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redazione
La fine di Gheddafi
I comandanti militari fedeli al governo provvisorio libico hanno annunciato la cattura del colonnello Gheddafi, ferito a entrambe le gambe, durante la battaglia per la conquista di Sirte. Le stesse fonti hanno poi detto che il colonnello sarebbe morto durante il trasporto verso l'ospedale di Misurata, in conseguenza delle ferite riportate. Ma sembra più probabile che invece Gheddafi sia stato ucciso a freddo dopo la cattura, con un colpo alla testa. Ipotesi confermata indirettamente dal tono del comunicato del governo provvisorio, che parla di un Gheddafi "morto per mano della rivoluzione".
La ricostruzione dei fatti più plausibile parla di un convoglio con Gheddafi e diversi suoi famigliari e comandanti militari che tenta di lasciare Sirte ma viene attaccato da aerei Nato e colpito; il rais e altri cercano di sfuggire all'attacco rifugiandosi in un grosso condotto di scolo che passa sotto la strada e lì vengono infine raggiunti e presi da gruppi di miliziani ribelli che erano al loro inseguimento.
Notizie ancora non confermate sostengono che oltre al colonnello siano stati uccisi nelle ore finali dell'assalto a Sirte anche due suoi figli, Mutassim e Seif al-Islam. Ucciso sicuramente invece l'ex ministro della difesa Abu Bakr Yunis.
Un breve e confuso video realizzato con un cellulare è stato messo in rete: vi si riconosce abbastanza bene il volto di Gheddafi, insanguinato, con gli occhi aperti e circondato da persone che lo sollevano e lo girano sopra un'auto mentre una piccola folla di armati si accalca tutt'intorno.
La notizia della morte dell'ex dittatore tiene i titoli di testa sui media di tutto il mondo, in particolare adesso che ha ricevuto conferma ufficiale da parte del governo provvisorio. Abbastanza scontate, nella loro esaltata inumanità, le reazioni dei governi occidentali che parlano di "sollievo", "buona notizia" e cose del genere. A Tripoli sono in corso da molte ore manifestazioni di tripudio da parte dei militanti ribelli, con nutrite sparatorie per aria e grida di "Allah è grande" che si odono in tutta la città.
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Una citazione da un editoriale dell'Observer del 1972:
<<(Gheddafi) e' il più grande flagello del comunismo internazionale dopo Foster Dulles. Ha contribuito a impedire l’affermazione dei comunisti in Sudan; ha incoraggiato il presidente egiziano Sadat ad allontanare i consiglieri sovietici. In Africa utilizza armi e denaro per sganciare i movimenti di liberazione del Mozambico e della Guinea-Bissau dall’influenza sovietica. Se non esistesse, gli statunitensi avrebbero dovuto inventarlo». 22-10-2011 06:00 - Ahmed
Il CNT composto da ex-gheddafiani ancora meno, il petrolio, che ora non ha più l'esclusiva dell'Italia, mi fa solo pensare ad un'altra colonia, nata questa volta sul sangue di uno stesso popolo. 22-10-2011 01:12 - Mattia
Le pagine del manifesto di oggi 21 ottobre le ho trovate rispondenti allo stato delle cose e di un pensiero i dipendente. Anche L'articolo/ricordo di Valentino parlato.
Ma, intanto dico " il dittatore". Che idea abbia o qui in Italia di dittatura ne abbiamo una o e' forse un cliché che diice che il dittatore e ' cattivo. Perché
A non dittatura e' buona. Qual' e' oggi,
Signore e signori, lo stato che accetta
Com garbo l'infiltrazione di chiunque allo scopo di sovvertirlo, e ancora quale stato di fronte a chiunque lo attacchi dall'interno risponde mantenendo garanzie di umanità e di regole internazionali nella sostanza?
Perché importante e' ciò che appare.
E noi, diciamo così, italiani, come ci esprimiamo su questi argomenti che non ci diciamo che una lettera della banca centrale europea decide le nostre sorti sia che ci sia il governo odierno, sia che ci sia, forse un futuro
governo diverso dall'attuale?
Abbiamo sovranità, noi, qui?
E in questo contesto che cosa vogliamo dire di altri se non quello che ci viene propinato
L'operazione libia, voluta da francia e Inghilterra, e poi dalla nato, nata per proteggere la popolazione civile, e' stato il finanziamento e l'organizzazione di gruppi progressivamente armati e addestrati, e propaganda per far odiare
il regime e costruzioni di pretesti per poi intervenire per motivi "umanitari"
Tant'e che oggi visto che la guerra proseguirà, vi ricordate, somali a, Iraq, Afganistan. In questo concordo con l'intervento di Angelo del bocca su radio tre stamattina che dice che il periodo di instabilità prosegue.
Ma, alla fine, a coloro che gioiscono dico, ma siete sicuri di quale e' il motivo di gioire? Io non mi nascondo e ammetto che non conosco ben tutta la
vicenda libica e i dettagli degli atti di governo di geddaffi, e non faccio finta di sere e di inquadrare fatti che non conosco in modelli che altri, alias propaganda mi dicono di utilizzare.
E lo Yemen, il Bahrein, e la monarchia saudita che fa il bello e il cattivo tempo.
Egitto e Tunisia senza petrolio dove e"
La rivoluzione eh? Gli operai tessili in sciopero per lungo tempo contro mubarak sono stati costretti a riprendere il lavoro con il fucile puntato alla schiena.
Con questi commenti superficiali non ci sto.
Roberto Verdi 21-10-2011 21:31 - Roberto Verdi
l'assassinio dell'assassino
placa quel vuoto occidentale
che è
la fine del diritto, della pietà, dell'idea di un mondo possibile e nuovo
ci accontentiamo della vendetta
rassegnati alla speranza morta 21-10-2011 18:47 - klaus mondrian