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redazione
La fine di Gheddafi
I comandanti militari fedeli al governo provvisorio libico hanno annunciato la cattura del colonnello Gheddafi, ferito a entrambe le gambe, durante la battaglia per la conquista di Sirte. Le stesse fonti hanno poi detto che il colonnello sarebbe morto durante il trasporto verso l'ospedale di Misurata, in conseguenza delle ferite riportate. Ma sembra più probabile che invece Gheddafi sia stato ucciso a freddo dopo la cattura, con un colpo alla testa. Ipotesi confermata indirettamente dal tono del comunicato del governo provvisorio, che parla di un Gheddafi "morto per mano della rivoluzione".
La ricostruzione dei fatti più plausibile parla di un convoglio con Gheddafi e diversi suoi famigliari e comandanti militari che tenta di lasciare Sirte ma viene attaccato da aerei Nato e colpito; il rais e altri cercano di sfuggire all'attacco rifugiandosi in un grosso condotto di scolo che passa sotto la strada e lì vengono infine raggiunti e presi da gruppi di miliziani ribelli che erano al loro inseguimento.
Notizie ancora non confermate sostengono che oltre al colonnello siano stati uccisi nelle ore finali dell'assalto a Sirte anche due suoi figli, Mutassim e Seif al-Islam. Ucciso sicuramente invece l'ex ministro della difesa Abu Bakr Yunis.
Un breve e confuso video realizzato con un cellulare è stato messo in rete: vi si riconosce abbastanza bene il volto di Gheddafi, insanguinato, con gli occhi aperti e circondato da persone che lo sollevano e lo girano sopra un'auto mentre una piccola folla di armati si accalca tutt'intorno.
La notizia della morte dell'ex dittatore tiene i titoli di testa sui media di tutto il mondo, in particolare adesso che ha ricevuto conferma ufficiale da parte del governo provvisorio. Abbastanza scontate, nella loro esaltata inumanità, le reazioni dei governi occidentali che parlano di "sollievo", "buona notizia" e cose del genere. A Tripoli sono in corso da molte ore manifestazioni di tripudio da parte dei militanti ribelli, con nutrite sparatorie per aria e grida di "Allah è grande" che si odono in tutta la città.
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Un tiranno che ha dato lavoro a milioni di persone di tutto il mondo nel rispetto piu'assoluto. 21-10-2011 11:55 - ovidio
Ma guarda un po’ un leader di un Paese in via di sviluppo trova la forza e l’ardimento di venire in un Paese ex potenza coloniale non soltanto per rivendicare, al cospetto delle sue massime cariche, l’esigenza sacrosanta di una richiesta di scuse per le note responsabilità storiche ma perfino per esortare la medesima ex potenza coloniale (cioè la misera Italietta di questi anni) a trovare il coraggio di affrancarsi finalmente dal giogo soverchiante delle nazioni vincitrici del secondo conflitto mondiale, in primis Gran Bretagna e U.S.A. A ripensarci adesso, dopo un anno e 2 mesi in cui è successo proprio di tutto, il discorso di quella sera di fine estate fu davvero una lezione di dignità per noi italiani, anche se probabilmente nemmeno Gheddafi era consapevole del livello di appiattimento valoriale se non di inebetimento collettivo della nostra comunità nazionale, ormai incapace anche soltanto di pensarsi libera e autonoma da quei centri di potere che, in nome dell’esportazione della democrazia, seminano guerre, crisi economiche e depressioni sociali da un capo all’altro del pianeta. Forse ci aveva sopravvalutato – il colonnello Gheddafi – quando aveva pensato che, dopo l’infamia del colonialismo novecentesco, non saremmo stati capaci di violare ancora una volta il suolo e il diritto all’autodeterminazione del popolo libico.
Noialtri, poi, cosa abbiamo davvero capito della guerra di Libia del 2011? Noi cittadini ingannati da una classe politica di così infimo livello degna davvero di una Repubblica delle banane; noi impoveriti nelle tasche e surclassati nell’animo da un ceto dirigente che, tranne pochissime eccezioni, è totalmente vassallo di quegli stessi centri di potere finanziario di matrice anglosassone che, proprio in questi ultimi tempi, stanno portando a termine il noto programma del New World Order, che passa inevitabilmente per un azzeramento della sovranità nazionali, sia in politica che in economia; noi telebeoti, umiliati e gabbati da un ceto giornalistico che in quest’epoca di menzogne ha conservato un livello di dignità e deontologia professionale inferiore al mestiere di prostituta (senza offesa per le prostitute)!Ebbene, mentre noi dormivamo, e ancora dormiamo su 7 cuscini, il colonnello Gheddafi aveva ben compreso i disegni dei gruppi oligarchici che dominano l’Europa e – forse ancora per poco – il mondo. Aveva sfidato i piani di dominio coloniale dell’Africa, in cui si distingue una Francia mai tanto famelica dai tempi di Napoleone, lavorando per progetti di integrazione continentale (mutuati dal modello latino-americano): Fondo Monetario Africano, una nuova moneta-dinaro sganciata dal dollaro, un satellite pan-africano. Aveva individuato proprio nella anacronistica NATO (sorta nel 1949 per contrastare, si immagini, il fantasma comunista!) e nella sua pesante presenza nel Mediterraneo, la chiave del dominio anglo-americano sul continente europeo e sui Paesi del nord-Africa. E infatti, i più informati sanno bene che alla NATO, dopo la devastazione della ex Jugoslavia e l’annientamento del popolo serbo, mancavano ancora due soli tasselli nazionali per poter dire completato il mosaico dell’alleanza atlantica nel Mediterraneo: guarda caso, proprio la Libia dell’indomito Gheddafi e la Siria del filo-russo e filo-iraniano Assad.In tanti per fortuna hanno cominciato ad aprire gli occhi su questa ennesima carneficina “umanitaria” congegnata dall’Alleanza Atlantica, che lascerà pesanti macerie nel già traballante sistema di diritto internazionale; altri – forse – capiranno a distanza di qualche tempo cosa è davvero successo a poche centinaia di chilometri in linea d’aria da noi.Ma al momento della sua morte, occorre rendere onore alle doti di intrepido coraggio e di non comune fierezza del colonnello Gheddafi: ha combattuto fino alla fine, senza alcuna paura degli aggressori, incarnando il desiderio di autodeterminazione e di lotta al colonialismo per il quale sarà ricordato per generazioni da milioni di africani e, assieme a loro, da tutti i popoli sottomessi ai padroni del mondo.Dalla relativa conoscenza che posso avere io della situazione sul campo, credo davvero difficile che i libici, ancorchè privati della loro guida, possano essere totalmente sottomessi dall’imperialismo: continueranno a combattere e, alla fine, i colonialisti dovranno tornarsene ancora una volta a casa. 21-10-2011 11:01 - processo NEGATO
Adesso toccherà a tutti noi:
Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie.
Il Trattato Eurogendfor venne firmato a Velsen il 18 ottobre 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia. L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo.
Il raggio d’azione:
«Eurogendfor potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), della Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5).
La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero - l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa Eurogendfor» (art. 3).
I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale di intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4).
La Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.
Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 2Cool; i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.
Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello.
Come ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.
La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti. 21-10-2011 10:45 - processo NEGATO
A questo punto le possibilità sono due: o nessuno qua dentro sa chi è stato gheddafi oppure si lasciano commenti come un gioco a chi la spara più grossa!!!
Gheddafi era un dittatore, terrorista e violento. Ha cacciato gli Italiani che erano andati là a lavorare e creare sviluppo e infrastutture, ha affamato il suo popolo (lui e i suoi figli), usava il petrolio e gli immigrati come arma di ricatto verso l'Occidente, ha ordito e compiuto attentati (Lockerbie e Bologna) su tutti lasciando una scia di sangue lunghissima.
E qui, sul Manifesto, patria del pacifismo, delle buone intenzioni, dei moralisti e dei benpensati si osa difendere un Dittatore sanguinario, al pari di Mussolini e Franco!?!?!?!?!
VERGOGNA!!!! 21-10-2011 10:20 - giordano
Si, ha compiuto dei crimini, contro il suo popolo e contro gli altri.
E' stato giustiziato insieme con suoi familiari.. e per gli ultimi ancora non è finita.. Come Ciausesku, Milosevic e altri, senza un vero processo, e senza veri avvocati..
Ma perche' dimenticare dell'intervento umanitario del NATO che finora ("stima preliminare") ha già risultato in 50000 morti? Al bordo del aereo che è precipitato a Lockerbie erano assai di meno..
Insieme con Gheddafi ci sono altri criminali di guerra, molto piu' sanguinosi.. Li chiamano Sarkozy, Obama, Cameron e anche la anomalia locale italiana.
Bisogna denunciare adesso coloro che hanno scatenato, fomentato e davano supporto logistico e militare a questa guerra civile libica.
Solo che non so a che corte di giustizia si puo' denunciarli.. 21-10-2011 09:16 - John