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FUORIPAGINA
23/10/2011
  •   |   redazione
    Vincono i no Tav bella manifestazione in Val di Susa

    Sono stati smentiti gli uccelli del malaugurio, che prevedevano botte da orbi alla manifestazione No Tav prevista per oggi in Val di Susa. Si è verificato, invece, ciò che avevano detto gli abitanti della Valle, che da anni si battono contro il progetto del treno ad Alta velocità Torino- Lione: centinaia di persone hanno risposto ancora una volta all'appello. Nessun incidente, manifestazione pacifica e festosa. Anche il taglio delle reti, che aveva gettato grande allarme tra i rappresentanti del governo preoccupati per il paventato risorgere di un "terrorismo urbano", si è manifestato per essere quel che i valsusini dicevano: un atto simbolico, come dimostravano stamattina le grosse forbici di cartone impugnate da qualche attivista.

     

    Certamente ha giovato alla buona riuscita della manifestazione il fatto che le forze dell'ordine abbiano collaborato con i manifestanti. L'altra notte è stato permesso a 15 di loro di dormire nella baita Clarea, ed è stato concesso a 30 manifestanti di entrare nella zona rossa. E' stato inoltre permesso ai manifestanti, senza drammatizzare, che fossero tagliate alcune recinzioni. Un atto compiuto da un gruppo di donne, che poi una alla volta è entrata nell'area off-limits. "Siamo almeno 20 mila", hanno detto i manifestanti. E tutti hanno avuto la possibilità di entrare alla baita - un luogo simbolo improtante per la protesta della Valle, inizialmente esclusa dal percorso concesso dal prefetto - e tenere un'assemblea (oltre a mangiare polenta), conclusasi con l'intervento di uno dei rappresentanti di spicco dell'area movimento della Val di Susa, Alberto Perino. Che ha detto: "Abbiamo sconfitto quelli che volevano le botte. Faremo manifestazioni vita natural durante, e la prossima sarà quella decisa dal coordinamento. La partita è ancora lunga, ma la vinceremo". La baita continuerà ad essere presidiata da alcuni manifestanti, mentre gli altri sono tutti defluiti verso il punto di partenza della manifestazione, a Giaglione.

     

    Soddisfazione è stata espressa praticamente da tutti, non solo dai manifestanti. E ognuno tira un po' l'acqua al suo mulino per dimostrare di aver raggiunto i propri obiettivi: "Avevamo l'obiettivo di consentire lo svolgimento di una manifestazione protetta da infiltrazioni violente e evitare che i manifestanti entrassero nell'area del cantiere e ne danneggiassero le recinzioni come avevano annunciato", ha detto il prefetto di Torino Alberto di Pace. "Non c'è stato alcun taglio delle reti di recinzione e nessuno è entrato nel cantiere -rileva il prefetto Di Pace- i nostri obiettivi, quindi, sono stati pienamente conseguiti e continueremo anche per il futuro ad assicurare l'inviolabilità del cantiere e delle sue attrezzature".

     

    E se il corteo soddisfa tutti, rimangono però sul tavolo le differenze incolmabili, e il presidente della regione Piemonte, il leghista Roberto Cota ha detto chiaramente che il giochino deve finire, e che la Tav si farà: «La manifestazione di oggi in Val di Susa si è svolta senza violenze e per questo risultato vorrei sentitamente ringraziare le forze dell'ordine - ha detto - Non corrisponde al vero la circostanza che sarebbero state tagliate le reti del cantiere - sottolinea Cota - perchè ad esso i manifestanti non si sono nemmeno avvicinati. Sarebbe ora di finirla con questo teatrino, più che altro mediatico: la Tav si farà. Il processo è inarrestabile». «In un momento come questo - secondo Cota - dobbiamo mandare messaggi positivi perchè abbiamo un assoluto bisogno di lavoro, di infrastrutture e di prospettive di sviluppo dei collegamenti con l'Europa. Cioè il Piemonte e l'intero Paese hanno bisogno di un'opera come questa». «Mi auguro - conclude Cota - che ci sia anche chiarezza politica perchè, ancora oggi, abbiamo visto un autorevole esponente del Pd, ex ministro dei Trasporti e attuale Presidente della Liguria, Claudio Burlando, criticare l'opera e sostenere le ragioni dei manifestanti, e questo lascia veramente perplessi». Burlando, infatti, aveva detto che "chi manifesta contro la Tav, se lo fa pacificamente, ha ragione. Quella è un'opera economicamente sbagliata, eprchè oggi le merci viaggiano da nord a sud, non da est a ovest".

     

    E' questa una delle tante motivazioni che il movimento no Tav ha dalla sua per opporsi a un'opera enrome, che fagociterà fondi pubblici, che terminerà chissà quando e che oltre ad essere inutile nel frattempo avrà anche distrutto una valle. Le frecce all'arco dei no Tav sono parecchie. Ma soprattutto il movimento ha dalla sua una comprovata capacità di mobilitazione, una maturità politica, e una instancabile costanza. Tutti elementi che non depongono a favore di chi come Cota, ma anche il sindaco del Pd Piero Fassino, insistono a dare la Tav come cosa già fatta, continuando a dipingere i no Tav come un gruppuscolo di irragionevoli. Per ora, la storia dà ragione a loro. Mentre il cantiere che con la forza è stato deciso di aprire, per ora fa ben poco ma succhia parecchi quattrini.


I COMMENTI:
  • Se vincere vuol solo dire fare parlare di se (con o senza violenza) i No Tav hanno perso in partenza. Solito approccio massimalista ed autoreferenziato. L'opera potra' andra avanti lo stesso, con costi esorbitanti, danni all'ambiente e nessun vantaggio per la comunita' della Val di Susa (e non solo). I manifestanti riceveranno i complimenti dal sistema per il loro "senso di responsabilita'" magari alcuni di loro saranno invitati ai talk show, in un democratico scambio di opinioni. Tutti contenti allora? 25-10-2011 07:26 - alex1
  • ...e guarda un po', tutti quelli che hanno "fatto e disfatto" due Sabato fa a Roma non c'erano. Come non stavano alla manifestazione nazionale della FIOM, Venerdì scorso.I lavoratori metalmeccanici e gli abitanti della Val di Susa non presentano sufficienti argomenti per indignarsi insieme con loro? O sono meno facili da infiltrare? 24-10-2011 15:39 - Roberto
  • Chissa perchè Cota mi ricorda un ariano tedesco che a cavallo del suo cavallo entrava nel bar centrale di Gavi, Alessandria, a prendersi un caffe... Forse c'è qualche analogia...nella sua fredda ed opaca indifferenza: ora basta s'ha da fare..... 24-10-2011 14:37 - almagemme
  • Valeria, sapresti spiegare come mai il "piano messo in atto a Roma" non è stato messo in atto per i noTAV? Io al posto delle oscure forze della reazione lo avrei messo in atto proprio in Val di Susa, dove si starebbe (potenzialmente) mettendo in pericolo la possibilità di trarre enormi profitti alla faccia della gente del posto, piuttosto che a Roma dove si stava semplicemente svolgendo una pacifica manifestazione che non metteva in pericolo un bel nulla!
    La risposta è che non c'è nessun piano, infatti l'unica cosa che potrebbe mettere paura al potere è che il proletariato (consapevole di essere proletariato, il che già farebbe tanta paura) decidesse di utilizzare la forza (che facilmente assumerebbe i connotati della violenza) per liberarsi dalle proprie catene.
    Di tutto questo però non c'è traccia né in Val di Susa né nelle manifestazioni degli indignati, sia che si tratti di manifestazioni pacifiche, sia che ci siano sfoghi di violenza che lasciano il tempo che trovano! 24-10-2011 14:21 - Alessandro comunista
  • Da ligure leggo che Burlando contro Cota ha espresso un parere favorevole ai No Tav. Non fidatevi del Pd. Burlando dice questo unicamente perché vuole che le infrastrutture colleghino la Liguria con Milano ("le merci passano da nord a sud, non da est ad ovest") e a Genova c'è una situazione analoga alla No Tav, con un comitato No Gronda, contro il Terzo Valico tra Genova e Milano appoggiato da questi imprenditori di sinistra. Un'opera strategicamente anche sbagliata, perché quello che serve alla Liguria per non isolarsi è un collegamento logistico con l'Emilia Romagna. Burlando e Cota, Pd e Lega = Stessa razza infame. 24-10-2011 12:06 - dialektische materialismus
  • Hanno vinto perchè non si sono verificate violenze (come si auguravano molti politicanti e pseudo-giornalisti!!) E non è affatto vero che per far parlare di una manifestazione serve la violenza...si è visto con il 15 ottobre a Roma...la violenza ha fatto si che tutti i media parlassero solo della violenza, dimenticando di dire tutto ciò di buono che c'era in quella gente pacifica, dimenticando di riportare le motivazioni della manifestazione! impedendo alla maifestazione di concretizzrsi, di muoversi, partecipare, manifestare! La violenza serve ad installare la paura nella gente e la paura è il deterrente alla partecipazione! Ma il piano messo in atto a Roma (dove non si è impedita -volutamente-la violenza che era organizzata e non da quattro delinquenti...) non ha funzionato per i NO TAV e la lotta pacifica ora continua! La TAV non serve e non si farà mai! 24-10-2011 11:24 - Valeria
  • Questa volta, guarda un po', Casarini e Raparelli non si son fatti vedere. 24-10-2011 10:56 - Arrabal
  • In che senso vincono? Non mi sembra che il progetto sia stato modificato od i lavori di questa discutibile opera siano stati fermati. E allora? 24-10-2011 03:25 - alex1
  • BRAVISSIMI E CORAGGIOSI ANCHE PIU' DEL SOLITO
    vERO LUOGO DI PENSIERO E RESISTENZA
    gRAZIE GRAZIE 24-10-2011 02:16 - piero TRUCCHI
  • Mi sfugge cosa avrebbero vinto i noTAV, a parte una piacevole giornata nei boschi.
    Di questa manifestazione si è parlato abbastanza grazie alle violenze del 15 a Roma, per cui non era necessario che ci fossero violenze anche oggi perché si parlasse dei noTAV. Ma se continua così, senza violenze, chi parlerà più dei noTAV?
    Tra l'altro non hanno neanche causato nessun danno, i tagli delle reti erano simbolici, per cui è chiaro che "il corteo soddisfa tutti". Anche la polizia che ha "collaborato con i manifestanti". Che paura può fare una manifestazione se la polizia "collabora" alla sua buona riuscita?
    Comunque, contenti loro... 23-10-2011 23:07 - Alessandro comunista
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