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FUORIPAGINA
24/10/2011
  •   |   Giuliana Sgrena
    Tunisia al voto tra islamisti e "bella ciao"

    Le tensioni degli ultimi giorni di campagna elettorale sembrano aver lasciato spazio alla riflessione. Non è facile orientarsi tra le numerose liste che hanno raccolto i candidati di oltre cento partiti nati dopo la rivoluzione. I manifesti elettorali (volantini con le facce dei candidati e il simbolo) sono incasellati in appositi spazi dipinti sui muri, più che annunci elettorali sembrano mortuari, incorniciati come sono da strisce nere.


    Ma la campagna elettorale non ha risparmiato colpi, soprattutto dopo la provocazione del leader islamista Rachid Ghannouchi che dopo aver fatto una campagna da primo partito, e non solo per i soldi, ha detto che nelle elezioni ci saranno brogli e se così sarà - ovvero se En-nahda non sarà maggioritario - gli islamisti scenderanno in piazza. La minaccia è stata presa sul serio dai partiti democratici che purtroppo si presentano divisi lasciando spazio agli islamisti, anche se hanno già annunciato di essere disposti ad allearsi dopo il voto.

     

    Negli ultimi giorni si è alzata la tensione e anche la paura degli islamisti che secondo Maya J'ribi, segretaria generale del Partito democratico progressista (Pdp), hanno alla fine mostrato il vero volto. Accusati di avere un doppio linguaggio, uno ufficiale moderato, e uno radicale con i militanti, Rachid Ghannouchi, il leader storico di En-nahda, li ha riunificati alla vigilia delle elezioni. Un passo falso, una minaccia, il tentativo di fare paura ai tunisini - se non ci votate sarà il caos, copiando così la vecchia minaccia di Ben Ali - oppure i timori che il successo sperato non sarà confermato e quindi bisognerà pensare a prendere il potere con altri mezzi? Comunque sia, un gesto di irresponsabilità a tre giorni dal voto. Che certamente non calmerà la violenza dei salafiti che vogliono imporre le donne col velo integrale all'università di Sousse o di quelli che danno l'assalto alla tv Nesma perché trasmette Persepolis.

     

    La vigilia del voto in una Tunisi soleggiata sembra una giornata di vacanza. Dopo gli ultimi fuochi, le due Tunisie sembrano passarsi accanto senza sfiorarsi.
    L'una, quella islamista, che ha chiuso la sua campagna elettorale nello stadio di Ben Arous pieno di uomini, donne tutte velate con rare eccezioni, molti giovani e ragazzine che facevano sfoggio di veli colorati. Uno sventolio di bandiere di En-nahda alternate a quelle dei «rivoluzionari» libici e dei palestinesi. Il verde islamico bandito perché En-nahda non si vuole confondere con i partiti fratelli che hanno già dato un'infelice prova dell'islamismo cosiddetto moderato. E per dimostrarlo, in prima fila sul palco, c'era Souad Abdelrahim, unica donna candidata senza velo, che si è presentata però nelle Americhe visto che non vive in Tunisia. Anche se è arrivata per le ultime battute di campagna elettorale. Sul palco appariva con capelli sciolti, tailleur e tacchi a spillo. Nell'unico intervento femminile della parata, ha rivendicato per En-nahda il ministero dell'educazione nel prossimo governo per insegnare ai bambini la propria identità islamica. Epperò tutti gli interventi maschili hanno sottolineato il loro impegno a rispettare lo statuto di famiglia, il più progressista del mondo arabo. Sotto nubi nere che minacciavano pioggia si è concluso il grande raduno del popolo islamista mentre il popolo modernista (Polo democratico modernista, Pdm) cominciava ad affollare un palazzetto dello sport, la Coupole di El Menzah.

     

    Una coreografia da grande spettacolo, del resto una delle capolista di Qotb (questo il nome in arabo che vuole dire orientamento e viene esplicitato nel simbolo: una stella, segno di orientamento dei marinai e dei popoli del deserto) è Salma Baccar, famosa regista. La musica, anche qui assordante come in tutti i meeting, era molto moderna senza trascurare alcuni inni storici come quello palestinese o «bella ciao». Durante il meeting con brevi interventi dei capilista dei cinque governatorati di Tunisi (due donne e tre uomini) è stato presentato il programma della coalizione creata da Ettajdid, la versione socialdemocratica dell'ex partito comunista tunisino. Per il Polo, la Costituente deve sancire una evoluzione moderna del paese attraverso la separazione tra stato e religione, basata sull'uguaglianza tra uomo e donna, con la garanzia della libertà di espressione e di creatività. Il Polo ha puntato molto in campagna elettorale sulla valorizzazione della cultura. Ma non sono mancati altri punti importanti come il lavoro e l'ecologia.

     

    Nel meeting, come del resto in quello organizzato dal Pdp alla Cité di El Khadra, duri gli attacchi alle minacce irresponsabili di Rachid Ghannouchi. Il Pdp e il Pdm, entrambi favorevoli a un'alleanza dopo le elezioni, dovrebbero costituire il principale ostacolo alle imposizioni degli islamisti che se risulteranno il primo partito rivendicheranno il diritto di formare il nuovo governo che, invece, per Brahimi, leader di Ettajdid, dovrà essere ancora costituito di tecnici fino alle elezioni.

     

    Se la folla presente nello stadio di Ben Arous ci aveva dato l'impressione della forza di En-nahda, l'affollamento della Coupole ha ridimensionato i rapporti di forza. Ma soprattutto la presenza di tanti giovani, moltissime donne, il clima di festa, la presentazione per nulla rituale dei candidati, ci hanno fatto dimenticare di essere dal lato sud del Mediterraneo e per un momento il sogno tunisino di libertà e democrazia è diventato anche il nostro.


I COMMENTI:
  • Per alex1: è vero, ai nostri occhi entrambe le alternative non hanno sex appeal.
    Ma, tanto per iniziare, attualmente non ce n'è una terza.
    Quindi la scelta è fra quelle due: medioevo islamista o democrazia borghese.
    Tenendo presente la fine della sinistra iraniana io non avrei dubbi... 25-10-2011 10:50 - Galaverna
  • Per Galaverna: nussuna delle due alternative salvera' i paesi dallo sfruttamento degli imperialisti e dalle guerre. L'unica alternativa alla guerra ed allo sfruttamento dell'imperialismo e' il socialismo. Oggi piu' che mai vale lo slogan"socialismo o barbarie". 25-10-2011 07:14 - alex1
  • Penso che Galaverna centri esattamente il punto cruciale della questione: il comprensibile e condivisibile disgusto verso il corrotto ed autoritario ex regime di Ben Alì, in Tunisia, non dovrebbe affatto offuscare il giudizio altrettanto negativo nei confronti delle forze di chiara matrice islamiste che rischiano concretamente di prendere il potere tramite regolari elezioni politiche, dopo la riuscita della "rivoluzione" (...e lo stesso è probabile che possa succedere a breve anche in Egitto, con i fratelli musulmani...).

    Il paradosso è che nella fase "rivoluzionaria", in questi paesi, la rivolta è stata portata avanti davvero dal popolo, in modo trasversale e plebiscitario, mentre ora i partiti e le forze islamiste che sono rimaste ai margini, a manovrare nell' ombra in quella fase, possono passare facilmente all' "incasso", principalmente grazie alla disorganizzazione e divisione delle altre forze politiche di matrice laica...

    Insomma, tutti questi sforzi popolari, un po' caotici ma necessari ed apprezzabili, in cosa rischiano di tradursi all' atto pratico???

    Nella semplice presa del potere delle uniche forze organizzate, ben finanziate (probabimente anche dall' esterno!), di chiara matrice islamica, ovvero forze regressive e fondamentaliste!

    Riassumendo: la caduta dalla padella alla brace !!! 24-10-2011 23:37 - Fabio Vivian
  • Scacciando i tiranni i popoli nordafricani hanno aperto a se stessi l'opportunità di andare avanti o tornare indietro.
    Indietro verso l'islamismo, ovvero verso una concezione reazionaria della società.
    O avanti, accettando i rischi, le contraddizioni e le complessità della democrazia borghese.

    Dal punto di vista nostro, della sinistra comunista, qual'è lo scenario preferibile?
    Il Medioevo o la modernità?
    Chiedo, perchè a leggere certi in terventi mi viene il dubbio... 24-10-2011 19:31 - Galaverna
  • Gad Lerner scrive nel suo blog: “in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo trovo davvero irresponsabile che due stretti collaboratori di berlusconi, come giuliano ferrara e antonio martino, convochino per domani una manifestazione (ridanciana o no, che importa) sotto l’ambasciata di francia a roma”

    Io non solo farei questo, ma inviterei a tutte le famiglie libiche (quelle che vivono in libia però), italiane (quelle famiglie che hanno perso i loro cari con il bombardamento dell’Itavia ad Ustica da parte dei francesi), all’ex-ministro degli esteri francese Dumas (tanto per citarne qualcuno) e chiedere la testa del Criminale di Guerra di Sarkozy (già chiesta dallo stesso Dumas, oggi avvocato di fama internazionale) e di tutto il suo staff.
    Cosi come Sarkozy è accusato di essere 1 criminale di guerra, lo affiancherei a Napolitano, Cameroon, Obama, Clinton (la mandante diretta dell’assassinio di Gheddafi)
    perciò, all’ambasciata francese di Roma, non solo bisogna portare tutta quella gente , ma additare e denunciare anche giornalisti pennivendoli del SISTEMA, che si rifiutano di accennare 1 sola parola a tutta questa porcheria. I "ratti italioti" sono di fronte a tutti noi, di fronte a voi. 24-10-2011 16:13 - i ratti italioti
  • Il “razzista di sinistra”: come defluire nel Vendola-pensiero

    Perchè prendi posizione per Gheddafi? era un dittatore sanguinario, l’aiutino
    http://www.youtube.com/watch?v=Q6lUerpiSIE&feature=share
    occidentale in fondo non ha fatto altro che abbattere un dittatore questo è un po’ l’argomento di quelli che vengono qui a contestare e a fare predicozzi su “ma anche gli italiani si sono ribellati al fascismo” dimostrando una notevole dose di ignoranza storica e metastorica.Diciamo che prendo posizione per Gheddafi (come la prendo per Ahmadinejad e per Saddam) perchè questo è un piccolo medium.
    Dato per scontato che sia l’informazione “mainstream” che la cosiddetta “informazione alternativa” costituiscono davvero una giungla in cui è difficile districarsi, questo medium (che non coincide con “me personalmente”) si pone dalla parte di chi è aggredito.
    “ma le violenze ai curdi…” le violenze ai curdi sono come quelle dei palestinesi: sono fatti interni ad ogni paese. Se esistesse una comunità internazionale che persegue la legalità e non i secondi fini dei quattro stronzi al potere, con la diplomazia e le sanzioni si potrebbero risolvere queste cose interne.
    Ma poichè tutto questo non è, e la storia e la politica non si fanno con i “dover essere”, io mi limito al macrofenomeno.
    E cioè constato che viviamo in un sistema geopolitico completamente appiattito sull’economia occidentale che informa il potere, la società, gli stili di vita individuali. E che fa sì che Turchia, Iraq e Iran abbiano perseguitato i curdi perchè “troppe risorse” si sarebbero dovute impiegare a parlamentare, avendoci l’impero col fiato sul collo, con i suoi soldi, i suoi agenti, i suoi cecchini e i suoi cercacorrotti che s’infilano in ogni spazio di democrazia.
    Quando si è minacciati si chiudono gli spazi di libertà, per l’estero e per l’interno. Succede anche in Italia e in uSA, ma non si sente.
    Anche se i curdi sono filoimperiali per contingenza politica, l’impero non è amico dei curdi. Un domani che l’impero si sostituisse ad una delle potenze vessatrici si comporterebbe come al solito, con repressione, emarginazione e sfruttamento. E guerra. Perchè l’unico business che pare funzionare in economia recessiva è quello della guerra.
    Comunque, a tutti voi che “l’impero è guerrafondaio, ma i dittatori sono sanguinari” faccio vedere qualche video nuovo sulle belle gesta dei ratti libici (che parlano italiano, spagnolo, tedesco e solo in minima parte libico) che, su mandato dell’ONU sono andati a casa altrui per distruggere un sistema che con una dialettica democratica poteva essere migliorato senza dolore e macerie (e questo vale per ogni nazione additata dalla propaganda occidentale come dittatoriale).
    Intanto: Gheddafi ammetteva il dissenso, anche se la democrazia era gestita da organizzazioni diverse dai partiti. Qui c’è una testimonianza di un ex direttore di un giornale di Benghasi (ora chiuso dai ratti)

    http://www.youtube.com/watch?v=s6ABITAi84s&feature=related

    indipendente da Gheddafi.
    Inizialmente si era schierato coi ratti ma poi ha capito con che razza di delinquenti aveva a che fare.
    Quindi prima di parlare di “dittatura” informatevi.
    Poi: i ratti con alle spalle la NATO, tra le poche azioni autonome che hanno perpetrato (che quando affrontavano i lealisti han sempre dovuto arretrare e farsi pulire il culo dalla NATO) c’è stata la distruzione dei villaggi abitati da tribu’ libiche di ceppo africano.
    In questi villaggi si sono consumati genocidi e non è una parola esagerata.
    QUI
    http://www.youtube.com/watch?v=WpapApOZze4
    cio’ che resta dopo uno di questi eventi criminali.
    L’intervento occidentale
    http://www.youtube.com/watch?v=7JGXCWw2Pbo
    in Libia ha portato dolore e morte indicibili per la loro efferatezza e crudeltà. Le uccisioni
    http://www.youtube.com/watch?v=cslPrRLaQDI&feature=related
    , gli stupri,
    http://www.youtube.com/watch?v=VPg1SYzxUB4
    le torture
    http://www.youtube.com/watch?v=ayHqZfbYqlY&feature=related
    e le mutilazioni che si sono perpetrate a danno della popolazione libica di colore fanno invidia alle peggio malefatte del KKK.
    Anzi sembra che la NATO abbia reclutato topi di fogna razzisti
    http://www.youtube.com/watch?v=MBuGeO33Pgo&feature=related
    proprio perchè si accanissero piu’ efficacemente sulle genti nere.
    Di fronte all’impero e alla strage assunta come consuetudine politica,
    http://www.cloroalclero.com/?p=8311
    mi spiace, ma non c’è da rimanere neutrali. O almeno, non se si scrive qualcosa. Perchè la mistificazione è troppo enorme per essere ignorata e quindi tenetevi pure le vostre idee, ma non venite qui a giudicare me, perchè trovo proprio scontato che la “neutralità democratica” delle “anime belle di sinistra” a livello di dialettica di potere si trasformi poi in un “vendola-pensiero“
    http://www.unita.it/italia/la-svolta-di-vendola-dopo-br-la-libia-neanche-cuba-ha-piu-alibi-1.27500
    E mi spiace, io non lo condivido. Per me il concetto di autodeterminazione non puo’ essere inquinato da compromessi ideologici che dànno la guerra come risultato finale
    http://www.youtube.com/watch?v=Q6lUerpiSIE&feature=share.. 24-10-2011 14:39 - Il “razzista di sinistra"
  • Mentre scrivo ho davanti una bellissima foto che ritrae la madre e la sorella di Mohammad Bouazizi - radiullah - con in mano un manifesto, che chiede al popolo della Tunisia di non dimenticare il loro shahid. Vedremo i risultati e cioè qual'è la misura della vittoria di En-nadha, dato che non vi sono dubbi che sia il primo partito della Tunisia, nonostante il sovrastante appoggio dell'UE al PDP. Comunque nessuno da domani potrà più ignorare, umiliare e schernire impunemente l'identità islamica della Tunisia. Mi auguro comunque che i corrotti reggicoda dell'UE e del FMI escano ridimensionati e che la Tunisia come la Turchia possa percorrere la propria autonoma strada allo sviluppo, senza i colpi di stato occidentali laici che funestano da un ventennio il Mediterraneo, dall'Algeria alla Turchia passando per la Palestina. 24-10-2011 14:27 - Valter Di Nunzio
  • Lo avevamo detto che questa primavera era islamica!
    Gli amerikani hanno fatto lo stesso errore che fecero in Afganistan!
    Dare le armi a Bin Laden.
    Oggi non ci sono più i russi ma si è tornati al medio evo!
    La cosa triste è che le belle donne tunisine si sono ricoperte di nuovo!
    L'Islam è molto più vicina e presto conquisterà anche il nostro mondo corrotto!
    Personalmente pensavo a uno sviluppo in senso socialista,ma devo riconoscere che i socialismo stenta ad affermarsi e il capitalismo non è più un modello esportabile.
    Noi occidentali stiamo perdendo in tutti i fronti!
    A livello territoriale e strategico e a livello culturale
    Non abbiamo più nulla di nuovo e di appetibile.
    Gli africani diventano mussulmani e anche i preti hanno dimenticato le buone maniere!
    Imperialismo e sfruttamento delle risorse,ecco quello che sappiamo proporre agli africani.
    Quando pòi vengono da noi,li prendiamo e li rimandiamo a calci in culo a casa loro.
    Come possiamo pretendere di battere i mussulmani?
    Dove sono i cristiani,c'è fame e razzismo,dove invece ci sono loro, c'è la loro religione che è legge!
    Tutti vogliono essere governati dalla legge islamica!
    Le banche non chiedono interessi, come le banche dei cristiani.
    Loro non sfruttano a morte i loro fratelli!
    Anche la Libia ha annunciato che la legge sarà quella dei mussulmani e presto rimpiangeremo Gheddafi!
    Il capitalismo è morto e anche i suoi amministratori annaspano .
    Questo è un mondo in decadenza.O rivoluzione o tremenda reazione! 24-10-2011 11:27 - maurizio mariani
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    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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