevenzione da parte delle forze dell'ordine. «Le informazioni c'erano, ma ricordo che le norme di legge attuali non consentono di procedere al fermo e all'arresto di chi è solo sospettato di voler partecipare alle violenze».
    Da qui il via a leggi che Maroni non definisce speciali, ma che ci assomigliano molto. «Strumenti da dare alla polizia per bloccare chi, in prossimità delle manifestazioni, è in possesso di veri e propri kit di guerriglia», come caschi, biglie e fionde, ma anche bastoni e bottiglie da trasformare in molotov. Quindi arresti preventivi e l'estensione dell'arresto in flagranza differita, come già avviene per gli ultras, l'applicazione del Daspo anche alle manifestazioni politiche, uno speciale reato associativo per i responsabili di violenze compiute durante le manifestazioni, maggiori tutele giuridiche per gli operatori di polizia e l'obbligo di offrire garanzie economiche per i promotori di cortei.
    «Maroni e il governo hanno preso la strada sbagliata», commenta il portavoce dei Verdi Angelo Bonelli. «Le libertà democratiche e garantite costituzionalmente non possono essere messe in discussione da alcune centinaia di violenti».

     

    Ci scrivono gli amici di Valerio Pascali.  LEGGI LA LETTERA


I COMMENTI:
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  • Vedo senza troppa sorpresa che per qualcuno dei partecipanti a questa discussione il salumiere che non rilascia una fattura è equivalente all'imbecille che scaglia un estintore rischiando di ammazzare qualcuno o ai delinquenti che danno fuoco ad un blindato rischiando di mandare arrosto un paio di carabinieri. Spero proprio che le organizzazioni degli indignados mantengano il loro atteggiamento di chiusura totale nei confronti dei black bloc e simile genia 19-10-2011 15:54 - Alfredo
  • E'grottesco e inconcepibile non poter almeno operare un fermo nei confronti di chi viene sorpreso-in occasione di manifestazioni-con lo zaino o l'auto zeppi di caschi,fionde,biglie,mazze ecc.;inoltre è chiaro che qualunque altro corteo in futuro dovrà munirsi di servizio d'ordine,proprio per poter separare le responsabilità in caso di scontri che puntualmente vengono cercati a ogni costo se sono presenti elementi come i blackbloc;se poi tra quelli che partecipano ai cortei c'è chi giustifica i criminali,li copre e li fiancheggia,allora anche costoro se ne dovranno assumere le responsabilità e conseguenze,civili e penali;la fidejussione mi pare più una battuta che una cosa realmente fattibile,ma comunque non è più accettabile che devastazioni come quella che c'è stata a Roma possono avere repliche;qui non c'entra più la possibilità o meno di fare cortei(quella per manifestare rimane intatta),qui si rischia la guerra civile,se poi a qualcuno questa nefanda prospettiva,anzichè fare inorridire,può sembrare piacevole e auspicabile,è pazzo da legare! 19-10-2011 15:39 - claudiouno
  • Rivolta morale in Italia! Finalmente i cittadini compatti denunciano il crimine. I mafiosi? No! Gli evasori che tutti conoscono? Nooo! I politici corrotti? Nooooo! Sbatti il mostro in prima pagina, denuncia un black bloc!
    In genere questi ragionamenti vanno iniziati con un “premettendo che sono contro la violenza”. Paghiamo il fio e dopo aver premesso di essere contro la violenza di sabato a Roma e pure contro l’11 settembre, trovo oramai agghiacciante la persecuzione, quasi una caccia all’uomo, che si sta sviluppando in queste ore contro i ragazzi che hanno commesso reati sabato scorso.
    Approfittando dell’ era della riproducibilità, interi siti sono dedicati al metodico riconoscimento di questi alieni sbarcati da Marte a rovinare la festa alla parte sana del paese per mettere le forze dell’ordine in condizione di arrestarli. Oramai Fabrizio Filippi, il 23enne che ha lanciato il famoso estintore, ha la sua faccia riprodotta in Rete in migliaia di copie, ora e per sempre, ed è già stato stigmatizzato più di quanto non sia mai stato fatto con Totò Riina. Ciò nel paese del garantismo. Sempre a senso unico. Non importa che poi magari Fabrizio sarà assolto o condannato a una mite pena (e qualcuno s’indignerà perché avrà avuto meno di 30 anni di galera) e nessuno ricorda, come si fa fino alla nausea per i politici, che quel ragazzo è innocente fino al terzo grado di giudizio… sbatti il mostro in prima pagina.
    Nel paese con tre regioni in mano alla criminalità organizzata, nel paese governato da Berlusconi dove le puttane si chiamano escort, nel paese dell’omertà, da nord a sud, nel paese delle tangenti, nel paese degli ecomostri, nel paese della sabbia al posto del cemento, nel paese dove i bravi imprenditori del nord hanno seppellito la Campania di rifiuti tossici, nel paese dove ci sono meccanici, dentisti, avvocati che lavorano al 100% in nero e che non emettono una fattura neanche sotto tortura, nel paese dei condoni tombali, fiscali, edilizi, contributivi, nel paese delle morti bianche, il mostro da sbattere in prima pagina è Fabrizio Filippi.
    Evidentemente è facile sbattere in prima pagina il mostro Fabrizio Filippi, “er pelliccia” del quale da qualche ora ride tutta Italia. Al contrario del mafioso o del politico, Fabrizio è un poveraccio di paese, figlio di un bancario monoreddito e fino a sabato del tutto estraneo alla politica – e non era vestito di nero, anzi era a dorso nudo, e a S.Giovanni c’era arrivato intruppato con gli amici di sempre del paese e non col “blocco nero” – che senza estintore non fa paura a nessuno.
    Invece verso il cardiologo che non fa la fattura o il politico che chiede la tangente, sviluppiamo una sorta di sindrome di Stoccolma. Maturiamo disprezzo, odio perfino, ma in buona sostanza lo rispettiamo e ne finiamo per essere complici.
    E così il movimento degli indignati (sarà il caso di ribattezzarlo “movimento dei benpensanti” e spero che mai e poi mai indichino tra i riferimenti culturali Fabrizio De Andrè) invece di far la voce grossa contro il potere, contro le banche, contro la malapolitica, raccoglie certosinamente le foto per consegnare alle forze dell’ordine quei quattro sficati borgatari. Gente di scarto, mele marce sacrificabili. Magari tra i benpensanti in questione qualcuno sarà pure d’ accordo col Di Pietro che rivuole la Legge Reale o con Maroni (verrebbe di chiamarlo Boia ma fa troppo anni ’70) che si è inventato che può manifestare solo chi può esibire garanzie patrimoniali.
    Insomma, ergastolo a “er pelliccia” e in piazza solo chi può scendere “in pelliccia”, evasori, tangentisti… Sabato ero convinto che fossero i violenti a lavorare per il Re di Prussia. Adesso penso che bisognerebbe ricominciare dalla grammatica. E’ giusto che Fabrizio Filippi paghi, in nessun modo lo sto assolvendo dalle sue colpe.
    Ma se gli indignati fossero davvero tali per ogni foto di black blok che consegnano dovrebbero pubblicare anche la foto del salumiere o dell’imbianchino, dell’ architetto o dell’ assessore e dovrebbero smetterla di ritrovarsi in centro per invadere le periferie, dialogare, creare coscienza che si converta in accumulazione di forze e che impedisca al Fabrizio di turno di lanciare estintori o farsi attrarre da Forza Nuova o Casa Pound. Altrimenti è tutto inutile.
    http://www.gennarocarotenuto.it 19-10-2011 15:22 - Sbatti il mostro in prima pagina
  • MANTRA DEL SOLLEVARSI
    DI FRANCO BERARDI "BIFO"
    looponline.info

    Il 15 febbraio del 2003 centomilioni di persone sfilarono nelle strade del mondo per chiedere la pace, per chiedere che la guerra contro l’Iraq non devastasse definitivamente la faccia del mondo. Il giorno dopo il presidente Bush disse che nulla gli importava di tutta quella gente (I don’t need a focus group) e la guerra cominciò. Con quali esiti sappiamo.

    Dopo quella data il movimento si dissolse, perché era un movimento etico, il movimento delle persone per bene che nel mondo rifiutavano la violenza della globalizzazione capitalistica e la violenza della guerra.

    Il 15 Ottobre in larga parte del mondo è sceso in piazza un movimento similmente ampio. Coloro che dirigono gli organismi che stanno affamando le popolazioni (come la BCE) sorridono nervosamente e dicono che sono d’accordo con chi è arrabbiato con la crisi purché lo dica educatamente. Hanno paura, perché sanno che questo movimento non smobiliterà, per la semplice ragione che la sollevazione non ha soltanto motivazioni etiche o ideologiche, ma si fonda sulla materialità di una condizione di precarietà, di sfruttamento, di immiserimento crescente. E di rabbia..........
    Il mio dovere non è isolare i violenti, il mio dovere di intellettuale, di attivista e di proletario della conoscenza è quello di trovare una via d’uscita. Ma per cercare la via d’uscita occorre essere laddove la sofferenza è massima, laddove massima è la violenza subita, tanto da manifestarsi come rifiuto di ascoltare, come psicopatia e come autolesionismo. Occorre accompagnare la follia nei suoi corridoi suicidari mantenendo lo spirito limpido e la visione chiara del fatto che qui non c’è nessun colpevole se non il sistema della rapina sistematica.

    Il nostro dovere è inventare una forma più efficace della violenza, e inventarla subito, prima del prossimo G20 quando a Nizza si riuniranno gli affamatori. In quella occasione non dovremo inseguirli, non dovremo andare a Nizza a esprimere per l’ennesima volta la nostra rabbia impotente. Andremo in mille posti d’Europa, nelle stazioni, nelle piazze nelle scuole nei grandi magazzini e nelle banche e là attiveremo dei megafoni umani. Una ragazza o un vecchio pensionato urleranno le ragioni dell’umanità defraudata, e cento intorno ripeteranno le sue parole, così che altri le ripeteranno in un mantra collettivo, in un’onda di consapevolezza e di solidarietà che a cerchi concentrici isolerà gli affamatori e toglierà loro il potere sulle nostre vite (anche togliendo i nostri soldi dai conti correnti delle loro banche come suggerisce Lucia).

    Un mantra di milioni di persone fa crollare le mura di Gerico assai più efficacemente che un piccone o una molotov.

    Franco Berardi Bifo
    Fonte: www.looponline.info 19-10-2011 14:55 - benvenuti nel IV Reich
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