-
|
Loris Campetti
Fabbrica Italia è qui
Eccola qua Fabbrica Italia. Non è quella delle promesse di Sergio Marchionne che un'operaia mette in scena soffiando sul cerchietto da cui escono bolle di sapone. È piazza del Popolo dipinta di rosso, riempita dagli uomini e dalle donne che rappresentano ormai l'unica resistenza alla crisi industriale che spopola fabbriche e uffici, decurta i salari, esclude i giovani e precarizza padri e figli. È la piazza dell'orgoglio Fiom, delle persone che, quando qualcuno chiede loro che mestiere facciano, rispondono «operaio», «operaia», «a testa alta e schiena dritta», ripetono dal palco i delegati di tutto il mondo Fiat e della Fincantieri con i rispettivi indotti. Questa è gente che non si fa incantare dalle sirene della violenza sterile e «liberticida» che produce «la messa in mora del conflitto», né si fa intimorire da chi usa quella violenza per negare piazze, strade, cortei. Per cancellare la democrazia. Non si piega alla prepotenza dei padroni e ai loro attendenti che chiudono a chiave i cancelli dei cantieri: questa è gente che odia la violenza gratuita ma quei cancelli li butta giù, occupa il cantiere navale di Ancona e grida ai compagni dei cantieri di Sestri, Venezia, Monfalcone, Palermo, Castellamare di stare uniti rifiutando la guerra tra le repubbliche marinare.
La Fiom
c'è, apre una piazza, uno spazio per tutti quelli che si battono in difesa dei diritti: al lavoro, al reddito, alla parola in fabbrica, a scuola, nella società, nell'informazione. Piazza del Popolo piazza libera. Per fare cosa? Per ricostruire legami e solidarietà rifiutando la guerra tra stabilimenti per strappare il diritto al lavoro, o la guerra tra operai e studenti, o tra padri pensionati e figli precari. Per buttare giù un governo servo della dittatura della finanza e rifondare una politica ormai ridotta a cassa di risonanza delle imprese, quelle imprese che pensano a una competizione basata sullo sfruttamento esercitato senza più vincoli e regole. Ecco piazza del Popolo ieri, la nuova Fabbrica Italia di chi non si piega ai diktat della Fiat, di Fincantieri, della Bce. La piazza ringraziata dal palco da un uomo come Stefano Rodotà che di diritti, libertà e Costituzione se ne intende.
Pomigliano c'è, da qui è cominciato tutto, anche la stagione di Maurizio Landini segretario. Mirafiori, Melfi con i suoi tre licenziati, Pratola Serra, Cassino, ancora Arese, la Sevel e la Magneti Marelli sparsa e in crisi in tutt'Italia. C'è la formula 1 dell'auto, Ferrari e Maserati. Ci sono la Avio e la Isotta Fraschini, la Iveco. C'è il neoacquisto Fiat, la Bertone e ci sono i licenziandi che non ci stanno della Irisbus e di Termini Imerese. Ci sono i già licenziati della Cnh emiliana. Il rosso corteo si forma a porta Pinciana dove arrivano i pullman da tutte le città. Corteo vietato, dicono sindaco, questore, prefetto, ministro degli Interni. Vietato a chi, alla Fiom? Ecco che villa Borghese diventa improvvisamente tutta rossa e non di vergogna. I metalmeccanici non si fermano, pretendono di riconquistare agibilità per tutti. Sono incazzati e responsabili, dicono che il lavoro - come la conoscenza e l'informazione - è un diritto inalienabile e tutti i diritti si coniugano con la stessa parola: democrazia. Democrazia è anche diritto di voto non solo dei cittadini ma anche dei lavoratori, solo con questa garanzia si potrà ricostruire l'unita sindacale infranta. Pretendono da Marchionne un piano industriale come quello che hanno dovuto presentare negli Usa e persino in Serbia. Vogliono costruire quel che sanno fare, navi e automobili, camion e pullman e pretendono anche dal governo un piano nazionale sulla mobilità che dev'essere socialmente e ambientalmente sostenibile, come ambientalmente sostenibile è questo inedito corteo che tinge di rosso Villa Borghese. Sfilano e tessono reti, con gli studenti e i precari, con quegli intellettuali che hanno raccolto la chiamata della Fiom a riprendersi la città. Attraversano piazzale Flaminio e si infilano in una piazza del Popolo già affollata. Si ascoltano, parlano di difesa del lavoro e dei contratti, mandano messaggi ai loro dirigenti a durare e andare avanti. Determinati a riconquistarsi quel che questo governo e questi padroni hanno sottratto. Dicono alla Camusso che la Cgil deve sostenere la Fiom «senza se e senza ma», a volte fischiano anche, poi applaudono. Sentono gli studenti che intervengono come ascoltassero i loro figli, le loro sorelle minori. Questa è la Fiom, bellezze.
- 31/10/2011 [2 commenti]
- 31/10/2011 [4 commenti]
- 30/10/2011 [15 commenti]
- 30/10/2011 [4 commenti]
- 30/10/2011 [2 commenti]
- 29/10/2011 [22 commenti]
- 29/10/2011 [4 commenti]
- 29/10/2011 [2 commenti]
- 29/10/2011 [1 commenti]
- 28/10/2011 [6 commenti]
- 28/10/2011 [11 commenti]
- 28/10/2011 [1 commenti]
- 27/10/2011 [20 commenti]
- 27/10/2011 [3 commenti]
- 27/10/2011 [5 commenti]
- 26/10/2011 [4 commenti]
- 26/10/2011 [4 commenti]
- 26/10/2011 [6 commenti]
- 25/10/2011 [14 commenti]
- 25/10/2011 [1 commenti]
- 25/10/2011 [4 commenti]
- 25/10/2011 [10 commenti]
- 25/10/2011 [5 commenti]
- 24/10/2011 [5 commenti]
- 24/10/2011 [3 commenti]
- 24/10/2011 [0 commenti]
- 24/10/2011 [8 commenti]
- 24/10/2011 [1 commenti]
- 23/10/2011 [10 commenti]
- 23/10/2011 [3 commenti]
- 23/10/2011 [3 commenti]
- 23/10/2011 [1 commenti]
- 22/10/2011 [6 commenti]
- 22/10/2011 [27 commenti]
- 22/10/2011 [0 commenti]
- 21/10/2011 [15 commenti]
- 20/10/2011 [83 commenti]
- 20/10/2011 [0 commenti]
- 20/10/2011 [8 commenti]
- 20/10/2011 [14 commenti]
- 19/10/2011 [14 commenti]
- 18/10/2011 [41 commenti]
- 18/10/2011 [24 commenti]
- 18/10/2011 [1 commenti]
- 18/10/2011 [15 commenti]
- 17/10/2011 [33 commenti]
- 17/10/2011 [5 commenti]
- 17/10/2011 [3 commenti]
- 17/10/2011 [9 commenti]
- 16/10/2011 [74 commenti]
- 16/10/2011 [10 commenti]
- 16/10/2011 [9 commenti]
- 16/10/2011 [7 commenti]
- 15/10/2011 [5 commenti]
- 15/10/2011 [7 commenti]
- 15/10/2011 [8 commenti]
- 15/10/2011 [3 commenti]
- 14/10/2011 [6 commenti]
- 14/10/2011 [11 commenti]
- 14/10/2011 [5 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Fanaticolandia 2
di luca celada - 13.02.2013 07:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11










