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FUORIPAGINA
20/10/2011
  •   |   Elisa Scaringi
    Roma, caput disastri

    Ore 10.30. Finalmente posso strizzare i calzini. E i piedi lasciano l’impronta sul pavimento. Dopo tre ore di panico riesco a tornare a casa. Ho dovuto prendere un giorno di ferie. Motivo: a Roma piove.
    Ore 7.40. Sono a Bagni di Tivoli. Il treno per Roma Tiburtina arriva con 6 minuti di ritardo. Fuori diluvia. Stranamente trovo a posto a sedere. In genere i vagoni sono strapieni.
    Ore 8.20. Arrivo a Roma Tiburtina. Binario 2 Est. Fuori diluvia ancora. Devo fare in fretta perché la banchina, inaugurata solo domenica 9 ottobre non ha ripari. Il passaggio è molto stretto. I corpi si accalcano in pochi secondi. Rimango sotto l’acqua e l’ombrello mi ripara ben poco. Riesco a chiuderlo a fatica. Sono sotto il nuovo tunnel che mi porterà al sottopasso per la metropolitana. Si procede a passo d’uomo. Il passaggio si stringe e ci sono solamente scale per scendere. Arrivata in fondo ecco il panico. L’acqua che prima si
    infiltrava pian piano tra i pannelli a coprire il soffitto, ora è diventata un muro. Il soffitto si è deformato e secchiate di pioggia cadono giù. Devo aprire l’ombrello, ma sento che le scarpe si trasformano in una piscina. Per terra è un lago. Tento di andare avanti, ma il passaggio è bloccato. Sono impantanata. E l’acqua entra dappertutto. Gli altoparlanti tacciono. Vedo un vigile del fuoco passare ma se ne va e non capisco. Qui non c’è nessuno a dirci cosa succede. A sinistra non si può andare. Un pannello è caduto dal soffitto. Dicono. E l’acqua arriva al ginocchio. Dicono. E la metropolitana è chiusa. Dicono. E come si fa ad andare al lavoro?
    Ore 9.00. Sono qui sotto da quaranta minuti. Non so dove andare. E non c’è campo telefonico. Intanto galleggio nell’acqua. Le scarpe sono da buttare. Passa il capotreno. Ci dice che l’unica soluzione è girare a destra. Verso il piazzale est. Il panico aumenta. La gente si accalca per salire sulla passerella di fortuna appena creata da poveri operai spaesati. Tentano di trascinare via l’acqua. Intanto il livello aumenta e le travi di legno traballano. Cominciano a galleggiare. Mi tengo in equilibrio. Ma è più l’acqua che entra che
    quella che riesco ad evitare. Sono fradicia dalla testa ai piedi. Salgo le scale. E vedo una scena ancora più inquietante. Litri e litri di acqua che cadono dai fori delle luci. Le lampadine non ci sono. Cade solo un’enorme quantità di acqua. Lì dove il nuovo piazzale è stato inaugurato. Lì dove sono stata e sembrava tutto bello. Lì dove le autorità hanno elogiato questo bel lavoro. E noi qui ad assistere al disastro. Quanti soldi buttati. E quanta sicurezza elusa. Perdo la cognizione del tempo. Provo a fare il giro. A raggiungere il piazzale degli autobus, ad ovest. Ma grandina, e non sono nemmeno a metà. Devo raggiungere la Via Tiburtina. Girare a destra. Passare sul ponte. E tornare giù. Ne vale la pena? Sono zuppa e rinuncio. Gente che torna indietro dice che i pullman non ci sono. Dicono. Raggiungo un riparo per chiamare al lavoro. Ma qui c’è acqua dappertutto. Prendo un
    giorno di ferie. E mi arrabbio. Ora qualcuno dovrà ripagarci di questo disagio. Dovrà spiegarci dove sono i canali di scolo dell’acqua piovana. Dove sono i vigili del fuoco, la protezione civile e le forze dell’ordine. Quali sono i sistemi di sicurezza. Perché gli operai devono predisporre una passerella di fortuna. Perché nessuno ci indica dove andare. Perché non ci sono vie di fuga. E soprattutto voglio sapere: chi ha progettato un tale disastro? Possiamo passare sopra ai continui ritardi, alla mancanza di pulizia, all’assenza di assistenza quando è necessario. Ma non possiamo passare sopra alla nostra sicurezza. Nel 2011, in un paese tra i più ricchi del mondo, in una città definita caput mundi, siamo messi così: una stazione, che tra un mese diventerà importantissima per il passaggio dell’alta velocità, si autodistrugge per la pioggia. Si accartoccia su se stessa e noi poveri innocenti sotto a gridare senza che nessuno ci senta. Ora basta. Qualcuno dovrà pagare. E raccontare non basta. Voglio i nomi di chi a fissato quei pannelli, di chi li ha progettati in quel modo. Di chi non si è curato di studiare un rimedio all’acqua piovana. Di chi ha pagato e non ha controllato. Di chi si è fatto bello sulle nostre spalle. Voglio i nomi. E voglio riprendermi il mio diritto alla dignità di lavoratrice. Il mio diritto a pagare l’abbonamento per avere un servizio normale. Il mio diritto a non rischiare la vita sotto il tunnel di una stazione moderna. Il mio diritto alla fiducia in istituzioni che oramai l’hanno persa.


I COMMENTI:
  • shangu non li vedi i tuoi problemi vero?sarebbe ora magari prima o poi....

    è un problema di rabbia e va incanalata nella maniera giusta ,sembra facile... 21-10-2011 12:20 - antonella
  • Già nel 2009, quando fuori Roma una donna rimase intrappolata in un sottopasso allagato e morì nella sua auto mentre la città divenne un lago, venne fuori che le fogne non venivano mantenute da mesi perché non avevano ancora rinnovato l'appalto. Sembra che facciano apposta per poter chiedere lo stato di calamità e gestire i soldi consenguenti. 21-10-2011 10:15 - livia
  • Ma per risolvere una volta per tutte il problema di Roma ,non si potrebbe spostare la capitale?.Per esempio si potrebbe riportare a Torino.Non dimentichiamo che un modo per dare un segnale forte di cambiamento è proprio lo spostamento della capitale (ricordate Hanoi al posto di Saigon nel 1975?) 21-10-2011 09:29 - athesius
  • non puliscono le catatoie o magari hanno costruito male.tanto non e roba loro.al massimo si rifa,si rispende, si intascano le mazzette .marci come le fogne.

    gli antichi romani avevano un sistema fognario e idraulico incredibile.cosa siamo diventati.

    http://www.umbriaearte.it/sotterranea.htm 21-10-2011 06:23 - sonia
  • la cosa e' questa: tra sabato e domenica li abbiamo visti, questi neri incappucciati imbacuccati rattoppati ammanicati, su tutte le consolari li abbiamo visti che trafficavano sui tombini. E' colpa dei blakblok! sono stati loro. Chiedo al Sindaco, a Repubblica e ai loro repubblichini a tutti quei gran compagni che sono scesi pacificamente in piazza per i diritti de....de qualcosa sicuramente ma non si sa cosa, di portare i video alla questura e al comune alla sezione FOGNE.
    E' nalla fogna che tutto lo scolo del cadavere del "movimento"prende senso, proprio li' e solo li'.

    P.S. Pare che in un tombino sia rimasto impigliato Casarini, anche la fogna non lo digerisce piu'. 21-10-2011 00:46 - shangu
  • I servizi pubblici romani sono un vero disastro e ve lo dice chi li prende tutti i santi giorni da più di 20 anni! Ho assistito ad un graduale peggiormanto della situazione anche sotto gestioni di centrosinistra: altro che indignarsi! Siamo sotto schiaffo ogni giorno, non solo quando accadono eventi eccezionali come oggi (ma non fuori dal mondo però), accade qualcosa: vetuste vetture che si sfasciano lasciando a piedi torme di pendolari,autobus che dal capolinea chiduono le porte e se ne vanno al deposito lasciando tutti con un palmo di naso in attesa del prossimo mezzo che di solito arriva non prima di 20 minuti e così via. Era una comica vedere oggi alemanno al tg3 regionale vestito con maglioncino in stile bertolaso guardare pensoso la telecamera e ammettere sottosotto...il suo fallimento. Quando ci sveglieremo e ci libereremo di queste bande di predoni che manipolano a loro vantaggio la cosa pubblica? 20-10-2011 20:30 - Massimo
  • Dal Riformista di oggi apprendo che il Governo intende inserire nel Decreto Sviluppo l'obbligo per i cittadini di assicurare la propria abitazione e quant'altro contro i rischi ambientali.
    In altre parole, invece di fare le opere idrauliche necessarie , come dovrebbe esser compito di uno Stato, si impone una nuova tassa, senza fare quei lavori.
    A dire il vero non si sa se poi le Compagnie accetteranno il rischio e vorranno assicurare chiunque si presenti.
    Non è difficile immaginare che per le zone più pericolose verrà richiesto come premio stratosferico. Ma obbligatorio.
    Com'era il detto : "Piove, Governo ladro".
    Mai nulla di più esatto e pertinente ! 20-10-2011 18:47 - alvise
  • Che nessuno parli a favore del federale di Roma!
    Io nella mia vita ho fatto lo scopino e so che cosa sono le catatoie e a che servono.Fino a dieci anni fa l'AMA aveva un servizio sulle catatoie.il comune di Roma pagava una cifra all'AMA per sturare le catatoie!
    Era un monte ore che andava fuori dall'ordinario servizio di raccolta rifiuti.
    Prima ancora,quando avevamo l'assessore all'igiene urbana le catatoie erano controllate da un servizio comunale.
    Pòi con le privatizzazioni i comuni di destra e di sinistra si sono liberati di questo personale e di questi servizi.
    Un tempo, il cittadino pagava molto meno di tasse comunali e aveva dei servizi,che oggi se li sognano.
    Perche;ve lo dico io,perche se li sono pappati i vostri soldi.
    Se li sono e continuano a papparseli.
    La discarica di Malagrotta è dell'avvocato Ceroni,Genero di Forlani e questo si è beccatto tutti i soldi che avete pagato ai comuni come tasse per i servizi!
    Un vero e propri ladrocinio,dove io ho più volte testimoniato e spiegato anche a magistrati,ma come tutte le cose che succedono nel mio paese,tutto fumo e gnente arrosto!
    Ora Alemanno con il suo gruppo di fascisti,spizzica anche lui sui servizi,ma non è nulla a confronto dei grandi ladrocini che abbiamo avuto con Carraro, Rutelli Veltroni e altri...
    Io mi sono sgolato e ho scritto più di un articolo su questo argomento anche quì sul Manifesto.
    Non ho mai trovato un giornalista che volesse fare un articolo serio!
    Ma allora che vadano tutti a fare il bagno con l'acqua piovana ...
    Due gocce d'acqua e è emergenza.Che schifo di paese è questo! 20-10-2011 17:35 - MAURIZIO MARIANI
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