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redazione
La fine di Gheddafi
I comandanti militari fedeli al governo provvisorio libico hanno annunciato la cattura del colonnello Gheddafi, ferito a entrambe le gambe, durante la battaglia per la conquista di Sirte. Le stesse fonti hanno poi detto che il colonnello sarebbe morto durante il trasporto verso l'ospedale di Misurata, in conseguenza delle ferite riportate. Ma sembra più probabile che invece Gheddafi sia stato ucciso a freddo dopo la cattura, con un colpo alla testa. Ipotesi confermata indirettamente dal tono del comunicato del governo provvisorio, che parla di un Gheddafi "morto per mano della rivoluzione".
La ricostruzione dei fatti più plausibile parla di un convoglio con Gheddafi e diversi suoi famigliari e comandanti militari che tenta di lasciare Sirte ma viene attaccato da aerei Nato e colpito; il rais e altri cercano di sfuggire all'attacco rifugiandosi in un grosso condotto di scolo che passa sotto la strada e lì vengono infine raggiunti e presi da gruppi di miliziani ribelli che erano al loro inseguimento.
Notizie ancora non confermate sostengono che oltre al colonnello siano stati uccisi nelle ore finali dell'assalto a Sirte anche due suoi figli, Mutassim e Seif al-Islam. Ucciso sicuramente invece l'ex ministro della difesa Abu Bakr Yunis.
Un breve e confuso video realizzato con un cellulare è stato messo in rete: vi si riconosce abbastanza bene il volto di Gheddafi, insanguinato, con gli occhi aperti e circondato da persone che lo sollevano e lo girano sopra un'auto mentre una piccola folla di armati si accalca tutt'intorno.
La notizia della morte dell'ex dittatore tiene i titoli di testa sui media di tutto il mondo, in particolare adesso che ha ricevuto conferma ufficiale da parte del governo provvisorio. Abbastanza scontate, nella loro esaltata inumanità, le reazioni dei governi occidentali che parlano di "sollievo", "buona notizia" e cose del genere. A Tripoli sono in corso da molte ore manifestazioni di tripudio da parte dei militanti ribelli, con nutrite sparatorie per aria e grida di "Allah è grande" che si odono in tutta la città.
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Siamo sicuri che si sia combattuta una battaglia contro la sua dittatura e non una battaglia contro quelle che erano le sue idee?
Possiamo dire che i processi di democratizzazione che hanno seguito l'89 sono stati nella loro generalità un fallimento?
E perché? Perché per Romania, ma soprattutto Russia, Iraq e ora Libia e domani Cuba l'arrivo della democrazia ha segnato un sensibile peggioramento dei livelli di vita?
E il diritto all'autodeterminazione dei popoli?
Sanguinario Gheddafi? Sanguinario si, ma sanguinari sono coloro che promuovono guerre disastrose. I parametri certo sono differenti, i numeri, le sensibilità, certo. Affondare navi cariche di migranti non ci porta a pensare che chi ci governa sia un criminale, ma lo è no?
Purtroppo dice bene Bertinotti: oggi, il potere, corre su dei binari, salire sulla locomotiva non serve a niente.
Prima occorre costruire un percorso alternativo, nuovi binari. Così in Libia succederà quello che è successo in Iraq: andranno al governo lacché legittimati esclusivamente dalla forza di potenze straniere interessate unicamente al depauperamento delle risorse libiche.
Vi ricordate Rifondazione comunista quando metteva in dubbio il senso delle missioni di pace in Afghanistan? Loro erano stigmatizzati e non chi vuole questo continuo stillicidio di vite umane.
Da questo disastro, purtroppo, non si torna indietro, la Libia entrerà in una lotta intestina pari a quella Yugoslava, Irachena, Afghana... già la Yugoslavia. Noi abbiamo voluto succedesse quello che è successo... le bombe sulla Serbia e la pulizia etnica contro i serbi in kossovo.
Da trent'anni si sta combattendo una aspra battaglia per la conquista di una forte egemonia culturale. Questa battaglia è stata persa dalla sinistra... e qui si ritorna alla costruzione di nuovi binari... 20-10-2011 15:10 - GA
Gio 20-10-2011 14:03 - giovanni