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Cinzia Gubbini
Gli operai in piazza "Siamo noi la democrazia"
E' richiesta almeno la versione 9.0.0 del flash player. http://www.adobe.com/shockwave/download/Ha appena finito di parlare Maurizio Landini, il segretario della Fiom, in piazza del Popolo dove sono stati chiamati gli operai di Fincantieri, Fiat e Componentistica in sciopero. "Abbiamo appena inventato il corteo ambientalmente sostenibile", ha scherzato Landini, ricordando che l'ordinanza del Comune di Roma dopo gli scontri avvenuti alla manifestazione degli "Indignati" del 15 ottobre scorso, ha costretto gli operai a fare un brevissimo corteo dentro Villa Borghese, dal luogo in cui sono stati lasciati gli autobus fino alla piazza. E a vederli sfilare questa mattina, con i loro striscioni, la loro rabbia, ma anche la loro compostezza e dignità, l'ordinanza di Alemanno si è paventata in tutta la sua miseria.
E Landini ha avuto parole dure anche contro il prefetto di Roma Pecoraro, secondo cui "chi era in piazza sabato non dovrebbe manifestare". "E' offensivo verso 300 mila lavoratori, giovani e precari che sabato erano in una piazza democratica". Viceversa, dice ancora, "noi non solo siamo contro la violenza e su questo non abbiamo bisogno di 'patenti' ma riteniamo che il modo migliore per combatterla è praticare la democrazia".
Ma Landini ha parlato soprattutto della situazione dei lavoratori italiani, di un'Italia che "chiede lavoro" che "rappresenta la parte migliore di questo paese", e che è costretta a fare i conti non solo con la crisi ma anche con scelte politiche e industriali ben precise che rischiano di peggiorare ancora di più la situazione. Tra i nodi che gli operai italiani si trovano ad affrontare, c'è ovviamente quello dell'articolo 8 - in piazza magliette con su scritto "Se a voi sta bene, a noi no" - contro cui, ha detto Landini, la Fiom "userà tutti mezzi", compresa una "raccolta di firme", informando che un gruppo di giuristi è al lavoro proprio per capire quale strada si può percorrere contro una prospettiva che straccia di fatto il contratto collettivo nazionale. A questo fa pendant la decisione di Fiat di uscire da Confindustria, altro nodo che strozza le speranze degli operai dell'azienda automobilistica e di tutto l'indotto, perché «per legge, come fatto a Pomigliano, chiunque può non applicare i contratti e le leggi, dando indicazioni a chi fa impresa non di competere sulla qualità ma di poter sfruttare i lavoratori e peggiorarne le condizioni». L'altra questione riguarda, ovviamente, la politica è "un governo che se vuole fare l'interesse del paese deve difendere noi, e non solo e soltanto le aziende".
In effetti le parole del segretario della Fiom ben riassumono la fotografia dell'Italia presente e futura che si poteva vedere oggi in piazza. C'era la geografia di un paese mangiato lentamente dalla crisi: calano le commesse, persino nei settori come quello siderurgico che hanno retto meglio sul piano globale, come racconta un operaio della Lucchini di Piombino (VIDEO), o come la ormai famosa storia della Fincantieri di Genova
(VIDEO), che a marzo rischia la chiusura per mancanza di ordini nonostante quello delle navi, da crociera e non, sia un mercato sempre fiorente. Viene dunque alla luce una crisi economica e del lavoro che sta mettendo sul lastrico migliaia di famiglie anche per la mancanza di una seria politica industriale e per le scelte miopi degli amministratori delegati.
Ma la crisi del mercato, ovviamente, c'è. Ed erano centinaia, oggi, i lavoratori che stanno subendo da mesi una pesante cassa integrazione, altri che non riescono ad uscire dalla girandola dei contratti precari senza la possibilità di di programmare un futuro.
Al centro, ovviamente, la questione della Fiat, l'azienda automobilistica italiana, che di fronte alla crisi del mercato ha scelto la strada della delocalizzazione spinta e della deregulation dei contratti di lavoro, unico faro dell'amministrartore delegato Sergio Marchionne, il cui nome è spesso risuonato negli interventi dal palco, seguito da fischi e contestazioni. La sensazione degli operai è chiara: Marchionne chiede e ottiene. Mentre le proposte avanzate dal sindacato e dai lavoratori restano puntualmente inascoltate. A Pomigliano (AUDIO), a Mirafiori, come alla Irisbus in Campania al 106esimo giorno di sciopero, lo stabilimento di Termini Imerese. Tutte realtà che negli ultimi anni hanno messo in campo una opposizione dura, ma anche ragionata, ai piani - spesso poco chiari - della Fiat. Ma che non trovano sponde in grado di sorreggere le proprie richieste. Anzi, quando succedono "incidenti" come quello di sabato scorso a Roma, finiscono per essere i primi associati - certo, in modo non esplicito, ma il messaggio risulta chiarissimo - ai "violenti", mentre scioperi, cortei, persino assemblee sindacali vengono vissute con sempre maggiore irritazione, come se si trattasse di pratiche "inutili". Dal palco, sono stati diversi gli operai a lamentare un clima pesante in fabbrica verso chi cerca di tenere vive le mobilitazioni e si oppone ai ricatti.
L'importanza della mobilitazione della Fiom, dunque, è chiarissima non solo per porre un argine a una crisi che ancora non si è dispiegata in tutta la sua gravità, ma anche per la difesa degli spazi di democrazia. Di certo, però, stamattina piazza del Popolo era riempita solo dagli operai della Fiom (siamo 12 mila, hanno fatto sapere gli organizzatori). Non ha risposto la città, non ha risposto il movimento, aldilà degli striscioni esposti in piazza, che ricordavano il "diritto all'insolvenza" - una delle parole "chiave" della rivolta degli Indignados - e di alcune presenze di "vertice" . Chiaro effetto dell'onda lunga del "crac" che si è verificato il 15 ottobre, quando la manifestazione nazionale è stata attraversata da scontri pesantissimi. Il movimento doveva riempire la piazza della Fiom, anche per rispondere al divieto a manifestare imposto dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, ma di fatto non c'era. E' evidente che quanto avvenuto il 15 ottobre debba essere ancora digerito. Ma, forse, è ancora più evidente che questo movimento contro i diktat delle banche e contro la finanziarizzazione, è largo, diffuso, ma anche "liquido". Allergico ai personalismi e ai politicismi che hanno avuto il loro ruolo nelle dinamiche di piazza di sabato scorso. Come dice qualcuno "non siamo più negli anni '70", non è facile scomporre e poi ricomporre una piazza. Intanto qualche nervosismo è stato registrato. Nichi Vendola, leader di Sel, è stato spintonato da una persona presente in piazza, che lo ha prima criticato per le sue dure prese di posizione contro chi si è reso protagonista degli scontri di sabato e poi lo ha preso a spinte.
VIDEO: PIAZZA DEL POPOLO ORE 10,30
VIDEO: INTERVISTA OPERAIO DEL SULCIS
VIDEO: INTERVISTA OPERAIO DELLA FINCANTIERI
VIDEO: INTERVISTA OPERAIO DI PIOMBINO
VIDEO: INTERVISTA A UNO STUDENTE DEL LICEO SOCRATE DI ROMA
AUDIO E FOTO CORTEO ATTRAVERSO VILLA BORGHESE E PIAZZA DEL POPOLO
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crumiri), introdurre la pensione a 60 anni, settimana lavorativa a 20 ore, 10
euro all'ora come salario minimo di legge e il salario universale di
disoccupazione. Tutto questo svuoterebbe gli artificiali serbatoi di
disoccupazione aumentando com' è giusto il costo del lavoro anche al sano scopo
di far fallire milioni di ditte incapaci e parassitarie che sopravvivono con
assistenzialismo lobbysta e sfruttamento di clienti e lavoratori; così
aumenterebbe la produttività, e l' EUropa diventerebbe un santuario per i
diritti dei popoli e la qualità della vita,migliorando il pianeta.
I milioni di imprenditori incapaci così finiti sulla strada possono fare domanda
per quel dignitoso sussidio di disoccupazione al quale ora si oppongono con
tutte le forze, e su questa nuova base riscoprire un' esistenza più piena in cui
finalmente coltivare i loro veri interessi : pittura teatro scienza filosofia o
se vogliono porno su internet i gusti sono gusti. Sarebbe un circolo virtuoso in
fondo sono schiavi anche loro sarebbe la fine di un incubo per tutti. 23-10-2011 09:28 - bozo4
http://www.giornalettismo.com/archives/160689/berlusconi-punta-alle-pensioni/ 23-10-2011 08:09 - muriel
http://www.youtube.com/watch?v=kt0AwAxj0v0 22-10-2011 20:45 - muriel
Durante una grave crisi, come quella attuale, pensare poi di "dettare le proprie consizioni", per di più da una posizione di reale bisogno ed estrema debolezza, è semplicemente RIDICOLO!!!
Inutile credere alle favole: chi investe e caccia i soldi vuoli ritorni economici, subito e possibilmente elevati, altrimenti scappa altrove!
La FIAT e Marchionne non sono enti di beneficienza: se possono insediare fabbriche in paesi con costi notevolmente più bassi, con produttività più elevata e con sindacati molto meno conflittuali della FIOM, dove volete che vadano a produrre, almeno a medio lungo termine?
L' unica parte dell' articolo che mi sento di condividere è quella relativa alla mancanza di una qualsivoglia "politica I
indusstriale" da parte del Governo: in tempo di crisi, forse, non sarebbe stata risolutiva, ma almeno avrebbe potuto rallaentare un po' il declino del paese, evidentissimo a chiunque non abbia le fette di salame sugli occhi!!!
Se poi le macchine però si vendono sempre più in Brasile e negli U.S.A., ad esempio, e sempre meno in Italia, vi sembra poi così strano che il "baricentro" dell' azienda si sposti oltre oceano?
Marchionne è stra-pagato per far fare grassi utili agli azionisti, mica x accontentare i lavoratori italiani, così bene abituati in passato, tanto da pensare ancora (erroneamente!!!) di poter ontinuare a "vivere di rendita"...
La FIOM è semplicemente anacronistica ed inutile: protestare, lamentarsi, fare le vittime e scioperare OGGI non serve a NULLA!
Conta invece la "forza contrattuale" che si può mettere in campo, il resto sono balle x i gonzi!
Infine, basta con tutta questa retorica un po' stantia e ripetitiva sulla "democrazia" nel posto di lavoro: dopo tutto, si sta parlando solo di "contratti", mica d' elezioni, ovvero di pure transazioni economiche...
La FIAT, così come le altre aziende, pagano un salario ai propri lavoratori in cambio di prestazioni lavorative, per l' appunto, mica x sapere delle loro convizioni ed idee politiche e/o personali...
Quiundi, cosa c' entra la democrazia con tutto ciò ??? Praticamente NULLA ... 22-10-2011 00:19 - Fabio Vivian
Una persona oggi ha dato del pezzo di merda a Vendola, e subito i media mainstream aggredito Vendola ...poveri noi 21-10-2011 23:44 - Antonio
http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Giavazzi 21-10-2011 20:35 - Sonia