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Cinzia Gubbini
Il Comitato per il no all'acqua pubblica si spacca sui rimborsi
Volano gli stracci nel Comitato AcquaLiberatutti, che magari non ricordano in molti, ma che racchiuse durante la campagna referendaria l'orgogliosa voce di chi si opponeva alla ripubblicizzazione dell'acqua. Presidente del comitato il giornalista Oscar Giannino, rappresentante legale il Democratico vicepresidente del Consiglio comunale di Sulmona, Antonio Iannamorelli. E via, e via, persone che non rappresentano l'intero arco costituzionale, ma quasi. E che, anzi, illuminano quell' area trasversale che va dalla destra alla sinistra, e che si fregia di battersi per una visione liberale dello Stato. E che dunque (dicono loro) non può contemplare la gestione pubblica dei servizi. Ci sono, tra gli altri, Annalisa Chirico dei Radicali, Fabio Santoro del Pd di Napoli, Marino Fardelli, capogruppo dell'Udc al Comune di Cassino, Piercamillo Falasca, vicepresidente di Libertiamo (associazione presieduta da Benedetto della Vedova, Fli).
Come è andata lo sappiamo: il 12 e il 13 giugno si vota, passsano tutti e quattro i quesiti referendari proposti. Per l'acqua bene comune è un plebiscito: vota quasi il 55% degli aventi diritto e i due referendum passano con oltre il 95%.
Ora è arrivato il momento di fare due conti: il 28 settembre l'ufficio di presidenza della Camera ha deliberato per il rimborso dovuto ai Comitati promotori del referendum che ne abbiano fatto richiesta. La legge prevede che ne possa adire a questa possibilità chi ha promosso il referendum - in caso di superamento del quorum. E' previsto un rimborso pari a 1 euro per ciascuna firma raccolta. Dunque, essendo le firme necessarie 500 mila, ed essendo due i quesiti, il Comitato promotore "2 sì per l'acqua bene comune" ha diritto al rimborso di 1 milione di euro.
Se non che, scorrendo la delibera, ci si accorge che Antonio Iannamorelli, rappresentante legale di AcquaLiberaTutti, ha diffidato la Presidenza della Camera dal concedere il rimborso, chiedendo perdipiù che venisse accreditato sul conto corrente del Comitato medesimo. In pratica volevano scippare i soldi destinati al Comitato promotore del referendum, anche se Iannamorelli, contattato da il Fatto quotidiano, dice in realtà di volere soltanto i soldi relativi alla percentuale del no, cioè circa 66 mila euro.
Fatto sta che dalla decisione di Iannamorelli stanno prendendo le distanze tutti. Prima la rappresentante radicale annalisa Chirico, scrivendo sempre al Fatto. Ed ora ,addirittura, Oscar Giannino, presidente del Comitato AcquaLiberatutti e Claudio Stagnaro, uno dei fondatori, hanno scritto una mail al Comitato promotore in cui si dissociano dall'iniziativa. Dicono di apprendere "con stupore" della decisione di Iannamorelli. E aggiungono: "Ci teniamo a precisare di essere del tutto estranei a questa iniziativa, di cui veniamo a conoscenza da fonti di stampa. Non crediamo che il denaro dei contribuenti, specie in un momento come quello attuale, dovrebbe essere utilizzato per finanziare iniziative politiche (incluse quelle a noi vicine)".
Insomma, l'armata liberale è in rotta. E per quanto riguarda il milione di euro, che ricorda tanto quello del signor Bonaventura, cosa ne farà il Comitato per l'acqua bene comune? "Intanto dobbiamo restituire i soldi a tutte le persone che ce li hanno prestati - spiegano - abbiamo stipulato dei veri e propri contratti, che adesso verranno onorati. Con quel che rimane, abbiamo intenzione di promuovere qualche progetto a favore della distribuzione dell'acqua in Africa, e con il resto continueremo la battaglia. Perché il referendum è vinto, ma è sotto gli occhi di tutti che sono molte le istituzioni che non lo vogliono applicare".
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